Al giorno d’oggi le persone sono messe continuamente alla prova e sotto pressione per ottenere risultati migliori nella vita professionale, privata o nello sport. Lo stress e i ritmi frenetici a cui la stessa società ci sottopone possono causare cambiamenti avversi al nostro organismo, come l’alterazione della produzione di alcuni ormoni, tra cui il cortisolo.
Il cortisolo, comunemente detto “ormone dello stress” viene in nostro aiuto per fronteggiare nel migliore dei modi situazioni stressanti. Quando però lo stress (sia fisico che mentale) comincia a diventare cronico, l’eccessiva produzione di cortisolo, che avviene in risposta a questo stato, è negativa per il nostro organismo, e richiede di porre rimedio mediante una dieta e un’integrazione per abbassare il cortisolo.
Cos'è il cortisolo e perché è importante
Il cortisolo, definito comunemente “ormone dello stress”, nonostante l’accezione negativa, è uno dei più importanti ormoni glucocorticoidi che viene prodotto dalla corteccia surrenale. Gli ormoni sono spesso paragonati a dei messaggeri in grado di influenzare il nostro stato di salute, nonché la nostra fisiologia ed il metabolismo cellulare.
La loro produzione è sotto stretta osservazione da parte del nostro organismo e viene finemente regolata: un eccesso o una carenza di qualsiasi ormone causerà e determinerà l’insorgenza di condizioni patologiche alle volte molto serie - motivo per cui, come vedremo in seguito, spesso diventa necessaria una dieta per il cortisolo alto.
Nello specifico, la produzione di questo ormone viene finemente regolata dall’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. L’ipotalamo è coinvolto nella produzione di ACTH (ormone adrenocorticotropo). Il cortisolo deriva dal colesterolo trasportato principalmente dalle LDL.
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L’assorbimento delle LDL avviene grazie alla presenza di specifici recettori disposti sulla membrana delle cellule corticali del surrene, che permettono l’internalizzazione del colesterolo. La cellula è comunque in grado di sintetizzare cortisolo, sebbene in piccole quantità, a partire dall’acetil-coenzima A.
Come si rilevano i valori di questo ormone?
Da ormai diversi anni i livelli di cortisolo vengono rilevati attraverso un dosaggio con saliva. Il cortisolo è un ormone indispensabile per la nostra vita. Nell’arco della giornata le concentrazioni plasmatiche di cortisolo subiscono delle oscillazioni.
L’oscillazione circadiana di cortisolo deriva da una complessa regolazione di carattere nervosa ed endocrina, grazie all’azione del Sistema Nervoso Centrale che agisce attraverso diversi meccanismi. Tuttavia la riduzione a cui si assiste nel corso della giornata non è mai regolare e del tutto prevedibile, in quanto è intervallata da picchi di secrezione dovuti ad esempio a stimoli psicofisici causati da vari tipi di stress.
La misurazione dei livelli di cortisolo è ormai da diversi anni diventata facilmente accessibile: è possibile dosarlo attraverso un esame del sangue, delle urine ma anche della saliva, (esame per nulla invasivo), secondo una tecnica facile ed economica che permette un monitoraggio dell’andamento del cortisolo nell’arco della giornata o di più giorni.
Perché la produzione eccessiva di cortisolo fa male?
La risposta a situazioni stressanti determina un aumento dei livelli di cortisolo soprattutto quando lo stress diventa cronico. In questo caso la quantità totale prodotta nelle 24 ore non sarà molto diversa da quella di un soggetto non stressato, quella che effettivamente varierà sarà la curva circadiana di cortisolo che apparirà inversa: ci sarà un picco basso al mattino e paradossalmente alto la sera.
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Questa inversione è dovuta al rallentamento del catabolismo. Nell’organismo dei soggetti stressati si innesca una sorta di cortisolo resistenza e cioè l’incapacità del cortisolo di esplicare appieno la sua funzione antinfiammatoria: si avrà in circolo abbondante cortisolo ma inattivo.
In linea di massima lo stress è detto acuto quando si verifica una sola volta e per un lasso di tempo limitato; quello cronico, invece, è di lunga durata e determina una condizione di sovraccarico psico-fisico-metabolico per l’organismo.
