Leonardo da Vinci era vegetariano? Un viaggio attraverso la storia del vegetarianismo

L’elenco di vegetariani famosi nella storia è molto lungo e affonda in tempi antichissimi, da Leonardo da Vinci a Paul McCartney, da Plutarco a Lev Tolstoj. Le origini della cultura vegetariana affondano nell’epoca greca, quando uno scienziato come Pitagora considerava il cibo degli animali, procacciato attraverso la caccia, alla stregua di un crimine.

Chi fu il primo vegetariano?

Il primo del quale abbiamo notizie, attraverso il suo testo “Del mangiare carne”, è il filosofo Plutarco, che rimproverava gli uomini di uccidere creature buone e mansuete per imbandire la propria tavola. Più si torna indietro nel tempo e più ci si accorge che, nell’ambito delle religioni, il rispetto e la compassione per ogni essere vivente è di grande rilevanza.

Si tratta di sentimenti che, purtroppo, sono andati sempre più affievolendosi con l’affermarsi della filosofia aristotelica, agostiniana, cartesiana. Filosofie che hanno posto l’uomo in una posizione di centralità allontanandolo dalla natura. Ciononostante, nei secoli, i vegetariani non sono mancati.

Perché Leonardo da Vinci era vegetariano?

La scelta di Leonardo da Vinci di essere vegetariano non era legata né ad aspetti economici (proveniva da una famiglia agiata che poteva permettersi il lusso dell’acquisto di carne), né da una volontà salutista (non era ancora il tempo nel quale il vegetarianismo era considerato uno stile alimentare green). Leonardo ne faceva una questione tra il religioso e il filosofico.

La sua scelta vegetariana nasceva dalla presa di distanza, chiara e netta, nei confronti della caccia agli animali e ai pesci per procurarsi il cibo. Diceva Leonardo, scolpendo così la sua presa di posizione: “Verrà il tempo in cui anche l’uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto”. Per lui quel tempo era già arrivato.

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E sebbene non siano stati ritrovati, nella sterminata produzione di Leonardo, testi e opere sul vegetarianismo, esiste un manuale di ricette preferite da Leonardo. Secondo alcuni studiosi infatti, questo manuale contiene numerosi piatti a base di frutta e verdura, escludendo completamente la carne. Se autentico, potrebbe essere interpretato come una prova della preferenza di Leonardo per una dieta priva di carne. Ma la validità di questo documento è stata messa in discussione da alcuni critici, che sollevano dubbi sull’autenticità e l’attribuzione corretta a Leonardo.

Tuttavia, la domanda cruciale rimane: era davvero vegetariano? Le teorie sul vegetarianismo di Leonardo nascono da varie influenze, tra cui la sua presunta predisposizione personale sin dall’infanzia a considerare sacra ogni forma di vita superiore. Altri studiosi suggeriscono ancora la presenza di echi del francescanesimo, dove il rispetto degli animali era un valore fondamentale.

Inoltre, la conoscenza delle dottrine neo-platoniche di Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, che sottolineavano la presenza dello spirito di Dio in ogni cosa e sostenevano che gli animali non erano privi dello spirito divino, aprendo la porta a una considerazione più etica della loro vita, avrebbe potuto influenzare la visione di Leonardo sugli animali.

D’altra parte, altri storici, evidenziando il contesto storico e culturale dell’epoca, in cui il consumo di carne era diffuso e considerato una fonte importante di nutrimento e status sociale, sollevano dubbi su questa interpretazione, suggerendo che potrebbe essere eccessivamente semplificata e che Leonardo potrebbe in realtà non essere stato rigidamente vegetariano, e che potrebbe aver cucinato e consumato piatti a base di carne durante la sua vita.

Tuttavia, in ogni caso, queste testimonianze sono spesso soggette a interpretazioni e speculazioni, e non forniscono prove definitive del suo regime alimentare. Ciò nonostante, siamo certi che Leonardo da Vinci fosse vegetariano, grazie a una lettera dell’epoca. E questo non per motivi medici o speculazioni intellettuali legate alla salute, ma per pieno rispetto di quei piccoli fratelli, ai quali un giorno sarebbe stato attribuito un ruolo paritario, nel rispetto alla vita. Quindi una scelta puramente etica.

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Il rifiuto di Leonardo della violenza nei confronti degli animali fu testimoniato anche da Vasari, nelle Vite, egli per tutte queste informazioni poteva attingere da fonti dirette. Ser Piero, padre di Leonardo, era un suo vicino di casa. “E non avendo egli, si può dir, nulla, e poco lavorando, del continuo tenne servitori e cavalli, de’ quali si dilettò molto, e particularmente di tutti gl’altri animali, i quali con grandissimo amore e pacienza governava. -scrive Vasari - E mostrollo ché spesso passando dai luoghi dove si vendevano uccelli, di sua mano cavandoli di gabbia e pagatogli a chi li vendeva il prezzo che n’era chiesto, li lasciava in aria a volo, restituendoli la perduta libertà.

