Il concetto di fast food come lo intendiamo oggi, ovvero una forma di ristorazione basata sul consumo rapido ed economico di panini in locali gestiti da grandi catene internazionali, prese forma nella prima metà del Novecento negli USA.
Le Origini Antiche del Pasto Veloce
Tuttavia, il concetto di pasto rapido e da asporto non era una novità, ma trova le radici già nel mondo antico. Nell'antico Egitto esistevano forme di pasto veloce. Fu però nell'antica Roma che il "pasto veloce" conobbe il successo. Gli abitanti dell'Urbe e di altri centri, da Ostia a Pompei, frequentavano infatti i thermopolia, locali in cui comprare bevande e cibo già pronto, sia da asporto sia da consumare in loco.
Il Medioevo e l'Avvento della Rivoluzione Industriale
In epoca medievale si registrò invece la diffusione di venditori ambulanti che, con i loro carretti, offrivano cibo facile da consumare camminando. Fu con l'arrivo dell'epoca moderna e della rivoluzione industriale che la consuetudine di mangiare nei pionieristici fast food si diffuse soprattutto nelle grandi città, dove gli operai avevano poco tempo per la pausa pranzo.
L'Evoluzione negli Stati Uniti
L'evoluzione del cibo veloce, in cui rientra pure la pizza napoletana, nata anch'essa nell'Ottocento come cibo di strada, proseguì negli USA, dove il boom economico di inizio Novecento e gli intensi ritmi lavorativi spingevano milioni di persone a mangiare fuori casa. Molti impenditori fiutarono l'affare e iniziarono a progettare punti vendita sempre più efficienti. Apparvero per esempio fast food automatici in cui il cibo, preconfezionato, veniva erogato da distributori a monetina.
I Primi Hamburger e le Catene Pionieristiche
Nello stesso anno s'impose una nuova specialità: l'hamburger. I panini con la carne (accompagnati da patatine fritte) fecero la fortuna delle prime catene come la A&W e la White Castle.
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Ma l'innovazione più radicale fu quella di standardizzare il rifornimento e la produzione del cibo decidendo di mostrare al pubblico la preparazione degli hamburger, grazie a grandi vetrate che giravano intorno alla cucina.
L'Ascesa di McDonald's e Altre Catene Iconiche
Sulla scia della White Castle si mossero i fratelli McDonald, modernizzando i processi produttivi e contribuendo a far sì che i fast food assumessero le caratteristiche odierne. Come una catena di montaggio. Dopodiché irruppe sulla scena la futura "star" del settore: McDonald's, le cui prime tracce risalgono al 1940, quando la creatività imprenditoriale dei fratelli Richard e Maurice McDonald (meglio noti come Dick e Mac) li portò a perfezionare gli standard dei processi di produzione e di razionalizzazione degli spazi (come in una catena di montaggio) che caratterizzano oggi i fast food.
Questo business attrasse poi sempre più imprenditori, e già nel 1953 nacque un'altra catena tuttora nota: Burger King. Intanto, oltre a Burger King, era nata un'altra catena destinata al successo, la Kentucky Fried Chicken, fondata nel 1952, mentre nel 1965 arriverà Subway. Nello stesso anno apparve il celebre clown-mascotte di McDonald's: Ronald McDonald.
L'Espansione Globale
Ai fast food "Made in America" non restava che sbarcare in Europa, e il primo fu proprio un McDonald's, aperto nel 1971 a Zaandam, in Olanda. Poi, nel 1986, toccò a Roma.
Sfide e Cambiamenti nel Nuovo Millennio
E arriviamo al nuovo millennio, caratterizzato da una maggiore sensibilità verso la relazione alimentazione-ambiente-salute. Molti fast food, accusati di proporre cibo poco sano, hanno introdotto nei menu insalate e cibi meno grassi. Ma oltre alle nuove prospettive ecologiche ce ne sono anche altre tecnologiche.
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L'Influenza della Cucina Americana
«Melting pot» è un'espressione che definisce in modo adeguato la cucina degli Stati Uniti, una mescolanza di diversi modelli alimentari etnici forgiata dai vari ambienti naturali e dal procedere incessante del capitalismo. Le cucine etniche e regionali si sono mescolate e sono state trasformate dall'incontro con l'agribusiness, l'industria di trasformazione del cibo e le capillari reti di distribuzione. La dieta americana è stata influenzata fin dal Seicento dall'arrivo di nuove cucine con gli immigrati di ogni angolo della terra. Se cercano con attenzione, i buongustai troveranno cibi deliziosi in tutti gli Stati Uniti, nelle case, nei ristoranti e nei mercati degli agricoltori che offrono i prodotti locali e le diverse cucine etniche, ma la cucina nazionale prevalente si basa su cibi conservati ricchi di zucchero, sale e grassi e poveri di fibre e frutta e verdura fresche. La cucina nazionale americana è quella dei supermercati che vendono cibi pronti e dei fast food.Sono gli alimenti dell' agribusiness e dell'industria alimentare, che percorrono in media 1500 miglia per passare dal produttore al consumatore.
