Alimentazione per Ipotiroidismo: Guida Completa

Ti è stato diagnosticato un ipotiroidismo e vuoi prenderti cura della tua alimentazione? Ti piacerebbe capire quale rapporto esiste tra alimentazione e tiroide per aiutarla a lavorare bene? Ecco un articolo con tutte le informazioni che stai cercando sulla dieta per la tiroide.

La tiroide è una piccola ghiandola a forma di farfalla situata nella parte anteriore del collo, tra la laringe e la trachea, che svolge un ruolo fondamentale per il nostro organismo. Produce gli ormoni tiroidei, necessari per la regolazione del metabolismo, della temperatura corporea e della forza muscolare.

La tiroide è coinvolta in numerosi processi fisiologici e nel metabolismo, cioè nella trasformazione del cibo che mangiamo in energie. Per questo motivo, per funzionare bene, è fondamentale seguire un’alimentazione adeguata.

Ipotiroidismo e Ipertiroidismo: Sintomi e Differenze

In presenza di sintomi che possano essere ricondotti a patologie tiroidee, è importante rivolgersi subito al proprio medico per verificare la funzionalità tiroidea.

  • In caso di ipertiroidismo (eccessiva produzione di ormoni tiroidei): sensibile dimagrimento, intolleranza al caldo, cardiopalmo, tremori, irritabilità.
  • In caso di ipotiroidismo (produzione insufficiente di ormoni tiroidei): aumento di peso, causato da rallentamento dei processi metabolici, ritenzione idrica, stanchezza, intolleranza al freddo, umore sottotono, fatica a concentrarsi e rallentamento psicomotorio.

L'Importanza dello Iodio

Una delle prime indicazioni alimentari in caso di ipotiroidismo è di cominciare ad introdurre alimenti che maggiormente contengono iodio. Nel caso di ipertiroidismo è importante moderarne il consumo. Lo iodio ha un ruolo fondamentale nel funzionamento della tiroide in quanto è un minerale essenziale per la produzione degli ormoni tiroidei in ogni fase della vita dell’individuo.

Leggi anche: Cosa Mangiare con le Emorroidi

La carenza di iodio è un fattore noto che causa il gozzo della tiroide. Per prevenire la carenza di iodio responsabile del rallentamento della tiroide è consigliato consumare sale iodato. Tuttavia, l’eccesso di iodio è tossico per le cellule tiroidee perché provoca l’infiammazione e può portare, ad esempio, allo sviluppo della tiroide di Hashimoto.

Per ridurre il consumo di iodio nei soggetti affetti da ipertiroidismo occorre utilizzare il sale non marino o senza iodio come quello dell’Himalaya e occorre moderare il consumo di cavolfiori, rape, soia in quanto potrebbero interferire con il funzionamento della tiroide e modificare l’effetto della terapia farmacologica se assunti frequentemente e/o in alta dose.

Nei soggetti affetti da ipotiroidismo, invece, è raccomandabile introdurre alimenti che maggiormente contengono iodio. Quindi introduci nella tua alimentazione il pesce azzurro, come sgombro, baccalà, merluzzo, sardine e non dimenticare anche le uova. Mirtilli rossi e frutta secca sono ricchi di iodio e possono essere consumati con regolarità anche se bisogna sempre stare attenti a non esagerare.

Alimentazione Antinfiammatoria e Integrazione

In genere, nei soggetti affetti da patologie alla tiroide è consigliabile seguire un’alimentazione antinfiammatoria, con il giusto apporto di vitamine e sali minerali utili alla salute ed evitare alimenti che, combinati ad altri fattori, possano scatenare l’infiammazione dannosa per la tiroide.

Evita cibi particolarmente ricchi di grassi idrogenati e cibi ultra-processati e industriali, limitando il consumo di zuccheri in quanto questi hanno un effetto pro-infiammatorio.

Leggi anche: Gastrite: Cosa Non Mangiare

Presta particolare attenzione all’integrazione in quanto sono fondamentali anche nutrienti come la vitamina D, antiossidanti, magnesio e zinco che permettono di ridurre l’infiammazione della tiroide. Quindi, introduci nella tua alimentazione frutta, verdura e grassi buoni come frutta secca, olio extravergine di oliva, noto per i suoi benefici per la salute correlati alla riduzione del rischio di cancro, malattie coronariche, ipertensione e malattie neurodegenerative e pesce azzurro.

