Queste righe descrivono l’essenza del disturbo da “binge eating” o disturbo dell’alimentazione incontrollata: “Spesso mi sento triste e sola. Mangiare mi fa stare meglio, mi fa sentire quasi euforica. Ma quando inizio a mangiare non riesco a smettere e finisco per abbuffarmi fino a quando non mi sento lo stomaco tirare perché sono troppo piena. A questo punto comincio a sentirmi un fallimento per averlo fatto ancora una volta, provo rabbia verso me stessa e mi sento in colpa.”
Cos'è il Binge Eating?
Il termine binge inizialmente veniva utilizzato per indicare l’abuso di alcol. Questo disturbo è caratterizzato, come per la bulimia, dalla presenza di episodi di abbuffata in cui la persona smette di mangiare solo quando comincia a sentirsi fisicamente male. Alla fine delle abbuffate le persone si sentono molto in colpa e depresse. Le abbuffate sono utilizzate da questi pazienti come modalità per gestire le loro emozioni.Il disturbo da alimentazione incontrollata (DAI) si caratterizza per la presenza di episodi di abbuffate ricorrenti. Talvolta, le abbuffate si alternano a periodi in cui la quantità di cibo che si mangia è sostanzialmente ridotta. Mangiare in quantità eccessiva occasionalmente non significa avere un disturbo da alimentazione incontrollata.
Criteri Diagnostici del Binge Eating
Secondo il DSM-5, i criteri diagnostici includono:
- Presenza di ricorrenti episodi di abbuffata.
- È presente un marcato disagio riguardo alle abbuffate.
- L’abbuffata si deve verificare, mediamente, almeno una volta a settimana per tre mesi.
- Il livello di gravità si basa sulla frequenza degli episodi di abbuffata. Il livello di gravità però può essere aumentato in relazione ad altri sintomi che invalidano la qualità di vita della persona.
Prevalenza e Decorso
È stato evidenziato che tra gli adulti americani (dai 18 anni) la prevalenza tra le femmine e i maschi è rispettivamente di 1,6% e 0,8%. Sullo sviluppo e il decorso del binge eating si sa ancora poco. Sembrerebbe sia un disturbo che non compare precocemente. In alcuni individui, episodi di alimentazioni incontrollata oppure abbuffate occasionali, possono presentare una fase iniziale di un disturbo alimentare. Il disturbo da binge eating inizia solitamente negli adolescenti o nella prima età adulta, ma può iniziare anche in tarda età.
Alcuni studi hanno evidenziato che i tassi di remissione sia al decorso naturale sia agli esiti del trattamento sono maggiori nel binge-eating rispetto agli altri disturbi dell’alimentazione. Il disturbo da binge-eating sembra essere persistente. Il decorso è paragonabile a quello della bulimia nervosa. Tra i fattori di rischio per il binge-eating sono stati individuati fattori genetici e fisiologici.
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Conseguenze del Binge Eating
Il disturbo da binge-eating è associato ad una serie di conseguenze psicologiche e mediche. Tra le prime rientrano problemi di adattamento del ruolo sociale, cioè la persona con binge-eating, ha difficoltà a svolgere le funzioni che ha all’interno del contesto in cui vive Il disturbo ha delle ripercussioni anche sulla salute fisica. Questo disturbo, oltre a generare stati psicologici negativi che possono arrivare fino alla depressione, può favorire stati di marcato sovrappeso e grave obesità.
Caratteristiche delle Abbuffate
A chi non è successo almeno una volta nella vita di abbuffarsi? Talvolta un’abbuffata è solo un’abbuffata. È un comportamento isolato che anche se succede spesso, per esempio durante un buffet, non lo associamo ad altre difficoltà. A caratterizzare un’abbuffata è determinante anche la durata; infatti avviene in un periodo limitato, in genere entro le due ore.
Elementi Chiave delle Abbuffate
- Craving: Nei disturbi del comportamento alimentare caratterizzati dalle abbuffate è centrale il concetto di “craving”. Il termine craving viene molto utilizzato nel linguaggio professionale italiano ed indica un desiderio persistente e irresistibile per una determinata sostanza o per sostanze a effetti simili.