L’aumento di situazioni stressanti, il consumo giornaliero di caffeina e uno stile di vita sedentario sono tutti fattori che rendono non solo difficile abbassare i livelli di questo ormone, ma continuano a stimolare il nostro organismo a produrne sempre di più. Questo a lungo andare causa inevitabilmente alcuni effetti negativi come la riduzione della sintesi di collagene, la riduzione delle difese immunitarie e stanchezza cronica.
I livelli di cortisolo solitamente tendono a scendere di notte, permettendo così al corpo di rilassarsi e di conseguenza di “ricaricarsi”. Ma come abbiamo visto, se ci sono troppi ormoni dello stress in circolo, questo meccanismo si blocca. Così, anche se stanchi, vi ritroverete ad addormentarvi con fatica, sentendovi nuovamente stanchi il giorno successivo.
Il cortisolo, noto come ormone dello stress, controlla l’omeostasi del nostro organismo ed interviene nel metabolismo degli zuccheri, delle proteine e dei grassi. Questo ormone garantisce la presenza di una giusta quantità di glucosio nel sangue e riduce la sensibilità insulinica per risparmiare zuccheri (regolando gli effetti degli zuccheri sul colesterolo).
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Il cortisolo aumenta la sintesi proteica a livello del fegato e ne limita invece la formazione nei muscoli e nelle cellule della pelle. È in grado di aumentare la ritenzione di acqua e sodio e controllare la produzione di adrenalina, che avviene a livello della porzione midollare del surrene.
Lo stress attiva l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) e stimola la produzione di cortisolo, che a sua volta si lega alle cellule immunitarie, inibendo la produzione di citochine proinfiammatorie. Purtroppo, una secrezione costantemente elevata di cortisolo potrebbe causare una resistenza da parte del sistema immunitario e come conseguenza si avrà l’incapacità dello stesso cortisolo di regolare l’infiammazione.
L’eccessiva produzione di cortisolo deve essere considerata un problema importante e da non sottovalutare, tanto da richiedere spesso rimedi per risolverlo, da accorgimenti sullo stile di vita a quelli sull’alimentazione, con una specifica dieta per abbassare il cortisolo.
L’eccessiva esposizione del nostro corpo ad ormoni glucocorticoidi potrebbe causare una serie di alterazioni metaboliche, cardiovascolari, psichiche e scheletriche, che compromettono il corretto funzionamento del nostro organismo e la qualità della vita stessa. Sono infatti in molti i soggetti affetti da problematiche differenti a necessitare di ridurre il cortisolo in eccesso. Una grave patologia causata da questi squilibri è ad esempio il morbo di Cushing.
L’ipercortisolismo è detto funzionale quando è dovuto ad una condizione di attivazione cronica da parte dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, che si verifica in situazioni come la depressione, distress cronico, disturbi del comportamento alimentare, diabete mellito, obesità, sindrome dell’ovaio policistico, ritmi lavorativi elevati.
Una elevata produzione di cortisolo determina una serie di conseguenze che si ripercuotono inesorabilmente sull’omeostasi biochimico-fisiologica. L’ipercortisolemia (o ipercortisolismo) determina un’alterazione del metabolismo proteico: in altri termini è associato ad una riduzione della massa proteica, del tessuto osseo (osteoporosi) e della funzionalità muscolare.
L’insulina, come risposta all’aumento di cortisolo, di catecolamine e di aldosterone (proveniente dall’attivazione del surrene sotto stress cronico), stimola il surrene a produrre ulteriore cortisolo. Nell’ipercortisolismo è stata riscontrata un’aumentata produzione di VLDL a livello epatico e una deposizione di grasso a livello addominale.
Di conseguenza la persistenza di livelli elevati di questo ormone contribuisce allo sviluppo di dislipidemia, ipertensione e obesità, patologie che richiedono un immediato intervento e l’inizio di una dieta per abbassare il cortisolo. È noto anche che l’eccesso di glucocorticoidi sopprime un’adeguata risposta immunitaria, con aumento del rischio di riattivazione di infezioni che fino a quel momento erano latenti.
