La norma UNI EN 12845 specifica i requisiti e fornisce le raccomandazioni per la progettazione, l'installazione e la manutenzione di impianti fissi antincendio sprinkler in edifici e in insediamenti industriali, ed i requisiti particolari per i sistemi sprinkler.
Essa tratta la classificazione dei pericoli, le alimentazioni idriche, i componenti da utilizzare, l'installazione, le prove ed il collaudo del sistema, la manutenzione e l'ampliamento dei sistemi esistenti, ed individua, per gli edifici, le indicazioni costruttive necessarie per garantire una prestazione soddisfacente dei sistemi sprinkler.
In questo articolo ci si concentrerà sulle indicazioni relative alle alimentazioni idriche, contenute a partire dal Capitolo 9.
Alimentazioni idriche antincendio composte da una riserva idrica e da pompe di pressurizzazione
La norma si occupa in più punti di questa tipologia di alimentazione.
Capitolo 9: Indicazioni sui serbatoi
Rimanendo nel cap. Protezione dal gelo - chiedendo che, nelle zone soggette al gelo, in caso di serbatoio non protetto.
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Anche il rapporto tecnico UNI/TR 11438 del novembre 2016 - INSTALLAZIONI FISSE ANTINCENDIO - GRUPPI DI POMPAGGIO - ISTRUZIONI COMPLEMENTARI PER L’APPLICAZIONE DELLA UNI EN 12845 (SPRINKLER) - si occupa delle alimentazioni idriche formate da riserva idrica con pompe di pressurizzazione. Quindi, per completezza, citiamo anche quanto di interesse per l’argomento che stiamo trattando e che si trova riportato in questo documento.
Il cap. 4 del TR 11438 al punto 4.2.2, ribadisce un’indicazione già presente nel punto 9.3.5 della UNI EN 12845, tale indicazione riguarda l’utilizzo dei filtri sulle condotte di aspirazione delle pompe; essi sono obbligatori tutte le volte che si è in presenza di serbatoi o vasche aperti, anche in caso di disposizione idraulica soprabattente, a monte della valvola di fondo si deve prevedere un filtro: I filtri devono essere sottoposti ad ispezione e pulizia periodica (20.3.4.5 della UNI EN 12845).
Al punto 4.2.3, il TR 11438, fornisce delle importanti indicazioni sul concetto di riserva idrica unica. Dicendo che il frazionamento della riserva idrica in più parti connesse tra loro, sarebbe da evitare, per non creare disservizi all’intero sistema di alimentazione.
Quando si decide di frazionare la riserva, si devono garantire comunque la continuità e l’affidabilità dell’alimentazione idrica.
Questo significa, che la portata di progetto deve poter defluire dei serbatoi anche quando questi hanno raggiunto il livello minimo previsto, e deve poter fare per tutta la durata prevista per l’alimentazione (autonomia).
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Capitolo 10: Sulle pompe
Nel cap. 10 - POMPE - la UNI EN 12845 si occupa dettagliatamente delle tipologie delle macchine utilizzabili ai fini antincendio e di tutti i componenti ad esse correlati.
Anche il TR 11438 prende in esame il tema in modo molto approfondito, in particolare nel cap. 6 e nel cap. 8.2.1 - Dove si dice che la pressione dell’acqua non deve essere maggiore di 12 bar. Questo valore non deve essere superato nemmeno a valvola di mandata chiusa.
Il TR 11438 6.1.2 - indica chiaramente che le tubazioni e/o i giunti flessibili da utilizzare per il collegamento delle pompe antincendio sono solo quelli che rispondono ai requisiti indicati al punto 17.1.4 della 12845. Di conseguenza i giunti in gomma non possono essere utilizzati né sulle linee, né in centrale.
Sono tollerate (quindi non sono vietate in alcun modo), le pompe sommerse (vedi anche TR 11438 8.4).
La norma di impianto UNI EN 12845, che sostituisce le UNI 9490 e la UNI 9489, tratta la progettazione, l’installazione e la manutenzione di impianti fissi di estinzione incendi a sistema “sprinkler”. La scelta della classe di pericolo e della alimentazione idrica è di competenza del progettista dell’impianto di estinzione incendi(UNI EN 12845 6 all.
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Le reti di alimentazione idrica devono fornire automaticamente la pressione e la portata richiesta dall’impianto e ne devono garantire la continuità e l’affidabilità.
