Aliquota Minima per Biologo Nutrizionista nel Regime Forfettario

Il biologo nutrizionista è una figura professionale sempre più richiesta in Italia. Per esercitare la professione in maniera autonoma non basta la laurea né l’abilitazione: serve aprire partita IVA.

Requisiti Obbligatori

Prima di concentrarsi sugli aspetti fiscali, occorre ricordare quali sono i requisiti obbligatori per esercitare come biologo nutrizionista. Solo con l’iscrizione all’Ordine, infatti, si ha il diritto legale di redigere piani alimentari personalizzati e di lavorare come libero professionista.

Regime Forfettario: Un'Opzione Semplificata

Uno dei principali dubbi per chi si appresta ad aprire la partita IVA riguarda il regime fiscale da adottare. Questo sistema consente di beneficiare di un’imposizione semplificata con un’imposta sostitutiva pari al 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni se si rispettano i requisiti di nuova attività), in sostituzione di IRPEF, addizionali e IRAP.

Coefficiente di Redditività

Per i biologi nutrizionisti, il coefficiente di redditività stabilito dall’Agenzia delle Entrate è del 78%. Ad esempio, se un nutrizionista fattura 30.000 € in un anno, il reddito imponibile sarà di 23.400 € (30.000 € x 78%). Se applica l’aliquota ridotta al 5%, pagherà solo 1.170 € di imposta sostitutiva.

Calcolo dell'Imposta Sostitutiva

Verificati questi limiti, se potrai adottare tale Regime fiscale, devi sapere che ad ogni Codice Ateco è associato un coefficiente di redditività, una percentuale che applicata ai ricavi, determinerà il reddito imponibile, in questo modo: ricavi x coefficiente di redditività = reddito imponibile. Il Regime forfettario prevede il versamento di un’unica imposta, l’imposta sostitutiva, con un’aliquota del 15% o eventualmente, del 5% per i primi cinque anni di attività se rispetti alcuni requisiti.

Leggi anche: Alimentazione e ipertensione

Per te che sei un biologo, il Codice Ateco corretto è il 72.10.10 - Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle biotecnologie. A questo Codice Ateco è associato il coefficiente di redditività del 78%.

Ciò significa che, se apri Partita Iva nel 2023 e incassi 10.000 euro, il calcolo che dovrai fare per determinare l’ammontare dell’imposta sostitutiva è il seguente:

  1. 10.000 x 78% = 7.800 euro di reddito imponibile sul quale calcolare l’imposta.
  2. 7.800 x 15% = 1.170 euro (saldo imposta al 15% che dovrai versare)

Costi Iniziali e Gestione

Aprire la partita IVA è un passaggio gratuito dal punto di vista amministrativo, in quanto non è previsto alcun costo di apertura presso l’Agenzia delle Entrate. La prima voce riguarda l’iscrizione alla Cassa di Previdenza ENPAB (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Biologi), a cui ogni biologo con partita IVA deve obbligatoriamente aderire. Accanto a questo, bisogna considerare i costi del commercialista o della consulenza fiscale, soprattutto se non si desidera gestire in autonomia le comunicazioni con l’Agenzia delle Entrate.

Contributi Previdenziali ENPAB

Essendo un Professionista con obbligo di iscrizione a Cassa Previdenziale specifica, non dovrai versare nessun contributo in Gestione Separata Inps. Dovrai invece iscriverti all’ENPAB - Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Biologi.

La contribuzione previdenziale obbligatoria (contributi minimi) deve essere versata ogni anno con termine 30 aprile e 30 giugno. Vedi sotto la tabella dei minimi da versare.

Leggi anche: Consigli alimentari pressione bassa

La contribuzione previdenziale (che comprende contributi minimi e contributi soggettivi a conguaglio ) per i biologi iscritti all'ENPAB è parametrata all'anzianità di iscrizione.

Per il 2025 : il contributo soggettivo a conguaglio è pari al 15% del reddito netto di lavoro autonomo aumentabile su scelta dell'iscritto fino al 36%. Il contributo integrativo sul volume di affari è fissato al 4% (dal 2019 si applica anche in caso di prestazioni verso enti pubblici). Si ricorda che a norma dell'art .3 del Regolamento ENPAB, i redditi sottoposti a contribuzione non possono comunque essere superiori al massimale previsto dall'art. 2, comma 18, della L.

Contributi ENPAB: Soggettivo e Integrativo

  • Soggettivo: pari al 15% al tuo reddito imponibile e serve per la tua futura pensione.
  • Integrativo: pari al 4% dei tuoi compensi e devi inserirlo direttamente in fattura per addebitarlo al tuo cliente.

