Al giorno d’oggi parlare di alimentazione equilibrata sembra quasi una moda, al punto che, proprio come accade con le mode passeggere, ognuno (che sia o meno uno specialista poco importa) ha delle opinioni diverse ed afferma che proprio la sua, e non quella di un altro, è l’opinione corretta.
Cominciamo prima di tutto con una piccola ma doverosa premessa, ovvero che la corretta alimentazione varia da persona a persona e, quindi, questo articolo tenderà ad un discorso più generalizzato.
Cosa si intende per alimentazione equilibrata?
La verità è che un’alimentazione equilibrata si basa su delle regole precise e non opinabili, volte a garantire un modo di alimentarsi corretto sia quantitativamente che qualitativamente, prevenendo in questo modo non solo eccessi, ma anche carenze nutrizionali. Una parola che accompagna costantemente l’espressione “alimentazione equilibrata” è l’aggettivo “varia”. Infatti, per poter seguire una dieta bilanciata, è necessaria una certa variazione di alimenti, in modo da avere maggiori probabilità di assumere tutti i nutrienti di cui necessita il nostro organismo e nelle giuste quantità, cosa che si propone di fare, per esempio, la dieta mediterranea.
Un altro elemento chiave nella delineazione di una dieta equilibrata è il concetto di caloria, che è, in parole semplici, la quantità di energia contenuta in ogni alimento. Il quantitativo di calorie che ogni individuo deve necessariamente assumere nell’arco della giornata varia in base a sesso, peso, età e stile di vita. Senza entrare nel dettaglio del calcolo preciso, verranno date delle indicazioni generali. Questo quantitativo non deve solo essere ripartito nei vari pasti della giornata ma deve anche essere proporzionato in macronutrienti.
Distribuzione dei pasti e dei macronutrienti
I pasti principali della giornata sono tre: colazione, pranzo e cena. Tuttavia, l’alimentazione ideale prevede anche due spuntini, uno a metà mattinata e uno a metà pomeriggio. Seguendo quindi uno schema composto da 5 pasti (i tre principali e i due spuntini) le calorie andrebbero suddivise in questo modo:
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- Il 20% a colazione
- Il 10% al primo spuntino
- Il 35% a pranzo
- Il 10% al secondo spuntino
- Il 25% a cena
Per quanto riguarda i macronutrienti, anche essi sono tre: carboidrati, grassi e proteine. Idealmente, il 58% delle calorie giornaliere dovrebbero essere assunte tramite carboidrati, il 26% tramite grassi e il 16% tramite proteine. Per raggiungere un’alimentazione ottimale è necessario combinare questi tre macronutrienti in ogni pasto, evitando quindi le diete dissociate che consigliano di assumere, ad esempio, carboidrati a pranzo, proteine la sera e frutta lontano di pasti. Infatti, un pasto equilibrato e soprattutto completo contiene tutti e tre i macronutrienti nelle giuste proporzioni.
Una volta stabilite le giuste quantità in base alle esigenze e condizioni personali, e una volta fatti i giusti abbinamenti di nutrienti per ogni pasto, resta da scegliere gli alimenti veri e propri da consumare. Anche questa non è una scelta arbitraria, ma soggetta non ad una ma a ben due piramidi alimentari, dove per “piramide alimentare” si intende uno schema volto ad indicare le giuste porzioni e la giusta periodicità dei vari alimenti. Chiaramente, alla base della piramide si troveranno gli alimenti da consumare con più frequenza e, a salire, quelli da consumare più raramente.
Le Piramidi Alimentari: Un Confronto
La prima piramide fu ideata negli Stati Uniti nei primi anni 90’ del ‘900 e portava alla sua base pane, cereali, riso e pasta con una porzione consigliata ad ogni pasto. Subito al di sopra si trovavano, a pari merito, frutta e verdura, la prima con 2-3 porzioni consigliate al giorno e la seconda con 3-4. Al piano superiore invece c’erano latte, formaggi, yogurt, carne, pesce, uova e frutta secca, con 2 porzioni consigliate al giorno. Infine, in cima, erano riportati gli zuccheri, per cui tutti i dolci, e i grassi, per cui olio, burro, semi oleosi, ma anche i grassi aggiunti, come quelli presenti nelle merendine e nei prodotti preconfezionati. Chiaramente, questa piramide aveva lo scopo di ridurre il consumo di lipidi in una popolazione (quella occidentale) che soffriva sempre più di malattie cardiovascolari.
