La decisione di acquistare e mangiare un determinato alimento è dettata non solo dalla cultura propria di una popolazione ma anche da mode e tendenze sempre diverse, da Paese a Paese, da decennio a decennio. La percezione degli alimenti attraverso i sensi: gusto, olfatto, tatto, vista e anche udito, è uno dei principi che determinano le scelte alimentari. Le preferenze gustative in parte sono innate, come il piacere per il dolce e l’avversione per l’amaro, in parte sono acquisite con l’esperienza già nei primi anni di vita.
Oltre alle caratteristiche sensoriali, sul gradimento di determinati alimenti, agiscono anche componenti sociali o culturali, l’età o altre caratteristiche demografiche, lo stato di salute, i fattori cognitivi.
Di ritorno da un recente viaggio oltreoceano, ho potuto constatare come in questo momento in Italia si stiano ancora seguendo i gusti diffusi negli Stati Uniti fino a qualche tempo fa, con tutte le conseguenze negative: obesità per consumo eccessivo di zuccheri, impiego massiccio di grassi indigesti con insorgenza di malattie cardiovascolari e diabete. Al contrario, gli americani, almeno in parte, sembrano aver preso coscienza del problema e cercano fortemente di porvi rimedio, cambiando direzione. Noi, invece di fare tesoro delle esperienze altrui e tentare di non ripetere gli stessi errori, ci stiamo sbattendo il naso. I nostri bambini sono sempre più grassi e noi più grandicelli abbiamo appesantito il nostro zainetto di guai con un sacco di problemi, che solo alcuni anni fa erano appannaggio di pochi mentre oggi sono una preoccupazione di molti.
A differenza di quindici anni fa, epoca del mio primo viaggio negli States, ho visto obesi meno eccessivi e magri molto più attivi. È una cosa che ho personalmente constatato, che salta all’occhio specialmente a una che, come me, si occupa di alimentazione da tanto tempo. Ricordo con esattezza che quindici anni fa rimasi impressionata da quanto fossero enormi gli obesi. In Italia ce n’erano già molti ma il più grasso dei nostri, in America era… uno qualunque. Oggi no, non più.
Certo, obesi ce ne sono ancora tanti ma non ho visto casi così eclatanti come allora; ho proprio notato, invece, quanto si sia alzata l’attenzione alla qualità del cibo. Anche chi va di fretta (e li vanno davvero tutti di fretta), quando deve decidere cosa mangiare, rallenta e riflette. E questa è proprio una cosa bella. Riflettere, pensare, scegliere il cibo.
Leggi anche: Cosa Mangiare con le Emorroidi
Il Fast Food: Un Fenomeno Globale
Il fast food è un concetto che sta in mezzo a tutti noi. Ma cosa c’è dietro il fast food? Perché ci piace così tanto? C’è uno staff che si occupa della reception e della consegna, della pulizia e del servizio clienti, ma non c’è il servizio al tavolo. I romani avevano degli stand di fast food, dove si potevano mangiare preparazioni di pane con olive o falafel. Al di là di questa eredità storica del fast food, si ritiene che il concetto attuale risalga agli anni Quaranta. Da quel movimento, l’Occidente cominciò ad accettare e a consumare fast food in grandi quantità.
Il boom del fast food è stato studiato ed è, il più delle volte, sotto l’occhio attento della società. Secondo gli studi, il fast food fa emergere la felicità dei clienti. Spurlock ha iniziato il documentario come un uomo magro e sano. Dopo aver subito un’assunzione giornaliera di 5.000 calorie, il cambiamento è stato evidente. Oltre a sostenere i produttori di alimenti, l’intenzione è quella di presentare una proposta che sia l’opposto del tradizionale fast food. Un’altra caratteristica che identifica il fast food gourmet è la sua vocazione internazionale. Infine, il fast food gourmet presta molta attenzione ad offrire un servizio piacevole per il commensale. Per questo motivo, vi invitiamo a visitare Monouso. Cosa state aspettando?
Abitudini Alimentari a Confronto
Generalmente noi italiani siamo abituati a tre pasti al giorno, ad orari abbastanza precisi, almeno uno tutti insieme in famiglia e soprattutto selezioniamo (o meglio i nostri genitori per noi) alimenti più o meno sani. Qui è veramente tutto diverso!! Non ci sono orari precisi per i pasti, ognuno mangia quando ha fame e in un posto qualsiasi della casa (divano, studio, stanza da letto...). Non c'è quindi un pasto unico per tutti, ma ognuno mangia quello che preferisce tra le cose disponibili. Non mangiano pane durante i pasti, eccetto per alcuni giorni. Consumano pochissima frutta, poca acqua, ma tante bibite gassate... Almeno una volta a settimana si ordina cibo da asporto e la nostra cucina regionale (campana, siciliana, pugliese ...) è qui sostituita da cucina internazionale. Devo dire che mi piace provare il cibo internazionale ma qualche volta mi mancano ...le melanzane alla parmigiana!!!!