- Sensazioni: I primi momenti di un’abbuffata possono essere piacevoli poiché il gusto e la consistenza del cibo possono risultare intensamente piacevoli. Purtroppo questa sensazione finisce molto presto lasciando spazio a sentimenti di disgusto verso sé stessi e frustrazione.
- Velocità: Durante un episodio di abbuffata le persone mangiano molto in fretta.
- Segretezza: Le abbuffate avvengono in assoluto segreto.
- Agitazione: Alcune persone durante le abbuffate riportano di sentirsi molto agitate. Camminano avanti e dietro nella stanza e spesso si sentono disperate. Il craving viene percepito come una forza potente che le spinge a mangiare a cui non ci si può opporre.
- Alterazione della Coscienza: Durante un episodio di abbuffata spesso le persone descrivono una sensazione di estraneità. Abbuffarsi appare un comportamento automatico, come se si fosse in uno stato di trance.
- Perdita di Controllo: L’esperienza di non avere il controllo della situazione è la caratteristica principale del binge eating. La perdita di controllo, infatti, distingue questo disturbo dall’alimentazione eccessiva. La sensazione di perdita di controllo varia da persona a persona e può variare, con il passare del tempo, anche nella stessa persona.
Frequenza, Durata e Quantità
È difficile definire un’abbuffata tipica poiché le persone differiscono molto rispetto al numero di volte che si abbuffano, al tipo di cibo che assumono e alla loro quantità. Per quanto riguarda la frequenza come abbiamo visto nei criteri diagnostici, per fare diagnosi di binge eating l’abbuffata deve avvenire almeno una volta alla settimana. Il criterio sulla quantità delle abbuffate è da sempre molto discusso. Può succedere infatti, che persone che si abbuffano meno frequentemente possono presentare una situazione molto compromessa.
La durata delle abbuffate, invece, dipende da molti fattori. Spesso la persona cerca di non avere cibo “pronto all’uso” nel tentativo disperato di evitare di abbuffarsi. Non trovando nulla comincia a cercare e a prepararsi qualcosa con cui possa gestire il craving utilizzando cibi che utilizza abitualmente. Si può cominciare per esempio con una tazza e cereali, ma dopo averne mangiato due o tre la persona comincia a sentire la sensazione di aver perso il controllo. È così che dopo può continuare a prepararsi fette biscottate con la marmellata, yogurt con frutta secca, gallette con miele, ecc.
Considerando i cibi assunti durante un’abbuffata si evidenzia il punto centrale per la comprensione delle cause di molte abbuffate. La maggior parte delle abbuffate è caratterizzata dall’assunzione di cibi che le persone cercano di evitare. Si tratta quindi di tutti quei tipi di cibi che “fanno ingrassare” e che le persone non assumono abitualmente. Anche la quantità di cibo assunta varia da persona a persona. Un’abbuffata tipica include tra le mille e le duemila calorie. Circa un quarto delle abbuffate includono più di duemila calorie, che corrispondono pressappoco al fabbisogno calorico medio giornaliero di molte donne.
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Abbuffate Soggettive vs. Oggettive
Alcune persone riportano di aver vissuto episodi di abbuffate che però non soddisfano la definizione tecnica di abbuffata poiché hanno consumato piccole o medie quantità di cibo. Questi episodi vengono vissuti dalla persona come abbuffate perché sentono di aver perso il controllo e perché credono di aver mangiato una quantità di cibo eccessiva. Questo tipo di abbuffate sono definite abbuffate soggettive per differenziarle da quelle caratterizzate dall’assunzione di quantità di cibo obiettivamente ingenti che possiamo definire abbuffate oggettive. Come è stato accennato in questo articolo, le persone che vivono episodi di abbuffata si vergognano molto, provano disprezzo e senso di colpa per il loro comportamento.
Cause delle Abbuffate
Per poter comprendere come evitare le abbuffate è essenziale sapere quali sono i fattori da cui possono avere origine:
- Digiuno e Fame Associata: Prima di giungere ad uno specialista, chi soffre di binge eating disorder spesso tenta numerose diete per perdere peso, senza risultati duraturi. Infatti il problema, prima che fisico, è causato da sofferenza psicologica. Molto spesso nel disturbo da binge eating il mettersi a dieta segue le abbuffate, diversamente da quanto succede nella bulimia in cui le abbuffate seguono la restrizione alimentare. Avere fame, o essere a dieta favorisce le abbuffate nel binge eating poiché le persone fanno fatica a rispettare un regime alimentare.
