Alimentazione degli Anziani Inappetenti: Cause e Rimedi

L’alimentazione degli anziani è un fattore chiave per migliorare la loro qualità di vita. Per prendersi cura del proprio corpo e della propria salute in maniera corretta è necessario porre grande attenzione alla nutrizione, a tutte le età. Spesso le persone anziane si trovano ad affrontare periodi in cui hanno poco appetito e quindi riducono il proprio apporto di energia, andando incontro a cali ponderali anche importanti.

Sono molti i caregiver che ci pongono la problematica dell’inappetenza anziani. Ma quali sono le cause dell’anziano inappetente? Come risolvere il problema? L’inappetenza negli anziani è un problema molto comune.

Cause dell'Inappetenza negli Anziani

Una graduale diminuzione dell’appetito, negli anziani, può considerarsi una manifestazione del naturale processo di invecchiamento. Quando il corpo invecchia, sia a livello psicologico che fisico si creano diversi cambiamenti a catena che innescano anche delle trasformazioni sul fabbisogno nutrizionale. Il corpo invecchiando ha delle difficoltà nell’assorbire i principi nutritivi e utilizzarli correttamente, causando scompensi alimentari.

La mancanza di appetito, nella terza età, dipende soprattutto da cause fisiologiche che vanno a incidere sul desiderio del cibo. Il ridotto fabbisogno energetico, infatti, comporta una minore richiesta di calorie da parte del fisico; inoltre, le alterazioni sensoriali, dovute all’avanzare dell’età, fanno sì che il cibo abbia un sapore diverso e meno invitante.

L’inappetenza può inoltre dipendere da un ridotto fabbisogno di energia o dall’insorgere di malattie gravi o croniche. Qualunque malattia acuta e molte malattie croniche (cardiache, polmonari, renali, epatiche, Parkinson e tumore) compromettono l’appetito, e questo tipo di malattie affliggono più frequentemente le persone anziane.

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Tra le cause principali troviamo:

  • Apparato digerente: con l’avanzare dell’età, lo svuotamento gastrico diventa più lento, prolungando il senso di sazietà e riducendo l’appetito. Inoltre, la dentatura spesso imperfetta e la presenza di protesi - che possono provocare infezioni al cavo orale - rendono la masticazione difficoltosa e costringono a mangiare cibi meno invitanti, frullati oppure molto cotti.
  • Fabbisogno energetico ridotto: l’apporto calorico necessario all’organismo è determinato dalla composizione corporea, in particolare dalla massa magra (ossia, tutte le parti del corpo che non contengono adipe, inclusi muscoli, ossa e organi) e dalla quantità di attività fisica praticata. La maggior parte delle persone oltre i 70 anni perde circa l’1% di massa magra all’anno ciò riduce il loro fabbisogno di energie e anche il loro appetito. In assenza di una regolare attività fisica, è necessario diminuire l’apporto quotidiano di calorie all’aumentare dell’età, perché già a partire dai 60 anni la perdita di massa magra provoca un rallentamento del metabolismo basale del 10%.
  • Fattori psicologici e sociali: l’appetito è profondamente influenzato dall’ambiente e dall’umore. La depressione, che affligge un numero consistente di anziani, è una causa nota di inappetenza, inoltre la demenza e il delirio sono anche associati a uno scarso appetito. Anche vivere da soli può influire: chi ha difficoltà a fare la spesa o a cucinare potrebbe diventare meno motivato a prepararsi i pasti, senza dimenticare che pranzare o cenare da soli è meno piacevole. Cambiano anche le abitudini alimentari e muta progressivamente anche la percezione nei confronti del cibo che non viene considerato più un piacere, ma una routine.
  • Effetti collaterali dei farmaci: uno dei possibili effetti collaterali della terapia farmacologica è la comparsa di cattivi sapori in bocca. Attenzione ai farmaci che vanno assunti prima di mangiare. Questi possono avere un sapore sgradevole che altera il gusto e rende il cibo poco invitante. Circa un terzo della popolazione oltre i 65 anni ha una forte riduzione della produzione di saliva, normalmente a causa delle medicine.

Conseguenze dell'Inappetenza

La prima conseguenza della perdita di appetito è il dimagrimento, un segnale che non deve essere trascurato, soprattutto se sproporzionato e repentino. La progressiva perdita di peso aumenta il tasso di mortalità degli anziani nelle case di riposo e aumenta il rischio di mortalità causato da interventi chirurgici, infezioni o altre patologie.

La conseguenza diretta dell’inappetenza è una carenza nutrizionale più o meno grave, che altera i livelli dei micronutrienti (come vitamine e minerali) e dei macronutrienti (ad esempio le proteine) presenti nell’organismo.

La malnutrizione proteico-energetica viene determinata dalla carenza dei principali macronutrienti. Cosa si intende per malnutrizione in una persona anziana? La malnutrizione proteico-energetica è un deficit energetico dovuto a una carenza di tutti i macronutrienti rispetto al fabbisogno della persona anziana.

