Le abitudini alimentari delle persone, sia come individui che come gruppo, rivelano molte cose sulle opinioni, passioni, personalità, origini geografiche, miti e trend del momento. Le scelte alimentari ci raccontano storie di famiglie, migrazioni, di assimilazione o resistenza, di cambiamenti nel tempo e identità culturale. Il background culturale, geografico e sensoriale di un individuo condiziona ciò che mangia, il modo in cui il cibo è consumato, dove e quando è appropriato mangiare. Ci sono piatti iconici che sono diventati espressioni stereotipate all’interno della cultura globale. Pensate alla pizza, o alla pasta, che molti italiani consumano abitualmente e che anche all’estero risuona come elemento rappresentativo della cultura italiana. La scelta alimentare è diventata sempre più anche segno di affermazione della identità individuale: io sono vegetariana, io sono vegana, io sono qualcosa legato anche a ciò che mangio.
Molte informazioni fondamentali per conoscere gli aspetti della vita degli italiani si possono conoscere grazie alle rilevazioni di Istat, l’Istituto nazionale di statistica. I dati provenienti dalle indagini campionarie (di solito tematiche) e quelli rilevati dai censimenti svelano molti aspetti sul profilo socio-economico della popolazione italiana, anche aspetti legati alle abitudini alimentari. Bene, oggi non è più così. Dal 2018 infatti è iniziata l’era del Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni. Le abitudini alimentari degli italiani sono cambiate.
Spesa Alimentare delle Famiglie Italiane
Nel 2017, secondo una indagine di tipo campionario condotta su circa 17 mila famiglie, la spesa media mensile familiare è stata di 2.564 euro (+1,6% rispetto al 2016, +3,8% nei confronti del 2013, anno di minimo per la spesa delle famiglie). La spesa per gli alimenti cresce all’aumentare del numero dei componenti del nucleo famigliare: le coppie con tre o più figli spendono in cibo il 20,6% della spesa complessiva contro il 14,4% delle persone sole tra i 35 e i 64 anni.
Le spese mensili delle famiglie italiane si differenziano anche in base al tipo di comune di residenza, se aree metropolitane, periferie o comuni fino a 50 mila abitanti. Nei comuni aree metropolitane (es: Milano, Roma) si trova il più alto livello di spesa mensile familiare in termini assoluti, ma la più bassa quota di spesa destinata al cibo: il 15% contro il 17,8% e il 18,8% delle altre due tipologie di comuni.
Consumo di Carne, Verdura e Pasta
Quella per le carni resta la componente più onerosa della spesa alimentare delle famiglie italiane, sia nelle famiglie con un solo componente sia in quelle con più di tre componenti. Con una media del 3% del budget dedicato alla spesa, i soldi spesi in carne si attestano sui 94 euro mensili per famiglia.
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C’è però una buona notizia anche per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che vigila sulla nostra salute e ci informa costantemente sull’importanza di integrare nella nostra dieta vegetali e frutta: le spese per vegetali nel 2017 sono aumentate del 4,2%, quelle per frutta del 3,8%, salendo rispettivamente a 63 e 43 euro mensili per famiglia. E se vi state chiedendo se pane e pasta sono ancora al centro delle abitudini alimentari degli italiani ebbene sì, lo sono e si piazzano al secondo posto dopo la carne, per budget speso.
Abitudini dei pasti
Quello che forse immaginiamo meno è dove mangiano la maggior parte degli italiani. Secondo i dati più recenti il 73% degli italiani pranza abitualmente a casa e il pranzo è ancora vissuto come il pasto principale per il 66,6% della popolazione, permettendo così una scelta degli alimenti e una composizione dei piatti più̀ attenta rispetto ai pasti consumati fuori casa.
Gli italiani tengono molto alla colazione. Questo comportamento salutare è una consuetudine più̀ femminile: sono l’84,6% delle donne a fare colazione contro il 78,6% tra gli uomini, ma è anche molto diffusa tra i bambini (il 92,5% tra i bambini da 3 a 10 anni).
Questi dati ci hanno mostrato una idea più precisa di come mangiano effettivamente gli italiani, dal nord al sud del nostro paese.
