Birra Analcolica: Una Scelta Sempre Più Popolare in Italia

La birra analcolica è sempre più diffusa nel nostro Paese; nata come bevanda per persone che non possono o non amano bere alcolici, ma non vogliono rinunciare a una birra fresca, oggi il suo consumo è decisamente trasversale. Con il tempo, infatti, i produttori, sia quelli artigianali, sia i grandi colossi del mercato del beverage, sono riusciti a riprodurre in modo sempre più fedele il gusto e la consistenza dei diversi stili di birra tradizionale, e questo ha indubbiamente contribuito a un’espansione del mercato.

La birra analcolica sta guadagnando sempre più popolarità, offrendo un'alternativa gustosa a chi desidera ridurre l'assunzione di alcol senza rinunciare al piacere di una birra. Con un'ampia varietà di stili e sapori disponibili, la birra analcolica è diventata una scelta versatile e apprezzata per chi cerca un'opzione più salutare o semplicemente desidera una bevanda rinfrescante senza gli effetti dell'alcol.

Perché Scegliere la Birra Analcolica?

Scegliere una birra analcolica può essere una decisione dettata da vari motivi, che vanno oltre la semplice assenza di alcol. La birra analcolica è una scelta ideale per chi vuole godersi il gusto della birra senza gli effetti collaterali dell'alcol, come la sonnolenza o la disidratazione. Un altro vantaggio è che la birra analcolica può essere una scelta più salutare rispetto alle birre tradizionali.

Per chi è impegnato in attività sportive, la birra analcolica può anche fungere da ottimo integratore post-allenamento. Alcune di esse contengono elettroliti, che aiutano a reidratare il corpo dopo l'attività fisica, e carboidrati, che contribuiscono al recupero muscolare. Infine, la birra analcolica è perfetta per coloro che devono guidare o per le donne in gravidanza, permettendo di partecipare ai brindisi senza compromettere la propria salute o sicurezza.

Come si Produce la Birra Analcolica?

Esistono vari metodi che consentono di ottenere birra senz’alcool, che possono essere considerati più o meno coerenti con il processo di realizzazione originale della birra. In generale, possiamo racchiudere le modalità di produzione in due grandi gruppi: le tecniche sottrattive, ovvero quelle che eliminano l’alcool presente nella birra, e le tecniche per diluzione, che invece agiscono sulla fermentazione, limitandola, interrompendola o evitandola completamente, per evitare appunto la formazione dell’alcool.

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Al gruppo delle tecniche sottrattive appartengono i metodi di distillazione sottovuoto, evaporazione e di osmosi inversa, mentre al gruppo delle tecniche per diluzione appartengono la fermentazione limitata e l’assenza di fermentazione.

  • Metodo di Evaporazione: La birra viene prodotta normalmente e poi riscaldata a 80 °C per un tempo variabile (massimo un’ora) per fare in modo che l’alcool venga eliminato.
  • Osmosi Inversa: Dopo una fermentazione completa, la birra viene fatta passare attraverso una sorta di filtro a membrana organica che è in grado di trattenere solo le molecole di alcool, lasciando fluire tutte le restanti molecole organolettiche che regalano alla birra sapore e corposità distinte.
  • Controllo della Fermentazione: È possibile tenere sotto controllo il processo di fermentazione, limitando appunto la trasformazione degli zuccheri. Il controllo della fermentazione può avvenire in due modi: facendo in modo che il mosto subisca una fermentazione lenta che produca pochi zuccheri, grazie anche all’ausilio di particolari ceppi di lievito chiamati “pigri“, o interrompendo la fermentazione prima che gli zuccheri si trasformino.

Caratteristiche Organolettiche e Nutrizionali

È inevitabile che la mancanza dell’alcol si faccia sentire, col rischio di percepire la birra come acquosa e slavata. In molti casi la vivacità dell’effervescenza riesce a mitigare la sensazione di scarsa corposità, ma contano molto anche le note gustative. Le birre analcoliche hanno in media la metà delle calorie rispetto a quelle ordinarie (es. Heineken 0,0, 21 Kcal/100 ml, in confronto alla Heineken classica, 42 Kcal/100 ml).

