Alimentazione Nichel Free: Cosa Mangiare e Cosa Evitare

L’allergia al nichel è un problema che coinvolge un numero sempre maggiore di persone, e un ruolo importante, seppure ancora un po’ controverso, è dato dall’alimentazione più corretta da adottare quando vi è una diagnosi del genere. Quali sono gli alimenti consentiti e quelli da eliminare in caso di allergia al nichel? Facciamo chiarezza riguardo una condizione comune nella popolazione, ma per cui spesso è difficile reperire informazioni chiare e semplici da seguire. Preoccupazione e sconforto spesso accompagnano l’approccio all’alimentazione “senza nichel” … Ma deve essere davvero così? Scopriamolo insieme…

Cos'è il Nichel e Dove si Trova

Il nichel (o nichel) è un metallo presente un po' ovunque: nel terreno, nell’aria, nell’acqua. È in gran parte utilizzato per la produzione di acciaio Inox dal quale ne derivano apparecchiature varie, tegami e porte ecc. Presente anche nei coloranti per oggetti di vetro, in tinture per capelli e cosmetici. Molti cibi contengono nickel, sia perché alcuni ne sono particolarmente ricchi sia perché viene trasmesso dai contenitori in cui sono conservati.

Esso è pure presente negli alimenti. È dunque pressoché inevitabile che gli esseri viventi, uomo compreso, entrino in contatto con questo metallo, il quale è indispensabile per alcuni microrganismi come batteri, eucarioti e piante. Negli esseri umani, pare che il nichel, entro determinate concentrazioni, sia necessario perché coinvolto in alcune importanti funzioni, tra cui:

  • Integrità delle membrane cellulari
  • Metabolismo di lipidi e glucosio
  • Metabolismo degli ormoni

Il nichel è un metallo simile al ferro facilmente lavorabile e malleabile, lucido, resistente all’ossidazione. È uno degli elementi presenti in natura maggiormente abbondante nel nucleo terrestre, ma di fatto onnipresente, essendo anche contenuto nel suolo, nelle acque, nell’aria; sottoforma di leghe come l’acciaio, il nichel è anche molto usato nelle e dalle industrie.

L'introito medio con la dieta è di 300-600 μg al giorno. Il fabbisogno giornaliero sembrerebbe essere intorno ai 25-35μg ma il ruolo del nickel nelle funzioni biochimiche non è chiaro. Il contenuto di nickel nei vegetali è quattro volte superiore a quello dei prodotti animali ed è fortemente influenzato dalle concentrazioni del metallo nel terreno, varia da luogo a luogo con un aumento della concentrazione in primavera e in autunno. L'assunzione dietetica giornaliera pertanto cambia a seconda della quantità del consumo di vegetali e alimenti di origine animale.

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Allergia al Nichel: Come si Manifesta?

L'allergia al nichel è la causa più frequente di allergia ai metalli; produce dermatite allergica da contatto. Le mani sono le sedi più comunemente colpite per la dermatite nickel sistemica. Tuttavia, altre zone del corpo possono essere interessate. Più sensibili le donne (circa il 10%) rispetto agli uomini. Alcune persone sviluppano eczema, spesso molti anni dopo la sensibilizzazione primaria.

L’allergia al nichel è una patologia diffusa e spesso abbastanza difficile da controllare e combattere, proprio perché il metallo è rilevabile un po’ ovunque. Il primo segnale che può fungere da campanello d’allarme e farci sospettare una possibile reazione al nichel o a una lega in cui esso sia presente è la comparsa di una dermatite da contatto. Essa si sviluppa sottoforma di irritazione dell’epidermide, con comparsa di vescicole, desquamazione e prurito, causata dalla produzione e dal rilascio di citochine infiammatorie da parte dei linfociti T che riconoscono nel nichel un antigene da “combattere”.

Tale fenomeno per lo più si manifesta soltanto nelle zone di contatto con il metallo (pensiamo anche all’uso di semplici e comuni monili quali anelli, bracciali, orecchini, oppure posate e pentole), ma in alcuni soggetti la dermatite può comparire anche in punti diversi del corpo, come la piega dei gomiti, il retro di lobi e orecchie, la parte interna delle cosce, le palpebre e la zona perioculare. Quando i segni riguardano soltanto insulti a carico dell’epidermide, si parla di Dermatite Allergica da Contatto (DAC).

Se, invece, la sintomatologia interessa anche l’apparato gastrointestinale e si rivela attraverso diarrea, stipsi, nausea, dolori addominali, vomito, meteorismo, è plausibile parlare di Sindrome dell’Allergia Sistemica al Nichel (SNAS). In questo caso, non è solo il nichel con cui si entra in contatto a salire sul banco degli imputati, ma anche quello ingerito perché presente in differenti alimenti. DAC e SNAS sono dunque due categorie diverse di allergia al nichel, a volte possono combinarsi fra loro ed essere entrambe presenti in uno stesso soggetto.

