Alimentazione del Granchio Blu: Cosa Mangia e Come Influisce sull'Ecosistema

Il granchio blu, noto scientificamente come Callinectes sapidus, è un crostaceo che popola le acque costiere e i mari di molte parti del mondo. Questo animale, dal caratteristico colore bluastro delle sue chele, ha suscitato l’interesse della comunità scientifica e gastronomica per la sua carne pregiata. Tuttavia, oltre alle sue qualità culinarie, il granchio blu presenta interessanti aspetti legati alla sua alimentazione che meritano di essere esplorati.

Dieta e Abitudini Alimentari

Il granchio blu è un predatore onnivoro, il cui regime alimentare comprende una vasta gamma di organismi. La sua dieta è costituita principalmente da piccoli pesci, molluschi, crostacei, alghe e detriti organici. Questa diversità alimentare lo rende un importante regolatore delle popolazioni di molte specie marine.

Dal punto di vista nutrizionale, la dieta del granchio blu è ricca di proteine, grassi e minerali, essenziali per il suo sviluppo e riproduzione. I molluschi e i piccoli pesci forniscono un’alta concentrazione di proteine e acidi grassi omega-3, mentre le alghe e i detriti organici sono fonti importanti di minerali.

Strategie di Caccia

Il granchio blu adotta diverse strategie per catturare le sue prede. Spesso si avvale della tattica dell’agguato, rimanendo immobile e aspettando che una preda passi a portata di chele. In altri casi, può mostrare un comportamento più attivo, inseguendo la preda o scavando nel fondale marino alla ricerca di molluschi.

Impatto Ambientale

L’ambiente gioca un ruolo cruciale nell’alimentazione del granchio blu. La qualità delle acque, la temperatura e la disponibilità di prede influenzano direttamente la dieta e la sopravvivenza di questa specie. Il granchio blu mostra notevoli capacità di adattamento alle variazioni stagionali. Durante l’inverno, quando le risorse alimentari sono più scarse, può ridurre la sua attività e entrare in uno stato di semi-ibernazione. Con l’arrivo della primavera e l’aumento della temperatura, il granchio riprende la sua attività predatrice, sfruttando la maggiore disponibilità di prede.

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Il granchio blu è una delle specie invasive di cui si sta più discutendo, per il suo impatto ecologico ma anche per il valore economico che potrebbe derivare dalla pesca e dal suo consumo alimentare. Insediatosi ormai da anni nel Mediterraneo, grazie al riscaldamento delle acque questo crostaceo ha potuto stabilizzarsi e diffondersi sempre più, come altri pesci esotici originari di altri mari.

Diffusione e Caratteristiche

Originario dell’Atlantico occidentale e del golfo del Messico, il granchio blu ha trovato casa prima nell’Adriatico settentrionale e nell’Egeo, con sporadiche catture già sul finire degli anni Quaranta, per poi propagarsi in tutte le aree del Mediterraneo.

In generale, l’invasione delle specie aliene si alimenta con le migrazioni, in particolare attraverso il canale di Suez, e a causa del traffico marittimo per mezzo del rilascio di acque di zavorra dalle grandi navi, dove le specie marine di piccole dimensioni possono annidarsi. Nel caso del granchio blu, questa seconda modalità è la più indiziata. In misura comprensibilmente minore, possono comunque contribuire anche le immissioni volontarie dovute ad acquacoltura, acquariofilia e importazione di esche vive.

Anche se non è ancora stato avviato un monitoraggio scientifico dedicato e focalizzato sul suo impatto ambientale, questa specie è ormai stabilmente insediata su tutto il litorale italiano e alla foce di molti fiumi, da Nord a Sud e in Sicilia e Sardegna.

Bisogna sottolineare, inoltre, che il Callinectes sapidus non è l’unico granchio azzurro che si è insediato nel Mediterraneo, perché nella fascia meridionale da quasi un decennio è presente anche un’altra specie visivamente simile (Portunus segnis) originaria del Mar Rosso.

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Impatto sulla Pesca

Se è vero che il granchio blu sta mettendo a repentaglio importanti produzioni ittiche nazionali, procurando un danno enorme, ambientale ed economico. Questo perché non appartiene al nostro ecosistema, essendo arrivato da un paio d'anni in Italia dall'Atlantico attraverso i cargo. Il granchio blu specie aliena proveniente dall’Atlantico, è presente lungo le coste italiane da diversi anni, ma la convivenza con le altre specie e con le attività produttive è sempre stata sotto la soglia di allerta fino a pochi mesi fa.

Dall’estate 2023 tutto è cambiato diventando un vero e proprio invasore-killer, le cui presenze sono aumentate del 2000%. Il problema è stato questo, perché dovendosi nutrire ha fatto razzia negli allevamenti di vongole principalmente nel Delta del Po, divorando anche tante altre specie e quindi distruggendo tutto l’ecosistema. Il granchio blu, Callinectes sapidus, questo il nome scientifico, è molto resistente: è capace di tollerare alte e basse salinità e di sopravvivere in un vasto range di temperature (2-40 gradi). Ed è per questo suo spirito di adattamento che è stato inserito a pieno titolo tra le cento più invasive del Mediterraneo.

Sembra sia arrivato nelle coste italiane attraverso i cargo, invadendo per lo più le acque salmastre, specialmente lagunari e deltizi, di cui l’Italia è particolarmente ricca. La specie è onnivora, si nutre dal 30 al 40% di gasteropodi e bivalvi (cozze, vongole, telline, ostriche), dal 15 al 20% di crostacei (gamberi), dal 15 al 20% piccoli pesci e meno del 5% di vermi e meduse e comunque di tutto ciò che riesce a catturare. Grazie alle sue chele robuste e al suo carapace armato di spine, praticamente non ha specie nemiche in grado di contrastarlo.

