La Storia dell'Università di Torino Attraverso la Collezione di Marco Albera

L'Archivio Storico dell'Università di Torino custodisce un patrimonio inestimabile di documenti che narrano la storia dell'Ateneo dal secondo Cinquecento ai primi anni Duemila. Tra questi, spicca la collezione di Marco Albera, un insieme eterogeneo di materiali acquisiti sul mercato antiquario o raccolti in qualità di membro di associazioni studentesche e goliardiche.

La catalogazione dei materiali, giunti senza un chiaro ordinamento, fa delle ragioni che hanno spinto il collezionista a raccoglierli il criterio preferenziale di classificazione. Si è quindi optato di non creare serie tipologiche, se non per i documenti istituzionali come le tesi di laurea e i diplomi, ma di aggregarli in nuclei tematici che rispecchiano per lo più gli interessi dello stesso Albera.

L'Emblema dell'Università: Storia di un Sigillo

Risale al novembre 1925 la prima attestazione dell’emblema dell’Università di Torino attualmente in uso, composto da un toro che poggia su tre libri, rimirante e sostenente sulla groppa un’aquila coronata che fissa il sole, con attorno la leggenda “+ Sigillum universitatis Augustae Taurinorum”. Era rettore Alfredo Pochettino e l’Università si avviava a celebrare il quarto centenario della nascita di Emanuele Filiberto.

Con l’avallo di Federico Patetta, titolare della cattedra di Storia del diritto italiano, fu assunto come modello il sigillo aderente, in cera sotto carta, apposto in calce all’ordine del Collegio riformatori dell’Università del 15 maggio 1615, conservato presso l’Archivio di Stato di Torino. La corrispondenza al modello è filologica, ad esclusione di minimi dettagli: sui tre libri dell’originale vi sono una crocetta patente, un fermaglio e un segno indistinto a causa di una rottura, forse un altro fermaglio o il quarto zoccolo del toro.

Chi concepì la placchetta interpretò invece come una seconda crocetta con un lungo piede il segno sul secondo libro e come un fiore araldico quello sul terzo. Il toro è derivato dallo stemma della città e rimarca il legame dell’Università con Torino. L’aquila, unico volatile a poter fissare lo sguardo nel sole, rappresenta l’uomo che fissa la mente in Dio e in generale la sapienza, virtù dell’uomo di studio.

Leggi anche: Prodotti per Agnelli da Ingrasso

L’uccello è coronato e allude quindi all’insegna dell’imperatore, che con un diploma del 1412 aveva confermato la bolla di fondazione dello studium di Benedetto XIII, del 1404. L'Archivio dell'Università conserva un fascicolo relativo alla realizzazione del timbro a secco con l'emblema dell'Ateneo che contiene: preventivi, tre fotografie con diversa scala del sigillo originale e alcune prove di utilizzo del timbro realizzato.

Le impronte su carta e cera presentano un’ottima definizione dei particolari e risultano del tutto identiche alla placchetta d’argento, tanto da far supporre che anche quest’ultima sia stata realizzata in quel contesto celebrativo, a partire dalla stessa matrice (Corrispondenza di Ufficio tecnico ed Economato, fasc.

Una placchetta in argento 925, con diametro di 40 mm e spessore di 10 mm, testimonia l'importanza dell'emblema. Sul retro è saldata una vite in acciaio ottonato di mm 10.

I Gradi Accademici e le Tesi di Laurea

La collezione Albera offre uno sguardo approfondito sui gradi accademici conferiti dall'Università di Torino. Il grado di licenza è indicato in lingua latina come licentia, prolysis, prodoctoratus (o pro-doctoratus) e honesta missio; gli appellativi prolyta e prodoctor (o pro-doctor) sono riferiti al possessore del titolo in questione. Il grado di laurea è anche indicato come doctoratus: l'appellativo doctor è riferito allo studente laureato.

L'orazione per i candidati a cura dei professori è indicata come oratio o laudatio. Materiali a stampa riferibili alla cerimonia per il conferimento dei gradi accademici, dalla seconda metà del XVIII secolo alla prima metà del XX. Pur trattandosi di testi a stampa da catalogarsi singolarmente secondo gli standard bibliografici, delle tesi si presenta un elenco suddiviso per Facoltà, poi per anno e per grado (licenza, laurea, aggregazione al Collegio), al fine di meglio evidenziarne il nesso con i verbali degli esami conservati nei fondi istituzionali.

Leggi anche: Analisi di Hace Calor Remix

A parità di grado i candidati sono elencati in ordine alfabetico. Testi a stampa. Le tesi di licenza e laurea si presentano come fascicoli composti da un paio di bifogli, da 4 a 20 pagine circa, talvolta rilegati con coperte in carta o cartoncino decorate. Le tesi di aggregazione ai Collegi hanno invece la forma di volume, con un numero di pagine che supera anche il centinaio; le copie più sontuose hanno legature di pregio in pelle.

