La leucemia linfatica cronica (LLC) è una neoplasia ematologica caratterizzata dall’accumulo di linfociti B maturi nel sangue periferico, nel midollo osseo e nei linfonodi.
Rappresenta la forma più comune di leucemia negli adulti nei Paesi occidentali, con un’incidenza di circa 1-2 nuovi casi all’anno ogni 100.000 individui. La LLC è una malattia ematologica caratterizzata dalla proliferazione e accumulo di linfociti B monoclonali nel sangue periferico, nel midollo osseo e nei tessuti linfoidi.
I sintomi iniziali della LLC sono spesso aspecifici e possono includere affaticamento, perdita di peso non intenzionale e sudorazioni notturne. Con la progressione della malattia, possono manifestarsi sintomi più specifici come linfoadenopatia generalizzata, epatosplenomegalia e infezioni ricorrenti dovute a immunodeficienza secondaria.
La diagnosi di LLC si basa su criteri clinici e laboratoristici, tra cui la conta assoluta dei linfociti B nel sangue periferico, l’immunofenotipizzazione e l’analisi citogenetica.
Oggi sono disponibili approcci terapeutici molto efficaci per le malattie oncologiche come la LLC. Molti di questi disturbi possono essere mitigati utilizzando terapie specifiche.
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Nonostante i notevoli progressi compiuti negli ultimi dieci anni, la ricerca di nuovi approcci di cura sostenibili ed efficaci rimane imperativa, soprattutto per un sottogruppo di pazienti che presenta forme particolarmente aggressive di LLC, caratterizzate da alterazioni del gene p53. In questo contesto alcuni farmaci sperimentali, come per esempio il bortezomib, stanno emergendo come promettenti.
Il Ruolo dell'Alimentazione nella LLC
L’alimentazione svolge un ruolo cruciale nel supportare il paziente affetto da LLC durante il percorso terapeutico, contribuendo a mantenere un adeguato stato nutrizionale e a migliorare la qualità della vita.
Inoltre, nella letteratura scientifica sono sempre più numerosi gli esempi di come un’alimentazione sana possa migliorare lo stato di salute delle persone con LLC.
Una corretta alimentazione può contribuire a migliorare la qualità della vita dei pazienti con LLC, supportando il sistema immunitario e aiutando a gestire gli effetti collaterali dei trattamenti. È importante evitare o limitare il consumo di alimenti che possono compromettere il sistema immunitario o interagire negativamente con le terapie in corso.
Inoltre, è consigliabile evitare il consumo di alcol e di alimenti crudi o poco cotti, come carne, pesce e uova, per ridurre il rischio di infezioni.
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Un piano alimentare settimanale equilibrato può aiutare i pazienti con LLC a mantenere un buono stato nutrizionale e a supportare le terapie in corso.
La supplementazione vitaminica può essere necessaria nei pazienti con LLC in presenza di carenze nutrizionali specifiche, che possono derivare dalla malattia stessa o dagli effetti collaterali delle terapie.
Le vitamine del gruppo B, in particolare la B12 e l’acido folico, sono fondamentali per la produzione di globuli rossi e il corretto funzionamento del sistema nervoso. Una carenza di queste vitamine può portare ad anemia e affaticamento.
È importante sottolineare che l’assunzione di integratori vitaminici dovrebbe avvenire sotto stretto controllo medico, poiché un eccesso di alcune vitamine può essere dannoso.
In conclusione, una dieta equilibrata e varia è il primo passo per garantire un adeguato apporto di nutrienti. L’alimentazione ha un ruolo importante anche nella leucemia linfocitica cronica (LLC).
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Consigli Alimentari Durante la Chemioterapia
Nei giorni che precedono la chemioterapia è consigliabile idratarsi bene e consumare alimenti ricchi di fibre, vitamine e antiossidanti, come i cereali integrali e le verdure di stagione.
Per limitare nausea e vomito è bene consumare pasti piccoli e frequenti, masticando bene e lentamente, evitando i cibi troppo saporiti (speziati o dolci) o pesanti (grassi), dando la preferenza a quelli asciutti e salati.
Per prevenire la stitichezza è consigliabile bere molto e consumare cibi ricchi di fibre, senza dimenticare di praticare attività fisica leggera che favorisce la motilità intestinale.
Per facilitare il processo di eliminazione dei residui della terapia dall’organismo è consigliabile bere molto.
Molti farmaci per la LLC vanno assunti per via orale e possono interagire, all’interno dell’apparato digerente, con gli alimenti di cui ci nutriamo.