Oggi tuttavia, grazie alle numerose ricerche scientifiche sull’argomento, è risaputo che questa prima piramide ha dei valori non completamente esatti: innanzitutto non fa differenza fra i vari alimenti proteici, mentre oggi è ben noto che non tutti sono propriamente salutari, in secondo luogo bandisce ogni tipo di grasso, mentre è stato provato che alcuni grassi, come ad esempio l’olio di oliva, aiutano nella lotta contro il colesterolo, infine non fa distinzione fra cereali raffinati e cereali integrali.
La seconda piramide alimentare, quindi, è quella aggiornata e considerata valida tutt’oggi. Oltre ad essere molto più precisa è, non a caso, molto più varia ed equilibrata. Partendo dalla base e andando a salire si trovano:
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- Cereali integrali e grassi vegetali da consumare ad ogni pasto
- Frutta e verdura da consumare sempre 2-3 volte al giorno
- Legumi e frutta secca da consumare circa 3 volte a settimana
- Pesce, carni bianche e uova da consumare 2 volte a settimana
- Latticini (intendendo sia yogurt che formaggi) da consumare 1-2 volte a settimana
- Carni rosse, burro e cereali raffinati da consumare con moderazione e comunque non più di una volta a settimana.
A questa seconda piramide è spesso associata una piramide ambientale, che, visivamente, è una piramide capovolta (ossia con il vertice rivolto verso il basso) e classifica gli alimenti non secondo i loro valori nutrizionali, ma secondo l’impatto ambientale che scaturisce dalla loro produzione. In alto troveremo, quindi, gli alimenti con un maggiore impatto ambientale e, scendendo, gli alimenti con un impatto minore. Guardando queste due piramidi contemporaneamente risulterà evidente che gli alimenti con un maggiore impatto ambientale sono gli stessi alimenti che vanno consumati con moderazione. Questo doppio schema vuole dimostrare che una dieta equilibrata apporta benefici non solo al nostro organismo ma anche all’ambiente.
Calorie, Specialisti e Attività Fisica
Come è stato già accennato all’inizio di questo articolo, la quantità giornaliera necessaria di calorie per ogni individuo si basa su diversi fattori come età, sesso, peso e attività sportiva effettuata (la quale, bisogna sottolineare, rimane sempre indispensabile per uno stile di vita sano). Inoltre, il calcolo delle calorie presenti in ogni alimento può essere molto complicato da effettuare e, in generale, la creazione di una dieta personalizzata che sia allo stesso tempo conforme alle nostre esigenze specifiche, equilibrata, varia e completa non è una cosa da fare autonomamente. È sempre necessario rivolgersi a degli specialisti, quali nutrizionisti e medici, e attenersi alle loro indicazioni.
Non solo dieta: l’esercizio fisico
Seguire un’alimentazione equilibrata è certamente fondamentale ma è altrettanto vero che la vita sedentaria rischia di vanificare ogni sforzo salutista. Non è necessario andare in palestra o iscriversi a corsi sportivi, basterà camminare almeno 30 minuti al giorno e, magari, rinunciare all’ascensore a favore delle scale.
Il ruolo dell'OSS nell'alimentazione dei pazienti
L’Operatore Socio Sanitario, d’intesa con l’Infermiere, prepara i pasti e si occupa della somministrazione degli alimenti a pazienti portatori delle patologie più disparate. Ma fino a che punto l’OSS ha le competenze per farlo? Parlare di alimentazione risulta piuttosto importante in quanto essa costituisce un elemento fondamentale per molte patologie cronico degenerative. Spesso questa condizione viene sottovalutata: può essere già presente al momento del ricovero ed aumentare durante la degenza, soprattutto nelle persone anziane.
In ambito extra ospedaliero la malnutrizione risulta legata all’ambiente in cui la persona anziana vive; i dati riportano una prevalenza che va dal 4% al 10% se abita a domicilio. Alimentarsi ed idratarsi sono bisogni primari (secondo Maslow). Esistono però fattori che influenzano lo stile alimentare di ciascuna persona.