Storia delle Colonie Americane
Fin dalla nascita delle colonie americane nel Seicento, la dieta americana è stata caratterizzata da un miscuglio di varie tradizioni etniche e ambienti naturali diversi. I primi coloni europei, principalmente francesi, inglesi, spagnoli, olandesi e schiavi dell' Africa occidentale, portarono con sé una varietà di tradizioni culinarie e materie prime, tra cui polli, maiali, bovini, ovini, caffè, riso, sesamo, zucchero e igname. I coloni trovarono inoltre nel Nuovo Mondo una quantità di cibi che non conoscevano, in particolare i tre raccolti principali delle popolazioni indigene - mais, fagioli e zucca - che incorporarono gradualmente nella propria dieta. Un ricettario del 1796 di Amelia Simmons è considerato il primo libro di cucina «americano» perché contiene ricette in cui compaiono i tre principali ingredienti indigeni, tra cui quella per preparare una torta di zucca simile alle ricette che si usano oggi. La carne e il pane furono i due alimenti di base della dieta nelle prime fasi. Gli americani mangiavano molta più carne degli europei e le carni più popolari erano manzo e maiale, soprattutto il secondo perché era facile conservarlo. I prodotti del mare erano comuni solo nelle zone costiere, date le difficoltà di trasporto. Se in molti paesi europei, come la Francia e l'Italia, si preferiva il pane di grano, per i coloni il frumento costava troppo, sicché consumavano pane di mais, segale, avena e altri cereali.
Influenze e Innovazioni
Due dei fattori principali che influenzarono la dieta degli Stati Uniti nei secoli XVIII e XIX furono l'afflusso di immigrati che portavano con sé la propria cucina e le innovazioni tecnologiche che permisero la nascita di un'industria alimentare consolidata. I progressi tecnologici che incisero sull'alimentazione furono l'invenzione della cucina economica, che rese infinitamente più facile il compito di preparare da mangiare; il miglioramento dei trasporti, per esempio ferrovie e sistemi di canali; i metodi di refrigerazione e congelamento, che permettevano di conservare a lungo gli alimenti; e la trasformazione e l'inscatolamento dei generi alimentari. La rivoluzione industriale spinse molti che fino a quel momento lavoravano nei campi ad andare a lavorare in fabbrica nelle città, in cui non producevano più il cibo che consumavano e costituivano perciò un mercato pronto per l'industria alimentare.
Curiosità e Aneddoti
Preparazioni a base di mais e fagioli sono fra le poche tradizioni indiane salvate dal tempo dello sbarco dei Padri Pellegrini. Le Americhe, che offrirono a Colombo tantissimi tesori, in generale non hanno una forte passione di “far cucina”, e caratteristica della loro gastronomia sono gli alimenti “veloci” legati in qualche modo all’Europa. Le “hamburgers”, ideate come pratico cibo sulle navi che trasportavano emigranti nella linea Hamburgo-America, e gli “hot dogs”, wurstel ribattezzati durante la prima guerra mondiale per sentimenti antitedeschi, “hot” perché caldi, e “dogs” perché somiglianti a cani bassotti. Questi alimenti “poco raffinati” facilitarono il costume del “fast food”, nato dalla trovata di un americano che per rifocillare i lavoratori lontani dai centri urbani portava il cibo utilizzando auto appositamente attrezzate. L’idea fece furore, e da essa discesero i migliaia di chioschi semoventi che tutt’oggi spacciano cibo veloce e sovente pessimo.
Influenze Etniche nella Cucina Americana
La cucina italiana, ebraica e cinese danno l’impronta gastronomica di New York e della California. Negli stati del Sud-Ovest spiccano le preparazioni ispirate alla cucina messicana, mentre negli stati del Sud è sentita l’influenza della cucina “black”, quella degli schiavi che lavoravano nelle piantagioni di cotone. Comunque gli Stati Uniti offrono di originali dolci eccellenti, gelati superbi e gigantesche insalate che accolgono ogni possibile ingrediente.
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