Per la diagnosi di DAC ci si può affidare a un Patch Test, metodica basata sull’applicazione di cerotti cutanei contenenti l’allergene e lasciati in sede per 48 ore. Dopodiché, la pelle viene scoperta e valutata l’eventuale presenza di ponfi, segnale di risposta anticorpale all’antigene.

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La diagnosi di SNAS è un po’ più complessa e consta di due fasi. La prima si basa su una dieta di disintossicazione della durata di 4-6 settimane, in cui il soggetto elimina dalla propria alimentazione tutti i cibi contenenti quantità maggiori di nichel. Se al termine di questo periodo il soggetto manifesta un netto miglioramento dei sintomi, allora si passa allo step successivo.

La seconda fase si basa su test di provocazione specifico per il nichel che darà diagnosi di SNAS se risulterà positivo. Si prosegue quindi con un trattamento desensibilizzante per via orale specifico per il nichel. È realmente importante essere seguiti da specialisti nel settore dell’alimentazione, come medici, nutrizionisti, dietologi, ed evitare il fai da te nella fase di disintossicazione.

Del nickel ingerito con la dieta solo un 1-10% viene assorbito. I tre capitoli che seguono indicano gli alimenti non consentiti, consentiti con moderazione e quelli consentiti e consigliati in caso della patologia indicata. Nel seguire le indicazioni si deve però tenere conto che, per ottenere una corretta ed equilibrata alimentazione che fornisca all’organismo tutti i nutrienti di cui necessita, occorre assumere la giusta quantità (porzione) dell’alimento e rispettare le frequenze con le quali alcuni alimenti debbono essere consumati, giornalmente o settimanalmente, all’interno di uno schema alimentare personalizzato.

L’alimentazione della giornata deve rispettare il bilancio energetico di ciascuno e l’energia introdotta deve essere uguale a quella spesa per non aumentare il rischio di sovrappeso, obesità ma anche di malnutrizione. Allo scopo di evitare carenze nutrizionali, è opportuno che venga valutata con il medico la tollerabilità individuale e l’effettiva necessità di eliminare dalla dieta gli alimenti sottoelencati. Per la re-introduzione degli alimenti chiedere supporto ad uno specialista.

Alimentazione e Allergia al Nichel

Il nichel è presente in quantità superiore soprattutto negli alimenti di origine vegetale, e in quantità minore in quelli di origine animale. Esistono alcune variabili che possono influenzarne il contenuto, specialmente nei cibi vegetali, come la quantità di metallo inclusa nel terreno di coltura, il tempo della raccolta (in estate il contenuto di nichel è inferiore rispetto alle altre stagioni) e la parte edibile del cibo considerato, poiché il nichel tende a concentrarsi maggiormente a livello delle foglie.

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Ciò detto, vediamo quali sono gli alimenti privi di nichel, e quindi concessi in presenza di allergia, e quelli che invece ne sono più ricchi, dunque da evitare. Ogni caso va comunque considerato e indagato singolarmente, i sintomi possono essere molto diversi da soggetto e soggetto, e anche tra i cibi considerati ammessi possono riscontrarsi margini di tollerabilità differenti.

Alimenti Consentiti in Caso di SNAS

  • Cereali e farine: Cereali non integrali, Kamut, Riso bianco, Quinoa, Farina 00, Farina di kamut, Farina di riso, Farina di grano duro, Farina di tapioca
  • Legumi: In fase di reintroduzione, solo fave e ceci
  • Verdure: Bietole, Cetrioli, Cicoria, Finocchi, Fiori di zucca, Indivia belga, Insalata iceberg, Melanzane, Peperoni, Radicchio, Rucola, Zucca, Zucchine
  • Carni e salumi: Tutte le carni sono ammesse, tranne le interiora, a patto che siano fresche e non confezionate, Prosciutto crudo e bresaola freschi
  • Pesce: Tutti tranne i crostacei e i pesci conservati in scatola, meglio se freschi e conservati in vasetti di vetro e sott’olio
  • Uova: Tutte
  • Formaggi e latticini: Formaggi freschi, meglio se non preconfezionati, yogurt, burro, panna
  • Frutta: Agrumi, Banane, Cachi, Fragole, Melograno, Mele, Meloni, Pesche

Alimenti da Evitare in Caso di SNAS

Alimenti molto ricchi di nichel da evitare in presenza di SNAS sono tutti i legumi, i cereali integrali, la frutta secca (specialmente noci e nocciole), il cacao e i suoi derivati.

Altri alimenti ricchi di nichel sono albicocche, cavoli, spinaci, arachidi, carote, pomodori, ostriche, fichi, cipolle, asparagi, farina di grano intero, liquirizia, pere, funghi, mais, piselli, aragosta, margarina, avocado, mirtilli, avena, grano saraceno, patate, broccoli, lievito e lievito in polvere, oli vegetali.