La malnutrizione insorge in un anziano più facilmente rispetto alle altre fasce di età. Questo perché con l’invecchiamento l’organismo va incontro a un cambiamento della composizione corporea. Le persone anziane, inoltre, vanno incontro ad una perdita della massa muscolare e sperimentano un aumento del tessuto adiposo.

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Con l’avanzare dell’età si verifica una diminuzione del segnale della sete e il senso di sazietà ha un incremento. La malnutrizione è un serio problema anche nei Paesi sviluppati, tanto che i costi sanitari della malnutrizione sono maggiori di quelli per l’obesità.

La tabella seguente riassume le principali conseguenze della malnutrizione negli anziani:

Sintomi Manifestazioni
Perdita di peso Dimagrimento, vestiti larghi
Debolezza Affaticamento
Problemi cardiaci Rallentamento della gittata cardiaca, diminuzione del polso e della pressione arteriosa
Carenze nutrizionali Alterazione dei livelli di vitamine e minerali
Malnutrizione Cachessia o deperimento

Rimedi e Consigli per Stimolare l'Appetito

Anche se stimolare l’appetito in terza età non è semplice, possiamo mettere in opera una serie di trucchi che ci permetteranno di rendere i pasti più piacevoli per i nostri nonni/e. Innanzitutto, per stimolare l’appetito della persona anziana dovresti aiutarla a programmare la sua dieta.

Il nostro consiglio è di non sottovalutare mai tutti i segnali di disagio alimentare dei vostri cari e cercare di intervenire con una strategia “morbida” che preveda assistenza e compagnia durante i pasti. Un servizio su misura curato nei minimi particolari che tutela i vostri cari dalla solitudine, dall’apatia e dalle cattive abitudini alimentari.

Ecco alcuni suggerimenti pratici:

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  • Fare pasti leggeri e frequenti: devono essere almeno tre nell’arco della giornata (meglio cinque, includendo due spuntini), ricordando che è molto importante non saltare la prima colazione. La regola d’oro è fare pasti leggeri e frequenti. Se l’anziano si lamenta subito di essere pieno meglio ridurre le porzioni e aumentare il numero dei pasti da 3 a 5.
  • Curare i pasti a 360 gradi: creare un’atmosfera piacevole può influire positivamente sull’appetito. Evita di risultare troppo assillante per evitare il rifiuto del cibo e assicurati che il luogo dove il tuo caro mangia sia confortevole, privo di ansie e con un’atmosfera piacevole. Mangiare in compagnia rende il momento dei pasti più piacevoli.
  • Idratarsi a sufficienza: bere tanto è un consiglio valido per tutti, ancora più per gli anziani. Bere molto aiuta a tenere idratato tutto l’organismo. Invecchiando si perde lo stimolo della sete, quindi bere diventa più difficile. Le quantità generalmente consigliate sono 2,5 litri di liquidi ogni giorno per gli uomini e 2 litri per le donne (ricordando che sono comprensivi di tutti i liquidi che possiamo assumere, sia tramite l’acqua sia mediante i cibi e altre bevande). Il consiglio è non meno di 10 bicchieri di acqua al giorno. Anche quando l’anziano riferisce di non avere sete, va stimolato a bere acqua naturale per arrivare almeno a berne un litro e mezzo al giorno.
  • Strumenti adeguati: Avere in casa strumenti e attrezzature adeguati aiuterà il nostro caro a mangiare con maggiore comodità, senza impedimenti che possono minare la voglia di cibarsi.
  • Essere consci degli effetti collaterali dei farmaci: in alcuni casi, dopo l’assunzione di farmaci si possono avvertire sapori poco gradevoli. Contrastare gli effetti collaterali dei farmaci: uno dei possibili effetti collaterali della terapia farmacologica è la comparsa di cattivi sapori in bocca.
  • Un altro prezioso alleato contro l’inappetenza è sicuramente l’attività fisica. La prevenzione va fatta attraverso un corretto bilanciamento tra nutrizione e movimento che è sempre bene praticare.

Alimentazione Bilanciata e Nutrienti Essenziali

Una dieta bilanciata permette infatti di introdurre nell’organismo i nutrienti necessari per rimanere in buona salute e vivere la quotidianità senza problemi. L’alimentazione degli anziani segue delle regole base che vanno poi modificare ed adattate a secondo dello stato di salute del soggetto. In linea generale è consigliabile consumare proteine ad alto valore biologico che permettono di tenere i muscoli in buono stato e secondo alcune recenti ricerche, accelerano i tempi di guarigione delle piaghe da decubito. Queste proteine le troviamo nei legumi e nella carne. Anche il ferro deve essere assunto quotidianamente. Ogni pasto dovrà essere completo di carboidrati, proteine, grassi e vitamine.

