Essere dimesso dopo un trapianto è solitamente emozionante, ma la gioia può essere accompagnata da ansia e depressione per le prime settimane. È importante capire che il recupero è un processo che richiede del tempo.
Attività Fisica e Cura della Ferita Chirurgica
Svolgere esercizio fisico regolare evitando sforzi eccessivi, anche per ridurre il rischio di ernia su cicatrice. Bicicletta, nuoto e marcia leggera sono indicate per il recupero del tono muscolare. Tennis, jogging ed altri sport più impegnativi sono indicati almeno dopo il terzo mese.
La ferita chirurgica non richiede medicazioni particolari, ma deve essere sempre mantenuta pulita mediante una soluzione acquosa antisettica. Alla dimissione normalmente il drenaggio biliare verrà chiuso e ricoperto con garze. Anche in questo caso non sono necessarie medicazioni particolari, ma è fondamentale la pulizia e la disinfezione periodica. Sarà pertanto sufficiente la disinfezione della sede di fuoriuscita del drenaggio, che andrà poi ricoperto con garze sterili.
Monitoraggio della Salute
- Misurare la temperatura corporea ogni volta si accusi malessere, dolore, brividi. Se superiore a 38 gradi per più di 24 ore contattare immediatamente il Medico curante e l’équipe del Centro Trapianto.
- Un’accurata igiene orale dopo ogni pasto contribuisce al controllo delle infezioni, anche in caso di protesi mobili.
- La Ciclosporina può causare rigonfiamento e sanguinamento gengivale: in tal caso l’igiene deve essere più accurata e si deve informare il Medico del Day Hospital.
- Lavarsi regolarmente preferendo le docce al bagno.
- Gli steroidi possono causare acne. Non usare cosmetici o tentare di eliminare l’acne manualmente: ciò potrebbe causare una severa infezione cutanea. In caso di persistenza contattare il Medico del Day Hospital.
- La Ciclosporina può causare la crescita indesiderata di peluria.
- Per evitare l’eccessiva esposizione ai raggi ultra-violetti usare le creme solari protettive e limitare l’esposizione al sole. Non c’è nessuna ragione perché non possiate godervi una vacanza e fare un bagno al mare!
Vaccinazioni e Precauzioni
Non potete ricevere cicli di vaccinazioni con vaccini vivi o attenuati (esempio: anti-Polio, Rosolia, Febbre Gialla, ecc.). Sono permessi vaccini con virus inattivati o morti o da DNA ricombinante.
Nel caso in cui si abbiano piante o ci si dedichi al giardinaggio ricordarsi di evitare il contatto con fertilizzanti o terreni contaminati. Tenete pulita la vostra casa, in particolare il bagno e la cucina.
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Ripresa della Vita Sessuale e Gravidanza
La normale attività sessuale, sia per gli uomini che per le donne, solitamente si raggiunge entro pochi mesi dopo il trapianto, anche se alcune medicine possono interferire. Le donne hanno la ripresa del ciclo mestruale entro pochi mesi.
Sono ormai numerose le coppie in cui si sono verificate delle nascite da padri o madri trapiantati di fegato. Normalmente occorre attendere almeno un anno prima di andare incontro ad una gravidanza.
L'Importanza dell'Alimentazione Post-Trapianto
Seguire un sano regime alimentare, anche una volta tornati a casa dopo il ricovero, è fondamentale lungo il processo di guarigione. Quando il fegato avrà ripreso le sue consuete funzionalità, una dieta varia e bilanciata darà modo all’organismo di recuperare le forze perse nel periodo della malattia o a ridosso dell’intervento chirurgico.
Ad esempio, la somministrazione di cortisone condiziona il processo di metabolizzazione del cibo con un conseguente aumento dell’appetito. Un fattore che può comportare conseguenze pericolose come la pressione sanguigna elevata, una maggiore predisposizione verso le patologie cardio vascolari o complicanze osteo-articolari frutto di eccessivo stress da carico per muscoli e apparato scheletrico. Stesso discorso per quanto riguarda la ritenzione di liquidi e l’eccesso di sale.
Consigli per una Corretta Alimentazione
Mangiare poco, ma negli orari giusti, evitando quindi di saltare i pasti, è alla base per una corretta alimentazione dopo il trapianto di fegato. È importante assimilare fibre, cereali, frutta fresca e, nel caso della pasta, prediligere quella integrale così come il pane.
