L'Herpes Zoster, noto anche come fuoco di Sant'Antonio, è una patologia cutanea e delle terminazioni nervose, causata dal virus della varicella infantile (varicella zoster virus). Questa malattia infettiva può essere curata attraverso la somministrazione di farmaci antivirali, nelle prime 72 ore della comparsa dell'eruzione. Il virus dell'Herpes Zoster può durare da 2 a 6 settimane.
Il fuoco di Sant’Antonio provoca la comparsa di una fascia di eruzioni eritemato-vescicolo-pustolose, di sfoghi e di lesioni, all’altezza della vita e su un solo fianco. Le lesioni dell'herpes zoster tendono a localizzarsi lungo il decorso di un nervo sensitivo cutaneo e l'eruzione, di solito unilaterale, è localizzata cioè ad una sola metà del corpo, caratteristica questa molto importante ai fini di un'esatta diagnosi.
Sede di predilezione è il torace, in cui le vescicole sono disposte lungo una striscia nettamente delimitata, in corrispondenza di un nervo intercostale. In questo caso, si parla di zoster intercostale o zoster toracico. Se la malattia interessa la cute della nuca e del braccio, allora si parla di zoster cervico-brachiale. Nello zoster sacro-ischiatico, infine, l'eruzione cutanea interessa il perineo, vale a dire quella zona costituita dal complesso delle parti molli fibromuscolari che chiudono in basso il bacino.
Esiste una forma di zoster generalizzato, che colpisce soprattutto gli individui anziani, debilitati. Le lesioni, in questo caso, tendono all'emorragia e alla gangrena, ed interessano soprattutto la regione della bocca e quella genitale. Il fuoco di Sant’Antonio può diffondersi un po’ ovunque all’interno dell’organismo e colpire diverse aree del corpo umano.
Dopo un periodo iniziale (periodo prodromico della malattia), caratterizzato da malessere generale, febbre, disturbi gastro-intestinali e dolori nevralgici, si ha la comparsa, sempre monolaterale, lungo il decorso di uno o più tronchi nervosi vicini, di chiazze eritematose, rigonfie. Ben presto, queste chiazze si ricoprono di vescicole, a cupola, notevolmente resistenti. Esse contengono inizialmente un liquido chiaro, ma dopo alcuni giorni, esso diventa più o meno purulento, talora emorragico.
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Le lesioni provocate dal fuoco di Sant’Antonio guariscono nel giro di poche settimane, il prurito e il dolore diminuiscono e lo sfogo non lascia cicatrici. In alcuni casi, invece, i sintomi permangono per alcuni mesi.
La causa dell'Herpes Zoster, o fuoco di Sant'Antonio, è la stessa della varicella, poiché sono determinate dallo stesso virus. Gli adulti che hanno contratto la varicella, anche in forma lieve, potrebbero essere colpiti dal fuoco di Sant’Antonio. Nel primo contatto con il virus della varicella, alcune particelle del virus passano dal sangue agli agglomerati di cellule nervose (neuroni) detti gangli sensoriali, dove rimangono anche per molti anni in forma latente.
I gangli sensoriali, che si trovano vicino al midollo spinale e al cervello, forniscono le informazioni sensoriali di caldo, freddo e dolore. Se il virus della varicella si riattiva, si diffonde attraverso le fibre di prolungamento nervoso che, partendo dal corpo cellulare dei neuroni, raggiungono la pelle. Più nello specifico, colpisce maggiormente soggetti oltre i 40 anni e la sua incidenza in generale aumenta con l’età. In particolare, tutte queste persone possono anche soffrire di ulteriori ricadute, considerando che il virus potrebbe non scomparire mai del tutto dal loro organismo.
Infine, anche i neonati, le cui madri hanno sofferto di varicella nelle ultime settimane di gravidanza, possono essere particolarmente a rischio di contrarre il fuoco di Sant’Antonio sin da piccoli. Un soggetto affetto dal fuoco di Sant’Antonio, però, contagiando un soggetto sano, può trasmettergli la varicella se questo non l’ha ancora mai contratta.
È consigliabile iniziare la terapia non appena si nota la comparsa di eritemi sulla pelle; un’altra possibilità di trattamento è costituita dall’assunzione di antinfiammatori corticosteroidi. Per via generale, si rivelano utili gli antibiotici, gli antinevralgici, gli analgesici e le vitamine del gruppo B. Qualche risultato si può ottenere con gli ultrasuoni.