In un sistema di pompaggio antincendio UNI EN 12845, nei casi di “Alimentazioni idriche superiori o doppie” non più di una pompa di alimentazione deve essere azionata da motore elettrico (punto 10.2).
Le caratteristiche di prestazione dell’impianto per la scelta delle pompe devono essere in accordo come quanto descritto nel paragrafo 10.7 della norma UNI EN 12845.
Il prospetto 16 della norma stabilisce le caratteristiche minime di pressione e portata, in base a sistemi precalcolati per classi di pericolo LH e OH, con acqua prelevata da serbatoi di accumulo.
Per i sistemi precalcolati nelle classi di pericolo HHPe HHS, si definiscono le caratteristiche della pompa in base al paragrafo 7.3.2 della norma UNI EN 12845. In questi casi, la pompa deve essere in grado di fornire il 140% di portata ad una pressione non inferiore al 70% della pressione alla portata di progetto della pompa.
La pompa di alimentazione del gruppo di pompaggio antincendio UNI EN 12845, in caso di intervento, viene avviata dall’azionamento di due pressostati tramite il quadro elettrico di comando (ogni pompa è dotata di proprio quadro elettrico), e deve funzionare continuamente fino all’arresto che può avvenire solo manualmente (UNI EN 12845 10.7.5.2).
L’entrata in funzione della pompa di alimentazione provoca, simultaneamente, l’attivazione di un segnale acustico tramite centralino remoto allarmi installato su locale presidiato.
La pompa jockey (jockey pump), di piccola portata, interviene in caso di piccole perdite dell’impianto, (per non provocare inutili interventi della pompa di alimentazione) e viene avviata, in modo automatico, dal proprio quadro elettrico di comando e relativo pressostato tarato ad un valore di pressione leggermente superiore al valore del pressostato della pompa di alimentazione.
L’acqua convogliata deve esser priva di sostanze fibrose o altri materiali in sospensione, di vegetazione, i quali possono provocare depositi all’interno delle tubazioni (UNI EN 12845 punto 8.1.2).
Gruppi di Pompaggio Antincendio
I gruppi di pompaggio antincendio sono una componente fondamentale per un impianto antincendio efficace e sicuro. Si tratta di dispositivi progettati per pompare grandi quantità di acqua o schiuma ad alta pressione attraverso idranti e testine di erogazione, allo scopo di estinguere l’incendio il più velocemente possibile.
Come si compone un gruppo di pompaggio antincendio
I gruppi di pompaggio antincendio sono composti da una o più pompe di servizio, alimentate da motori elettrici o endotermici a diesel, e da una pompa di compensazione (detta anche “pilota” o “jockey”).
La pompa di compensazione
La normativa UNI EN 12845 non richiede espressamente l’installazione di una pompa per il mantenimento costante della pressione, tuttavia è prevista in quasi tutti gli impianti per mantenerne costante la pressione attraverso la compensazione di eventuali piccole perdite strutturali, evitando così l’inopportuno avviamento delle pompe principali. Lo spegnimento è automatico al ripristino della pressione.
La pompa di servizio (o alimentazione)
È l’elemento principale del gruppo, che consente di pressurizzare il fluido ed immetterlo nella rete. Comunemente, si installano fino a 3 pompe principali: la UNI EN 12845 prevede l’installazione di una sola pompa alimentata da motore elettrico, mentre le altre due sono alimentate da motore endotermico diesel.
Nel caso in cui il gruppo antincendio sia composto da 3 pompe principali, due di esse lavorano in parallelo, fornendo ciascuna il 50% della portata complessiva dell’impianto.
Il motore
Garantisce il funzionamento della pompa e può essere elettrico o diesel con raffreddamento ad aria diretta, con scambiatore di calore acqua-acqua o con radiatore.
La normativa UNI EN 12845 prevede che le pompe principali abbiano ciascuna un quadro elettrico di controllo dedicato, con display e scheda elettronica per il controllo e comando della pompa. Il quadro elettrico deve essere in grado di avviare automaticamente il motore in seguito a segnalazione da parte dei pressostati, ma deve anche permetterne l’avviamento e l’arresto manuale.
La riserva idrica
È un serbatoio di accumulo di acqua a cui attinge il gruppo di pompaggio antincendio per il suo funzionamento. Il dimensionamento della riserva idrica per la definizione della capacità utile minima viene stabilito dal progettista in base all’area di rischio incendio.
