Alcol durante la dieta chetogenica: si può bere vino se si sta seguendo una dieta keto?

È una delle domande che molti si pongono quando iniziano una dieta chetogenica. Dobbiamo ricordare che, chetogenica o non chetogenica, con l'alcol bisogna sempre usare la moderazione, perché l'alcol per il nostro organismo è una molecola tossica, che per fortuna il nostro organismo è in grado di eliminare.

Alcol e chetosi: cosa sapere

Quando si parla di dieta chetogenica spesso ci si domanda se sia possibile o meno bere un bicchiere di vino pur rimanendo in chetosi e raggiungendo gli obiettivi di perdita di peso. D’altronde, gli alcolici sono spesso considerati come un ostacolo alla perdita di peso a causa del loro elevato contenuto calorico e dei potenziali effetti negativi sul nostro metabolismo.

Per comprenderlo, è bene iniziare a considerare che l’alcol viene elaborato dall’organismo in modo diverso rispetto ad altri macronutrienti come i carboidrati e i grassi. Quando viene consumato, infatti, l’alcol ha la priorità nel metabolismo rispetto a questi altri nutrienti, portando a un arresto temporaneo della combustione dei grassi. Inoltre, la maggior parte delle bevande alcoliche contiene carboidrati provenienti da zuccheri fermentati o dolcificanti aggiunti: questi carboidrati possono potenzialmente farvi uscire dalla chetosi se consumati in grandi quantità.

Insomma, vale sempre la pena notare che non tutte le bevande alcoliche sono uguali per quanto riguarda il loro impatto sulla chetosi e che il vino tende a contenere meno carboidrati rispetto alla birra o alle bevande miste zuccherate.

Come scegliere il vino giusto per la dieta chetogenica

Da quello che abbiamo avuto modo di riassumere nelle scorse righe, appare chiaro che scegliere il vino giusto per una dieta keto potrebbe essere un compito difficile. Il nostro suggerimento è, dunque, quello di optare per i vini secchi con livelli alcolici più bassi, perché in genere hanno meno carboidrati. Per esempio, i vini secchi tendono ad avere un minor contenuto di carboidrati rispetto alle varietà più dolci.

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Anche i vini bianchi come lo Chardonnay e il Sauvignon Blanc tendono a contenere meno carboidrati rispetto alle varietà più dolci come il Riesling o il Moscato. Se invece vi piace lo spumante, lo Champagne e il Brut sono buone opzioni in quanto hanno un contenuto minimo di zucchero residuo e quindi meno carboidrati.

Consigli per integrare il vino nella dieta chetogenica

Tutto ciò premesso, condividiamo anche che nel momento in cui si intende di incorporare il vino in un piano alimentare chetogenico, ci sono alcuni consigli che sarebbe bene tenere a mente:

  • Scegliere i vini secchi rispetto agli altri, poiché hanno in genere meno carboidrati. Evitate i vini da dessert o quelli etichettati come "dolci".
  • Tenere traccia dei macronutrienti con attenzione.
  • Considerare la possibilità di abbinare il vino ai giusti cibi chetogenici.
  • Ascoltate sempre il vostro corpo e prestate attenzione a come vi sentite dopo aver consumato vino mentre seguite la dieta chetogenica.

Inoltre, tenete presente che, anche se un bicchiere di vino qua e là può rientrare nei vostri obiettivi chetogenici, l’alcol fornisce “calorie vuote”, ovvero calorie a cui non fanno fronte valori nutrizionali. Quindi, ricordate ancora: la moderazione è fondamentale quando si incorpora il vino nel proprio piano alimentare keto.

I rischi del consumo di alcol durante la chetosi

In primo luogo, dovrebbe essere a questo punto chiaro - lo abbiamo ripetuto più volte - che il vino contiene carboidrati, che possono ostacolare la chetosi se consumati in grandi quantità. Questo perché l’organismo dà la priorità a bruciare l’alcol per ottenere energia prima di attingere alle riserve di grasso.

