Linee Guida per l'Alimentazione dei Pazienti Nefropatici

La malattia renale cronica (MRC) colpisce una percentuale significativa della popolazione adulta italiana, con numeri in costante crescita. In questo scenario, è indispensabile promuovere una cultura dell'alimentazione attenta e bilanciata, considerando anche la sinergia tra dieta e farmaci in nefrologia.

La terapia nutrizionale è un elemento centrale che si integra perfettamente con quella farmacologica nella gestione del paziente con Malattia Renale Cronica. Le diete renali sono terapie efficaci per ritardare l’inizio della dialisi, per ridurre segni e sintomi del’insufficienza renale e per mantenere lo stato di nutrizione.

Principi Generali dell'Alimentazione per Nefropatici

La dieta mediterranea, ricca di frutta, verdura, legumi, cereali e olio d'oliva, moderata nel consumo di proteine animali e alcool, gioca un ruolo protettivo della funzione renale, sia in ottica preventiva sia come supporto ai pazienti nefropatici.

Con l'avvicinarsi delle festività natalizie, è importante che soprattutto i pazienti con insufficienza renale siano ben informati su come gestire la propria dieta, evitando un sovraccarico di alimenti potenzialmente dannosi.

In dialisi, le basi della dieta mediterranea continuano a essere valide, con qualche accorgimento sulle quantità e sui metodi di cottura.

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Scelte Alimentari Bilanciate

  • Non eccedere con il consumo di alimenti che sono fonti di proteine animali come carne, pesce uova, formaggi.
  • Modera l'assunzione di alimenti ad alto contenuto di sodio, fosforo e potassio per evitare sovraccarichi che potrebbero danneggiare ulteriormente i reni.
  • Il sale, per esempio, contribuisce alla ritenzione di liquidi e all'aumento della pressione arteriosa, aggravando la condizione renale.
  • Per insaporire utilizza le spezie e le erbe aromatiche e prediligi tagli di carne magra, evitando i prodotti processati e confezionati, spesso ricchi di sodio e potassio nascosti.

Gestione degli Eccessi

Durante le festività, è facile esagerare con le porzioni. Per i pazienti con malattia renale cronica, il controllo delle porzioni è cruciale per evitare sovraccarichi che possono peggiorare la funzionalità renale.

Idratazione Consapevole

L'idratazione è un altro aspetto fondamentale per i pazienti con insufficienza renale. Tuttavia, non tutte le bevande sono adatte: gli alcolici e le bevande ad alto contenuto di fosforo (come le cola) possono essere dannose. È meglio preferire acqua o infusi leggeri, sempre seguendo le indicazioni del medico per il bilanciamento dei liquidi. Un'adeguata idratazione aiuta a prevenire la formazione di calcoli renali.

Educazione Alimentare per la Famiglia

Il supporto dei familiari è essenziale per aiutare il paziente a seguire una dieta adatta. Coinvolgere i caregiver nella preparazione di piatti amici dei reni non solo garantisce un ambiente più sicuro per il paziente, ma può migliorare le abitudini alimentari di tutta la famiglia.

Attività Fisica Regolare

Anche durante le feste, mantenere un'attività fisica leggera aiuta a migliorare la circolazione e a ridurre il carico sui reni.

Diete Ipoproteiche: Un Approccio Terapeutico

Fin dal XIX secolo era stato intuito che la sindrome uremica fosse causata dalla ritenzione di molecole e tossine derivanti dal catabolismo delle proteine dietetiche. Fu però solo dal 1964, con lo studio di Giovannetti e Maggiore, che la dieta ipoproteica ha assunto il ruolo di terapia dell’uremia cronica.

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Ancora oggi la terapia nutrizionale, sebbene con sfumature diverse, ha un ruolo centrale e in alcuni casi insostituibile nel trattamento conservativo della malattia renale cronica. Nelle fasi precoci di malattia può contribuire a rallentare la progressione della malattia, mentre nelle fasi più avanzate può prevenire e/o correggere segni e sintomi uremici e ritardare l’inizio della dialisi.

Nel 2020 sono state pubblicate le nuove Linee Guida per la nutrizione nella malattia renale cronica. Per i pazienti non diabetici clinicamente stabili con malattia renale cronica in stadio 3-5 non dialisi, si raccomanda un apporto proteico di 0,55-0,60 g/kg/d o una dieta fortemente ipoproteica 0,28-0,43 g/kg/d integrata con aminoacidi essenziali e cheto analoghi.

