Le persone affette da demenza spesso non si nutrono in maniera adeguata, e questo può portare a perdita di peso e rischio di malnutrizione. A causa dei problemi derivati dalle malattie neurodegenerative, anche un’azione naturale come mangiare può diventare estremamente complessa, perché non più automatica.
Problemi nell'Alimentazione nei Pazienti con Demenza
Mangiare è una di quelle attività che l’Alzheimer può rendere “complicate”. Spesso, chi ne è affetto perde peso molto in fretta e questo accade di solito perché si dimenticano di mangiare o si convincono di averlo già fatto. Le persone malate di Alzheimer spesso non si nutrono in maniera adeguata, se vengono lasciate indipendenti nella gestione di questa attività, soprattutto nelle fasi intermedia e avanzata della malattia.
Il semplice gesto di alimentarsi potrebbe essere molto difficile da attuare per una persona affetta da demenza, soprattutto negli stadi avanzati della patologia. Spesso, questi pazienti, se lasciati da soli, non ricordano di dover mangiare, oppure affermano di aver mangiato anche se in realtà non l’hanno fatto e viceversa, inoltre, hanno anche difficoltà a cucinare i pasti.
A causa dei deficit percettivi e di coordinazione occhio-mano non riescono a portare correttamente il cibo alla bocca e, infine, la demenza avanzata può portare anche a difficoltà di deglutizione e masticazione, quindi disfagia. Altra problematica è che gli alimenti ingeriti potrebbero causare gravi disturbi ad una persona affetta da demenza, poiché è molto alto il rischio che il cibo venga condotto nelle vie respiratorie e non nell’esofago, con conseguente difficoltà respiratoria e complicanze polmonari.
Di solito, le persone che soffrono di demenza hanno scarso appetito, questo può accadere perché non vengono riconosciuti i cibi che ci si trova nel piatto, altre volte la causa possono essere i denti o le protesi dentarie non adatte, ma allo stesso un’incapacità a riconoscerlo e dirlo. Altre volte sono i farmaci o la modifica dei dosaggi che influiscono sull’appetito. O ancora può trattarsi di scarso movimento fisico: finché una persona è in grado di camminare, è fondamentale che faccia delle brevi passeggiate ed è sempre bene mantenere un po’ di mobilità, facendo fare esercizi.
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Consigli per l'Alimentazione
Il cibo è il carburante del nostro corpo (e anche del nostro cervello) e una corretta alimentazione aiuta a mantenere il nostro corpo forte e sano. Come abbiamo già detto altre volte in passato è dunque importante curare la dieta dei nostri cari malati, che deve essere varia.
La scienza suggerisce anche di seguire una dieta mediterranea, quindi ricca di verdura, frutta, cereali integrali, latticini a basso contenuto di grasso e alimenti proteici magri. Da eliminare o ridurre gli alimenti ad alto contenuto di grassi saturi e colesterolo. Alcuni grassi sono essenziali per la salute, ma non tutti i grassi sono uguali. Riducete i grassi dannosi per la salute del cuore, come il burro, lo strutto e le carni grasse. Un discorso simile vale anche per gli zuccheri raffinati che vanno ridotti il più possibile. Questi sono contenuti negli alimenti trasformati e hanno la caratteristica di contenere calorie, ma non vitamine, minerali e fibre.
La voglia di dolce si può saziare con la frutta o con prodotti da forno dolcificati con succhi di frutta. I problemi di alimentazione si possono aggiustare o tenere sotto controllo con alcuni integratori, ma non possiamo prendere nessuna iniziativa. Solo un medico nutrizionista o specialista può suggerire quelli giusti da assumere.
Infine anche l’idratazione può diventare un problema ed è quindi importante tenere controllato anche quando e quanto il nostro caro beve, incoraggiandolo, soprattutto nel periodo estivo.