Un altro fattore da considerare è che l’alcol può abbassare le inibizioni e portare a scelte alimentari sbagliate o a mangiare troppo. Può anche compromettere il giudizio e influenzare le capacità decisionali.

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Alternative al vino per chi segue una dieta chetogenica

Per chi segue una dieta chetogenica rigorosa, trovare alternative al vino può essere utile per mantenere la chetosi e raggiungere i propri obiettivi di perdita di peso senza porsi troppe preoccupazioni su quali bottiglie contemplare all’interno della keto diet e quali evitare. Ecco alcune alternative:

  • Acqua frizzante con una spruzzata di succo di limone o lime fresco, che garantisce una buona sensazione frizzante e fresca, ma senza zuccheri o carboidrati aggiunti.
  • Vino Keto Francese Malbec D Altitude Fortant 0,75l, Malbec Pays d’Oc Fortant De France 2019, vino rosso secco con 13,5% di alcol, a basso contenuto di carboidrati, con 1,9 g di zucchero residuo per litro.
  • Glowwine - Vino lowcarb 0,2L, simile al vin brulè ma, come intuibile, senza zucchero e carboidrati. Come tutti i lowtail ha il 10% di alcol, ma con un massimo di poche calorie.
  • Vino Keto Francese Sauvignon Blanc Producta Vignoble 0,75l, Sauvignon Blanc di Bordeaux del 2020. Vino bianco secco con 12 gradi alcolici, con soli 0,3 g di zucchero residuo per litro, leggero aroma di agrumi e guava e colore giallo chiaro limpido.

Chetoni da bere

I chetoni da bere rappresentano una delle più recenti innovazioni nel campo della nutrizione chetogenica, offrendo una fonte immediata di corpi chetonici senza la necessità di seguire una rigorosa dieta chetogenica. Queste bevande contengono esteri chetonici o sali chetonici che vengono rapidamente assorbiti dall’organismo, fornendo una fonte alternativa di energia al glucosio.

Le formulazioni più avanzate di chetoni da bere includono una combinazione di beta-idrossibutirrato (BHB) in forma salina o esterea, insieme a elettroliti essenziali come sodio, potassio e magnesio. Questa composizione bilanciata aiuta a prevenire gli squilibri elettrolitici comuni durante la transizione verso uno stato di chetosi.

Gli studi hanno dimostrato potenziali effetti positivi sulle prestazioni cognitive, con miglioramenti nella lucidità mentale e nella concentrazione. Gli atleti di endurance hanno riportato benefici in termini di resistenza e recupero, grazie alla capacità dei chetoni di fornire una fonte di energia stabile e duratura.

Bevande ammesse e vietate nella dieta chetogenica

Quando si inizia a seguire un nuovo regime alimentare è normale preoccuparsi di cosa si può e non si può mangiare. Più raro, invece, che ci si chieda cosa bere e cosa non bere. Niente di più sbagliato, perché anche tra le bevande, come tra gli alimenti, ci sono quelle ammesse e quelle da evitare. Un discorso che vale anche per chi segue una dieta chetogenica o low carb.

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Il fatto che le bibite siano liquide, infatti, non deve trarre in inganno: possono contenere carboidrati, ed anche in quantità molto importanti. Inoltre, c’è almeno un’altra buona ragione che deve portare a prestare attenzione a cosa si beve durante la keto diet: l’effetto psicologico. Le bevande dolci, infatti, anche nei casi in cui abbiano zero zuccheri, non aiutano a liberarsi dal legame con i cibi raffinati (che in alcuni casi assume i contorni di una vera dipendenza e come tale va contrastata).