Altri vegetariani famosi nella storia

Nella storia e nella cultura, l’adesione di personaggi illustri a particolari abitudini di vita ha sempre suscitato interesse e ammirazione. Tra gli esempi più significativi, spicca la figura di Seneca, che ha abbracciato il vegetarianismo per motivazioni etiche e morali. Per Seneca, rispettare la vita degli animali era una manifestazione diretta di virtù e compassione. Egli incoraggiava vivamente l’adozione di uno stile di vita vegetariano, sostenendo che l’uccisione degli animali per il consumo alimentare andasse contro il principio di giustizia e di rispetto per la vita.

Passando alla storia per le sue scoperte in campo matematico, Pitagora è anche il capostipite del movimento vegetariano in Occidente. Prima dell’esistenza del termine “vegetariano”, chi preferiva una dieta senza carne veniva in genere indicato come “Pitagorico“. Sappiamo della scelta vegetariana di Pitagora grazie alle Metamorfosi di Ovidio, che descrivono il matematico come fermamente schierato contro il consumo di animali, reputata un’inutile strage mentre la terra offre già i frutti e le piante necessari per nutrirci.

Plutarco fu uno scrittore, biografo, filosofo e sacerdote. Influenzato anche lui dal pensiero pitagorico, teorizzò e mise per iscritto le proprie idee sull’alimentazione attraverso i discorsi che compongono il trattato Sul mangiare carne, purtroppo giunto a noi incompleto, che inizia proprio così:“Tu vuoi sapere secondo quale criterio Pitagora si astenesse dal mangiare carne mentre io mi domando con stupore in quale circostanza e con quale disposizione spirituale l’uomo toccò per la prima volta con la bocca il sangue e sfiorò con le labbra la carne di un animale morto […] quelle membra che poco prima muggivano e gridavano, si muovevano e vivevano”Fu tra i primi a parlare di ingiustizia nel privare un altro essere vivente della propria vita e a sostenere che l’empatia nei confronti dei più deboli sia una virtù indice d’incapacità nel compiere nefandezze verso gli umani.

Un ideale caratteristico dell’epoca Romantica fu proprio un profondo apprezzamento della natura e della bellezza: per molti intellettuali romantici questo non era compatibile con il consumo di carne. Mary Shelley - l’autrice del libro Frankenstein - non consumava carne, e il libro stesso può essere considerato una sorta di manifesto vegetariano. Infatti nonostante le circostanze terrificanti della sua creazione, il mostro di Frankenstein stesso è vegetariano e vive in comunione con la natura proprio come aspiravano a fare gli intellettuali romantici.

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Uno dei più grandi difensori degli oppressi non poteva di certo tralasciare gli ultimi, gli animali: Gandhi. Con le sue lotte nonviolente e la sua disobbedienza civile ha portato l’India all’indipendenza, ha sensibilizzato le popolazioni su tematiche civili e ha posto l’accento anche sugli animali, la cui dignità e diritto alla vita vengono considerate al pari di quelle degli esseri umani. Questo grande leader considerava il vegetarianismo una questione morale: la vita di un animale non è meno preziosa di quella di un essere umano.

I vantaggi di una dieta vegetariana

Le diete vegetariane se ben bilanciate da un punto di vista nutrizionale possono portare ad indubbi vantaggi in termini di salute e longevità. Le abitudini degli abitanti delle cosiddette ‘Blue Zones’ (zone del pianeta in cui l’aspettativa di vita media è superiore alla media globale e la concentrazione di centenari è più elevata) sono studiate da molti decenni. Tra i vari fattori sociali e ambientali riscontrati la dieta sembra avere un ruolo importantissimo. I residenti delle Zone Blu mangiano infatti prevalentemente verdura e frutta, legumi (fagioli, lenticchie, piselli, ceci), cereali integrali, noci e semi. Il consumo di carne o pesce, quando presente, è molto limitato, con una media di 5 volte al mese, il 95% del cibo consumato è infatti a base vegetale. Okinawa in Giappone, Ikaria in Grecia, Sardegna in Italia, Nicoya in Costa Rica e Loma Linda, California: queste sono le Blue Zones, dove la concentrazione di centenari è la più elevata del pianeta.