Limiti e Requisiti del Regime Forfettario

Le persone fisiche che intraprendono l’esercizio di imprese, arti o professioni possono avvalersi del regime forfettario. L’art. 1 comma 54 della L. 29.12.2022 n. Il regime è fruibile dalle persone fisiche esercenti un’attività d’impresa, di arte o professione, ivi incluse le imprese familiari e le aziende coniugali non gestite in forma societaria che:

  • rispettino i requisiti di accesso e di permanenza previsti all’art. 1 comma 54 della L.
  • non si trovino nelle condizioni ostative (o di esclusione) definite all’art. 1 comma 57 della L.

Le società di persone ed i soggetti equiparati di cui all’art. Sono escluse anche le associazioni professionali, ai sensi del co. 3 lett. c) del citato art.

Non puoi applicare un Regime Speciale Iva (es. produzione agricola, pesca, ecc) o un regime forfettario di determinazione del reddito.

Leggi anche: Lavoro Nutrizionista in Abruzzo

Non devi avviare una vendita di terreni edificabili, fabbricati o mezzi di trasporto.

Devi necessariamente avere la residenza in Italia, in un Paese dell’Unione Europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo (Norvegia, Islanda, Liechtenstein). Negli ultimi due casi la produzione del reddito deve essere svolta almeno per il 75% in Italia.

Non devi far parte di società di persone, associazioni o imprese familiari.

Non devi avere controllo diretto o indiretto di una srl e contemporaneamente svolgere un’attività economicamente riconducibile.

Non devi fatturare per più del 50% al tuo datore di lavoro attuale o avuto nei due anni precedenti all’apertura della Partita Iva.

Le spese per personale/collaboratori dell’anno precedente non devono essere superiori a 20.000 euro.

Esempio di Calcolo del Limite di Ricavi

Si ipotizzi che un professionista inizi la professione di biologo il 1-3-2023, utilizzando il regime forfettario. Considerando che i giorni di esercizio dell’attività nel 2023 sono 306 (dall’1-3-2023 al 31-12-2023), il limite di ricavi per il 2023 è dato dal seguente rapporto: 85.000,00 × (306/365) = 71.260,27 euro.

Aliquota al 5% per Startup

L’art. 1 comma 65 della L. 190/2014 prevede l’applicazione dell’imposta sostitutiva con aliquota al 5%, per i primi 5 anni dall’inizio dell’attività (STARTUP).

Deduzioni e Somme Escluse

Sono escluse dal limite di 85.000,00 euro per l’utilizzo del regime forfettario le somme percepite a titolo di indennità di maternità, non avendo natura di ricavo o compenso (cfr. circ. Agenzia delle Entrate 30.5.2012 n. 17, § 6.1.1 lett. Dal reddito soggetto ad imposta sostitutiva sono deducibili i contributi previdenziali (Enpab) versati in ottemperanza a norme di legge, mentre non sono deducibili dal reddito soggetto ad imposta sostitutiva i contributi previdenziali versati per il riscatto degli anni di laurea, in quanto non versati in ottemperanza a disposizioni di legge. Detti contributi potrebbero essere dedotti dal reddito complessivo in caso di possesso di redditi ulteriori a quello soggetto ad imposta sostitutiva, ai sensi dell’art. 10 co. 1 lett.

Fatturazione Elettronica e Professioni Sanitarie

Infine, ti ricordiamo che, anche per te che sei un biologo, come per tutte le professioni sanitarie, vige il divieto di emettere fatture in formato elettronico nei confronti dei privati. Questi professionisti dovranno invece trasmettere al Sistema Tessera Sanitaria i dati relativi alle prestazioni rese verso i privati. Quando invece devi fatturare nei confronti delle strutture sanitarie, dovrai regolarmente emettere fatture in formato elettronico.

Crescita Professionale e Scelta del Regime Fiscale

Aprire la partita IVA non significa solo iniziare a fatturare, ma soprattutto costruire un percorso di crescita professionale. Il regime forfettario, con i suoi limiti di fatturato fino a 85.000 €, si adatta bene alle prime fasi della carriera. Tuttavia, quando l’attività cresce e si supera questa soglia, sarà necessario affrontare i cosiddetti scenari di uscita dal forfettario e passare al regime ordinario.

La scelta della partita IVA e del regime fiscale è una decisione che deve essere fatta con attenzione, possibilmente con il supporto di un commercialista esperto in professioni sanitarie. Ad esempio, nel regime ordinario è possibile dedurre spese come l’affitto dello studio, i corsi di aggiornamento, l’acquisto di attrezzature e persino parte delle spese di auto utilizzata per lavoro.

Diventare biologo nutrizionista e aprire la partita IVA rappresenta un vero e proprio investimento sul proprio futuro. Il regime forfettario si conferma la scelta migliore per i primi anni di attività, grazie a imposte ridotte e burocrazia semplificata.

tags: #aliquota #minima #biologo #nutrizionista #regime #forfettario

Scroll to Top