Nel corso della vita, la maggior parte dei pazienti con malattia di Crohn va incontro ad almeno un intervento chirurgico. Tra i più frequenti c'è la resezione intestinale, ovvero la rimozione di un segmento di intestino malato. La chirurgia in caso di malattia di Crohn non è una terapia definitiva, tuttavia è necessaria quando una parte di intestino risulta compromessa a tal punto da non poter essere trattata soltanto farmacologicamente.
Resezione Ileocecale: Cosa è e Quando è Necessaria
La tipologia di resezione più praticata è quella ileocecale: l'ultimo tratto dell'intestino tenue, l'ileo appunto, è infatti il tratto intestinale più spesso colpito dalla patologia. Proprio qui possono presentarsi stenosi (restringimenti) che mettono il paziente a rischio di occlusione intestinale.
Che cos'è la resezione ileocecale
Durante una resezione ileocecale il chirurgo rimuove l'ultimo tratto di ileo insieme al primo di cieco, ovvero la prima parte del colon. Si tratta di un intervento oggi di routine tanto che, laddove non siano presenti complicanze, può essere spesso condotto con tecnica videolaparoscopica single-port: viene cioè praticato un solo foro attorno all'ombelico e da lì sono inseriti gli strumenti. In questo caso la ripresa delle normali attività e della normale alimentazione è abbastanza rapida.
Cosa Succede Dopo un Intervento per Malattia di Crohn
Dopo l'intervento qualcosa può cambiare. L'asportazione di un tratto di intestino può avere infatti un impatto sull'alvo, ovvero sulla frequenza delle evacuazioni e sulla consistenza della massa fecale, in particolare nel primo periodo. Può essere quindi utile un aggiustamento dell'alimentazione e l'utilizzo di alcuni farmaci antidiarroici e di integratori alimentari. Ovviamente l'entità delle conseguenze variano in base a:
- lunghezza del tratto intestinale rimosso;
- condizioni generali del paziente e controllo della malattia;
- sezione di intestino rimossa.
Diarrea da Sali Biliari e Vitamina B12
Nel caso di una resezione ileocecale il paziente può sperimentare due tipi di disturbi:
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- Diarrea da malassorbimento della bile. Questa sostanza necessaria a digerire i grassi è prodotta dal fegato e immessa a ogni pasto a livello del duodeno. Prima di una resezione viene normalmente riassorbita dall'intestino stesso proprio a livello ileocecale. Dopo che questo tratto è rimosso, la bile non può quindi essere riassorbita e pertanto prosegue fino al colon dove dà luogo a scariche diarroiche dopo i pasti. Per evitare questo spiacevole fenomeno, il medico può prescrivere un farmaco apposito (un sequestrante dei sali biliari) da assumere prima dei pasti. Tendenzialmente la diarrea da malassorbimento biliare si presenta fino a un anno dopo l'intervento, per poi ridursi autonomamente.
- Ridotto assorbimento di nutrienti. Il tratto di intestino rimosso con una resezione ileocecale ha anche la funzione di assorbire la vitamina B12: ecco perché un monitoraggio di questo nutriente può essere utile, così da correre ai ripari con la somministrazione di vitamina B12.
La Sindrome dell'Intestino Corto
Quando il tratto intestinale rimosso nei pazienti con malattia di Crohn è particolarmente lungo, cioè superiore a un metro, il paziente può andare incontro alla cosiddetta sindrome dell'intestino corto. In questo caso la diarrea e il malassorbimento possono essere più importanti: accanto a farmaci antidiarroici, al paziente viene quindi prescritta una dieta specifica caratterizzata da un ridotto quantitativo di grassi. Tuttavia, in una prima fase, l’organismo può non riuscire ad assorbire i nutrienti, i liquidi, le vitamine e i sali minerali come faceva prima dell’intervento chirurgico e può servire un certo tempo affinché il resto dell’intestino si adatti.
