Akkermansia Muciniphila e il Dimagrimento: Cosa Dicono gli Studi

Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha messo in luce un protagonista inaspettato per quanto riguarda il controllo del nostro peso: il microbiota intestinale, cioè l’insieme dei miliardi di microrganismi che popolano l’intestino. L'importanza del microbiota, ovvero l’insieme dei microrganismi che popolano il nostro intestino, è ormai nota da tempo. Parallelamente, sono progrediti gli studi sugli effetti dei microrganismi sulla salute umana.

Il Ruolo del Microbiota Intestinale

Il microbiota intestinale influisce anche su come il corpo utilizza e trasforma le calorie. La sua composizione non è soltanto lo specchio della dieta che seguiamo, ma può influenzare direttamente il modo in cui assimiliamo le calorie, regoliamo il metabolismo e persino il rischio di accumulare grasso. Da qui l’idea che per perdere i chili di troppo potrebbe essere utile modulare il microbiota intestinale.

Diversi studi clinici hanno dimostrato che esiste una relazione stretta tra obesità e alterazioni del microbiota. Non solo: il microbiota sembra influire anche sul senso di fame e sazietà, grazie alla produzione di molecole che dialogano con l’intestino e con il cervello. Alcuni batteri, per esempio, sono in grado di produrre acidi grassi a corta catena che contribuiscono a regolare il metabolismo energetico e il consumo delle riserve di grasso.

Ma la scoperta più interessante è che gli squilibri batterici tipici dell’obesità possono comparire anche in individui normopeso. Alcuni batteri, per esempio, sono in grado di produrre acidi grassi a corta catena che contribuiscono a regolare il metabolismo energetico e il consumo delle riserve di grasso. Questi acidi grassi a corta catena servono come substrati per altri batteri e nutrono le cellule della mucosa intestinale.

Akkermansia Muciniphila: Un Batterio Chiave

Accanto ai ben noti Lactobacillus e Bifidobacterium, molto conosciuti perché possono essere contenuti in yogurt e altri prodotti alimentari, si sta delineando l’importanza di altri ceppi. L’Akkermansia muciniphila è una delle specie più abbondanti nel microbiota intestinale umano (rappresenta lo 0,5-5% dei batteri totali). In effetti, questo microrganismo tende a essere più abbondante nell’intestino dei soggetti sani rispetto a quello dei pazienti con malattie come obesità, diabete, patologie intestinali e disturbi metabolici.

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Studi metagenomici hanno inoltre dimostrato che l’abbondanza di A. muciniphila è inversamente correlata al peso corporeo negli esseri umani. Ad esempio, l’analisi del microbiota intestinale nelle feci ha mostrato che i bambini obesi e sovrappeso avevano concentrazioni ridotte di A. muciniphila rispetto ai bambini magri.

In un ulteriore studio, i pazienti obesi con una maggiore abbondanza di A. muciniphila sottoposti a restrizione calorica hanno mostrato un miglioramento superiore nei livelli di colesterolo totale e sensibilità all’insulina (rispetto ai pazienti con una scarsa abbondanza di questo batterio). Allo stesso tempo, ha aumentato l’abbondanza di bifidobatteri e A. muciniphila nel loro intestino.

In un altro studio, topi con microbiota impoverito da antibiotici e nutriti con una dieta ad alto contenuto di grassi sono stati sottoposti a trapianto di feci da pazienti obesi, e successivamente ad integrazione di inulina. L’assunzione di 10 grammi di inulina al giorno per 45 giorni ha aumentato la popolazione di A. muciniphila.

Akkermansia e Diabete

Il microbiota intestinale sembra avere un ruolo protettivo nei confronti dello sviluppo del diabete di tipo 1, malattia autoimmune. Quanto al diabete di tipo 2, è una malattia metabolica correlata all’obesità: i pazienti mostrano alterazioni della flora intestinale, inclusa una scarsità di Akkermansia, la diminuzione di batteri produttori di butirrato e un aumento di vari batteri potenzialmente dannosi (come le specie Escherichia). Il trattamento antidiabetico restituisce la diversità microbica dei pazienti, il che suggerisce che ciò può anche incrementare l’abbondanza di Akkermansia. A causa della sua complessità, sono ancora necessarie ulteriori indagini per confermare il ruolo di Akkermansia muciniphila nello sviluppo del diabete di tipo 2 e sulla sua efficacia antidiabetica.

