È molto importante sapere che cosa vi aspetta dopo l’intervento chirurgico di nefrectomia. Nei giorni successivi all’intervento non impegnatevi in attività stressanti. Durante questo periodo di tempo osserverete un progressivo e graduale miglioramento delle vostre condizioni cliniche.
In questo periodo può essere opportuno prestare alcuni piccoli accorgimenti per favorire una ottimale guarigione della ferita: evitare l’esposizione ai raggi solari (utilizzare protezioni totali sulla cicatrice) poiché possono determinare una alterata pigmentazione della ferita e favorire la formazione di cheloidi.
Tipi di Nefrectomia
La condizione che più di frequente richiede l'attuazione di una nefrectomia è il tumore al rene. La nefrectomia, l’intervento di asportazione totale del rene, può essere dovuto a una diagnosi oncologica o se l’organo perde la sua funzionalità e provoca dolore o febbre per diverse ragioni.
Esistono due tipi principali di nefrectomia:
- Nefrectomia "a cielo aperto": prevede la realizzazione di un'incisione di diversi centimetri sull'addome o sul fianco in cui risiede il rene da rimuovere. Nel primo caso viene effettuata un’incisione di diversi centimetri sull’addome o sul fianco in cui risiede il rene da asportare. In alcune situazioni, per rendere più agevole l’intervento, è necessaria l’asportazione dell’ultima costola (dalla parte del rene malato).
- Laparoscopia: è una tecnica chirurgica minimamente invasiva, grazie alla quale i chirurghi possono accedere alla cavità addominale e alla cavità pelvica di un individuo, mediante incisioni decisamente più piccole di quelle praticate in occasione degli interventi di chirurgia tradizionale "a cielo aperto". Lo strumento chirurgico più rappresentativo della laparoscopia è il cosiddetto laparoscopio. Nel caso, invece, della laparoscopia, il chirurgo pratica tre o quattro piccoli tagli (non superiori a 2,5 cm) nell’addome e nel costato, per inserire delle minuscole sonde e una minitelecamera attraverso cui verrà eseguito l’intervento. Dopodiché, viene ingrandito uno dei tagli (fino a 10 cm) e tagliato l’uretere per posizionare una sacca intorno al rene ed estrarlo attraverso l’incisione più grande.
Conseguenze della Nefrectomia
Come detto, la nefrectomia bilaterale compromette totalmente la funzionalità renale e rende indispensabile il ricorso alla dialisi per il resto della vita. La nefrectomia monolaterale, invece, potrebbe soltanto pregiudicarla in parte. La maggior parte dei pazienti sottoposti a nefrectomia monolaterale non presenta complicanze o conseguenze di rilievo. Gli specialisti sono concordi: la qualità di vita è ottimale.
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La vita con un rene solo è assolutamente normale, molte persone si accorgono di avere un rene unico come malformazione congenita già avanti negli anni. Diciamo che, dopo una certa età, ed in presenza di una funzione renale globale già non perfetta fin dall'inizio (es. ipertensione, diabete, eccetera) può darsi che il rene rimasto non riesca a espletare una funzione vicariante completa e quindi si abbia uno scadimento della funzione con significativo incremento della creatinina (es. 2 mg% ed oltre). Questo non è costante, può tendere ad un certo miglioramento nel tempo rispetto all'immediato post-operatorio e si valuta con semplici esami di sangue. Se del caso, si potranno prendere dei provvedimenti che riguardano anche l'alimentazione.
L'Importanza dell'Alimentazione nel Post-Operatorio
Quando si combatte contro un tumore seguire una dieta sana e appropriata in tutte le fasi della malattia è fondamentale. Un regime nutrizionale adeguato è d’aiuto per affrontare meglio le terapie, insieme ad eventuali sintomi ed effetti collaterali, migliorando il recupero e la qualità di vita. Per queste ragioni è cruciale istituire fin dal momento della diagnosi un percorso di controlli composto da visite ed esami volti ad affrontare eventuali alterazioni dello stato nutrizionale causato dalla malattia e dai trattamenti posti in essere. Nel caso del carcinoma a cellule renali, la dieta ricopre un ruolo ancora più importante perché i reni devono essere aiutati a lavorare al meglio.
