Tra le numerose curiosità su Leonardo Da Vinci c'è anche quella che fosse vegetariano. Numerose prove, infatti, ci confermano questa ipotesi. Esiste anche un ricettario da lui scritto dove compaiono solo piatti fatti con frutta e verdura.
La scelta di esserlo non era legata né ad aspetti economici (proveniva da una famiglia agiata che poteva permettersi il lusso dell’acquisto di carne), né da una volontà salutista (non era ancora il tempo nel quale il vegetarismo era considerato uno stile alimentare green). Leonardo ne faceva una questione tra il religioso e il filosofico. La sua scelta vegetariana nasceva dalla presa di distanza, chiara e netta, nei confronti della caccia agli animali e ai pesci per procurarsi il cibo. Diceva Leonardo, scolpendo così la sua presa di posizione: “Verrà il tempo in cui anche l’uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto”. Per lui quel tempo era già arrivato.
E sebbene non siano stati ritrovati, nella sterminata produzione di Leonardi, testi e opere sul vegetarianismo, esiste un manuale di ricette preferite da Leonardo. Tra le altre testimonianze c’è anche quella del pittore Giorgio Vasari che raccontò di trovarsi un giorno con Leonardo al Mercato di Firenze e il nostro Genio si ritrovò ad osservare alcuni uccelli ingabbiati. Lo stesso Vasari, contemporaneo di Leonardo, nelle *Vite *riferisce infatti che “spesso passando da i luoghi dove si vendevano uccelli, di sua mano cavandoli di gabbia e pagatogli a chi li vendeva il prezo che n’era richiesto, li lasciava in aria al volo, restituendoli la perduta libertà”. Leonardo animalista, dunque, ma probabilmente non vegetariano.
Il rifiuto di Leonardo della violenza nei confronti degli animali fu testimoniato anche da Vasari, nelle Vite, egli per tutte queste informazioni poteva attingere da fonti dirette. Ser Piero, padre di Leonardo, era un suo vicino di casa. “E non avendo egli, si può dir, nulla, e poco lavorando, del continuo tenne servitori e cavalli, de’ quali si dilettò molto, e particularmente di tutti gl’altri animali, i quali con grandissimo amore e pacienza governava. -scrive Vasari - E mostrollo ché spesso passando dai luoghi dove si vendevano uccelli, di sua mano cavandoli di gabbia e pagatogli a chi li vendeva il prezzo che n’era chiesto, li lasciava in aria a volo, restituendoli la perduta libertà.
Siamo certi che Leonardo da Vinci fosse vegetariano, grazie a una lettera dell’epoca. E questo non per motivi medici o speculazioni intellettuali legate alla salute, ma per pieno rispetto di quei piccoli fratelli, ai quali un giorno sarebbe stato attribuito un ruolo paritario, nel rispetto alla vita. Quindi una scelta puramente etica. La vita appartiene ad ogni creatura, pensava evidentemente Leonardo, e a Dio. Nessuno può toglierla agli altri.
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L’esploratore empolese Andrea Corsali (1487 - ?) inviò dall’estremo oriente due lunghe relazioni a Giuliano de’ Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico e fratello di Papa Leone X, oltreché patrono di Leonardo Da Vinci. Ecco quanto scrisse il 1 gennaio 1516:”Fra Goa e Rasigut over Carmania, vi è una terra detta Cambaia, dove l’Indo fiume entra nel mare. E’ abitata da Gentili detti Guzzarati, grandi mercatanti. Vestono parte di loro all’apostolica e parte all’uso di Turchia. Non si cibano di cosa alcuna che tenga sangue; nè fra essi loro consentono che si noccia ad alcuna cosa animata, come il nostro Leonardo Da Vinci .
Ma inutile pensare che la scelta vegetariana dipendesse, in Leonardo, da lontane dottrine. Il francescanesimo si trovò di fronte alla necessità di questa opzione. Francesco consigliò ai propri fratelli che non si facesse uso di carne - e ciò non tanto per motivi economici legati alla necessità della povertà - per rispetto degli animali; la squisitezza del tratto francescano prevedeva invece che il frate ricevuto da qualsiasi famiglia non stesse a questionare, però, sui cibi o sulle proibizioni. Pertanto il frate doveva mangiare e ringraziare.
Ovviamente non tutti sono d’accordo con questa tesi. Alcuni studiosi, infatti, dicono il contrario. Ossia che Leonardo comprava spesso la carne, studiando ingegni per il girarrosto e l’effetto del fuoco sulla carne e non solo.
Ecco così che gli storici Alessandro Vezzosi e Agnese Sabato, del Museo Ideale Leonardo da Vinci, lo chef Enrico Panero, del ristorante Leonardo da Vinci di Eataly Firenze, e l’ineffabile Oscar Farinetti si sono messi insieme per un libro provocatorio fin dal titolo: “Leonardo non era vegetariano. Dalla lista della spesa di Leonardo alle ricette di Enrico Panero” (Maschietto editore).
Fu infatti maestro di feste, cerimonie e banchetti a Firenze, Milano e Amboise. Nelle “liste della spesa” di Leonardo, carne e pesce si trovano in abbondanza. “Qui ci sono tutti quegli indizi che sembrano prove ma che comportano un’interpretazione”. Spiega il professor Vezzosi. “Leonardo acquistava la carne, studiava ingegni per il girarrosto e l’effetto del fuoco sulla carne. Elementi che lasciano pensare, ma che non ci confermano che Leonardo mangiasse tutto quello che comprava”.
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Leonardo studiò le materie prime, inventò macchine e utensili per la loro lavorazione, ragionò sulle caratteristiche dei territori di produzione, codificò disciplinari di prodotti come l’olio, il pane e il vino, esplorò le proprietà degli alimenti in relazione alla salute del corpo, scrisse favole, "profezie", indovinelli e rebus ispirati al tema del cibo, realizzò straordinari disegni di macchine innovative per la produzione. Per non parlare, poi, dei cibi nei suoi dipinti, a partire dal Cenacolo. Tra gli appunti di Leonardo compare perfino una macchina per fare gli spaghetti.
Presentato in anteprima nazionale da Eataly Smeraldo a Milano, esce il 7 luglio in libreria “Leonardo non era vegetariano. Dalla lista della spesa di Leonardo alle ricette di Enrico Panero”, un viaggio storico culinario che porta in tavola i piatti composti con le pietanze di Leonardo da Vinci. Incalzato dalle domande di Oscar Farinetti, il critico Alessandro Vezzosi (direttore del museo ideale Leonardo da Vinci) ha spiegato come, partendo dalle liste della spesa e da altri documenti attribuiti a Leonardo, si sia arrivati a stabilire che non fosse vegetariano.
Leonardo da Vinci fu grandissimo artista, scienziato, scopritore e inventore. Ma la sua passione e il suo genio si applicarono anche ai temi del cibo, della cucina, dell’alimentazione, tanto da poter ravvisare nei suoi contributi di più varia natura riferimenti importanti per la definizione della moderna cultura gastronomica e culinaria. Maestro di feste, cerimonie e banchetti a Firenze, Milano e Amboise, Leonardo studiò le materie prime, inventò macchine e utensili per la loro lavorazione, ragionò sulle caratteristiche dei territori di produzione, codificò disciplinari di prodotti come l’olio, il pane e il vino, esplorò le proprietà degli alimenti in relazione alla salute del corpo, scrisse favole, ‘profezie’, indovinelli e rebus ispirati al tema del cibo, realizzò straordinari disegni di macchine innovative per la produzione.
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