La Dieta Mediterranea: Un Patrimonio dell'Umanità
Negli ultimi anni sempre più spazio è stato dedicato alla cucina. Dai giornali alla televisione fino a Internet è un’esplosione di ricette, eventi culinari e curiosità su tutto il mondo alimentare… ma ci deve essere un motivo se l’UNESCO nel 2010 ha iscritto la dieta mediterranea nella prestigiosa lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità! E, ovviamente, c’è: essa rappresenta un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, includendo le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo del cibo.
Questo modello alimentare è rimasto costante nel tempo e nello spazio ed è costituito principalmente da olio di oliva, cereali, frutta - fresca o secca - e verdure, una moderata quantità di pesce, latticini e carne, e molti condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vini o infusi, sempre nel rispetto delle tradizioni di ogni comunità. La dieta mediterranea promuove l’interazione sociale poiché è alla base dei costumi sociali e delle festività condivise da una data comunità, e ha dato origine a un notevole corpus di conoscenze, canzoni, massime, racconti e leggende. Si fonda sul rispetto del territorio e la biodiversità e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all’agricoltura nelle comunità del Mediterraneo.
Leggi anche: Gastrite: Cosa Non Mangiare
L'Influenza dei Presidenti Americani sull'Alimentazione
La cucina ha sempre avuto un ruolo importante nella vita dei presidenti degli Stati Uniti d'America, riflettendo non solo i loro gusti personali ma anche le tendenze culinarie delle rispettive epoche. Ecco un viaggio attraverso i piatti preferiti di alcuni dei presidenti più noti nella storia americana, dagli albori dell'indipendenza dall'Inghilterra fino all'ultimissima rielezione di Donald Trump.
- George Washington (1789-1797): Era noto per il suo amore per il pesce alla griglia e il Madeira.
- Thomas Jefferson (1801-1809): Introdusse molti piatti francesi, amava il gelato e il maccheroni e formaggio.
- Abraham Lincoln (1861-1865): Preferiva piatti rustici come il pollo fritto e le mele.
- Franklin D. Roosevelt (1933-1945): Aveva una passione per la zuppa di tartaruga e i doughnuts.
- John F. Kennedy: Era noto per il suo amore per la cucina francese ed europea, la zuppa di pesce alla Nantucket, l'aragosta e il filetto di manzo.
- Ronald Reagan (1981-1989): Aveva un debole per i dolci, in particolare per le caramelle Jelly Belly, il polpettone e la zuppa di tartaruga.
- Barack Obama (2009-2017): Era noto per il suo amore per gli hamburger, il salmone, la pizza con olive e fontina, e come snack preferiva gli anacardi con aglio e salvia. Per dessert, invece, amava i waffle belgi.
- Donald Trump: Pare abbia gusti semplici e una predilezione per i cibi veloci, in particolare per i Big Mac di McDonald's e il pollo fritto di KFC.
Quindi, le scelte alimentari dei presidenti americani riflettono le influenze culturali e le tendenze gastronomiche delle loro epoche.
Siamo Ciò Che Mangiamo
Dunque siamo quello che mangiamo? Certamente sì. L’alimentazione è un aspetto fondamentale della nostra vita e, in un certo senso, quello che mangiamo determina chi siamo. In base al tipo di alimentazione che seguiamo, infatti, possiamo influenzare la nostra salute. L’alimentazione può incidere molto sulla nostra vita e determinare il nostro futuro. Per questo quello che mangiamo rappresenta il nostro stile di vita e il nostro modo di vivere. Una vita sedentaria e un’alimentazione eccessiva possono creare problemi. È per questo che dobbiamo dare la giusta importanza all’alimentazione e che nutrirsi non deve essere solo qualcosa di indispensabile, ma anche un’occasione per fare attenzione a ciò che si mangia. È necessario prediligere i cibi sani per far in modo che il nostro organismo possa funzionare correttamente, senza diventare schiavi delle diete, ma imparando a mangiare e a custodire il nostro corpo.
“La vita sedentaria è un rischio per il cuore. Se a questo si aggiunge che spesso si mangia male, il quadro generale peggiora. Commettiamo troppi peccati di gola, trascuriamo la dieta mediterranea e gli alimenti cardine di una sana alimentazione. Dobbiamo modificare le nostre abitudini e renderci conto che la salute del cuore si costruisce mattone dopo mattone, proprio come una casa”. Con queste parole il Presidente della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (SIPREC) rende molto bene l’idea. Ogni casa per essere solida deve poggiare su sane fondamenta.
L’America, che è dall’altra parte della luna, è una terra meravigliosa ed è sempre stata la prima nel mondo, in tutto. Gli americani, questo, oggi, l’hanno capito e hanno cominciato a mangiare come mangiavamo noi. Occorre fermarci signori, cambiare i paradigmi, riflettere e capire che non dobbiamo sacrificare questo immenso patrimonio in nome di una modernità che tra vent’anni ci presenterà il conto e ci farà capire che… stavamo meglio prima.
Leggi anche: Consigli Alimentari per l'Helicobacter