Come Creare un Ambiente Tranquillo Durante i Pasti
Oltre al cibo, dobbiamo curare anche il momento del pasto, che deve essere innanzitutto tranquillo. Ecco alcuni consigli che possono aiutare:
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- limitare le distrazioni;
- servire i pasti in un ambiente tranquillo, lontano dalla televisione e da altre distrazioni;
- mantenere una tavola semplice, evitando piatti, tovaglie e tovagliette a fantasia che potrebbero confondere la persona.
Dobbiamo poi controllare la temperatura del cibo. Le persone affette da Alzheimer possono cambiare umore improvvisamente e noi spesso non ne capiamo il motivo: anche a tavola si può aiutare la persona malata a vivere serenamente questo momento evitando, per esempio, di far scegliere tra diverse alternative. La difficoltà a esprimersi o l’incapacità a riconoscere un cibo o a ricordarne il sapore, mettono in difficoltà il malato, stressandolo.
In generale, poi, vale sempre la regola della flessibilità.
Operazioni per alimentare un paziente con demenza
Per tutti questi motivi c’è bisogno di aiutare il paziente ad alimentarsi. Il paziente affetto da demenza ha bisogno di un’alimentazione specifica, con il cibo ridotto in piccoli pezzi o, soprattutto negli stadi avanzati della patologia, in forma liquida o semi-liquida, che siano facili da deglutire e che abbiano comunque un sapore forte per invogliarlo a mangiare.
L’OSS ha il compito di assicurarsi, prima di tutti i pasti, che le indicazioni dietetiche siano rispettate controllando il contenuto del vassoio. Eventualmente, farà anche attenzione a far rispettare il digiuno al paziente prima di un esame diagnostico.
Il paziente non deve mai essere costretto a mangiare più di quanto desidera e, in generale, non bisogna forzarlo ad aprire la bocca ma, al massimo, invogliarlo toccandogli delicatamente le labbra con il cucchiaio per stimolarlo a collaborare, ma sempre senza insistere troppo.
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Se possibile, è importante che la persona possa scegliere cosa mangiare. L’operatore predisporrà tutto l’occorrente per il pasto e per l’igienizzazione delle mani, aiuterà il paziente a igienizzare le sue mani e poi provvederà all’igienizzazione delle proprie, indosserà i guanti, il grembiule e la cuffia.
La prima cosa da verificare è che il paziente assuma una posizione corretta durante il pasto al tavolo, deve essere seduto con il tronco dritto, le ginocchia flesse e i piedi che toccano il pavimento. Nel caso di paziente allettato bisogna posizionarlo con il tronco eretto o semi-eretto sollevando lo schienale del letto o servendosi di cuscini e poi avvicinare il tavolino.
Il mento deve essere sempre parallelo al tavolo, poiché provando ad alzare il mento, il paziente potrebbe aspirare il cibo e deviarlo verso le vie respiratorie. Se il paziente è ancora in grado di mangiare quasi da solo, l’aiuto nell’alimentazione può consistere nel collaborare con il paziente a guidare la mano nel piatto per raccogliere il cibo e poi portarlo alla bocca.
In caso contrario, l’OSS si occuperà di aprire i contenitori, i vassoi e le posate, taglierà il cibo in piccoli pezzi e sbuccerà e taglierà la frutta.
Alimenti Consigliati e da Evitare
Alimenti ricchi di vitamina B12
Le migliori fonti di vitamina B12 sono di origine animale. In particolar modo la troviamo nel fegato ovino e bovino. Anche il pesce presenta una buona quantità di questa vitamina, in particolar modo il pesce azzurro (nel tonno e nelle aringhe).
Per chi invece segue diete vegane o vegetariane, i cereali arricchiti di nutritivi contengono altresì la suddetta vitamina. Anche alcune alghe possono essere consumate come ad esempio la Spirulina, l’alga Nori e la Chlorella in quanto ne è abbastanza ricca.
Alimenti ricchi di vitamina C
La vitamina C è una sostanza fondamentale per combattere i radicali liberi. Per evitare che questi riescano a far invecchiare precocemente il cervello e che l’infiammazione nel corpo porti a sviluppare patologie neurodegenerative, non resta che consumare cibi ricchi di vitamine (come la E e la C) e sali minerali come magnesio e selenio.