Troppo stress può portare ad un aumento di peso?
Dipende essenzialmente dal tipo di stress. Gli attacchi di stress acuto portano ad una diminuzione dell'appetito, mentre lo stress cronico sembra invece incoraggiare il cervello a cercare cibi sempre più densi di energia. Ecco da dove deriva la connessione tra stress e aumento del peso/obesità.
La combinazione di eccesso calorico (e livelli di insulina costantemente elevati) con stress cronico sembrano incentivare l'aumento di peso e di conseguenza portare all’obesità. Un eccesso di cortisolo determina una maggiore concentrazione sanguigna di sodio rispetto al potassio. Il sodio, come ben sappiamo, è tra i principali responsabili della ritenzione di liquidi e quindi di acqua.
L’accumulo di questi liquidi negli spazi interstiziali (tra le cellule) promuove lo sviluppo di infiammazioni. I sintomi che si riscontrano a causa di una elevata produzione di cortisolo non sono molto evidenti e strettamente connessi all’ipercortisolismo patologico, per cui questa condizione risulta complessa da diagnosticare.
L’azione dei glucocorticoidi è anche evidente a livello del muscolo e del tessuto connettivo, in quanto determina alterazioni tipiche dei pazienti con ipercortisolismo. I soggetti con cortisolo alto avvertono un senso di debolezza e stanchezza, mancato appetito o al contrario fame nervosa. È possibile anche notare casi di irsutismo o alopecia.
Il test per misurare i livelli di cortisolo viene effettuato in caso si sospetti una eccessiva produzione di cortisolo o una sua carenza. Oggi sappiamo che l’esposizione cronica a situazioni di stress psicofisico può esercitare effetti negativi sul nostro organismo.
Il ritmo circadiano del cortisolo, ovvero il suo andamento giornaliero, raggiunge il picco massimo al mattino ed il picco minimo nelle ore notturne. L’incremento della produzione di cortisolo ben oltre i valori normali è spesso dovuto a stress emotivi, traumi di vario genere o ad un’attività sportiva troppo spinta.
Ad esempio, una situazione stressante può derivare da condizioni di lavoro particolarmente pesanti o dall’adozione di una dieta troppo ferrea o al contrario fortemente sbilanciata. Inoltre, diversi sono gli studi sulle relazioni tra svariate condizioni patologiche e gli squilibri dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA).
È possibile rimediare al cortisolo alto con una dieta apposita?
In modo particolare modificando l’introito di macro e micro-nutrienti? La risposta è sì:il modo di nutrirsi, così come la scelta dei nutrienti nella propria dieta hanno un impatto decisivo sul corretto funzionamento del nostro organismo. L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale sui livelli di cortisolo, in quanto influenza la produzione di ormoni.
Gli accorgimenti che bisogna perciò tenere a mente a livello di dieta per il cortisolo alto non sono da sottovalutare. Un aspetto importante è la qualità del cibo che assumiamo: alla base bisogna sempre prediligere l’assunzione di alimenti non lavorati/processati.
È stato dimostrato che le situazioni stressanti inducono un aumento dell’appetito, spostando la scelta degli alimenti verso quelli ricchi in zuccheri, probabilmente perché il loro consumo è altamente gratificante. È altresì importante garantire un adeguato apporto in micronutrienti, che spesso con la normale dieta diventa difficile assicurare.
Esiste una dieta per far abbassare il cortisolo?
La cortisol connection diet è un regime alimentare proposto negli Stati Uniti d’America e nato intorno agli anni 2000, descritto nel libro “The Cortisol Connection Diet” del dottor Shawn Talbott. Con questo termine ci si riferisce ad una dieta, descritta dal dottore americano in questione, attraverso la quale determinate scelte alimentari ed associazioni giuste permetterebbe di abbassare i livelli di cortisolo evitando complicazioni.
Per mantenere un buono stato di salute è necessario rispettare quelli che sono i principi alla base di un’alimentazione sana, ovvero soddisfare il giusto apporto di nutrienti senza eccedere con il carico insulinico giornaliero. Una dieta finalizzata alla riduzione dei livelli di cortisolo condivide in parte quella che è l’alimentazione da seguire per ridurre gli effetti dell'insulino resistenza.