Bevande ammesse:

  • Acqua (liscia o frizzante)
  • Thè, camomilla, tisane e infusi (senza zucchero)
  • Bibite zero zuccheri
  • Spiriti (brandy, whisky, gin, tequila, rhum, grappa) - con moderazione

Bevande vietate:

  • Bevande zuccherate (inclusi i succhi di frutta)
  • Birra
  • Cocktail alcolici o analcolici (nella maggior parte dei casi)

Alimenti da evitare o limitare nella dieta chetogenica

La chiave di volta di questa dieta risiede nel taglio netto dell'apporto di carboidrati, un elemento cruciale per il successo dei suoi obiettivi. Nella dieta chetogenica ci sono alimenti vietati, alimenti da limitare e alimenti consentiti. Infatti selezionare cosa mangiare in chetogenica è a dir poco fondamentale!

Sgarrare anche minimamente con i carboidrati può bloccare lo stato di chetosi e di conseguenza rallentare la perdita di peso. Gli alimenti vietati in dieta chetogenica sono certamente quelli contenenti carboidrati.

  • Frutta ad alto contenuto di zuccheri: Frutti come banane, mele, arance, e uva contengono una quantità significativa di zuccheri naturali, quindi sono da limitare o evitare.
  • Alcune verdure: Nonostante le verdure siano generalmente consigliate, alcune come le carote contengono più carboidrati rispetto ad altre e dovrebbero essere consumate con moderazione.
  • Alimenti e bevande light: Molti prodotti light o dietetici contengono dolcificanti artificiali o zuccheri aggiunti che possono influenzare la chetosi; via libera a Stevia, sucralosio, eritritolo, xilitolo, aspartame, acesulfame.
  • Alcool: Molti tipi di alcolici (come vino e birra) contengono carboidrati.

Come calcolare i carboidrati negli alcolici

Premesso che per la legislazione vigente, a livello italiano e di regolamenti comunitari, non è prevista la dichiarazione nutrizionale per una bevanda alcolica, alcuni produttori ci facilitano la possibilità di scoprire l'esatto contenuto di carboidrati presenti in quella bevanda. Un esempio su tutti, le Birre Caulier: il produttore in questo caso rende disponibile sia il tasso alcolico che è l'unico valore obbligatorio, che il valore della energia espressa in Kcal/100ml. Con questi due valori, e con una semplice operazione matematica, noi saremo in grado di calcolare esattamente quanti grammi di carboidrati ci sono in questo prodotto, visto che le Kcal non sono influenzate da grassi e da proteine in questo caso, ma esclusivamente da alcol e carboidrati.

Esempio di calcolo:

Prendiamo una etichetta come esempio, la 28 White Oak IPA: vengono dichiarati alcol al 5,5%, e 30,8 Kcal/100ml.

  1. Per prima cosa calcoliamo quanti grammi di alcol ci sono (NON 5,5): 1ml di alcol pesa 0,789g (o 789mg se preferite), quindi moltiplicando il tasso alcolico 5,5 per il tasso di conversione 0,789 si ottengono i grammi di alcol ogni 100ml, e cioè 4,34g.
  2. Ora bisogna moltiplicare i grammi di alcol per le loro Kcal/g, che sono 7, per scoprire che le Kcal che l'alcol fornisce a questa birra sono 30,38.
  3. Nella nostra etichetta vediamo che il produttore dichiara 30,80 Kcal/100ml, quindi facendo la differenza tra Kcal totali - Kcal dell'alcol, si ottengono le Kcal date da altro, che in questo caso sono 30,80-30,38=0,42.

Versione difficile:

Quando il produttore non indica il valore delle Kcal/100ml, ci manca un elemento per procedere con i calcoli spiegati prima, e dobbiamo cercare di scoprire quanti carboidrati ci siano con un altro sistema, ovvero usando un rifrattometro.

Versione impossibile:

Per esempio un liquore come la crema di whisky (Baileys ), dove nella preparazione vengano usati altri ingredienti portatori di grassi; anche se avessimo l'indicazione delle Kcal, non potremmo calcolare nulla senza l'indicazione della quantità di grassi, che ricordo ancora non è obbligatoria perché le normative sugli alcolici non obbligano a mettere la dichiarazione nutrizionale (valori nutrizionali) in etichetta, e neanche gli allergeni.

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