- Assunzione di Alcolici: Alcune persone riportano che assumendo alcol sono più vulnerabili alle abbuffate. Questo avviene per diversi motivi. Innanzitutto l’alcol riduce la capacità di astenersi ai desideri immediati, per cui la probabilità di infrangere le regole alimentari è molto alta.
- Emozioni Spiacevoli: È il fattore principe che causa le abbuffate. Le persone con binge eating hanno una marcata difficoltà nella gestione delle emozioni. In particolare emozioni spiacevoli di ogni genere possono essere la causa di molte abbuffate. Le persone con disturbo da binge eating riportano di abbuffarsi quando vivono situazioni che creano loro pensieri ed emozioni spiacevoli. Questo succede perché in una situazione di difficoltà emotiva la persona risponde con l’unico modo che conosce per sentirsi meglio: mangiare. Il cibo inizialmente crea una piacevole sensazione in grado di calmare la persona, in un secondo momento subentrano il senso di colpa e vergogna. Sentirsi depressi rappresenta una situazione particolarmente rischiosa. Lo stress, l’ansia, la noia e la rabbia possono essere considerati altri fattori scatenanti. Il problema principale è quindi lo stretto collegamento tra emozione e cibo. Il cibo diventa strumento per anestetizzare le emozioni vissute come spiacevoli. Allo stesso tempo però, le caratteristiche del binge-eating, inducono emozioni di colpa e di disagio.
- Mancanza di Strutturazione del Tempo: Non avere una strutturazione della giornata con il conseguente senso di noia, può essere un fattore scatenante alle abbuffate.
- Essere Soli: Come abbiamo visto le persone con binge eating si abbuffano in segreto, quindi essere soli aumenta il rischio di abbuffarsi.
- Sentirsi Grassi: La sensazione di sentirsi grassi è molto più comune nelle donne e aumenta la probabilità di abbuffarsi.
- Prendere Peso: La maggior parte delle persone che controllano la loro forma fisica reagiscono male all’aumento di peso. Prendere peso può scatenare una reazione negativa, che può portare la persona ad abbandonare ogni sforzo di controllo sul cibo finendo per abbuffarsi.
- Tensione Premestruale: Il periodo premestruale è particolarmente difficile per chi soffre di binge eating. Infatti questo periodo è caratterizzato da molti fattori sopra descritti: umore depresso e irritabile, sentirsi gonfie, aumento di peso.
Rimedi e Trattamenti
Il binge-eating rientra nei disturbi del comportamento alimentare in cui si intrecciano fattori ambientali, sociali, psicologici e motivazionali che caratterizzano il disturbo. Per questa ragione anche il binge eating, come gli altri disturbi alimentari, necessita di un approccio multidisciplinare. Terapia individuale, terapia di gruppo, medico, nutrizionista, psichiatra sono parti fondamentali da coinvolgere per una buona riuscita del percorso terapeutico. Sembrerebbe che il ricovero sia raramente utile. Studi e esperienze cliniche dimostrano che il disturbo da binge-eating può essere trattato con efficacia a livello ambulatoriale.
Nella cura del disturbo da binge-eating spesso vengono proposti farmaci antidepressivi. Nel giro di poche settimane di trattamento con farmaci antidepressivi si assiste ad una riduzione dal 50 al 60% della frequenza di abbuffate. Le persone riportano un minore desiderio di abbuffarsi, un miglioramento nel tono dell’umore e una riduzione della sensazione di perdita di controllo. Questi effetti però tendono a non essere duraturi nonostante la persona continui ad assumere il farmaco.
Trattamenti Psicologici
A differenza dei farmaci, diversi studi hanno dimostrato l’utilità dei trattamenti psicologici. Attualmente il trattamento psicologico più efficace sembra essere una forma specifica di terapia cognitiva e comportamentale (CBT) fondata da Fairburn. La terapia cognitiva e comportamentale di rivela particolarmente efficace nel disturbo da binge-eating perché considerando le due componenti della terapia cioè le cognizioni e i comportamenti, affronta sia le abitudini alimentari inadeguate sia gli aspetti cognitivi sottostanti come la sopravvalutazione dell’importanza della propria forma fisica, del peso, le regole dietetiche e il pensiero dicotomico “tutto o niente”.