Il volume minimo di acqua deve garantire il funzionamento continuativo dell’impianto per la durata minima prevista per ogni diverso livello di classificazione di rischio dell’edificio.
Tipologie dei gruppi di pompaggio antincendio
Esistono diversi tipi di gruppi di pompaggio antincendio, a seconda delle specifiche esigenze del progetto. La normativa UNI EN 12845 ne disciplina tipologie ed uso, e dà indicazioni su quali configurazioni preferire.
Installazione ad asse orizzontale in posizione sottobattente
È la configurazione preferibile secondo la norma UNI EN 12845:2020, per la sua semplicità di smontaggio. L’alimentazione sottobattente deve prevedere almeno i 2/3 della capacità effettiva del serbatoio di aspirazione al di sopra del livello dell’asse della pompa.
Inoltre, l’asse della pompa non deve essere più di 2 mt. al di sopra del livello minimo dell’acqua nel serbatoio di accumulo.
Installazione ad asse orizzontale in posizione soprabattente con pompe sommerse
La UNI EN 12845:2020 la sconsiglia: è prevista solo nel caso in cui non sia possibile implementare la sottobattente o le vertical turbine pumps.
La configurazione soprabattente prevede che i 2/3 della riserva idrica NON siano al di sopra dell’asse della pompa. La distanza tra l’asse delle pompe e il punto più basso dell’aspirazione non deve superare i 3,2 mt.
Inoltre, sulle tubazioni di aspirazione è obbligatorio montare le valvole di fondo, e l’adescamento di ogni pompa principale deve essere garantito da un serbatoio da 500 lt., posizionato al di sopra di esse.
Installazione con pompe vertical turbine
Questo tipo di configurazione prevede un gruppo di pressurizzazione con pompe verticali, dove il corpo della pompa è immerso nella riserva idrica interrata mentre il corpo motore è alloggiato all’interno del locale tecnico dedicato: per questo l’installazione con vertical turbine è considerata sottobattente.
Il funzionamento delle pompe non è legato ai serbatoi di adescamento.
Il sistema di funzionamento
Come stabilisce la norma UNI EN 12845, le pompe di alimentazione del gruppo antincendio sono avviate da una coppia di pressostati, attraverso il quadro elettrico di comando pertinente a ciascuna pompa. I quadri elettrici di comando sono dotati di segnalazione di pompa in funzione.
Le pompe devono funzionare costantemente fino all’arresto, che avviene solo con comando manuale. Quando le pompe vengono avviate, può attivarsi simultaneamente un segnalatore sonoro e luminoso a distanza.
Tale segnalatore può indicare la mancanza della tensione, la mancanza d’acqua e la posizione non corretta delle valvole di intercettazione in mandata e in aspirazione.
La pompa di compensazione, che ha una capacità inferiore rispetto alle pompe di alimentazione, entra in funzione in caso di piccole perdite dell’impianto. Viene avviata e fermata automaticamente da un proprio quadro elettrico con un pressostato tarato leggermente più alto rispetto a quello della pompa di alimentazione.
L’arresto avviene quando la pressione dell’impianto viene ripristinata.
È importante ricordare che l’utilizzo dei gruppi di pompaggio antincendio deve essere supportato da una pianificazione preventiva e una formazione adeguata del personale per garantire che gli impianti siano sempre pronti a rispondere in caso di emergenza.
UNI 11292: Caratteristiche dei locali per gruppi di pompaggio antincendio
La UNI 11292 tratta le caratteristiche costruttive e funzionali dei locali destinati ad ospitare gruppi di pompaggio per impianti antincendio.
La norma specifica i requisiti costruttivi e funzionali minimi da soddisfare per realizzare locali tecnici adibiti all’installazione di gruppi di pompaggio per l’alimentazione idrica di impianti antincendio.
Ubicazione dei locali per unità di pompaggio
I locali devono essere fuori terra o interrati e, in ordine di preferenza, di tipo:
- separato;
- in adiacenza;
- entro l’edificio protetto dall’impianto antincendio servito.
I locali fuori terra devono presentare il pavimento alla stessa quota del piano di riferimento o al di sopra di esso fino a 7,5 metri. I locali interrati devono essere posizionati con il pavimento del locale ad una profondità non maggiore di 7,5 m dal piano di riferimento.
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