Cambiamenti nelle Abitudini Alimentari
Intervista al Dott. Negli ultimi 15-20 anni specialmente nelle grandi città, i tempi lavorativi e le distanze da percorrere tra il luogo di lavoro e l’abitazione, hanno condizionato in maniera determinante le abitudini alimentari degli italiani. In ogni caso, il pasto che ha subito i maggiori cambiamenti è il pranzo: difficilmente chi lavora riesce a trovare il tempo per tornare a casa e se si fa c’è poco tempo e voglia per mettersi a cucinare, così quello che è ancora considerato dagli italiani il pasto principale sta, ahimè, perdendo importanza.
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In televisione, sui giornali ed in genere, si parla molto dell’importanza dell’alimentazione per uno stile di vita sano. Purtroppo l’attenzione all’alimentazione nella maggior parte delle persone è legata ad un punto di vista estetico e solo in seconda battuta ad una reale attenzione alla salute. Sicuramente le differenze in campo alimentare tra uomini e donne sono molteplici. Oltre che ai diversi consumi fisiologici, vi sono atteggiamenti che contraddistinguono i due sessi. Gli uomini, comunque, hanno più difficoltà a seguire un regime restrittivo ma si affidano maggiormente ai consigli di medici e specialisti.
Le abitudini alimentari degli italiani sono cambiate molto. Questo non vuol dire però che gli italiani non amino più la buona tavola o i “buoni sapori di una volta”: nessuno va al ristorante e spera che gli servano una zuppa precotta. Bisogna stare molto attenti alle nuove generazioni, infatti, le abitudini acquisite da piccoli tendono a instaurarsi anche da adulti. Rischiamo che i nostri figli (come a volte accade) preferiscano il panino di un fast-food piuttosto che un pranzo preparato con ottimi prodotti; questo perché semplicemente non li conoscono o non sono in grado di apprezzarli. Non dimentichiamo poi di sottolineare l’importanza di alcuni alimenti, come verdure e frutta, che spesso non sono molto amati dai bambini.
La Dieta Mediterranea Oggi
L’espressione “dieta mediterranea” è diventata quasi sinonimo di alimentazione in Italia: tanta frutta e verdura; pasta e pane; legumi in abbondanza; pesce e poca carne. Fino a qualche decennio fa era vero, soprattutto se andavamo a guardare le abitudini alimentari nel Sud Italia. Negli ultimi anni, però, il modo di mangiare nel nostro Paese è cambiato. In meglio o in peggio? Dare una risposta univoca è difficile. Da una parte abbiamo l’invasione dei fast-food, dall’altra quella delle farine integrali e poco lavorate. Ci sono stati cambiamenti negativi e tanti altri positivi, che si stanno ripercuotendo anche sui più giovani. Cerchiamo quindi di fare un ritratto dell’alimentazione in Italia oggi, con tutti i suoi pro e contro.
La Piramide Alimentare Italiana
La piramide alimentare è uno strumento usato in tutto il mondo occidentale, eccezionale quando devi spiegare il mangiare sano proprio a tutti. Come dice il nome, si tratta di una piramide composta da sei gradoni, sempre più stretti man mano che si sale. Alla base ci sono i cibi che dovresti mangiare in abbondanza, in cima quelli da mangiare solo ogni tanto.
A seconda della cultura di riferimento, può cambiare anche la piramide alimentare. Ad esempio, quella statunitense ha il pane alla base e le verdure sul secondo gradone. Allo stesso modo, esiste una piramide alimentare italiana, che riflette le nostre abitudini e la nostra eccezionale tradizione culinaria.
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Nella piramide alimentare italiana abbiamo:
- frutta e verdura alla base, da mangiare almeno cinque volte al giorno;
- carboidrati complessi come pasta, pane, riso, patate. Andrebbero mangiati circa tre volte al giorno e dovrebbero essere integrali;
- olio e altri grassi vegetali, da usare con moderazione 2-3 volte al giorno;
- latticini, da consumare circa 1-2 volte al giorno;
- proteine animali e vegetali: uova, carne, pesce, legumi. Andrebbero consumate 1-2 volte al giorno, favorendo però le proteine vegetali e il pesce. La carne andrebbe limitata a un paio di volte a settimana;
- alimenti ricchi di zuccheri e grassi animali, alcolici. Meno ne mangi, meglio è.