Infatti, una dieta con un C.I. (carico insulinemico, un valore che determina l’impatto che un alimento ha sulla produzione di insulina) moderato riflette e determina una minore stimolazione della produzione di cortisolo ed estrogeni.
Quali sono i cibi con un basso o moderato carico glicemico?
Tra i cibi da preferire vi è anche il pesce, alimento contenente acidi grassi omega 3 e omega 6, importanti per la loro azione antinfiammatoria. Bisogna inoltre prediligere il consumo di frutta (sia fresca che secca) e verdura non solo per il loro basso indice glicemico, ma anche per il contenuto in fibre e per l’azione antiossidante svolta da vitamine e sali minerali.
Come abbassare il cortisolo in modo naturale
Abbassare i livelli di cortisolo è possibile curando e correggendo la propria alimentazione e lo stile di vita. Correggere il proprio stile di vita significa essenzialmente smettere di fumare, seguire una sana alimentazione, regolarizzare le ore di sonno, controllo delle situazioni stressanti.
Un corretto stile di vita per essere definito tale deve essere accompagnato da un esercizio fisico regolare. Lo stress è la causa principale della produzione eccessiva di cortisolo. Imparare a gestire le situazioni stressanti ed evitare ritmi troppo frenetici sarà fondamentale per tenere sotto controllo i livelli di questo ormone.
Come si può migliorare?
Lo yoga, ad esempio, è in grado di alleviare lo stress e l'ansia. Le pratiche che includono yoga e mindfulness per la gestione dello stress sono infatti sempre più popolari. Un altro aspetto fondamentale sono le ore di sonno.
Gli integratori possono essere un valido aiuto per abbassare e di conseguenza normalizzare i livelli di cortisolo presenti nel nostro organismo. La fosfatidilserina è una sostanza in grado di abbassare i livelli di cortisolo. La melatonina favorisce l’adattamento a tutti i tipi di stress psicofisici; contrasta lo stress cronico.
Questa vitamina è indispensabile per il metabolismo di cortisolo ma anche per quello della serotonina, dopamina e aldosterone. La produzione di cortisolo è strettamente connessa al pool di vitamina C. Si tratta di piante che hanno la capacità di ridurre e combattere lo stress.
Esempio di dieta giornaliera per abbassare il cortisolo
Abbassare il cortisolo attraverso l'alimentazione richiede una dieta equilibrata che favorisca il benessere generale e riduca l'infiammazione. Ecco un esempio di dieta giornaliera pensata per aiutare a mantenere bassi i livelli di cortisolo:
- Colazione
- Smoothie verde: Una combinazione di spinaci, banana, frutti di bosco, yogurt greco e un po' di semi di chia o di lino.
- Fiocchi d'avena: Preparati con latte di mandorla, arricchiti con noci e una spruzzata di cannella.
- Spuntino di metà mattina
- Frutta fresca: Una mela o una pera.
- Una manciata di noci: Mandorle o noci pecan.
- Pranzo
- Insalata di quinoa: Quinoa con verdure fresche (come pomodori, cetrioli, peperoni) e avocado, condita con olio d'oliva e succo di limone.
- Proteina magra: Petto di pollo grigliato o tofu alla griglia.
- Spuntino pomeridiano
- Yogurt greco: Con un po' di miele e frutta secca (come noci o semi di zucca).
- Cena
- Pesce al forno: Salmone o sgombro, ricchi di acidi grassi omega-3, con erbe aromatiche.
- Verdure al vapore: Un mix di broccoli, cavolfiori e carote.
- Riso integrale: Una piccola porzione come contorno.
- Dessert (opzionale)
- Cioccolato fondente: Un piccolo quadrato di cioccolato fondente (minimo 70% di cacao).
- Bevande
- Acqua: Bere acqua durante tutta la giornata.
- Tè verde o tisana alla camomilla: Benefici per la riduzione dello stress.
Consigli alimentari per ridurre il cortisolo
Ecco alcuni consigli nutrizionali per ridurre il cortisolo e promuovere una salute ottimale:
- Consuma carboidrati complessi
- Alimenti: Cereali integrali, quinoa, avena, riso integrale, patate dolci.