Innanzitutto è importante prevedere piccoli pasti frequenti per limitare lo stress imposto all’intestino rimanente e facilitare digestione e assorbimento dei nutrienti. Analogamente, il consumo di zuccheri semplici attraverso cibi e bevande deve essere contenuto e bisogna fare attenzione anche ad alcuni edulcoranti artificiali, come sorbitolo, xylitolo, mannitolo e isomalto, poiché possono avere effetti lassativi se assunti in quantità elevate. Un’altra avvertenza riguarda il lattosio, dal momento che dopo una resezione intestinale si può diventare intolleranti a questo zucchero tipicamente presente in latte e latticini. In questi casi, l’assunzione di lattosio può causare produzione di gas intestinali, crampi e diarrea.
Nelle persone alle quali è stata asportata parte dell’intestino tenue (ileo), ma con colon intatto, i cibi contenenti elevate quantità di ossalati potrebbero creare problemi di calcolosi renale. In accordo con il proprio medico e/o il dietista si dovrebbe, quindi, limitare il consumo di bevande e alimenti che contengono molti ossalati come: caffè, tè, cola, cioccolato, carrube, noci, soia, fagioli, vegetali a foglia scura, patate dolci, barbabietole, sedano, frutti di bosco, kiwi, fichi secchi, rabarbaro, germe di grano, farine integrali ecc.
Dopo la chirurgia intestinale, le fibre vegetali possono risultare difficili da digerire. Viceversa, le fibre vegetali solubili vengono scomposte dall’organismo, si sciolgono in acqua e sono meglio tollerate: quindi, si possono assumere più tranquillamente, anche perché rallentano la digestione.
È probabile che dopo la resezione intestinale non si riescano a mangiare alcuni cibi consumati abitualmente prima dell’intervento. Alcune persone potrebbero avere la necessità di aumentare l’assunzione di specifiche vitamine o altri micronutrienti essenziali, come le vitamine A, D, E e B12, calcio, potassio e zinco.
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Linee Guida Generali per l'Alimentazione Post-Operatoria
Poiché la malattia di Crohn colpisce ogni persona in modo diverso, non esiste un piano alimentare unico per tutti. Tuttavia, è possibile seguire alcune linee guida generali, personalizzando la dieta in base alle preferenze e alle tolleranze individuali.
Cosa si può mangiare con il morbo di Crohn?
É essenziale mantenere una dieta ben bilanciata che includa una varietà di alimenti ricchi di sostanze nutritive. I pazienti dovrebbero puntare a un mix di proteine magre, carboidrati complessi, grassi sani, frutta e verdura.
- Grano integrale, tranne nei casi di stenosi, intolleranza o allergia al glutine.
- Proteine magre che non peggiorano i sintomi: pesce, uova, carni magre, legumi.
- Frutta e verdura, meglio cotte, senza semi e senza pelle; tra le più tollerate banane, melone, spinaci e zucca.
- Grassi come pesce ricco di Omega 3, oli vegetali e avocado.
- Latticini, meglio se senza lattosio, per integrare calcio e proteine.
- Acqua per mantenere un buon livello di idratazione, soprattutto se si soffre di diarrea.
Cosa non si deve mangiare con il morbo di Crohn?
É importante identificare ed eliminare gli alimenti scatenanti, che peggiorano i sintomi e sono diversi per ogni individuo: si consiglia di tenere un diario alimentare e monitorare attentamente i sintomi per identificare efficacemente i potenziali fattori scatenanti.
- Fibre insolubili contenute in cereali integrali, noci e semi, se causano sintomi.
- Cibi grassi e fritti che aumentano i dolori e la diarrea.
- Cibi piccanti che irritano l’intestino.
- Latticini che contengono lattosio nei casi di intolleranza o se provocano sintomi.
- Bevande alcoliche e gasate che irritano l’intestino ed aumentano i sintomi.
- Alimenti con additivi, tra cui conservanti e coloranti.
Altre indicazioni utili
Una dieta per il morbo di Crohn dovrebbe concentrarsi sull’ottimizzazione dell’apporto di nutrienti per prevenire le carenze. Infatti a causa dei problemi di malassorbimento e dell’aumentato fabbisogno di nutrienti associato all’infiammazione, i soggetti affetti da morbo di Crohn sono a maggior rischio di carenze di minerali e vitamine, quali ferro, vitamina B12, vitamina D e calcio.