Per cercare di arginare la loro presenza tanti tutorial spiegano come pescarlo a livello amatoriale e come cucinarlo. Ma a differenza di quanto avviene in altre parti del mondo, in Italia il granchio blu non ha dato vita fino ad ora ad un vero e proprio business. Ha infatti una scarsa assai resa in cucina, visto che solo un 15% del prodotto viene impiegato. I pescatori sono costretti a buttarne via il 90% degli esemplari, da cui guadagnano al massimo 1,50 euro al chilo.

Dall’estate scorsa l’Italia è stata invasa da questa specie aliena molto aggressiva, le cui presenze sono aumentate del 2000%. Il problema è stato questo, perché dovendosi nutrire ha fatto razzia negli allevamenti di vongole principalmente nel Delta del Po, divorando anche tante altre specie e quindi distruggendo tutto l’ecosistema. Per ogni vongola che viene allevata ci sono almeno 100 granchi pronti a mangiarla.

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Granchio Blu in Cucina

I granchi blu - in particolare il Callinectes sapidus ma anche il Portunus segnis - non solo sono commestibili, ma hanno anche un certo valore nel mercato alimentare. Non a caso nel loro areale d’origine vengono consumati da sempre e sono apprezzati per il gusto delicato delle carni. Nella costa orientale degli Stati Uniti l’importanza economica del Callinectes sapidus è notevole, e nello Stato del Maryland risulta essere tra i principali prodotti della pesca.

L’idea di portare stabilmente i granchi blu anche sulle nostre tavole, ad ogni modo, in Italia trova un numero crescente di sostenitori, sia per i vantaggi economici da trarre dalla commercializzazione sia per il beneficio ecologico risultante da una riduzione numerica degli esemplari. Con il progetto “Blueat - La pescheria sostenibile”, la start-up “Mariscadoras” di Rimini si sta impegnando per spingere i pescatori italiani a catturare il granchio blu, con sistemi di pesca sostenibile, per venderlo a un prezzo stabilito alla società che si occuperà della trasformazione e dell’esportazione verso i mercati internazionali.

Il granchio blu americano è molto versatile in cucina, e con la cottura il carapace e le chele perdono il colore indaco e diventano rossi, come avviene per tutti i crostacei.

Come Cucinare il Granchio Blu

La carne molto delicata del granchio si presta a tante preparazioni. E quella del granchio blu parimenti. Parliamo, in particolare, di insalate o canapè di pesce, ma anche fritture, omelette o condimenti per i sughi di pasta.

  • Granchio Blu alla Griglia: il granchio blu può essere cucinato alla griglia per esaltarne il sapore naturale. Dopo averlo pulito, tagliatelo a metà e spennellate la carne con un mix di olio d’oliva, succo di limone, aglio tritato e prezzemolo. Grigliate le metà del granchio a fuoco medio per circa 5-7 minuti per lato, finché la carne non è ben cotta e leggermente dorata.
  • Insalata: per un piatto leggero e saporito, preparate un’insalata di granchio blu. Dopo aver bollito e pulito il granchio, mescolate la polpa con avocado a cubetti, pomodori ciliegia, cipolla rossa finemente tritata e un po’ di coriandolo fresco. Condite con olio d’oliva, succo di lime, sale e pepe.
  • Pasta: il granchio blu è un ottimo ingrediente per i sughi di pasta. Dopo aver estratto la polpa, soffriggetela in una padella con aglio, peperoncino e olio d’oliva. Sfumate con vino bianco e aggiungete pomodorini freschi tagliati a metà. Cuocete per pochi minuti e poi mescolate il sugo con la pasta appena scolata.
  • Frittelle di Granchio Blu: le frittelle di granchio blu sono un antipasto sfizioso che stupirà i vostri ospiti. Preparate un impasto mescolando la polpa di granchio con uova, pangrattato, cipollotto tritato, peperoncino, succo di limone e un pizzico di sale. Formate delle piccole frittelle e friggetele in olio caldo finché non sono dorate e croccanti.
  • Zuppa: per un piatto caldo e confortante, provate la zuppa di granchio blu. In una pentola, soffriggete cipolla, sedano e carota con olio d’oliva. Aggiungete brodo di pesce e patate a cubetti, e lasciate cuocere finché le patate non sono tenere. Unite la polpa di granchio e un po’ di panna, e cuocete per altri 5 minuti.

Valori Nutrizionali

Il granchio blu è una buona fonte proteica a livello qualitativo, ma a livello quantitativo in ogni granchio ci sono pochi grammi di proteine. In parole povere se volessimo soddisfare il fabbisogno di proteine necessario all’organismo in una giornata ci servirebbe mangiare diversi granchi blu, perché la polpa contenuta in ciascuno è minima (il carapace non è commestibile), o in ogni caso integrare con altre fonti proteiche.

100 grammi di “polpa contengono circa 80 % di acqua, 18 % di proteine, 1% di grassi prevalentemente insaturi, tracce di carboidrati. Il colesterolo è circa 80 mg, presentano un buon contenuto vitaminico.

È ricco di proteine ad alto valore biologico (18,1 g / 100 g di parte edibile), il che lo rende potenzialmente utile nel soddisfare la necessità fisiologica di amminoacidi essenziali. La frazione di grassi è invece molto ridotta (1,08 g / 100 g di parte edibile). Si evince, tuttavia, un livello di colesterolo non trascurabile. Le calorie totali del granchio reale sono decisamente contenute (87 kcal / 100 g di parte edibile).

Nutriente Valore per 100g (parte edibile)
Proteine 18.1 g
Grassi 1.08 g
Calorie 87 kcal
Vitamina B1 0.08 mg
Vitamina PP 2.7 mg

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