Alimenti da evitare
Secondo alcune recenti ricerche è stato appurato che consumare grassi saturi e trans aumenta il rischio di sviluppare la demenza senile. È necessario dunque eludere dalla propria dieta:
- biscotti
- dolci (limitare l’uso dello zucchero in generale)
- burro o margarina (meno di 1 cucchiaino al giorno)
- formaggio (meno di 1 volta alla settimana)
- carne rossa (meno di 3 volte a settimana)
- cibo fritto (meno di 1 volta a settimana)
Studio sugli Omega 3
La buona notizia viene da uno studio effettuato da ricercatori della Columbia University, a New York, e pubblicato su Neurology. Nello studio sono stati inclusi 1.219 newyorchesi con più di 65 anni di età, senza turbe cognitive. Gli si è chiesto di compilare un questionario molto dettagliato sulle loro abitudini alimentari. Che cosa è stato fatto? E’ stato cercato un legame con la proteina circolante, per dieci componenti nutritivi: acidi grassi saturi, acidi grassi polinsaturi omega 3 e omega 6, acidi grassi monoinsaturi, vitamina E, vitamina C, vitamina D, vitamina B12, folati, betacarotene.
I ricercatori hanno trovato che più un individuo consuma omega 3, più sono bassi i tassi di proteina beta-amiloide nel sangue. Lo studio ha anche tratteggiato una specie di menu: gli omega 3 consumati provenivano per lo più da pasti a base d’insalata, pesce, frutta, carne di pollo, margarina.
Invece gli altri alimenti sottoposti al test non sembrano avere alcuna influenza sul tasso di proteina beta-amiloide circolante nel sangue.
La Dieta MIND
Intanto un altro studio pubblicato oggi sulla rivista Neurology mostra l’azione preventiva anti-demenza di un’altra dieta che è un mix tra la tradizione mediterranea e la dieta contro l’ipertensione: la dieta Mind include verdure a foglia verde come spinaci, cavoli insieme ad altre verdure.
Altre Strategie Utili
Secondo alcuni studi incentrati nel rallentare e prevenire la demenza senile, un ruolo di notevole rilevanza è ricoperto soprattutto dall’attività fisica. La regione del cervello che beneficia di una attività fisica costante è l’ippocampo, porzione che svolge una funzione fondamentale nella memoria a lungo termine. La demenza senile dunque, colpisce proprio questa zona portando deficit di attenzione, concentrazione e disorientamento.
Mantenere un cervello attivo, incrementa la capacità di apprendimento. Ballare, fare yoga, o attività fisica dolce, ma anche piccole attività ricreative (dipingere, fare giardinaggio, guardare delle fotografie, truccarsi) possono rappresentare un’ottima soluzione per mantenere attiva la mente, perché le capacità mentali vengono ugualmente stimolate.
Tuttavia è bene sottolineare un piccolo aspetto: l’attività fisica, come anche una alimentazione sana ed equilibrata, non impedisce la demenza senile, ma di sicuro ne ritarda i sintomi. In caso contrario, un mancato stimolo o un’assenza di qualche attività portano l’individuo a condurre una vita priva di interessi e il deterioramento delle capacità cognitive tenderà ad aumentare anziché rallentare.
Tabella Riepilogativa Alimenti Consigliati e Da Evitare
| Categoria | Alimenti Consigliati | Alimenti Da Evitare |
|---|---|---|
| Vitamine | Pesce azzurro, fegato, cereali arricchiti (B12), frutta e verdura (C) | |
| Grassi | Omega 3 (pesce, insalata, frutta secca) | Grassi saturi e trans (burro, strutto, carni grasse) |
| Carboidrati | Cereali integrali, frutta | Zuccheri raffinati (dolci, biscotti) |
| Varie | Attività fisica, stimolazione cognitiva | Cibo fritto, formaggi grassi, carne rossa in eccesso |
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