É fondamentale mantenersi adeguatamente idratati bevendo molta acqua durante la giornata. I sintomi di questa patologia, tra cui diarrea, vomito e febbre, possono portare a una significativa perdita di liquidi e a squilibri elettrolitici, rendendo indispensabile per i pazienti dare priorità alle proprie esigenze di idratazione.
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I pazienti affetti da morbo di Crohn possono trarre beneficio dal consumo di pasti più piccoli e frequenti, anziché di pochi pasti abbondanti, per ridurre il carico sull’apparato digerente ed alleviare i sintomi del morbo di Crohn.
Nella pianificazione dei pasti è fondamentale concentrarsi su alimenti nutrienti e facilmente digeribili. In alcuni casi, i medici possono raccomandare integratori nutrizionali specifici e la nutrizione enterale per garantire che i pazienti ricevano tutti i nutrienti necessari.
É essenziale che le persone affette da malattia di Crohn lavorino a stretto contatto con il proprio team sanitario e con un nutrizionista per sviluppare un piano di dieta enterale personalizzato, per soddisfare le esigenze e gli obiettivi nutrizionali.
Esempi di Alimenti da Evitare e da Limitare
Tra gli alimenti da limitare o evitare, in quanto, di solito, peggiorano i sintomi della malattia infiammatoria cronica intestinale, abbiamo:
- Alcolici e superalcolici
- Bibite gassate
- Cacao e cioccolato
- Caffè, tè, Coca Cola e bevande contenenti caffeina (si può invece consumare il caffè decaffeinato e il tè deteinato)
- Carni grasse
- Curry, noce moscata, pepe, peperoncino
- Formaggi fermentati e grassi
- Fritture
- Insalumi
- Lardo, strutto
- Pasticceria elaborata
- Spezie
È opportuno limitare inoltre il consumo di verdure e alimenti ricchi di fibre, soprattutto nella malattia di Crohn:
- Asparagi, barbabietola, cavolfiore, cavolo, cipolla, fagioli, pomodori, porro, rabarbaro, spinaci
- Frutta (se ne deve fare un uso moderato, preferendo gli agrumi e le banane; ci si ricordi poi che la frutta deve essere sbucciata; unica eccezione è l’ananas, preferibilmente assunto come succo: la bromelina in esso contenuto ha effetto anti-infiammatorio)
- Latte e latticini (eliminarli o moderarne drasticamente il consumo)
- Pane fresco integrale e nopesci grassi, crostacei e molluschi e uova.
Tabella Riassuntiva degli Alimenti Consigliati e da Evitare
| Alimenti Consigliati | Alimenti da Evitare/Limitare |
|---|---|
| Avena, orzo (con moderazione nel morbo di Crohn, ma vietati in quello di tipo stenosante) | Alcolici e superalcolici, bibite gassate |
| Carni bianche o rosse magre, preferibilmente cucinate tramite cottura ai ferri o cottura al vapore | Cacao e cioccolato, caffè, tè, Coca Cola e bevande contenenti caffeina |
| Formaggi a pasta cotta | Carni grasse, curry, noce moscata, pepe, peperoncino |
| Pane tostato, cracker, fette biscottate, grissini | Formaggi fermentati e grassi, fritture, insaccati, lardo, strutto, pasticceria elaborata, spezie |
| Pesci magri lessi | Verdure e alimenti ricchi di fibre (asparagi, barbabietola, cavolfiore, cavolo, cipolla, fagioli, pomodori, porro, rabarbaro, spinaci) |
| Prosciutto sgrassato (sia crudo che cotto) | Frutta (uso moderato, preferendo agrumi e banane sbucciate, ananas) |
| Verdure a foglia morbida nelle fasi quiescenti di malattia: carote, insalata (lattuga morbida, gallinella), zucchine lesse (con moderazione nel Crohn) | Latte e latticini (eliminare o moderare) |
| Yogurt magro e alimenti probiotici in genere (quando non vi sia intolleranza al lattosio) | Pane fresco integrale, pesci grassi, crostacei, molluschi e uova |
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