La Colite Ulcerosa (RCU) è una malattia infiammatoria cronica intestinale (MICI) che colpisce la mucosa dell’intestino crasso, il retto e può estendersi in parte o in tutto il colon. L’infiammazione provoca delle lesioni ulcerose (fessure o erosioni) che sono responsabili dei sintomi intestinali.
In Italia l’incidenza della RCU è di circa 7 nuovi casi ogni 100.000 abitanti l’anno, con un trend in aumento. Pur non conoscendo con esattezza le cause che la determinano, è chiaro che essa derivi dall’interazione tra fattori genetici, ambientali, immunologici e microbiologici.
Sintomi della Colite Ulcerosa
I sintomi variano in base alla severità e alla localizzazione del processo infiammatorio: se l’infiammazione è limitata al retto, il paziente può avvertire un modesto sanguinamento e uno spasmo doloroso dell’ano con sensazione di urgente bisogno di defecare. Mano a mano che l’infiammazione si estende ad altre zone i sintomi tendono a farsi sempre più severi.
Le manifestazioni tipiche includono:
- Scariche diarroiche con presenza di sangue e muco
- Dolori addominali
- Affaticamento
- Perdita di peso
- Sudorazione notturna
- Disidratazione
In alcuni casi i sintomi possono presentarsi in modo così violento da rendere necessario un ricovero in Ospedale al fine di somministrare le terapie (solitamente cortisonici, immunosoppressori/biologici, supporto idro-elettrolitico e nutrizionale ed eventualmente antibiotici) per via endovenosa e tenere il paziente sotto stretta sorveglianza.
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Lo spettro delle manifestazioni è molto ampio: tra i sintomi più frequenti e tipici troviamo la diarrea, spesso notturna e accompagnata dalla presenza dall’emissione di sangue “proctorragia”; il dolore addominale; nei casi più gravi febbre e perdita di peso.
La malattia può esordire a qualsiasi età, ma maggiormente tra i 15 e i 40 anni e tra i 60 e gli 80 anni.
L'esordio della Colite Ulcerosa nella maggior parte dei pazienti è caratterizzato dalla perdita di sangue rosso vivo dall’ano. La presenza di sangue nelle feci deve essere considerato come sintomo di allarme, e dovrebbe indurre qualsiasi potenziale malato a rivolgersi al proprio medico. urgenza evacuativa associata spasmo doloroso a livello anale. La malattia può esordire con sintomi così intensi e gravi da richiedere il ricovero ospedaliero.
I sintomi in genere iniziano gradualmente e si evolvono nell'arco di diverse settimane.
I pazienti possono presentare anche sintomi sistemici come febbre, astenia e calo ponderale.
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Colite Ulcerosa e Perdita di Peso
La colite ulcerosa è una malattia infiammatoria cronica intestinale (MICI) che può causare una perdita o un aumento di peso in chi ne è affetto.
Sovente, chi soffre di colite ulcerosa perde l’appetito e, quando mangia, si sazia molto rapidamente. La causa è attribuibile ai sintomi tipici di questa patologia:
- Astenia
- Diarrea con infiammazione e ulcerazione della parete addominale
- Dolori addominali e anali (ascessi e stenosi infiammatorie)
- Nausea
- Coliche intestinali
- Bruciore
- Malassorbimento dei nutrienti
Alcuni studi sostengono che l'infiammazione nell'intestino provochi l'aumento di un ormone digestivo che trasmette subito il senso di sazietà. Una sorta di stratagemma del corpo per proteggersi dagli alimenti che rischiano di provocare un’infiammazione.
Eppure, è importantissimo mangiare in modo adeguato. Anche durante la riacutizzazione dei sintomi, il corpo ha bisogno di calorie per reagire alla malattia e per non arrivare a uno stato di vera e propria malnutrizione.
Consigli per affrontare la perdita di appetito:
- Mangia piccole porzioni di cibo più volte al giorno, ogni 2-3 ore.
- Scegli cibi nutrienti, senza ricorrere a prodotti raffinati e trasformati a livello industriale.
- Scegli frutta e verdura facilmente digeribile.
- Regola la temperatura del cibo: i pasti troppo caldi o troppo freddi possono causare nausea.
- Bevi molti liquidi, ma lentamente e distribuiti nell’arco della giornata, per evitare il senso di sazietà.
- Se necessario, sotto controllo medico, testa i livelli di vitamine e minerali in modo da integrare in modo opportuno, se necessario.
Colite ulcerosa e aumento di peso
Tra chi soffre di colite ulcerosa c’è chi dimagrisce, ma anche chi ingrassa. Quando si soffre di colite ulcerosa può essere complesso seguire una dieta bilanciata e nutriente: gli alimenti ricchi di fibre, come frutta e verdura, possono causare dolore, nausea o gonfiore addominale.
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Diagnosi
Data la sua potenziale severità e cronicità, la corretta diagnosi di Colite Ulcerosa è essenziale al fine di iniziare tempestivamente le terapie.
Per giungere ad una corretta diagnosi e definire la severità della malattia sono spesso necessari esami biochimici.
- L’emocromo completo permette di valutare la presenza di eventuale anemia e definire la gravità dell’infiammazione mediante la conta dei globuli bianchi.