Nei pazienti, un problema piuttosto comune riguarda la malnutrizione, causata dal fatto che l’equilibrio nutrizionale può essere alterato dalla malattia e/o dai trattamenti antitumorali. Di seguito si riportano alcuni suggerimenti sull’alimentazione, da discutere insieme al proprio medico, relativi a specifiche fasi e tappe terapeutiche legate al trattamento del tumore del rene.
Alimentazione Immediatamente Dopo l'Intervento
Dopo l’intervento di nefrectomia radicale o parziale, si raccomanda di tornare ad alimentarsi passando, gradualmente e sotto stretto controllo medico, da una dieta liquida a un regime alimentare semiliquido, morbido e infine normale. Se i nutrienti essenziali o il numero di calorie assunte non sono sufficienti a coprire il fabbisogno quotidiano, si può ricorrere, sempre sotto la guida del medico, all’uso di supplementi nutrizionali orali e/o nutraceutici.
Gestione dei Malesseri negli Stadi Avanzati del Carcinoma Renale
Negli stadi più avanzati del carcinoma renale il paziente può accusare diversi malesseri con un impatto sulla sua capacità di alimentarsi. Alcuni di questi sono riconducibili alla malattia stessa, mentre altri possono essere una diretta conseguenza delle terapie o da riferirsi ad entrambe le cause. La maggior parte delle persone presenta perdita di peso, inappetenza, anemia, mucosite, disfagia, disgeusia, stipsi, dissenteria, nausea e ridotta funzionalità epatica. In questo frangente, è essenziale discuterne con lo specialista in modo tale da individuare le strategie nutrizionali più adeguate al mantenimento o miglioramento del peso. Seguire una dieta il più possibile variegata, come quella mediterranea, adattandola alle proprie esigenze specifiche, è importante per evitare la riduzione della massa muscolare, che a sua volta è collegata a un migliore livello di salute generale.
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- Difficoltà di nutrizione: Le persone con lesioni eritematose e ulcerative della mucosa orale lamentano forte dolore con conseguente difficoltà di nutrizione.
- Difficoltà di deglutizione: Chi accusa difficoltà di deglutizione deve consumare i pasti in un’atmosfera rilassata cercando di evitare che il cibo si fermi in bocca. Scegliere alimenti dalla consistenza morbida privilegiando, laddove possibile, il consumo di semolino, passati di verdura, omogeneizzati a base di carne, pesce e verdura, gelati e yogurt.
- Nausea: Se indicati dal proprio medico, gli antiemetici aiutano, in buona parte dei casi, a gestire quest’effetto indesiderato della chemioterapia. In linea generale si consiglia di mantenere la bocca fresca e pulita, abbandonare indumenti aderenti e fare pasti piccoli e frequenti.
- Stipsi: Se l’intestino è pigro, è importante parlarne con il proprio medico, in generale si consiglia di aumentare, salvo controindicazioni, le porzioni di cibo ad alto tenore di fibre. Via libera a crusca, cereali, prodotti integrali, frutta e verdura.
Consigli Generali per la Dieta Post-Nefrectomia
Limitare il rischio di andare incontro a patologie e disfunzioni renali più o meno gravi per le persone che vivono, per un motivo o per l’altro, con un solo rene risulta particolarmente importante e alcuni accorgimenti devono essere presi nell’alimentazione e nello stile di vita in generale. Il ruolo fondamentale, nell’alleviare il lavoro del rene superstite, è svolto dalla dieta che è, dunque, la prima prevenzione nel favorire la buona funzionalità di questi organi preposti all’eliminazione delle tossine dall’organismo e al controllo dei liquidi. Non si tratta di fare delle rinunce, quanto piuttosto di modulare la propria dieta quotidiana in modo salutare.
- Controllo del peso: La prima regola per tutelare la salute dei reni è tenere sotto controllo il peso: i soggetti in sovrappeso o in condizioni di obesità sono maggiormente a rischio per quanto riguarda lo sviluppo di calcolosi o di altre patologie renali croniche, oltre a essere più esposti alle malattie cardiovascolari e al diabete. La dieta va studiata con un esperto nutrizionista o un nefrologo al fine di mantenere o raggiungere un peso ideale. Non tutte le persone mono-rene, infatti, hanno le stesse necessità nutrizionali e ogni caso deve essere valutato in modo accurato per non rischiare di sforare nella malnutrizione o in altri problemi.