Tuttavia, al di là delle dissertazioni lo scopo di questo articolo è di cercare di mettere in luce le possibili problematiche legate ad un’alimentazione vegetariana e a maggior ragione vegana non bilanciata. Ritornando all’argomento principale di questo scritto possiamo affermare che, adottando una dieta vegana o vegetariana non bilanciata, è particolarmente importante fare attenzione ad un sufficiente approvvigionamento di sostanze nutritive come proteine, acidi grassi omega-3, vitamina D, vitamina B2, vitamina B12, calcio, ferro, iodio, zinco e selenio poiché gli alimenti vegetali contengono, rispetto a quelli di origine animale, una concentrazione più bassa di questi nutrienti essenziali. In particolare, la vitamina B12, solubile in acqua, si trova solo nei cibi animali e non può essere creata dalle piante.

Per evitare il verificarsi di carenze alimentari durante una dieta vegana è importante nutrirsi in modo vario ed equilibrato, privilegiando gli alimenti vegani più nutrienti e i cibi che contengano le sostanze nutritive più importanti. Inoltre, è importante accertare che la sufficiente quantità di vitamina B12 sia garantita attraverso l’assunzione di integratori alimentari vegani appropriati. Grazie ad una mirata scelta dei cibi vegani e un buon piano alimentare è possibile creare una dieta che non comporti alcun deficit dei nutrienti.

La cobalamina o Vitamina B12 fa parte delle vitamine cosiddette idrosolubili, quelle che non possono essere accumulate nell’organismo, ma devono essere regolarmente assunte attraverso l’alimentazione. La carenza di vitamina B12 può causare anemia, lesioni nervose e demenza. La vitamina B12 è essenziale per la sintesi di globuli rossi da parte del midollo osseo, e la sua carenza può portare alla produzione di globuli rossi di grandi dimensioni, causando la cosiddetta anemia megaloblastica.

Proteine: La carenza di proteine può causare sintomi come debolezza muscolare, anemia, inappetenza, tachicardia e problemi oculari. Acidi grassi omega-3: La carenza di acidi grassi omega-3 può causare sintomi come pelle secca e irritata, affaticamento, disturbi del sonno, infiammazione e problemi cognitivi.

Le diete vegane non sono raccomandate in età pediatrica perché non forniscono al bambino tutti i nutrienti di cui ha bisogno per la crescita. La dieta vegetariana può essere più facilmente bilanciata per un soggetto in crescita ma richiede un’attenta valutazione. Tuttavia, se un bambino segue una dieta vegana, è importante assicurarsi che riceva abbastanza proteine, acidi grassi omega-3, vitamina D, vitamina B2, vitamina B12, calcio, ferro, iodio, zinco e selenio.

Consigli per una dieta vegetariana equilibrata

  • Mantenere una buona igiene orale: Una buona igiene orale è importante per tutti, compresi i vegani. I vegani dovrebbero spazzolare i denti almeno due volte al giorno (meglio tre) con un dentifricio contenente fluoro e usare il filo interdentale regolarmente.
  • Assicurarsi di assumere abbastanza calcio: Il calcio è un minerale importante per la salute delle ossa e dei denti. Gli alimenti vegani ricchi di calcio includono broccoli, cavolo, tofu, mandorle e semi di sesamo.
  • Assicurarsi di assumere abbastanza vitamina D: La vitamina D è importante per l’assorbimento del calcio e per la salute delle ossa e dei denti. Gli alimenti vegani ricchi di vitamina D includono funghi, latte di soia fortificato e cereali fortificati.

Leonardo da Vinci: un precursore dei tempi

Leonardo da Vinci, figura di spicco del Rinascimento italiano, non è solo celebrato per le sue ineguagliabili opere d’arte e le visioni scientifiche avanguardistiche, ma anche per le sue parole profetiche sull’alimentazione. La celebre citazione, “Verrà il tempo in cui l’uomo non dovrà più uccidere per mangiare, ed anche l’uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto,” è stata la fiamma accesa per numerose teorie che vedono in Leonardo il primo vegetariano della storia in Italia.

Riscoprire il lato animalista di Leonardo ci invita a riflettere su come piccoli gesti possano ispirare cambiamenti profondi anche secoli dopo.

Vegetariani Famosi nella Storia
Nome Periodo Motivazioni
Pitagora 570 - 490 a.C. Credenza nella metempsicosi
Plutarco 46 - 127 d.C. Ingiustizia nel privare un altro essere vivente della propria vita
Leonardo Da Vinci 1452 - 1519 Preoccupazione per il benessere degli animali
Mary Shelley 1797 - 1851 Apprezzamento della natura e della bellezza
Gandhi 1869 - 1948 Questione morale: la vita di un animale non è meno preziosa di quella di un essere umano

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