La Dieta Mima Digiuno e la LLC
Recenti studi hanno esplorato l’efficacia di interventi dietetici specifici, come la dieta mima digiuno, nel potenziare l’effetto delle terapie farmacologiche nella LLC.
Risultati promettenti in questo senso vengono da un gruppo di ricercatori dell'IFOM di Milano, guidato dal Professor Valter Longo, con la collaborazione del gruppo di ricerca del Dottor Claudio Vernieri, di IFOM e dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, presso il Dipartimento di Oncologia diretto dal Professor Filippo de Braud.
I risultati dello studio sostenuto da Fondazione AIRC sono stati pubblicati sulla rivista “Cancer Research”Milano, marzo 2024.
La dieta mima digiuno è un regime alimentare terapeutico estremamente ipocalorico e basato su alimenti di origine vegetale.
Ne esistono di diversi tipi: quello utilizzato nello studio italiano, per esempio, consisteva in 5 giorni di alimentazione vegetariana, a basso contenuto di carboidrati e proteine, che prevedeva l’assunzione di un massimo di 600 calorie il primo giorno e di 300 calorie nei giorni dal secondo al quinto.
Già in passato i ricercatori del laboratorio “Longevità & Cancro”, guidato da Valter Longo all’IFOM, avevano dimostrato che la dieta mima digiuno rende chemioterapia, immunoterapia e altri trattamenti più efficaci contro vari tipi di tumori solidi. “In questo nuovo studio” - spiega Longo - “ci siamo invece focalizzati sulla ricerca di una terapia che fosse meno tossica per il trattamento di un tumore del sangue”.
Prosegue Longo: “Grazie al lavoro condotto da Franca Raucci e Claudio Vernieri - i due primi autori dell’articolo - abbiamo osservato, in esperimenti con topi affetti da leucemia, che la dieta mima digiuno può neutralizzare in parte i linfociti tumorali. Ciò sembra avvenire in parte grazie alla riduzione dei livelli di fattori di crescita, che di per sé pare rallentare la progressione tumorale”.
“In questo studio - precisa Vernieri - sono anche stati esaminati gli effetti di otto cicli consecutivi di dieta mima digiuno in due pazienti affetti da LLC. Abbiamo osservato che, dopo 5-6 anni di approccio watch and wait, per nessuno dei due è stato necessario iniziare un trattamento farmacologico. Si tratta di un risultato preliminare ma promettente”.
Nel primo paziente durante la dieta mima digiuno si è osservata una significativa riduzione di due dei sintomi tipici della LLC: il numero di globuli bianchi e il volume dei linfonodi.
Hanno scoperto che l’abbassamento dei livelli di insulina e di IGF1 provocato da questo regime alimentare favorisce la morte (apoptosi) delle cellule leucemiche. Inoltre, per cercare di sopravvivere alla dieta mima digiuno, le cellule leucemiche sarebbero costrette a fare maggior ricorso a un complesso enzimatico detto “proteasoma”.
Questa osservazione apre le porte a una nuova strategia terapeutica per combattere la LLC. Infatti, esistono farmaci capaci di inibire il proteasoma, togliendo alle cellule leucemiche la possibilità di sopravvivere al digiuno.
In modelli preclinici, la combinazione di cicli di dieta mima digiuno con farmaci mirati, come il bortezomib e il rituximab, ha mostrato un potenziamento dell’efficacia terapeutica.
I dati raccolti dovranno essere confermati in studi molto più ampi, sia di laboratorio sia clinici. Per il momento indicano che il digiuno ciclico o la dieta mima-digiuno in topi di laboratorio contrastano o rallentano la patologia.
“Tuttavia - prosegue Raucci - abbiamo notato che utilizzando la dieta mima digiuno o il digiuno come unico intervento si ottiene, sì, un rallentamento nella progressione tumorale ma le cellule tumorali continuano comunque a crescere piuttosto rapidamente.
Nonostante questi risultati siano davvero promettenti, è bene sottolineare che la dieta mima digiuno è un regime alimentare estremo e non adatto a tutti. Ci potrebbero essere nuove opzioni di trattamento per la leucemia linfatica cronica (LLC), abbinando la cosiddetta “dieta mima digiuno” a terapie mirate.
È fondamentale che qualsiasi intervento dietetico venga intrapreso sotto la supervisione di un team medico multidisciplinare, per garantire la sicurezza e l’adeguatezza nutrizionale del paziente.
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