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Compiti dell'OSS durante i pasti:
- aiutarla a lavarsi le mani e i denti. Un’accurata igiene del cavo orale permette di migliorare la percezione del gusto dei cibi.
- ventilare il locale e pulire il tavolino su cui verrà effettuato il pasto.
- aiutare la persona ad essere una corretta postura.
Ictus, malattie degenerative, tumori possono causare disturbi nella deglutizione. La stipsi cronica è spesso frequente nelle persone anziane e può essere correlata a patologie neurologiche, intestinali, assunzione di farmaci ma anche ad una scorretta alimentazione e scarsa attività fisica. È consigliato arricchire, se possibile, l'alimentazione con cereali integrali, verdura e legumi,frutta e acqua.
In ogni caso va ricordato che l’alimentazione è una terapia e che la preparazione dei pasti da parte dell’Operatore Socio Sanitario è strettamente correlato alle disposizioni dell’Infermiere che è responsabile della somministrazione e della corretta preparazione dei cibi (fa da garante). Anche l’OSS più preparato, pertanto, deve interfacciarsi con chi è titolare dell’assistenza infermieristica.
L’Operatore Socio-Sanitario è una figura molto richiesta all’interno delle strutture pubbliche e private, ma anche per l’assistenza a domicilio, per supportare le persone che hanno bisogno di aiuto nelle attività quotidiane. Supportare la persona cercando di favorirne l’autonomia: per alcuni pazienti, ad esempio, è sufficiente avvicinare il piatto e le posate o versare da bere, mentre per altri è opportuno che l’OSS tagli prima le pietanze per rendere i bocconi più piccoli. La disfagia è un disturbo della deglutizione di cibi e liquidi che può manifestarsi negli anziani o in persone che hanno determinati problemi. Per quanto concerne la scelta degli alimenti, l’OSS dovrà attenersi alle prescrizioni mediche ed evitare tutti quei cibi che per la loro conformazione potrebbero comportare un rischio di soffocamento.
L’operatore addetto all’assistenza ha il compito di preparare l’ambiente in modo idoneo per l’assunzione dei pasti, di riordinare e pulire il materiale utilizzato e, infine, di trasportarlo in cucina o negli appositi centri di raccolta dei carrelli.
Macronutrienti, Sali Minerali e Vitamine
- Proteine: Sono grandi molecole, presenti in tutti gli organismi, animali e vegetali. Sono costituite da molecole più piccole dette aminoacidi. Oltre ad essere fonte di energia, hanno funzioni costruttive e di ricambio dell’organismo.
- Carboidrati: Sono la fonte energetica essenziale nell’alimentazione.
- Sali minerali: Rappresentano il 4% del peso totale corporeo. Hanno funzioni indispensabili all’organismo.
- Vitamine: Sono un gruppo di molecole organiche, fondamentali al normale funzionamento del nostro organismo.
Per mantenere il benessere fisco è necessaria un’alimentazione equilibrata. Nei casi di malattia, o in particolari fasce d’età, viene somministrata una dieta adeguata alle necessità del singolo individuo. L’alimentazione incide in larga misura su varie patologie, si pensi all’ipertensione arteriosa, ai disturbi gastro-instestinali.
Malnutrizione: Carenza ed Eccesso
Sia l’alimentazione carente sia l’assunzione eccessiva in modo continuo di nutrienti dannosi possono essere la causa della nascita di stati di malnutrizione. Nella maggior parte dei paesi del mondo prevale la malnutrizione da carenza di cibo e, malgrado siano stati attuati specifici programmi alimentari sostenuti da governi e organizzazioni internazionali (F. A. La situazione è grave in Africa, in Asia e nell’America centro-meridionale, dove esistono ancor malattie da carenza di vitamine, proteine e minerali. Alle nostre latitudini è abbastanza frequente trovare stati carenziali di acido folico e di ferro, soprattutto nei bambini, negli anziani e nelle donne specie in età fertile ( la perdita di sangue e quindi di ferro, contenuto nei globuli rossi, con le mestruazioni aumenta il fabbisogno dell’apporto di ferro, e quindi favorisce l’insorgenza di uno stato careziale) e in gravidanza dove risulta maggiore il rischio di anemia.