Come Sta Cambiando la Dieta Italiana
La piramide alimentare è un modello generico di dieta, che non riflette al 100% la dieta italiana. Ne esistono tante versioni e alcuni alimenti fondamentali sono soltanto citati. Basti pensare agli alimenti integrali o preparati con grani antichi, messi insieme agli altri carboidrati complessi. Di conseguenza, tiene poco conto degli effettivi cambiamenti in corso.
Oggi, solo il 43% degli italiani segue la “dieta mediterranea”. Prima di disperarti e di dare la colpa ai fast-food, vediamo perché.
La dieta mediterranea dà un peso enorme ai carboidrati complessi, all’olio di oliva e ai legumi. Negli ultimi anni c’è stato invece un calo nel consumo di pane e pasta, favorendo la qualità alla quantità. Insomma, gli italiani mangiano meno pane, ma lo scelgono integrale e ricco di micronutrienti.
Negli ultimi anni stiamo assistendo a un ritorno dei legumi, alimenti eccezionali e fondamentali nella dieta mediterranea “originale”. Siamo lontani dalle quantità ideali, ma la ripresa è evidente. Alcuni panettieri li stanno addirittura usando per creare nuovi tipi di pane, più poveri di carboidrati e più ricchi di proteine.
Nel 2018 abbiamo mangiato il 3% di frutta e verdura in più e il 10% di frutta secca in più. Tutte ottime notizie per la nostra salute.
Nuove Tendenze dell’Alimentazione in Italia
Pare che l’alimentazione in Italia stia diventando sempre più sana: più frutta, più verdura, più cereali integrali e più legumi. Più in particolare, quali sono le nuove tendente in fatto di cibo?
- Riscoperta dei grani antichi. Ne abbiamo già parlato in precedenza: gli italiani stanno riscoprendo i grani antichi, con tutto il loro bagaglio di sapore e micronutrienti.
- Vegetarianesimo e veganesimo in crescita. Circa il 4% degli italiani è vegetariano e l’1% è vegano. Questo comporta un consumo maggiore di pane e pasta (spesso integrali), di frutta e verdura, di legumi.
- Largo alle cene a casa. Sempre più persone preferiscono una cenetta casalinga tra amici al ristorante: è più economico e anche più salutare. Per essere all’altezza, tanti cuochi di casa si buttano sui corsi di cucina amatoriali.
- Meno zucchero e meno grassi, anche nel pane. Nell’articolo sul pane vegano abbiamo visto come tanti pani industriali siano ricchi di zuccheri e di grassi animali. Negli ultimi anni, però, stanno aumentando i panettieri che propongono pane alla vecchia maniera: acqua, farina, sale e lievito. Lievito rigorosamente madre.
Abitudini Alimentari e Salute
La sana alimentazione è uno degli elementi fondamentali per il mantenimento e la tutela della qualità della vita dei cittadini. Le famiglie sono spesso disorientate di fronte all’enorme mole di informazioni, a volte discordanti, sulle scelte alimentari.
L’OMS ha stabilito la soglia minima di 400 grammi di frutta e verdura al giorno (circa 80 grammi a porzione escluse le patate e altri tuberi amidacei), corrispondente a circa 5 porzioni (“five-a-day”) come quantità minima consigliata per essere efficace nella prevenzione delle Malattie Croniche Non Trasmissibili (MCNT) (malattie cardiache, cancro, diabete, obesità, (MRC) Malattia Renale Cronica).
In Italia quasi la meta degli adulti di 18-69 anni (48,0%) consuma almeno 3 porzioni di frutta e/o verdura al giorno, ma meno di 1 italiano su 10 (9,6%) ne consuma almeno 5 (“five a day”). La Figura 2 evidenzia il gradiente geografico con un’adesione al “five a day” maggiore tra i residenti nelle Regioni settentrionali rispetto a chi vive nelle aree del Centro e Sud Italia (16,0% in Liguria vs 4,0%, in Basilicata).
Tra gli ultra 64enni intervistati il 43% consuma tre o più porzioni al giorno di frutta e verdura e solo l’11% ne consuma la quantità raccomandata dalle linee guida per una corretta alimentazione, ovvero almeno cinque porzioni al giorno (five a day), diventa meno frequente con l’avanzare dell’età, non differisce significativamente fra uomini e donne (11% e 12% rispettivamente), è più frequente fra chi possiede un’istruzione più elevata (15%) e fra chi dichiara di non avere difficoltà economiche (15%).