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È fondamentale imparare a nutrirsi correttamente per il resto della vita. Il trapianto è un momento incredibile della vita di una persona che ha sofferto di un problema renale, ma questo momento di rinascita deve essere accompagnato da alcuni accorgimenti. Ad esempio è importante fare attenzione all’alimentazione dopo il trapianto.
Dopo il trapianto è consigliabile adottare un’alimentazione ricca di fibre e povera di sodio. In alcune situazioni potrebbe essere anche necessario evitare alcuni alimenti specifici. La soluzione per sapere quali sono in ogni situazione specifica è consultare un dietista/nutrizionista abilitato.
Alcune infezioni batteriche possono essere trasmesse attraverso l’ingestione di certi cibi. Alcune persone dopo il trapianto devono anche assumere gli steroidi. Dati questi effetti collaterali diventa ancora più essenziale fare delle scelte alimentari consapevoli.
Attività Fisica e Peso Corporeo
In più è indicata un’attività fisica regolare. Un esercizio di 20 - 30 minuti, di media intensità per 4 volte a settimana può essere indicato. È importante fare regolarmente attività fisica, mantenere stabile il proprio peso corporeo e curare la dieta quotidiana.
Alimenti da Evitare o Limitare
Questi sono solo alcuni alimenti che potrebbe essere necessario limitare o eliminare dalla propria alimentazione dopo il trapianto. Per informazioni personalizzate chiedi al tuo team nefrologico, al nefrologo e al dietista/nutrizionista.
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- Evitare carne, uova, pesce crudo o latte non pastorizzato e tutti quegli alimenti che sono potenziali portatori di microbi.
- Evitare di aumentare troppo di peso.
- Limitare l'assunzione di sale.
Cancro al fegato: il ruolo dell’alimentazione
Una dieta varia ed equilibrata potrebbe prevenire danni genetici che favoriscono i casi di tumore epatico. I risultati di una recente ricerca condotta da un gruppo di scienziati dell’Università della California a San Diego, negli Stati Uniti, ha chiarito un meccanismo che porta allo sviluppo del cancro al fegato. Il tumore epatico è il sesto tipo di cancro più diagnosticato al mondo e la quarta causa principale di decessi oncologici su scala globale. I principali fattori di rischio noti per questo tipo di tumore sono le infezioni virali all’origine delle epatiti e le cirrosi che seguono sia a tali infezioni, sia all’abuso di alcolici sia l’abuso di grassi.
Nel meccanismo individuato a San Diego sembrano avere un ruolo chiave, oltre ai grassi, anche gli zuccheri. In effetti, uno dei modi per ridurre il rischio di tumore al fegato in persone a rischio è evitare per quanto possibile il cosiddetto “fegato grasso”, in gergo medico chiamato steatosi epatica non alcolica, grazie a un’alimentazione più equilibrata. I risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista Nature, hanno rivelato una complessa interazione tra il metabolismo cellulare e i danni al DNA. Il meccanismo coinvolto sembra essere essenziale nella progressione della steatosi epatica verso il carcinoma epatocellulare (HCC). Le implicazioni di questa scoperta potrebbero aprire nuove prospettive per la prevenzione e la cura del cancro al fegato e offrire una nuova comprensione dei possibili danni genetici causati da una dieta poco varia ed equilibrata.
Fegato grasso: Incidenza in aumento
Negli ultimi vent’anni l’incidenza del carcinoma epatocellulare è aumentata di circa il 25-30%. La crescita è attribuita principalmente al preoccupante aumento della steatosi epatica, il cosiddetto “fegato grasso”. Cosa succede se una persona ha il fegato grasso?
Il ruolo della MASH
Questa condizione, che si stima colpisca oltre il 22% degli adulti nel nostro Paese, consiste nell’accumulo eccessivo di grasso all’interno delle cellule del fegato. Circa il 20% delle persone con fegato grasso sviluppa una forma più grave della malattia, nota come steatoepatite associata a disfunzione metabolica (MASH), che comporta un rischio significativamente maggiore di tumore al fegato.
Cos’è la MASH?
Capire i meccanismi alla base di questa trasformazione, ancora poco chiari, è molto importante. Infatti, la MASH o steatoepatite associata a disfunzione metabolica rischia di compromettere fortemente la funzionalità del fegato, rendendo a volte necessario un trapianto, o di provocare una forma di cancro spesso difficile da curare.