E’ fuori discussione, però, il fatto che, nella maggior parte dei casi, la malnutrizione nei paesi sviluppati, industrializzati, è rappresentata dall’eccesso di sostentamento nutritivo quotidiano che supera la soglia giornaliera indicata. Tale eccesso può sfociare nell’obesità che , se trascurata, può determinare l’aumento dei grassi nel sangue.
Alimentazione nell'età avanzata
Una alimentazione corretta ed equilibrata risulta essere di prioritaria importanza in un’ individuo in età avanzata. Considerate che all’incirca il 25% degli anziani ha una alimentazione considerevolmente insufficiente. Lo stato nutrizionale è uno dei fattori importanti per un sano invecchiamento. A causa dell’età avanzata, le esigenze caloriche tendono progressivamente a diminuire a causa di una minore attività fisica. È fondamentale ridurre la quantità di calorie giornaliere assunte durante i pasti del ( 20-30% circa) per non rischiare un considerevole incremento del peso corporeo.
È consigliabile consumare preferibilmente degli alimenti che contengono proteine di buona qualità. Il fabbisogno quotidiano di proteine medio si aggira intorno ai (60-80g) aumenta in caso di malattie febbrili, piaghe da decubito, ustioni e interventi chirurgici. Particolarmente indicati sono il pesce e il latte. L’apporto di grassi di origine vegetale continua a essere importante, perché, come detto in precedenza, essi forniscono una serie di acidi grassi essenziali che non sono prodotti dall’organismo. È raccomandata l’assunzione di circa 1.200-2.000 cc di acqua al giorno, e, di una certa quantità di Sali minerali, che tendono a essere carenti nell’anziano, soprattutto il calcio e il ferro. Probabilmente alcune forme di decalcificazione, fratture spontanee, osteoporosi sono da addebitare a difetto non di apporto, ma di assorbimento di calcio. Si consiglia una quota giornaliera di 1.000mg di calcio sotto forma di latte e latticini.
Carenze vitaminiche possono verificarsi con l’uso di medicinali, oppure potrebbero essere legate al livello sociale; oppure ancora alla difficoltà di masticazione o ad altri fattori patologici che causino cambiamenti sostanziali nella tipologia di regime alimentare. Alla carenza di vitamina D si può ovviare con la somministrazione di uova, fegato, olio di fegato di animali e con l’esposizione ai raggi solari.
L’assunzione di farmaci, che molto spesso avviene in età avanzata, può interferire con la nutrizione, modificando l’appetito e integrando con il processo di digestione e metabolismo dei principi alimentari. Ovviamente, nella vita dell’anziano può spesso subentrare la necessità del ricovero in ospedale o in istituto. In presenza evidente di stato di malnutrizione si interverrà con una generale miglioramento dell’apporto alimentare, orientando ancora una volta il paziente verso una dieta equilibrata e varia.
Diete Speciali
I pasti devono essere preparati sulla base della prescrizione del medico o del dietista (per esempio, non utilizzando sale nei casi di ipertensione). Per esempio, per un degente con patologie renali si seguirà una dieta ipoproteica, che fornisca, però, i necessari principi nutritivi (aminoacidi, vitamine etc.). Per coloro che devo seguire una dieta a basso contenuto di calcio l’apporto di calcio giornaliero rispetta un range tra dagli 80 mg (apporto normale) ai 40 mg. Per i pazienti affetti da avitaminosi verrà prescritta una dieta con un elevato contenuto di vitamine. In generale, le diete a basso contenuto di vitamine non vengono prescritte, sebbene, talvolta, sia necessario sospenderne l’assunzione durante particolari malattie.
Disturbi cronici del metabolismo (es. diabete mellito); Gravi disturbi dell’apparato digerente; Nefropatie croniche ( es.
Per quanto concerne la somministrazione delle bevande avviene normalmente in bicchieri on in tazze monouso che possono essere sostituibili da più pratici bicchieri a beccuccio o dai contenitori con cannucce. Nella scelta del mezzo più idoneo bisogna sempre tenere conto più adeguato che si adatti alla perfezione alla persona che lo utilizza. Negli istituti di ricovero, l’OSS deve provvedere a sollecitare i pazienti autonomi a sedersi a tavola e invogliarli a mangiare. Se fosse necessario a causa della mancata autonomia da parte del paziente, l’operatore deve imboccare l’assistito per consentirgli di mangiare come tutti gli altri utenti delle struttura. E’ un’occasione per l’assistito per recuperare un po’ della perduta quotidianità e gratificarsi, non solo attraverso i piaceri del palato, ma anche, e soprattutto, tramite le attenzioni rivoltegli dalla persona che lo sta aiutando.