Gli zuccheri residuano in parte (da <0,5 g/100 ml nella Poretti a 3,1 g/100 ml nella Bavaria) poiché il metodo tradizionale di produzione della birra analcolica ne interrompe la fermentazione in alcol. Gli impianti più moderni invece estraggono alcol e degli aromi nella prima fase di processo e reinseriscono i soli aromi al termine della produzione.

Le Migliori Birre Analcoliche sul Mercato

Ci sono birre analcoliche per molti stili, anche se in Italia il mercato della birra senza alcol non è ancora molto affermato. Nel nostro Paese, rivolgendosi ai rivenditori tradizionali, come supermercati o siti web generalisti, è quindi possibile incontrare principalmente birre analcoliche appartenenti agli stili lager e pilsner.

Ecco alcune delle birre analcoliche più apprezzate:

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  • Nastro Azzurro Analcolica: Specialmente per chi è abituato a bere la Nastro Azzurro o la Peroni "normali" e vuole passare alla versione analcolica. Si ritrovano le note amarognole del luppolo e il retrogusto leggermente dolce del mais italiano, l'effervescenza media e la limpidezza del colore giallo paglierino.
  • Birra Moretti Zero: Il risultato è abbastanza fedele all'originale, anche se si avverte un maggiore sentore di malto rispetto alla versione alcolica, che è più bilanciata e lascia un maggiore spazio ai luppoli.
  • Corona Cero: Il suo gusto è davvero molto simile all'originale, con la convenienza di contenere lo 0.0% di alcool per chi non può bere alcolici ma non vuole rinunciare a una bella birra dissetante.
  • Heineken 0.0: Per anni i mastri birrai Heineken hanno sperimentato, creato e degustato ricette diverse fino a ottenere una birra che fosse la più somigliante possibile alla loro Pure Lager originale.
  • Tourtel: Lo stile è quello classico delle lager e questa birra viene prodotta a partire da ingredienti interamente naturali. Durante il processo produttivo non viene effettuata alcuna dealcolizzazione, ma viene utilizzato un lievito che permette lo sviluppo naturale di una gradazione inferiore allo 0,5%.
  • Bavaria 0.0 % Alc. IPA Nata da un processo di produzione che preserva il gusto genuino della birra, pur in assenza di alcool, il tutto con sole 24 Kcal x 100 ml!

Birre Analcoliche Artigianali

Sì, con la crescita di questo mercato anche i birrifici artigianali hanno iniziato a proporre le loro versioni di birre analcoliche. Anche nel nostro Paese, dove il mercato della birra artigianale è comunque meno sviluppato rispetto ad altri, sono presenti diversi birrifici artigianali che producono questo tipo di birra.

Tabella Comparativa Birre Analcoliche

Birra Alcol (% vol) Stile Note
Nastro Azzurro Analcolica 0.0 Lager Note amarognole di luppolo, retrogusto dolce di mais
Birra Moretti Zero 0.0 Lager Sentore di malto più pronunciato
Corona Cero 0.0 Pale Lager Simile all'originale, molto rinfrescante
Heineken 0.0 0.0 Lager Simile alla Pure Lager originale
Tourtel <0.5 Lager Prodotta con ingredienti naturali, senza dealcolizzazione
Bavaria 0.0 % Alc. IPA 0.0 IPA Gusto intenso e rinfrescante

Aspetti Legali e Denominazioni

Il regolamento che definisce la gradazione massima per le birre analcoliche in Italia è un po’ datato: l’ultima normativa di riferimento è infatti l’articolo 2 del decreto n. 272 del 30 giugno 1998. In questo decreto vengono individuate cinque denominazioni per classificare le birre in commercio in base al grado “saccarometrico”. In altri Paesi europei e negli Stati Uniti, dove il mercato della birra è più avanzato, vengono invece definite birre analcoliche le birre con una gradazione inferiore allo 0,5%.

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