Akkermansia e Sindrome Metabolica

Obesità, diabete di tipo 2, steatosi epatica non alcolica (ovvero “fegato grasso”), steatoepatite non alcolica (ovvero epatite dovuta alla steatosi epatica) e aterosclerosi sono i principali tipi di sindrome metabolica e oggi rappresentano alcune delle principali malattie che interessano la salute pubblica globale. In questi campi di ricerca ci sono stati risultati eccellenti sugli effetti benefici di Akkermansia muciniphila. Questi risultati dimostrano che il trattamento con Akkermansia mostra un eccezionale potenziale anti-aterogeno, ovvero di prevenzione delle temute lesioni aterosclerotiche, dovute ad alterazioni delle pareti delle arterie a causa di accumuli di colesterolo a altre sostanze.

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Akkermansia e Infiammazione Intestinale

L’infiammazione intestinale cronica di solito causa danni alla barriera intestinale e disturbi del microbiota ed è sensibile ai batteri dannosi. Tuttavia alcuni studi mettono in guardia sul fatto che, in determinate condizioni, come la presenza di altri ceppi batterici nocivi per l’intestino, potrebbero verificarsi anche effetti avversi. Questi effetti avversi e risultati contraddittori di Akkermansia nel trattamento dell’infiammazione intestinale forse dipendono dalla specificità del ceppo batterico, dal microambiente patogeno dell’ospite e dalle differenze dell’organismo ospite.

Akkermansia e Invecchiamento

L’invecchiamento è comunemente associato all’infiammazione cronica, che, con il progredire dell’età, è anche il principale segno distintivo e fattore di rischio di iperglicemia e resistenza all’insulina (o insulinoresistenza), per cui l’organismo non riesce più a metabolizzare gli zuccheri, che si accumulano in eccesso nel sangue. L’insulinoresistenza è indotta dall’attivazione di alcuni tipi di cellule immunitarie, che si accumulano, con il conseguente cambiamento dei microrganismi buoni e la perdita di sostanze benefiche, come il butirrato. L’integrazione con Akkermansia inverte il processo, ripristinando la normale risposta insulinica in modelli sperimentali animali.

Akkermansia e Terapie Oncologiche

Molti dati suggeriscono un ruolo fondamentale del microbiota nello sviluppo della malattia, nella protezione dal tumore, nella risposta alle terapie e nel controllo degli effetti collaterali dei trattamenti anti-cancro. È stato per esempio dimostrato in studi in animali di laboratorio e in sperimentazioni cliniche che il microbiota è fondamentale nel determinare la risposta all’immunoterapia. I Bacteroidetes, per esempio, sono biomarcatori di risposta in pazienti con melanoma: la loro presenza è associata a una possibile riduzione dei tassi di risposta. Di contro Faecalibacterium, Bifidobacterium e Ruminococcaceae possono migliorare la risposta agli inibitori dei checkpoint immunitari, un tipo di immunoterapia.

Una metanalisi su pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) e carcinoma a cellule renali (RCC), trattati con immunoterapia a base di anti-PD-1, ha mostrato inoltre che chi non rispondeva alla terapia aveva ridotti livelli di Akkermansia muciniphila.

Altri studi dimostrano un ruolo del microbiota anche nella risposta alla chemioterapia e nel ridurre l’impatto degli effetti collaterali dei trattamenti, come la mucosite orale e l'infiammazione.

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Come Aumentare i Livelli di Akkermansia Muciniphila

Akkermansia muciniphila può essere integrata in forme vitali (probiotico) o pastorizzate (postbiotico). Parallelamente, sono progrediti gli studi sugli effetti dei microrganismi sulla salute umana. Le strategie per favorire la crescita di Akkermansia includono:

  • L’integrazione con alcuni ceppi probiotici, come Lactobacillus rhamnosus e Bifidobacterium animalis, può promuovere la crescita di A.
  • Secondo ricerche preliminari, la restrizione calorica o alcuni polifenoli (ad esempio, resveratrolo, estratto di melograno) possono aumentare la popolazione di A.

Test del Microbiota: Uno Strumento di Conoscenza

Oggi è possibile sottoporsi facilmente a un’analisi del microbiota. Il processo include:

  1. Raccolta del campione.
  2. Questionario informativo.
  3. Analisi di laboratorio. Il campione viene inviato a un laboratorio specializzato, dove si estrae il DNA microbico.
  4. Report dei risultati.

Il referto del microbiota può orientare strategie mirate. Per esempio serve a identificare squilibri associati a obesità e rischio cardiometabolico, anche prima che si manifestino. Oppure a monitorare l’effetto di un piano nutrizionale così come l’uso di probiotici, prebiotici e simbiotici.