Per quanto riguarda i micronutrienti (vitamine e sali minerali), l’alimentazione quotidiana deve prevedere il consumo di frutta e verdura fresche. Le fibre, i sali minerali e le vitamine sono contenuti nelle verdure che andrebbero consumate ad ogni pasto, preferibilmente cotte e lessate, come minestrone con l’aggiunta di legumi per le proteine vegetali. Anche la frutta è fondamentale. Due o tre frutti al giorno rappresentano il giusto compromesso, come spuntini tra un pasto e l’altro.

Tra i condimenti che aiutano a contrastare il calo di peso, vi è l’olio d’oliva, il formaggio grattugiato da aggiungere alle pietanze. Per quanto riguarda i grassi da eliminare quelli animali, come burro e strutto, meglio il buon vecchio olio extra vergine di oliva. 25-30% di lipidi (olio, burro, latticini e derivati) senza abusarne troppo. Il consumo di frutta secca è sempre consigliato, in quanto contiene acidi polinsaturi che proteggono l’organismo.

Non sempre tutti questi macronutrienti possono essere assunti attraverso un’alimentazione bilanciata, soprattutto in pazienti con scarsa mobilità, anziani inappetenti o con difficoltà di masticazione ecc. Una corretta alimentazione dei pazienti con aumento del quantitativo proteico ed energetico è la base necessaria per prevenire l’insorgenza delle piaghe da decubito. Tali sacche per nutrizione enterale sono nutrizionalmente complete e ad alto contenuto calorico.

Esempio di Menù per Anziani Inappetenti

Se volessimo provare a stilare un menù per anziani inappetenti dovremmo come prima cosa indicare nella colazione il pasto più importante della giornata. Latte o yogurt con pane, fette biscottate o biscotti secchi inzuppati sono cibi ideali per una prima colazione adeguata. A pranzo sarebbe meglio concentrarci sui cibi proteici e nutrienti, come semolini, gnocchi di patate, creme di riso. A cena si può ripiegare su cibi leggeri, che non appesantiscono e conferiscono comunque il fabbisogno giornaliero minimo.

Tra le migliori ricette per anziani inappetenti consigliamo frittate e minestroni. Una frittata con verdure (come le zucchine) può essere una ricetta ideale per gli anziani che fanno difficoltà a nutrirsi. Per dare vita a una dieta varia e completa si possono realizzare anche soufflé e budini salati, semplici da mangiare e molto nutrienti. Anche le polpette sono un’ottima soluzione per la mancanza di appetito negli anziani.

Ecco alcuni suggerimenti per i pasti:

  • Primi piatti: preferire semolino, gnocchi di patate, crema di riso. Per contrastare il calo di peso, andrebbero conditi con una discreta dose di olio d’oliva e formaggio grattugiato. Poi possiamo aiutarlo, come ci suggerisce il prof. Semolino, crema di patate, crema di riso sono ottimi alleati per contrastare la perdita di peso e facilitare la deglutizione. Ad esempio è possibile accompagnare della pastina al sugo con un cucchiaio di ricotta, oppure il brodo con delle polpettine.
  • Secondi piatti: per soddisfare il fabbisogno proteico, ad ogni pasto andrebbe consumato anche il secondo piatto.
  • Verdure: andrebbero consumate ad ogni pasto per garantire l’apporto di fibra, sali minerali e vitamine. Preferire le verdure lessate, anche in minestrone. Può essere utilizzato anche il minestrone surgelato, da consumare preferibilmente passato.
  • Condimenti: preferire olio d’oliva da aggiungere a crudo alle pietanze. Per aumentare il fabbisogno proteico, aggiungere anche formaggio grattugiato.

Integratori Alimentari

Importante per l’alimentazione dell’anziano inappetente è l’utilizzo di integratori. Che si parli di particolari vitamine o sali, gli integratori danno risultati ottimi in tempi brevi. Cosa dare da mangiare agli anziani inappetenti? Vitamine, nella fattispecie vitamina D e B12. Fibre per il benessere dell’apparato digerente.

La malnutrizione lieve o moderata può essere trattata con una dieta equilibrata a cui possono essere aggiunti supplementi, soprattutto quando possono esserci difficoltà nell’assunzione di cibi solidi, e integratori multivitaminici. Nel caso invece di malnutrizione grave è necessario il trattamento ospedaliero.

Non vanno però utilizzati come se fossero un rimedio “fai da te” ad alcune problematiche ma vanno presi sempre su consiglio e controllo di un medico. Non sono quindi sostituti di medicine e nemmeno di una particolare dieta.

In ogni caso, per prendersi cura al meglio dell’anziano, è bene anche che i familiari si confrontino con il medico per definire la routine più adeguata alle condizioni fisiche e di salute del proprio caro. Come abbiamo detto, il confronto col medico può aiutare a prendersi cura dell’anziano inappetente nel modo più adeguato. Misurare l’appetito non è molto semplice in quanto si tratta di una sensazione soggettiva. Tuttavia l’utilizzo di un questionario chiamato SNAQ (Simplified Nutritional Appetite Questionnaire - Questionario Semplificato di Nutrizione e Appetito) può aiutare a predire una possibile perdita di peso superiore al 5% nei sei mesi a venire.

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