L’OSS con formazione complementare in assistenza sanitaria è la figura che meglio può sorvegliare sull’effettiva assimilazione del cibo da parte del paziente, assicurandosi che non riceva dai familiari cibi non consentiti.
Alimentazione Enterale: Sondino Naso Gastrico
Le fasi preliminari richiedono il controllo della prescrizione medica, considerando al quantità o le calorie, e lo stato d’animo del paziente che va in precedenza informato riguardo le diverse fasi dell’operazione. Dopo queste operazioni preliminari avviene l’inserimento del sondino, attraverso la narice fino ad arrivare alla gola. Controllata la posizione del sondino naso gastrico si iniettano 10 ml d’aria e si asculta (in termine medico indica l’atto di ascoltare l’afflusso di aria che passa nei polmoni attraverso lo stetoscopio) il quantitativo di aria che si deposita nello stomaco. L’infusione deve essere lenta (dai 20 ai 35 minuti) e si deve prestare molta attenzione che la siringa non si svuoti mai completamente, chiedendo l’afflusso prima che ciò avvenga, così da non fare entrare aria nella sonda.
Per effettuare quest’ultima operazione occorre un tappo da sondino o una pinza, una traversa, un tovagliolo di carta, l’occorrente per l’igiene del viso e del cavo orale. Si procede, in seguito, a coprire il torace del paziente con una traversa e a staccare il sondino naso gastrico dai punti in cui è stato fissato. Durante questa fase l’operatore dovrà tenere un tovagliolo di carta nella mano libera e porlo sotto il mento del degente; quindi tagliare il sondino in prossimità della narice e rimuoverlo. Il sondino naso gastrico va tirato in maniera continua ed uniforme e, una vota estratto, adagiato sul tovagliolo di carta.
Il Benessere Fisico e Psicologico dell'OSS
Sotto il costante impegno per fornire cure e supporto agli assistiti, gli operatori socio-sanitari spesso trascurano il proprio benessere fisico e psicologico. Prima di tutto, uno degli aspetti più importanti per gli oss è la loro salute fisica. Una corretta alimentazione dovrebbe includere un’adeguata quantità di frutta, verdura, proteine magre e cereali integrali. Gli operatori dovrebbero evitare il consumo eccessivo di cibi ricchi di zuccheri e grassi saturi, che possono causare un calo di energia e compromettere il sistema immunitario. L’esercizio fisico regolare è altrettanto cruciale. Nonostante gli orari di lavoro impegnativi, gli operatori dovrebbero trovare il tempo di praticare attività fisica, preferibilmente almeno tre volte alla settimana. L’esercizio fisico aiuta a mantenere il peso corporeo, riduce lo stress e migliora l’umore.
Oltre al benessere fisico, gli operatori socio-sanitari devono anche prendersi cura della loro salute mentale. Il lavoro in struttura può essere estremamente stressante e gravoso emotivamente. Per iniziare, gli operatori devono cercare di stabilire un equilibrio tra la vita professionale e quella personale. Sforzarsi di mantenere i confini tra lavoro e vita privata, garantendo un adeguato tempo per il riposo e le attività ricreative.
Anche il supporto sociale è un elemento fondamentale per il benessere psicologico. Gli operatori socio-sanitari devono cercare di condividere le proprie esperienze e le difficoltà incontrate con i loro colleghi. Organizzare momenti di formazione e discussione condivisi può essere utile per scambiare esperienze e trovare soluzioni ai problemi comuni.
Gli stretti legami esistenti fra l’alimentazione, uno dei bisogni primari dell’uomo, e lo stato di salute sono ampiamente dimostrati. L’incremento delle patologie non dipende solo dal prolungamento della vita media, ma anche da eccessi e distorsioni di natura nutrizionale o da aspetti igienici legati alla manipolazione del vitto e alla conservazione degli alimenti. Anche la preparazione dell’operatore socio-sanitario, quindi, deve necessariamente includere questo importante settore.
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