È importante sottolineare che il test del microbiota non va interpretato in autonomia. I risultati possono essere complessi e devono essere inseriti in un quadro più ampio che comprende anamnesi, stile di vita, parametri clinici e obiettivi personali.

Metagenics Akkermansia: Un Integratore Innovativo

Metagenics Akkermansia è un integratore alimentare a base di tè verde, cromo, vitamine e 30 miliardi di Akkermansia muciniphila pastorizzato. È indicato per la gestione del peso corporeo e il controllo glicemico. Tra gli ingredienti principali troviamo:

  • Estratto di foglie di tè
  • Vitamina B2
  • Vitamina D3
  • Cromo

Il tè verde può aiutare a contrastare il diabete, mentre la vitamina B2 è necessaria per trasformare carboidrati, grassi e proteine in glucosio e produrre energia. La vitamina D può avere un effetto antiossidante, e il cromo incrementa la sensibilità all'insulina.

Akkermansia è indicato per:

  • Gestione del peso corporeo
  • Controllo glicemico

Da un recente studio è emerso che il batterio Akkermansia muciniphila, che colonizza lo strato di muco del tratto gastrointestinale, stimola la comunicazione tra i batteri del microbiota intestinale e migliora la funzionalità della barriera intestinale potenziando la risposta immunitaria del nostro organismo.

Inoltre, è in grado di influenzare il metabolismo degli zuccheri e dei grassi e la sua presenza correla inversamente con diverse condizioni infiammatorie come: le malattie infiammatorie intestinali, l’obesità e il diabete.

Metagenics Akkermansia, grazie al processo di pastorizzazione, è stabile, ha una lunga durata di conservazione ed è di facile somministrazione. Una terapia a base del batterio intestinale buono potrebbe avere un ruolo nella gestione del diabete e di altre problematiche cardio-metaboliche come il sovrappeso, il fegato grasso o il colesterolo alto, aiutando, di fatto, a ridurre il rischio cardiovascolare.

Akkermansia agisce direttamente sulla funzione di barriera gastrointestinale, riducendo il passaggio di frazioni di parete batterica dei Gram (noti come LPS) con elevata attività proinfiammatoria verso il fegato e il sistema circolatorio. Inoltre, ha un'azione indiretta sull'infiammazione e sulla modulazione del sistema immunitario associato all'apparato gastrointestinale (GALT).

Un importante passo verso l'utilizzo di "Akkermansia muciniphila" in medicina è stato compiuto con lo studio sull'uomo pubblicato su "Nature Medicine" nel 2019. Lo studio, che ha coinvolto 40 volontari che hanno ricevuto il batterio vivo, pastorizzato o un placebo, ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo di numerosi parametri metabolici come il peso, l'insulinemia, i livelli di colesterolo e i parametri infiammatori come le LPS plasmatiche, senza effetti collaterali di particolare rilevanza. Nello studio, la forma pastorizzata di Akkermansia è risultata più efficace della forma vitale, probabilmente perché la pastorizzazione rende più accessibili le molecole di segnale associate al batterio.

È ancora presto per valutare appieno il potenziale di "Akkermansia muciniphila", ma nel frattempo il primo integratore a base di questo batterio, il postbiotico di seconda generazione "Akkermansia muciniphila" pastorizzato, ha superato gli studi sulla sicurezza e tollerabilità e ha ottenuto lo status di "Novel Food" da parte dell'EFSA (Ente europeo per la Sicurezza Alimentare) e l'autorizzazione all'utilizzo nell'uomo fino a un massimo di 34 miliardi di cellule/dose per adulto.

Si consiglia di assumere una capsula al giorno durante un pasto e non a digiuno. Si consiglia l'assunzione giornaliera del prodotto per un uso ottimale.

Metagenics Akkermansia contiene Akkermansia muciniphila pastorizzato, epigallocatechinagallato da tè verde, cromo, vitamina D e B2.

Conclusioni

Il grande potenziale di Akkermansia muciniphila come nuovo agente terapeutico probiotico nella medicina del futuro è stato scoperto e studiato su modelli umani e animali. La comunità scientifica sta continuando a condurre studi clinici per precisare al meglio la sicurezza e la quantità ottimale di Akkermansia muciniphila da aggiungere nel cibo o somministrare per via orale. I contributi sostanziali di Akkermansia alla salute dell’uomo hanno una storia scientifica ancora breve. Purtroppo, ad oggi la dose sicura di Akkermansia muciniphila e i suoi effetti negativi sono relativamente poco conosciuti. Non dimenticare di introdurre nella dieta alimenti naturalmente ricchi di microrganismi, come yogurt, kefir, latte fermentato.

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