Tipi di Diete Ipoproteiche

  • Dieta Ipoproteica standard: apporta 0,6 g/kg/die di proteine, di cui almeno il 60% ad alto valore biologico, come pesce e carne. Il fabbisogno energetico è garantito dai carboidrati (55-60% dell'apporto energetico totale) e lipidi (30-35% dell'apporto energetico totale). Limitando gli alimenti ricchi di proteine e fosforo (come latticini e alimenti trasformati o con conservanti), la dieta è anche ipofosforica (600-700 mg/giorno) e iposodica (5-6 grammi di sale da cucina).
  • Dieta ipoproteica vegan con proteine complementari: fornisce 0,7 g/kg di peso corporeo di proteine. È un'opzione quando non sono disponibili o accettati i prodotti aproteici. Per coprire il fabbisogno di aminoacidi essenziali si utilizzano combinazioni di cereali e legumi.
  • Dieta a bassissimo contenuto proteico: apporta 0.3-0.4 g/kg/die di proteine, esclusivamente vegetali e non selezionate, e per questo viene obbligatoriamente supplementata con aminoacidi essenziali e chetoacidi.

Meccanismi d'Azione delle Diete Ipoproteiche

Le LPD funzionano perché riducono la produzione di prodotti di scarto derivati dalle proteine (animali in particolare) ed eliminati per via renale, con conseguente minore ritenzione di tossine uremiche, di fosforo, di sale e di acidi fissi.

Rispetto alle proteine animali, e a parità di quantità, le proteine vegetali hanno effetti favorevoli sull'emodinamica glomerulare e sulla proteinuria, generano un minore carico acido e apportano un fosfato meno biodisponibile; inoltre l’elevato apporto di carboidrati complessi e fibre contribuisce a stabilire un favorevole equilibrio del microbiota intestinale, favorendo specie batteriche benefiche con predominanza del metabolismo saccarolitico.

Benefici delle Diete Ipoproteiche

Il ritardo nell'inizio della terapia sostitutiva renale è un obiettivo primario delle LPD, che si può ottenere attraverso due modi.

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  • Attraverso la riduzione dell'iperfiltrazione del singolo nefrone, della proteinuria e del carico acido, si può rallentare il declino della funzione renale residua.
  • Diete ricche di alimenti vegetali, forniscono un maggiore apporto di fibre, componenti bioattivi, vitamine, antiossidanti e una maggior carico di alcali. Ciò può avere implicazioni favorevoli nel controllo della pressione sanguigna e nella gestione dei disturbi metabolici come l’iperfosfatemia, l’iperpotassemia, l’acidosi metabolica e la dislipidemia.

Controindicazioni

Come per le terapie farmacologiche, anche per le diete ipoproteiche esistono controindicazioni assolute o relative:

  • Malattie acute gravi o condizioni di stress.
  • Disturbi del comportamento alimentare o una malnutrizione conclamata.
  • Maggior parte delle cosiddette barriere (economiche, culturali, mancanza di supporto familiare o sociale).
  • Disturbi psichiatrici.
  • Diabete scarsamente controllato.
  • Trattamento cronico con steroidi.
  • Malattie gastrointestinali croniche, inclusi disturbi della masticazione.
  • Breve aspettativa di vita.

Monitoraggio e Gestione degli Effetti Collaterali

La perdita di peso indesiderata è una delle preoccupazioni più importanti nei pazienti in trattamento con dieta ipoproteica. La riduzione del peso corporeo, quando non attribuita a disidratazione, è espressione di un apporto energetico inadeguato che è invariabilmente associato ad un aumento del fabbisogno di azoto; questo impedisce il mantenimento del bilancio azotato neutro o positivo che dovrebbe caratterizzare una dieta ipoproteica ben condotta.

Il punto centrale per ottenere gli effetti attesi e nello stesso tempo la sicurezza nutrizionale di una dieta ipoproteica è porre attenzione alle abitudini alimentari, impiegare un approccio graduale con stretto follow-up e personalizzare i piani dietetici.

Riassunto dei diversi tipi di dieta ipoproteica

Tipo di Dieta Apporto Proteico Caratteristiche
Dieta Ipoproteica Standard 0,6 g/kg/die Almeno il 60% di proteine ad alto valore biologico (pesce, carne), ipofosforica, iposodica, ricca di fibre e alcali.
Dieta Ipoproteica Vegana 0,7 g/kg di peso corporeo Proteine complementari da cereali e legumi, integrazione di aminoacidi essenziali e/o chetoacidi se necessario.
Dieta a Bassissimo Contenuto Proteico 0,3-0,4 g/kg/die Esclusivamente vegetale, supplementata con aminoacidi essenziali e chetoacidi, richiede alta motivazione e aderenza.

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