- L’esame delle feci premette di escludere patologie infettive o la coesistenza di infezioni o sovra infezioni alla malattia in atto.
Le indagini diagnostiche di immagine utilizzate principalmente per la diagnosi ed il monitoraggio della Colite Ulcerosa sono l’Ecografia e l’Ileo-colonscopia o la colonscopia con biopsia.
L’Ileo-colonscopia con biopsie permette la diagnosi accurata della malattia e la definizione della sua gravità, dell’estensione e consente di caratterizzare mediante la biopsia ed il successivo esame istologico anche piccole lesioni della mucosa, inclusi piccoli polipi e tumori in fase iniziale, non rilevabili con altre metodiche.
Trattamento
Al momento una cura definitiva per la colite ulcerosa, che permetta di guarire, non esiste. Diversi sono invece i trattamenti medici a disposizione, efficaci nella maggior parte dei casi nell’indurre una remissione (ovvero la scomparsa dei sintomi) e di mantenerla nel lungo periodo.
Tra i farmaci più utilizzati possiamo ricordare, in ordine crescente di potenza:
- Prodotti a base di mesalazina
- Cortisonici
- Farmaci immunosoppressori (azatioprina, 6-mercaptopurina e metotrexato)
- Farmaci “biologici”
È essenziale che chi soffre di colite ulcerosa segua una dieta bilanciata e corretta, capace di salvaguardare il microbiota intestinale, fondamentale per garantire l’integrità della barriera intestinale.
Bisogna ad esempio favorire cotture al vapore o ai ferri evitare le fritture e i cibi troppo elaborati, conservati e grassi, soprattutto quelli confezionati o in scatola.
In fase di benessere della CU, tra le verdure, da consumare preferibilmente cotte, è preferibile usare verdure povere di fibre quali: carote, finocchi, insalata, cuor di radicchio, pomodori privi di buccia e semi, melanzane, fagiolini privati dei semi e dei fili, zucchine.
A causa dei sintomi che la contraddistinguono, la colite ulcerosa può esercitare un notevole impatto sulla socialità e i rapporti interpersonali. Proprio per questo risulta fondamentale arrivare ad una corretta diagnosi e trovare la cura più adatta.
Diversi studi hanno dimostrato come molti disturbi psichiatrici e psicologici presenti nei pazienti affetti dalle malattie infiammatorie croniche intestinali siano secondari alla sofferenza data da questa condizione cronica.
Malnutrizione e Sarcopenia
Malnutrizione e sarcopenia sono frequenti nei pazienti ambulatoriali affetti da MICI, con rischio di esiti negativi quali, tra gli altri, minor risposta alle terapie e maggior rischio di ricoveri. Uno studio ha valutato la prevalenza del rischio di malnutrizione e sarcopenia nei pazienti affetti da colite ulcerosa e malattia di Crohn seguiti presso gli ambulatori di tre grandi Centri di riferimento per le malattie infiammatorie croniche intestinali.
La prevalenza di malnutrizione, definita secondo i criteri Glim, è stata riscontrata in 21 dei 158 (13.3%) pazienti affetti da Mici arruolati nello studio. Non si sono registrate differenze significative in relazione alla diagnosi: sono risultati malnutriti 16 su 96 (16.7%) pazienti affetti da malattia di Crohn e 5 su 62 (8.1%) pazienti affetti da colite ulcerosa.
All’analisi univariata sono risultati associati alla malnutrizione il sesso femminile, l’attività di malattia, definita come un valore dell’Harvey-Bradshaw index > 4, e l’utilizzo di steroidi. Al contrario, abbiamo osservato una correlazione inversa con i livelli sierici di albumina e con misura della circonferenza addominale.
La sarcopenia è stata riscontrata in 55 pazienti su 158 (34.8%), con percentuali non significativamente differenti tra quelli affetti da malattia di Crohn (35/96, 36.4%) e quelli affetti da colite ulcerosa (20/72, 27.8%).
Per i pazienti con riscontro di malnutrizione e sarcopenia è stata eseguita una valutazione specialistica nutrizionale. I pazienti malnutriti sono stati sostanzialmente trattati con supplementazione nutrizionale per os che ha determinato una normalizzazione dei parametri nutrizionali in quasi tutti dopo un anno. I pazienti con sarcopenia sono stati trattati con aumento dell’introito proteico, associato o meno ad aumento dell’attività fisica, sia aerobica sia di resistenza.
È noto da tempo che queste due condizioni sono associate a una serie di esiti negativi quali minor risposta alle terapie, maggior rischio di ricoveri e di infezioni, maggior rischio di intervento chirurgico e di complicanze, unitamente a un ulteriore peggioramento della qualità della vita.
Questo può essere fatto con semplici misurazioni durante la visita quali peso, altezza, circonferenza dell’addome e del polpaccio e con il dosaggio di una serie di parametri agli esami ematochimici come quadro marziale, proteico-metabolico e vitaminico.
Conclusioni
La corretta gestione della Colite Ulcerosa richiede un approccio multidisciplinare che comprenda diagnosi precoce, trattamento farmacologico appropriato, supporto nutrizionale e attenzione alla qualità della vita del paziente.