- Controllo del sodio: Le persone che vivono con un solo rene dovrebbero tenere sotto controllo il livello di sodio presente nell’organismo, in quanto la malattia renale è spesso associata a complicanze cardiovascolari, come l’ipertensione, che riducono il normale deflusso di urina, aumentano la pressione all’interno dei reni, limitandone la funzionalità. È quindi necessario ridurre il sale nelle pietanze ed evitare il consumo di cibi pronti o precotti, che abbondano nei quantitativi di sale. Occorre fare molta attenzione al sale da cucina, evitare dadi per brodo, ridurre quantità e frequenza di consumo di salumi e affettati in genere, alimenti in salamoia (capperi, olive, carni e pesci in scatola) e formaggi. Questi cibi possono inoltre alzare i livelli di colesterolo, i trigliceridi e la glicemia, elementi che, chi vive con un solo rene deve assolutamente tenere sotto controllo.
- Dieta mediterranea: La dieta mediterranea, ricca di cibi vegetali, è l’ideale perché riduce l’acidità delle urine e di conseguenza il lavoro di filtraggio del rene. È consigliato mangiare in abbondanza frutta e verdura fresca e di stagione, dalle quali ricevere il giusto apporto calorico e tante vitamine antiossidanti. Si possono consumare cereali, preferendo quelli integrali, come pasta, riso, farina di mais e pane, ed è meglio scegliere, per i condimenti della pasta, sughi semplici a base di verdure.
- Apporto proteico: Il fabbisogno giornaliero di proteine varia in funzione dell’attività motoria svolta, ma, per garantire la salute dei reni, è fondamentale evitare un regime alimentare iperproteico, senza tuttavia eliminare completamente questi principi nutritivi dalla propria dieta. Le migliori fonti proteiche per la salute dei reni provengono dal mondo vegetale più che da quello animale. Molti legumi, come lenticchie, piselli, ceci e fagioli, possono essere consumati un paio di volte la settimana, limitando invece i cibi di origine animale come la carne, le uova e i latticini. Consigliati, quindi, i piatti unici composti da zuppe di verdure e legumi accompagnate da cereali integrali, condite con poco olio d’oliva. È consigliato mangiare durante la settimana, 3 volte pesce e 4 uova, preferendo per i condimento l’olio extravergine d’oliva.
- Idratazione: L’acqua è la principale alleata per depurare il proprio organismo. L’assunzione di acqua, infatti, consente di eliminare le tossine prodotte dal metabolismo e per far funzionare bene i reni sarebbe necessario bere almeno 2 litri di acqua al giorno. Si possono bere, in alternativa, anche tisane e té, preparati in casa e possibilmente non zuccherati. Anche lo zucchero, infatti, come il sale, è un nemico della funzionalità renale. L’assunzione di liquidi è molto importante dopo un intervento chirurgico. È opportuno evitare bevande gassate, contenenti caffeina e alcolici. Sono permessi succhi di frutta, acqua, latte e bevande allo yogurt.
- Limitare l'assunzione di farmaci: L’assunzione di farmaci, se non strettamente necessario, deve essere limitato da chiunque, e in particolare dalle persone che hanno un solo rene. Come detto, i reni hanno la funzione di filtraggio di tutto quello che viene assunto dall’organismo, quindi assumere farmaci significa aumentare il lavoro del rene superstite. Tra i farmaci che possono causare danni a quest’organo ci sono gli analgesici, che oggi vengono assunti con troppa facilità per porre rimedio ai dolori alla testa, alle ossa o alle articolazioni.
- Attività fisica: È buona regola fare movimento fisico, anche se moderatamente e regolarmente, per esempio facendo lunghe passeggiate, ginnastica dolce, aerobica o qualsiasi altro tipo di attività motoria che consenta di tenere sotto controllo la pressione arteriosa. Meglio evitare, ovviamente, sport come judo, karaté e rugby, dove è frequente il contatto fisico anche in modo violento.