L’indagine ha mostrato che solo un terzo degli italiani adulti consuma una quantità di verdura adeguata. Lo stesso può dirsi del pesce; va meglio il consumo raccomandato di frutta (più del 50% degli uomini e delle donne) e quello adeguato di formaggi (41% degli uomini e 50% delle donne). Solo il 14% degli uomini e il 15% delle donne consuma dolci secondo le raccomandazioni.
Considerando tra gli stili di vita corretti almeno 5 comportamenti alimentari sani, è emerso che solo il 7% circa degli uomini segue uno stile di vita corretto, mentre per le donne la situazione è migliore con una percentuale di circa il 13%.
La maggior parte degli anziani indagati (80% degli uomini e 85% delle donne) non assume una quantità di verdura adeguata, né di pesce (70% degli uomini e 80% delle donne). Nonostante la notevole prevalenza di obesità e diabete, soltanto il 30% circa degli uomini e delle donne mangia dolci <2 volte/settimana. La metà circa degli uomini e delle donne assume un quantitativo adeguato di frutta, formaggi e salumi.
L’OMS raccomanda che il consumo di sale sia <5 g/dì. Le MCNT hanno in comune fattori di rischio legati, in gran parte, a comportamenti non salutari individuali modificabili, ma fortemente condizionati dal contesto economico, sociale e ambientale in cui si vive e si lavora. Le MCNT sono spesso condizioni patologiche tra loro associate, rappresentando un fattore di moltiplicazione del rischio.
La promozione di una corretta alimentazione, accompagnata da uno stile di vita attivo diventa una necessità per una vita in buona salute.
Abitudini degli Italiani Durante i Pasti
Oggi vorrei parlarvi delle abitudini alimentari degli italiani, come tutti forse sapete per la maggior parte degli italiani il cibo è un piacere da condividere con gli altri. Gli italiani sono un popolo di tradizionalisti, soprattutto per quanto riguarda il settore alimentare.
La Colazione
Molti italiani a colazione non mangiano quasi niente: a casa, prima di uscire, prendono solo un caffè, oppure un cappuccino e un cornetto al bar. Spesso, però, la visita al bar si ripete anche più di una volta durante la mattinata. Prendere un caffè è un rito che gli italiani ripetono più volte al giorno, a casa o al bar. La colazione non è colazione senza un caffè.
In Italia ordinare al bar un caffè o un espresso è la stessa cosa, ma esistono diversi tipi di caffè: ristretto, lungo, doppio, macchiato (con un po’ di latte), corretto (con l’aggiunta di cognac, sambuca ecc.), oppure decaffeinato (senza caffeina). Quando fa caldo, in molte regioni d’Italia, è normale prendere un caffè freddo.
Pranzo e Cena
Ad assumere un ruolo fondamentale è il pranzo, che rimane il pasto principale della giornata, può variare però secondo le abitudini o le necessità personali: c’è chi può tornare a casa e chi va al ristorante o chi si limita a fare uno spuntino al bar.
Anche la cena risponde alle abitudini personali, ovviamente chi a pranzo mangia poco la sera avrà un certo appetito. Gli italiani cenano verso le otto, otto e mezzo di sera, nel Sud dell’Italia si cena più tardi anche verso le nove, nove e mezzo.
Merenda e Aperitivo
La merenda, a metà pomeriggio, è un appuntamento fisso per i bambini, può essere costituita da un panino, uno yogurt o il classico latte e biscotti. Ci sono anche adulti a cui piace bere una tazza di tè e mangiare qualcosa, è in crescita infatti l’abitudine di mangiare fuori pasto, molti italiani fanno uno spuntino a metà mattina o a metà pomeriggio per non arrivare affamati ai pasti principali.
Prima di cena, alla fine di una giornata di lavoro, molti italiani prendono un aperitivo. L’aperitivo è un’occasione per incontrarsi e fare due chiacchiere mentre si consuma qualcosa da bere e da mangiare. L’aperitivo comincia verso le sei di sera e può andare avanti anche fino alle dieci, dieci e mezzo.
Anche se tradizionalista, l’Italia non è un paese del tutto immobile, negli ultimi anni si assiste a un progressivo cambiamento delle abitudini alimentari, a contribuire al mutamento degli stili alimentari ci sono anche i processi di globalizzazione.
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