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Anche se il farmaco antivirale è un efficace trattamento per il fuoco di Sant'Antonio, non è l'unica opzione. Bagni curativi - la pulizia quotidiana delle vesciche riduce il rischio di diffusione dell'infezione. Fare un bagno o una doccia per lenire la pelle. La freschezza dell'acqua può alleviare il dolore dalle vesciche e calmare il prurito. Si può anche fare un bagno curativo per ridurre i sintomi.
Versare da 1 a 2 tazze di farina d'avena colloidale o amido di mais in acqua tiepida e immergersi per 15-20 minuti. Non usare acqua calda, la quale può peggiorare le vesciche, perché il calore aumenta il flusso sanguigno. Impacco umido e fresco - oltre a fare un bagno per alleviare il dolore e il prurito associati ad un'eruzione di herpes zoster, applicare un impacco fresco e umido. Farlo più volte durante il giorno per alleviare i sintomi.
Immergere un panno in acqua fredda, strizzare l'acqua e applicare il panno sull'eruzione e sulle vesciche. La freschezza può ridurre il dolore. Ripetere il processo tutte le volte che serve. Bicarbonato di sodio e pasta di amido di mais - creare una pasta utilizzando amido di mais o bicarbonato di sodio e acqua per alleviare naturalmente il prurito. Versare 2 parti di amido di mais o bicarbonato di sodio in una tazza, aggiungere una parte di acqua per ottenere la consistenza desiderata per la pasta.
Applicare la miscela sull'eruzione cutanea, quindi risciacquare dopo 10-15 minuti. Lozioni e creme lenitive - grattare un'eruzione può causare cicatrici e prolungare le vesciche. Se il prurito non migliora dopo un bagno, un impacco fresco o una miscela di bicarbonato di sodio o amido di mais, utilizzare creme e lozioni lenitive. Esse non accelerano il processo di guarigione, ma possono aumentare il livello di benessere.
Evitare lozioni profumate che possono causare ulteriore irritazione. Applicare unguenti topici contenenti la capsaicina, fino a 3-4 volte al giorno. È l'ingrediente attivo dei peperoncini. Ha un effetto antinfiammatorio per aiutare ad alleviare il dolore, il quale può aumentare dopo l'applicazione iniziale della crema, ma andrà via lentamente. Questa crema agisce riducendo i segnali di dolore inviati al cervello.
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Un sistema immunitario indebolito peggiora il fuoco di Sant'Antonio, tuttavia, alcuni cambiamenti nella dieta possono rafforzare il sistema immunitario e impedire che l'herpes zoster si diffonda ad altre parti del corpo. È consigliabile adottare misure per potenziare la funzione del sistema immunitario mangiando determinati cibi ed evitando gli altri.
Alimentazione Consigliata
Una dieta per chi è affetto da herpes zoster consiste in alimenti ricchi di vitamina A, vitamina B12, vitamina C, vitamina D e l'amminoacido lisina. Oltre a fornire energia, un’alimentazione corretta deve essere ricca di micronutrienti come le vitamine E, C, A, D e antiossidanti minerali come zinco e selenio.
Selenio, magnesio e zinco, minerali antiossidanti, si trovano in pesce e carne, grano e avena, legumi e formaggi come il Grana Padano DOP.
Si raccomanda di impegnarsi in un protocollo di attività motoria caratterizzato da una frequenza di 3-4 sedute settimanali, della durata di 40-60' l'una. L'intensità andrebbe regolata in rapporto al numero e alla durata delle sedute.
Ecco alcuni alimenti consigliati:
- Carni e pesci magri (pollame, pesci, carni rosse magre, per l’apporto di vit.
- Parmigiano (per l’apporto di vit.
- Aglio (per le sue proprietà antivirali, antibatteriche e antifungine)
- Cereali integrali ricchi di fibre insolubili
- Alimenti ricchi di vitamina C (peperoncino, peperone, prezzemolo, agrumi, kiwi, mele, lattuga, broccoli, zucca ecc.)
- Alimenti ricchi di carotenoidi (carote, peperoni, melone, albicocche ecc.)
- Cibi fermentati con lactobacilli, bifidobacteria e eubacteria (yogurt, kefir, latticello, kimchi, miso, cetriolini e crauti)
Alimenti da Evitare
Ecco invece cosa non mangiare se si ha il fuoco di Sant'Antonio. Mangiare troppo questi alimenti può indebolire il sistema immunitario e potenzialmente prolungare il virus. Trattandosi di un disturbo legato al sistema immunitario, in caso di fuoco di Sant’Antonio è bene evitare i cibi che possono comprometterlo. In particolare, le due principali categorie di alimenti da evitare sono i carboidrati ad alto contenuto glicemico e i cibi altamente lavorati.