- Benefici: Aiutano a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue, prevenendo picchi di cortisolo.
- Includi proteine magre
- Alimenti: Pollo, tacchino, pesce, legumi, tofu.
- Benefici: Mantengono il senso di sazietà e forniscono aminoacidi essenziali per la gestione dello stress.
- Integra grassi sani
- Alimenti: Avocado, olio d'oliva, noci, semi di chia, semi di lino, pesce grasso (come salmone e sgombro).
- Benefici: Gli acidi grassi omega-3 possono aiutare a ridurre l'infiammazione e i livelli di cortisolo.
Come abbassare il cortisolo con integratori
Abbassare il cortisolo con integratori può essere una strategia utile, sebbene sia importante consultare un medico prima di iniziare qualsiasi supplementazione.
Farmaci per abbassare il cortisolo
Esistono diversi farmaci che possono essere utilizzati per abbassare i livelli di cortisolo, spesso prescritti in casi di ipercortisolismo o sindrome di Cushing. Tuttavia, è fondamentale che questi farmaci siano assunti sotto stretto controllo medico a causa dei potenziali effetti collaterali e delle interazioni con altri farmaci.
Ecco alcuni dei farmaci comunemente utilizzati per ridurre il cortisolo:
| Farmaco | Descrizione | Utilizzo | Effetti collaterali |
|---|---|---|---|
| Ketoconazolo | Un antifungino che può inibire la produzione di cortisolo. | Spesso prescritto per il trattamento della sindrome di Cushing. | Problemi epatici, nausea, mal di testa. |
| Metirapone | Un inibitore della sintesi del cortisolo. | Usato per test diagnostici e nel trattamento del morbo di Cushing. | Ipertensione, acne, irsutismo (aumento della crescita dei peli). |
| Mitotano | Un farmaco che sopprime l'attività della corteccia surrenale. | Principalmente usato per il trattamento del carcinoma corticosurrenale e per la sindrome di Cushing. | Problemi gastrointestinali, stanchezza, danni epatici. |
| Pasireotide | Un analogo della somatostatina che inibisce il rilascio di ACTH. | Indicato per il trattamento della sindrome di Cushing nei pazienti che non sono candidati per la chirurgia o per i quali la chirurgia non è stata risolutiva. | Diabete mellito, iperglicemia, diarrea. |
| Mifepristone | Un antagonista dei recettori del glucocorticoide. | Usato per controllare l'iperglicemia secondaria alla sindrome di Cushing endogena. | Fatica, nausea, vomito, ipokaliemia. |
| Cabergolina | Un agonista del recettore della dopamina. | Può essere usato per ridurre i livelli di ACTH nei pazienti con adenomi ipofisari che causano la sindrome di Cushing. | Mal di testa, vertigini, nausea. |
| Etomidato | Un agente anestetico che inibisce la sintesi del cortisolo a basse dosi. | Utilizzato in emergenza per abbassare rapidamente i livelli di cortisolo. | Sedazione, nausea, vomito. |
Considerazioni importanti in merito all'utilizzo di farmaci per abbassare il cortisolo:
- Monitoraggio: Il trattamento con questi farmaci richiede un attento monitoraggio medico, inclusi esami del sangue regolari per controllare i livelli di cortisolo e altri parametri.
- Effetti collaterali: Ogni farmaco ha il proprio profilo di effetti collaterali, che possono variare in gravità e frequenza.
- Personalizzazione del trattamento: Il trattamento deve essere personalizzato in base alle specifiche esigenze del paziente, alla gravità della condizione e alla presenza di eventuali comorbilità.
- Necessità di una diagnosi accurata: Prima di iniziare il trattamento, è essenziale una diagnosi accurata per determinare la causa dell'ipercortisolismo.
- Interazione con altri farmaci: Informare il medico di tutti i farmaci e integratori in uso per evitare potenziali interazioni.
In sintesi, esistono vari farmaci che possono aiutare a ridurre i livelli di cortisolo, ma la loro somministrazione deve essere gestita da un medico per garantire la sicurezza e l'efficacia del trattamento.
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