Oltre alle copie sciolte, parte di queste dissertazioni è rilegata in volumi miscellanei: alcuni sembrano coevi agli elaborati che raccolgono, come prontuari dei temi di una Facoltà di un anno accademico; altri volumi contengono dissertazioni anche di diverse Facoltà, non accomunate dall'argomento e sembrano piuttosto frutto di passaggi nel mercato antiquariale.

Le orazioni si presentano come fascicoli composti da 5-10 fogli. I componimenti poetici si conservano come fogli sciolti oppure, quando vi sono più poesie dedicate al medesimo candidato, come fascicoli. Esemplari a destinazione personale o gratulatoria, provenienti da biblioteche e archivi privati, acquisiti dal collezionista sul mercato antiquario.

Gran parte delle tesi e delle orazioni del XVIII secolo furono raccolte e rilegate in volumi miscellanei da precedenti collezionisti; i passaggi di proprietà ne hanno talora compromesso l'integrità o causato aggregazioni di porzioni non congruenti. I componimenti poetici erano invece stampati per omaggiare chi conseguiva i gradi accademici: essendo riconducibili a differenti autori, presentano vari formati e risultano prodotti da diverse tipografie, talvolta anche quando rivolti al medesimo destinatario.

In un momento successivo alla cerimonia potevano essere raccolte e rilegate in volumi miscellanei, contenenti materiali anche relativi a più candidati. La raccolta ufficiale delle dissertazioni a partire dal 1738 fino agli anni Sessanta dell'Ottocento è attualmente conservata dalla Biblioteca Nazionale Universitaria, la biblioteca storicamente insediata nel Palazzo di via Po 17.

Leggi anche: "Que Calor": un fenomeno musicale

In quanto opere a stampa, il loro deposito era considerato obbligatorio dalla legislazione allora vigente nello Stato sabaudo. Di queste, le tesi fino al 1830 sono state oggetto di un progetto di catalogazione informatizzata (su SBN antico) e sono ora ricercabili sull'OPAC.

Esempi di Tesi e Annotazioni

La tesi di licenza di Giuseppe Ottavio Grimaldi reca annotato sul frontespizio "Civis Moncaleriensis Filius equitis Grimaldi. La tesi di laurea di Giovanni Francesco Lupo reca due annotazioni sul frontespizio: "Filius Francisci Lupi: ex professione panatarius in burgo dicto de La Navina; vir probus"; e "Vi manca la These del Teologo Gaya nativo di Moncalieri. Figlio dell'Oste Gaya residente negli agrali di questa Città; persona dabbene, studiosa, e adesso nel 1773: è stato fatto canonico a Chieri per coadiutore del S.

Le tesi di Giuseppe Ottavio Grimaldi e Giovanni Francesco Lupo sono rilegate nel volume "Tesi miscellanea 1715-78". Un'annotazione sul frontespizio specifica che il candidato proviene da Palera: "Questo è il figlio di Francesco Gariglio. Questo Francesco è il figlio di Stefano: Stefano è figlio di Gerolamo, questa è una famiglia numerosa oggidì in Palera e ben adorna di beni di fortuna.

Sono persone rurali, ma però persone dabbene, e vivono in Palera, regione di questo territorio di Moncalieri. La tesi è rilegata nel volume miscellaneo "Tesi miscellanea 1715-78". Della dissertazione si conservano solamente il frontespizio e le pp. Della tesi di licenza di Agostino Fiorina si conservano solamente il frontespizio e le pp. 1-10.

La tesi di licenza di Vittorio Cochis presenta l'ultimo foglio ritagliato. La tesi di laurea di Ludovico Gianotti presenta il frontespizio ritagliato. La tesi di laurea di Giuseppe Maria Grimaldi è rilegata nel volume "Tesi miscellanea 1715-78"; si conservano solamente le pp. Gli esami sono verbalizzati nel registro Esami pubblici 1772-79. Nella collezione Albera sono conservate la tesi di licenza in Teologia di Ludovico Gianotti (1777) e le tesi di laurea in Teologia di Paolo Ignazio Crosa e Vittorio Cochis (1779); di Crosa si conserva inoltre la tesi di laurea in Leggi (1780).

La tesi è mancante della coperta e della cucitura. Sul frontespizio è presente la dedica manoscritta "Al Riverit.mo Sign. Teol. La tesi di licenza di Paolo Gaetano Vuy è conservata in Tesi. La tesi di licenza di Carlo Michele Olivero reca annotato sul frontespizio "Cugino mio figlio di M. Olivero Brigadiere delle guardie del corpo N.S. Della tesi di laurea di Giuseppe Ignazio Cacherano di Osasco sono conservati il frontespizio e la trattazione di Diritto civile, mentre manca quella di Diritto canonico.