Ciò è dovuto al fatto che i carboidrati ad alto contenuto glicemico si scompongono rapidamente creando un rapido picco di zuccheri nel sangue. cibi più elaborati poiché sono ricchi di sale e zuccheri aggiunti che possono scatenare infiammazioni e indebolire il sistema immunitario.
Risultano ancor più problematici i cibi che, oltre ad avere un alto contenuto di arginina, mostrano un basso contenuto in lisina. Questo consiglio si traduce, in termini pratici, nel ridotto consumo di alimenti come arachidi, noci, nocciole, zuccheri raffinati, frutta secca in genere, e cioccolato.
Gli alimenti da limitare sono gli zuccheri, il caffè e l’alcool. Secondo alcuni studi sarebbero da limitare anche alimenti come frutta secca, legumi e carne. Tali alimenti non sono ovviamente da eliminare ma solo da limitare.
In alcuni studi condotti su topolini di laboratorio, l'ingestione di importanti quantità di zuccheri semplici (saccarosio) ha diminuito le difese immunitarie, riducendo la sintesi di anticorpi. Alcune evidenze simili sono state riscontrate anche nell'uomo; di conseguenza, si raccomanda di ridurre la presenza di zuccheri semplici nella propria dieta, riducendo il consumo di bibite gassate, dolciumi, succhi di frutta zuccherati, zucchero da tavola ,e di alcuni tipi di frutta (quella candita, i fichi, l'uva, le castagne, i datteri e la frutta secca intesa come frutta disidratata, tipo uva passa).
Integrazione di Lisina e Vitamina C
Uno dei consigli più diffusi, quando si parla di dieta contro l'herpes, è di aumentare l'apporto alimentare di lisina riducendo quello di arginina; quest'ultimo amminoacido, infatti, sembra promuovere la replicazione degli herpes virus, che sintetizzano proteine molto più ricche di arginina rispetto a quelle umane. Alla lisina è ascritta la capacità di antagonizzare l'arginina dal punto di vista metabolico, competendo con essa in varie reazioni biologiche.
Da notare, comunque, che gli studi scientifici sembrano concentrarsi più sulla somministrazione aggiuntiva di lisina che sulla riduzione degli alimenti ricchi di arginina, che rischierebbe - tra l'altro - di creare squilibri alimentari.
Sebbene nei circoli di medicina ufficiale aleggi la convinzione che la vitamina C non produca alcun effetto benefico nella cura del raffreddore e di altre malattie virali come l'herpes, esistono alcuni studi (oltre a testimonianze empiriche di moltissimi utilizzatori abituali) che sottolineano l'efficacia immunostimolante di questa vitamina.
Sappiamo infatti che l'acido ascorbico è essenziale per alcune cellule del sistema immunitario, come fagociti e cellule T. somministrazione aggiuntiva di vitamina C tramite integratori specifici sembra in grado di migliorare le difese immunitarie. Esaminando la recente bibliografia, sembra inoltre che la somministrazione endovenosa di vitamina C sia efficace per placare il dolore ed il prurito che caratterizzano le recrudescenze dell'herpes zoster (fuoco di Sant'Antonio).
Vaccinazione
Il vaccino per l’herpes zoster è composto con alcuni virus della varicella, in una dose tale da innescare l'immunità in chi già ha sviluppato varicella in passato. La patologia è infatti causata da una riattivazione del virus Varicella zoster, che risulta però latenizzato all'interno del paziente che lo ha contratto da bambino.
La vaccinazione è monodose e viene caldamente raccomandata soprattutto nella fascia dai 50 ai 79 anni. Chi si sottopone a questo vaccino deve anzitutto consultare un medico specializzato in immunologia o virologia, che valuterà benefici e rischi, relativi per esempio a età e presenza di altre morbilità o terapie farmacologiche in atto.
Tabella Riassuntiva: Alimenti Consigliati e Da Evitare
| Categoria | Alimenti Consigliati | Alimenti da Evitare/Limitare |
|---|---|---|
| Vitamine e Minerali | Alimenti ricchi di Vitamina A, B12, C, D, Zinco, Selenio | Zuccheri raffinati che possono indebolire il sistema immunitario |
| Proteine | Pesce, pollame, carni magre | Alimenti ricchi di arginina (arachidi, noci, nocciole) |
| Carboidrati | Cereali integrali ricchi di fibre | Carboidrati ad alto contenuto glicemico |
| Altri | Aglio, cibi fermentati (yogurt, kefir) | Alcool, caffè |