Tabella Riepilogativa: Alimenti e Contenuto di Nichel

Di seguito, una tabella riepilogativa degli alimenti e del loro contenuto di nichel, utile per orientarsi nella dieta:

Alimento Contenuto di Nichel
Legumi (arachidi, lenticchie) Elevato (>1 mg/kg)
Cereali integrali (avena) Elevato (>1 mg/kg)
Frutta secca (mandorle, noci, nocciole) Elevato (>1 mg/kg)
Cacao e derivati (cioccolato) Elevato (>1 mg/kg)
Verdure (asparagi, cavoli, spinaci, pomodori) Medio-alto (0.2-1 mg/kg)
Farina integrale Medio-alto (0.2-1 mg/kg)
Albicocche, uva passa Medio-basso (100-199 µg/kg)
Avocado, carote, lattuga, funghi Basso (50-199 µg/kg)
Pesce (dentice, tonno, spigola) Basso (50-199 µg/kg)
Olio d’oliva Minimo
Caffè istantaneo Minimo
Birra Minimo

Consigli Utili per una Dieta a Basso Contenuto di Nichel

Essendo il nichel molto presente nell’ambiente e negli alimenti, non sarà possibile escluderlo completamente (non esiste una dieta a zero contenuto di nichel), tuttavia, è possibile scegliere gli alimenti in maniera da ridurne l’apporto quotidiano. Nonostante esista in letteratura una classificazione dei cibi in base al loro contenuto di nichel, è importante sapere che la quantità può variare in base ai processi produttivi e trasformazione che l’alimento ha subito (es. terreno di coltivazione, acqua per irrigazione e lavaggio, contatto con macchinari o contenitori metallici, trasporto, ecc.).

Per contrastare l’assorbimento del nichel a livello intestinale è importante consumare cibi ricchi di ferro e evitare di incorrere in carenza (o anemia da carenza di ferro), in quanto l’organismo tenderebbe ad assorbire maggiormente il nichel. Al contrario, un buono stato del ferro e dell’emoglobina sfavoriscono l’assorbimento del nichel. Anche l’abitudine di inserire ai pasti cibi ricchi di vitamina C garantisce una buona protezione in tal senso, favorendo anch’essa l’assorbimento del ferro.

Cibi ricchi di FERRO (e a ridotto contenuto di nichel):

  • Verdure verdi scuro in foglia (rucola, radicchio, spinaci, bieta, cavolo nero, cicoria, cime di rapa, asparagi, ecc.)
  • Ceci
  • Fichi secchi, albicocche disidratate

Come arricchire i pasti di VITAMINA C?

  • Aggiungere del succo di limone/arancia o fettine di arancia alle insalate di rucola, spinacino, ecc.
  • Aggiungere una fettina di limone nell’acqua che utilizzi durante il pasto
  • Terminare il pasto con una mela o una pera, o aggiungerle alle preparazioni
  • Inserire ai pasti delle verdure ricche di carotene, come le carote, peperoni, pomodori
  • Aggiungere alla colazione o agli spuntini i frutti di bosco

Inoltre, anche ammollare i legumi secchi e i cereali molto a lungo, fino alla germogliazione, favorisce la biodisponibilità del ferro e degli altri micronutrienti. Prima di utilizzarli è importante sciacquali bene eliminando l’acqua di ammollo!

Accortezze per un'Alimentazione Povera di Nichel:

  • Evitare i cibi considerati ad alto contenuto di nichel: arachidi, fagioli, lenticchie, soia, avena, cacao (e cioccolato), noci e nocciole, farina e cereali integrali.
  • Evitare gli integratori vitaminici contenenti nichel.
  • Evitare il cibo in scatola (tonno, aringhe, sardine, legumi, ecc.).
  • Preferire il consumo di cereali raffinati e non integrali, come riso, frumento raffinato e il consumo di patate.
  • Molte verdure sono ben tollerate, come cavoli, broccoli, carote, zucca e cetrioli, o la frutta come banane, mele e agrumi.
  • Tè e caffè possono essere consumati, ma con moderazione.
  • Evitare utensili nichelati per cucinare o servire le pietanze.
  • Evitare di bere (o di utilizzare per cucinare) la prima acqua che esce dal rubinetto la mattina, meglio lasciarla scorrere un po’.
  • Evitare Il fumo di sigaretta, ogni sigaretta contiene 1-3 μg di nichel.
  • Consumare cibi ricchi di vitamina C e cibi ricchi di ferro.

È di certo difficile non mangiare mai nulla che contenga un’alta percentuale di nichel, per questo è importante imparare a gestire l’alimentazione, evitando di mangiare grandi quantità di cibi che lo contengono, nella stessa giornata. A tal proposito, oltre ad avere una tabella degli alimenti contenenti nichel, buona norma sarebbe tenere un diario dove annotare gli alimenti che si assumono nella giornata con i relativi contenuti di nichel (alto, medio, basso) per verificare quali effettivamente siano tollerabili, da eliminare o a da inserire nella dieta a seconda del territorio in cui si vive, se si acquistano prodotti Km0, biologici o al supermercato.

Abbandona la sedentarietà, abituati a camminare o pedalare tutti i giorni per almeno 40 minuti al dì. Leggere le etichette dei prodotti come creme e saponi: alcune linee specifiche hanno eliminato il nickel dal ciclo produttivo.

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