Della tesi di laurea di Paolo Domenico Boggio sono conservati il frontespizio e la trattazione di Diritto civile, mentre manca quella di Diritto canonico. L'esame di laurea è verbalizzato nel registro Esami pubblici 1772-77. Della tesi di laurea di Vittorio Amedeo Campagnola sono conservati il frontespizio e la trattazione di Diritto civile, mentre manca quella di Diritto canonico.

Le tesi di licenza sono rilegate nel volume miscellaneo "De iuribus in rem 1779", che raccoglie solamente le trattazioni di Diritto civile; mancano tutte le trattazioni di Diritto canonico, così come gran parte dei frontespizi. Le tesi anonime sono state attribuite mediante confronto incrociato con il registro Esami pubblici 1777-80 e le copie delle dissertazioni conservate in Biblioteca Nazionale.

Della sola tesi di licenza di François Favre si conserva un’ulteriore copia completa in forma sciolta. Presso la Biblioteca Nazionale è presente una copia completa delle dissertazioni di Paolo Francesco Alessio, Carlo Giuseppe Andreani, Francesco Antonielli, Giovanni Giorgio Arcasio, Gioacchino Argenta, Stephane Audé, Giovanni Michele Bellone, Simon Borivent, Antoine Bron, Giuseppe Antonio Buridano, Francesco Caresana di Santhià, Giuseppe Cavalli d’Olivola, Ludovico Lorenzo Cerruti, Vincenzo Ciochino, Giuseppe Amedeo Antonio Alessio Corte di Bonvicino, Innocenzo Ghighetti, Giuseppe Ludovico Lanteri, Guido Lingeri, Giorgio Francesco Marmanzana, François Montreal, Giuseppe Panizzardi, Giuseppe Antonio Piacenza, Giuseppe Emilio Prus, Giovanni Ludovico Raiberti, Claudio Francesco Regis, Giovanni Battista Tarsis, Giovanni Giacomo Traggia e Alessandro Vai.

Delle altre dissertazioni mutile la Biblioteca Nazionale talvolta conserva copia della trattazione di Diritto canonico. Delle tesi di laurea sono conservati il frontespizio e la trattazione di Diritto civile, mentre manca quella di Diritto canonico; la sola tesi di Carlo Vincenzo Sica è integra di tutte le parti. Della tesi di laurea di Joseph Reymond mancano le pagine 5-8 (parte di Diritto civile). Della tesi di laurea di Giovanni Gaetano Guidi mancano le pagine 21-24 (parte di Diritto civile).

Delle tesi sono conservati il frontespizio e la trattazione di Diritto canonico, mentre manca quella di Diritto civile. Della tesi di licenza di Giuseppe Maria Camussa sono conservati il frontespizio e la trattazione di Diritto canonico, mentre manca quella di Diritto civile. Della tesi di laurea di Raimondo De Caroli sono conservati il frontespizio e la trattazione di Diritto canonico, mentre manca quell... Il fascicolo che contiene l'orazione per Cavalleri si chiude con un sonetto, dedicatogli in occasione della laurea.

  • 1790: per la laurea di Giovanni Antonio Cavalleri, sonetto di Pietro Sereno (ricorda anche i fratelli Giudo, laureato in Leggi, Giuseppe Alessandro, in Medicina, e Gian Tommaso, domenicano in Roma);
  • 1814: per la laurea di Luigi Pochettini di Serravalle, sonetto di L. Richeri;
  • 1815: per la laurea di Massimo Pullini, sonetto "Del T.N.N."; per la laurea di Paolo Emilio Rinaldi della Torre canzone de "Il Teologo N.N.; per l'aggregazione al Collegio di Giuseppe Sciolla, ode di M.B.;
  • 1816: per la laurea di Alessandro Asinari di San Marzano, sonetto di M.V.C.;
  • 1817: per l'aggregazione al Collegio di Pietro Scavini, canzone libera di Giulio Innocenti, ode (firma tagliata), epigrafe di Francesco Tubi, sonetto di Pietro Innocenti, "stances en l'honneur" di Thiabaud, Frescotz, Martin e Crozet-Mouchet, sonetto dei "N.N. studenti di Teologia e convittori del R. Collegio delle Provincie", canzone e sonetto di Farina, Cottolengo, Rama, Aschero, Brociero , Rossetti, Bellana e Bonino;
  • 1818: per la laurea di Carlo Emanuele Ludovico Solaro, sonetti di L.

Il sonetto per Cavalleri è stampato in coda al fascicolo che raccoglie l'orazione recitata in occasione del conferimento della laurea. Gli esami sono verbalizzati nel registro Esami pubblici 1759-63.

tags: #agnelli #calor #varzi #storia

Scroll to Top