Ferro, acido folico e vitamina B12, poi, sono particolarmente indicati nel caso in cui tu sia affetto da tiroide di Hashimoto a causa della frequente anemia e malattie cardiovascolari riscontrata in questi soggetti. Il ferro e l’acido folico favoriscono la replicazione cellulare, in particolare dei globuli rossi; mentre la vitamina B12 contribuisce alla riduzione della stanchezza e dall’affaticamento, nonchè alla normale formazione dei globuli rossi.

Zinco, selenio e magnesio sono micronutrienti fondamentali accanto allo iodio per i soggetti affetti da disturbi alla tiroide. In particolare, il selenio potrebbe essere utile per prevenire delle disfunzioni tiroidee.

Stile di Vita e Tiroide

Introdurre attività fisica personalizzata in base alla tua particolare condizione sarà di giovamento per la tua tiroide e ti aiuterà a mantenerti in forma e in salute. Così come ridurre il consumo di alcol e sigarette è una corretta abitudine di vita da introdurre in quanto, ad esempio, è noto in letteratura che il consumo di sigarette ha un effetto negativo sulle complicazioni oculari dell’ipertiroidismo autoimmune o malattia di Graves- Basedow.

Alimenti da Moderare o Evitare

Esistono alcuni alimenti e integratori che possono avere un impatto negativo sui sintomi dell'ipotiroidismo, ed eventualmente peggiorarli:

Leggi anche: Consigli Alimentari per l'Helicobacter

  • Soia: interferisce con l'assorbimento della tiroxina, quindi è meglio evitarla se si sta assumendo la tiroxina prescritta.
  • Verdure crocifere: ad alcune persone affette da ipotiroidismo viene detto di evitare alimenti come cavolfiori, cavoli, broccoli, cavoli e cavoletti di Bruxelles. È stato dimostrato che queste verdure, in determinate situazioni, interferiscono con il modo in cui la tiroide utilizza lo iodio.

Integrazione: Cosa Considerare

Basso valore di ft4: siamo di fronte ad una ridotta produzione tiroidea da parte di una ghiandola apparentemente sana. In questo caso è utile integrare con iodio (necessario per la produzione degli ormoni tiroidei), selenio (costituente fondamentale delle desiodasi, enzimi che trasformano il t4 in t3), zinco, vitamine del gruppo B (B2 e B6), aminoacidi come la tirosina.

Normali valori di ft4 ma bassi valori di ft3: siamo di fronte ad una sufficiente funzione della tiroide, il problema è la ridotta conversione del t4 in t3 (ormone attivo). Integrando selenio è possibile indurre un aumento della trasformazione della t4 in t3 mentre, prescrivendo levo-tiroxina (Eutirox ad esempio), si provoca un aumento della sola t4 e si abbassa lo stimolo del TSH sulla tiroide che, in questo caso, è contro producente derivandone una ridotta funzione.

La vitamina D, conosciuta soprattutto per i suoi effetti sul metabolismo del calcio, ha spiccate capacità di difesa dai processi autoimmuni.

Tiroidite in fase iniziale con la tiroide ancora integra o solo parzialmente compromessa: occorre assolutamente privilegiare una dieta antinfiammatoria eliminando il glutine e i latticini ed integrare vitamina D3.

Conclusioni

Come vedi, imparare a mangiare correttamente nei casi di disfunzioni alla tiroide è davvero una strategia terapeutica imprescindibile non solo per gestire correttamente la tua patologia tiroidea ma anche per prevenire alterazioni tiroidee nel tempo.

Se sei affetto da ipotiroidismo o ipertiroidismo o altre disfunzioni tiroidee come tiroide di Hashimoto o malattia di Gravese- Basedow e desideri introdurre le giuste abitudini alimentari e di vita, contatta un professionista per una consulenza nutrizionale.

tags: #alimentazione #per #ipotiroidismo

Scroll to Top