Quali sono i cibi da evitare per il fegato?
I ricercatori hanno analizzato campioni di tessuto epatico ottenuti sia da pazienti sia da topi di laboratorio. Ne hanno studiato la trascrittomica e la proteomica, ovvero l’insieme di RNA messaggeri e proteine da essi prodotti. Hanno così potuto far luce su quali fossero i principali geni e molecole espressi dagli epatociti malati.
Questi sono risultati implicati in meccanismi associati a diete molto caloriche. Un’alimentazione ricca di grassi e zuccheri sembra infatti favorire danni al DNA delle cellule epatiche: pare inducano le cellule del fegato a entrare in uno stato di senescenza, in cui cioè le cellule restano vive e metabolicamente attive, ma perdono la capacità di riprodursi. In condizioni normali, la senescenza può costituire un meccanismo protettivo contro lo sviluppo di tumori, dato che l’organismo può avere il tempo di riparare i danni o eliminare le cellule compromesse prima che possano proliferare e diventare cancerose. Tuttavia, alcune cellule epatiche (anche chiamate epatociti) sopravviverebbero alla senescenza, trasformandosi in potenziali minacce latenti per la salute del fegato, pronte a riprendere a proliferare e diventare cancerose in qualsiasi momento.
Prevenzione del cancro al fegato e della MASH: Nuove prospettive
I meccanismi molecolari scoperti nel corso di questo studio aprono nuove strade per lo sviluppo di terapie mirate a prevenire o invertire i danni al DNA, un approccio che potrebbe rivelarsi particolarmente efficace per i pazienti affetti da MASH.
Effetti di una dieta non equilibrata sul fegato
I dati hanno inoltre evidenziato l’impatto concreto di una dieta poco salutare sull’integrità del DNA degli epatociti. Le ipotesi sul meccanismo, su cui lavorano i ricercatori, comprendono la possibilità che una dieta ricca di grassi alteri la disponibilità delle “materie prime” che le cellule utilizzano per costruire e riparare il DNA. Le abitudini alimentari moderne, caratterizzate da un eccesso di grassi, zuccheri e cibi ultra-processati, rappresentano dunque un fattore di rischio spesso sottovalutato.
Oltre il tumore al fegato: il legame tra invecchiamento e oncogenesi
Le potenzialità di queste ricerche non si limitano al cancro al fegato, ma si estendono anche alla comprensione del legame tra invecchiamento e oncogenesi. L’invecchiamento è infatti un fattore di rischio per la maggior parte dei tumori e i risultati di questo studio suggeriscono alcuni meccanismi con cui le cellule potrebbero tornare a replicarsi dopo essere entrate in senescenza.
Come si capisce se si ha il fegato grasso?
La steatosi epatica e la steatoepatite sono condizioni sempre più diffuse, spesso associate, oltre che alle epatiti, anche a diabete, ipertensione, dislipidemia, sedentarietà e obesità, ossia a quella che è nota come sindrome metabolica. Secondo diverse stime, questa condizione interessa tra il 13 e il 36% della popolazione europea.
La sindrome metabolica è in genere asintomatica e, quando provoca sofferenza al fegato, può essere scoperta casualmente, per esempio con un’ecografia o con esami del sangue che mostrano valori di transaminasi elevati. Nei casi dubbi la biopsia epatica può offrire ulteriori informazioni importanti.
Come curare il fegato grasso: alimentazione e stile di vita
Poiché non esistono terapie farmacologiche specifiche per trattare il fegato grasso, il trattamento si basa su modifiche dello stile di vita, prevedendo:
- un’alimentazione equilibrata, con un ridotto apporto di grassi, zuccheri e alcol;
- un’attività fisica regolare;
- il controllo del peso.
In caso di malattie associate, come diabete e obesità, interventi mirati possono essere utili anche nella gestione della steatosi.
Seguire un’alimentazione sana ed equilibrata può aiutare a prevenire determinati disturbi e tipologie di tumore, migliorando la salute e la qualità della vita.
Tabella: Alimenti da preferire e da evitare dopo il trapianto di fegato
| Alimenti da preferire | Alimenti da evitare |
|---|---|
| Fibre, cereali integrali, frutta fresca | Carne cruda, uova crude, pesce crudo |
| Pasta integrale, pane integrale | Latte non pastorizzato |
| Alimentazione povera di sodio | Eccessivo consumo di sale |