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La terapia cognitiva e comportamentale affronta il disturbo di binge eating in modo sistematico ed individualizzato. Nella prima fase vengono individuate tecniche educative e comportamentali che aiutano la persona a riconquistare il controllo sul cibo e ad avere un’alimentazione regolare. Questo aspetto è molto importante perché tende ad eliminare la maggior parte delle abbuffate.Un’altra forma di terapia psicologica che si è rivelata utile nel trattamento del binge eating è la terapia interpersonale. Questa è una psicoterapia breve che si concentra su come aiutare le persone a migliorare le lo loro relazioni con gli altri. È stata pensata originariamente per il trattamento della depressione ma si è rivelata efficace anche nel trattamento del binge eating.
Strategie Pratiche
- Diario Alimentare: Tenere traccia delle abitudini alimentari può rivelare schemi e trigger.
- Mindful Eating: Inizia con brevi sessioni di meditazione, concentrandoti sul respiro.
- Ridefinire il Cibo: Invece di etichettare i cibi come “buoni” o “cattivi”, cerca di vederli come fonti di nutrimento.
- Reintroduzione Graduale: Se hai eliminato certi cibi dalla tua dieta, considera di reintrodurli lentamente.
- Esplora Nuovi Hobby: Impegnarsi in attività che non sono legate al cibo può offrire una sensazione di soddisfazione e ridurre la tentazione di abbuffarsi.
Consigli Utili
Se stai leggendo queste righe evidentemente le modalità sopra descritte ti toccano particolarmente. Ricorda, a volte sfogarsi con un amico per la brutta giornata a lavoro può essere più funzionale di un’abbuffata. Così come piangere, potrebbe essere una reazione più utile rispetto all’abbuffarsi, se il tuo cane sta male e sei preoccupata per lui. Devi cercare di individuare i metodi per te più funzionali per gestire le tue emozioni. Cerca di tenere ben a mente che non si risolve mai un problema (situazione o emozione sgradevole) con un altro problema (abbuffata) perché dopo non avrai un problema da gestire, ne avrai due.
Disturbi Correlati
Il disturbo da alimentazione incontrollata (detto anche Binge Eating) si basa sulla presenza di abbuffate incontrollate, in diversi momenti del giorno, per diversi giorni della settimana. Molto simile ad esso, c’è la Night Eating syndrome, ossia l’alimentazione incontrollata notturna. Anche nell’anoressia, l’abbuffata segue lo stesso ciclo che si presenta nella bulimia, tuttavia è molto più sporadica.
Tabella Comparativa: Binge Eating vs. Bulimia
| Caratteristica | Binge Eating | Bulimia |
|---|---|---|
| Abbuffate Ricorrenti | Sì | Sì |
| Comportamenti Compensatori | No | Sì (vomito, lassativi, ecc.) |
| Peso Corporeo | Normopeso, Sovrappeso, Obeso | Normopeso o Leggermente Sovrappeso |
Il cibo è un mezzo che si è trovato per colmare altre situazioni emotive che non si è in grado di gestire e/o superare. Come già citato nell’articolo Alimentazione incontrollata: cos'è il binge eating e come si può superare., a livello psicologico a seconda del caso, possono essere affrontati diversi aspetti, tra cui la tolleranza alle emozioni negative, lo sviluppo di abilità relazionali o di problem solving per affrontare con maggior tranquillità i problemi quotidiani e lo stress, l’incremento dell’autostima, il superamento del perfezionismo e dell’importanza attribuita all’estetica.
Le abbuffate non sono solo un problema legato al cibo, ma spesso sono il risultato di emozioni e situazioni che non riusciamo a gestire. Affrontare le cause profonde e sviluppare strategie efficaci può aiutarti a ritrovare un rapporto sano con il cibo e con te stesso. Ricorda, il percorso può essere difficile, ma non sei solo. Uscire da un problema alimentare da soli è molto difficile. Se non riesci ad avvalerti delle indicazioni, non sentirti sbagliato/a.