I Dieci Alimenti con Più Sodio
Il sodio è presente in molti alimenti e in grandi quantità. Ecco una tabella con i dieci alimenti che contengono più sodio:
| Alimento | Sodio (per 100 grammi) | Note |
|---|---|---|
| Salsa di soia | 5,72 g | Condimento diffuso nella cucina orientale, da usare con moderazione. |
| Minestrone liofilizzato | 5,6 g | Soluzione facile da preparare, ma spesso ricca di sale. |
| Prosciutto crudo di Parma | 2,57 g | Contiene sale per evitare contaminazioni batteriche, da consumare con parsimonia. |
| Caviale | 2,2 g | Si ottiene dalla salatura delle uova di storione, scegliere quello meno salato. |
| Salame Brianza | 1,8 g | Prodotto con carni suine, da consumare con moderazione. |
| Salmone affumicato | 1,88 g | Versatile in cucina, ma attenzione al contenuto di sodio. |
| Pecorino | N/A | Formaggio prodotto con latte di pecora, il sale ha funzione di salatura e conservazione. |
| Salame Felino | 1,69 g | Prodotto in provincia di Parma, riceve un trattamento di salagione e speziatura. |
| Salame Napoli | 1,69 g | Diffuso in tutta la Campania, attenzione alla quantità di sodio. |
| Prosciutto crudo disossato (privo di grasso visibile) | 2,4 g | Salume con il maggior contenuto di sale. |
Controlli e Monitoraggio Post-Operatorio
Per tali motivazioni il paziente sottoposto sia a nefrectomia che a tumorectomia renale deve essere monitorato nel tempo per evitare che possano insorgere alterazioni dei meccanismi sopracitati, come insufficienza renale cronica, ipertensione arteriosa, acidosi metabolica, anemia, alterazioni elettrolitiche, iperparatiroidismo, e ipovitaminosi D.
Fate regolarmente gli esami del sangue. Non dimenticate l’esame delle urine. Sottoponetevi a una visita nefrologica. Fate un elettrocardiogramma più una visita cardiologica. Non trascurate il controllo dei vasi periferici. Controllate le carotidi.
Al momento della dimissione, Le verrà consegnata la lettera di dimissione provvisoria (in attesa del referto istologico definitivo), con l’elenco di terapie domiciliari e consigli alla dimissione specifici per il Suo caso. L’esame istologico definitivo dei tessuti rimossi nel corso dell’intervento richiede solitamente circa 20 giorni. L’esame istologico definitivo rappresenta quindi un elemento essenziale per definire la prognosi del paziente, e per decidere se siano necessarie o meno terapie aggiuntive.
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Le successive visite di controllo (e le eventuali terapie adiuvanti) verranno impostate sulla base del referto istologico. Se la patologia fosse limitata alla sola porzione di rene asportata, Lei verrà candidato ad una vigile sorveglianza, basata sull’impiego di esami ematochimici ed indagini strumentali (ecografie, radiogrammi, TC, RMN). Se Lei lo desidera, potrà afferire al nostro Ambulatorio di Uro-Oncologia per tutte le visite immediatamente successive alle prime visite di controllo urologiche ambulatoriali: in tal caso sarà nostra cura fornirLe una relazione clinica dettagliata con tutti i particolari necessari per la corretta impostazione della sorveglianza, da proseguire per circa 10 anni successivi all’intervento.
Attività Fisica e Recupero
Dopo la dimissione dall’ospedale riprenda gradualmente e con buon senso la Sua attività fisica. Potrà passeggiare, salire e scendere le scale. La guida della macchina può in genere essere ripresa circa due settimane dopo l’intervento. Ricordi però di evitare sforzi eccessivi, come ad esempio sollevare oggetti pesanti o eseguire esercizi intensi (ginnastica, golf, tennis, corsa), nel corso delle prime 3 settimane che seguono l’intervento. Infatti questo è il tempo necessario perché si sviluppi un tessuto cicatriziale nelle zone interessate dall’atto chirurgico.
E’ bene che il paziente, non appena si senta in grado, faccia passeggiate nel corridoio, favorendo la ripresa della normale circolazione, evitando la formazione di trombosi venose. La ripresa della deambulazione rappresenta anche il migliore lassativo naturale.
Se intraprendesse attività fisiche faticose prima del dovuto, potrebbe ledere le delicate suture sul parenchima renale e sulla parete addominale; questo potrebbe comportare problemi legati ad un sanguinamento tardivo o causare un’ernia in sede di ferita.
Il riposo è molto importante nelle prime fasi della guarigione ma è altrettanto importante mobilizzarsi precocemente, camminando 10 minuti ogni 2 ore di riposo (inizialmente aiutati da qualcuno, poi via via autonomamente).
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