L'Anafranil, noto anche come clomipramina, è un farmaco comunemente utilizzato nel trattamento di disturbi mentali come la depressione e il disturbo ossessivo-compulsivo (OCD). È un antidepressivo triciclico che agisce inibendo il reuptake della noradrenalina e, preferenzialmente, della serotonina.
Meccanismo d'Azione e Metabolismo
Ma come funziona Anafranil? Qual è il suo esatto meccanismo d’azione? Su quali organi del corpo agisce? Anafranil inoltre esercita un effetto specifico, distinto da quello antidepressivo, nelle sindromi ossessivo-compulsive. Dopo somministrazione orale, la biodisponibilità della clomipramina immodificata è ridotta del 50% dal metabolismo di primo passaggio epatico, che la trasforma nel metabolita attivo N- desmetilclomipramina.
L’assunzione di cibo non altera in modo significativo la biodisponibilità di clomipramina: è possibile un leggero ritardo nell’inizio dell’assorbimento e quindi un ritardo nel raggiungimento del picco plasmatico. Durante la somministrazione orale di dosi giornaliere costanti di Anafranil, le concentrazioni plasmatiche allo steady-state mostrano una grande variabilità tra paziente e paziente. Dopo somministrazioni ripetute endovena o intramuscolo di 50-150 mg giornalieri di Anafranil, le concentrazioni plasmatiche allo steady-state sono raggiunte nella seconda settimana di trattamento. Circa 2/3 di una singola dose di clomipramina vengono escreti in forma di coniugati idrosolubili nell’urina e circa 1/3 nelle feci.
Indicazioni Terapeutiche
Anafranil è indicato per:
- Stati depressivi di varia eziologia e sintomatologia: endogeni, reattivi, neurotici, organici, mascherati, e forme involutive di depressione.
- Depressione associata a schizofrenia e disturbi della personalità.
- Sindromi depressive da presenilità o senilità, da stati dolorosi cronici e da disturbi somatici cronici.
- Altre indicazioni: sindromi ossessivo-compulsive, fobie, attacchi di panico e stati dolorosi cronici.
Controindicazioni
L'uso di Anafranil è controindicato in caso di:
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- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
- Ipersensibilità crociata ad altri antidepressivi triciclici appartenenti al gruppo delle dibenzazepine.
- Trattamento contemporaneo o nelle due settimane precedenti o successive con un farmaco inibitore delle monoaminossidasi (IMAO).
- Trattamento concomitante con inibitori selettivi e reversibili delle MAO-A, quali moclobemide.
- Glaucoma.
- Ipertrofia prostatica, stenosi pilorica e altre affezioni stenosanti dell'apparato gastro-enterico e genito-urinario.
- Malattie epatiche.
- Insufficienza cardiaca.
- Disturbi del ritmo e della conduzione miocardica.
- Periodo di recupero post-infartuale.
- Mania.
- Sindrome congenita del QT lungo.
- Gravidanza accertata o presunta.
- Allattamento.
- Soggetti di età inferiore a 18 anni.
Avvertenze e Precauzioni
Prima di iniziare la terapia con questo farmaco, si deve adeguatamente trattare l'eventuale ipokaliemia presente. Prima di iniziare il trattamento è, inoltre, opportuno controllare la pressione arteriosa del paziente, poichè i soggetti ipotesi con ipotensione posturale o con problemi circolatori possono reagire al farmaco con una caduta della pressione arteriosa. La posologia e le modalità di somministrazione devono essere determinate individualmente ed adattate alle condizioni del paziente.
Di regola, si deve cercare di ottenere l’effetto ottimale con le dosi minime efficaci ed incrementarle gradualmente con cautela, specialmente nei pazienti anziani poiché questa categoria di pazienti, generalmente, mostra una risposta più marcata al farmaco. Si raccomanda il rispetto dei dosaggi indicati e cautela nell’incremento delle dosi quando vengono somministrati contemporaneamente a farmaci che prolungano l'intervallo QT o ad altri farmaci serotoninergici, al fine di evitare eventuali episodi di QT lungo o di tossicità serotoninergica.
Gli antidepressivi triciclici non devono essere utilizzati per il trattamento di bambini e adolescenti sotto i 18 anni. La depressione è associata ad aumentato rischio di pensieri suicidari, autolesionismo e suicidio (suicidio/eventi correlati) che persiste fino a che si verifichi una remissione significativa. Altre patologie psichiatriche per le quali il prodotto è prescritto possono anche essere associate ad un aumentato rischio di comportamento suicidario. E' stato mostrato un aumento del rischio di comportamento suicidario nella fascia di età inferiore a 25 anni dei pazienti trattati con antidepressivi rispetto al placebo. La terapia farmacologica con antidepressivi deve essere sempre associata ad una stretta sorveglianza dei pazienti, in particolare di quelli ad alto rischio, specialmente nelle fasi iniziali del trattamento e dopo cambiamenti di dose.
Somministrare con cautela nei pazienti con disfunzioni al sistema cardiovascolare, soprattutto quelli con insufficienza cardiovascolare, disturbi della conduzione. Si raccomanda particolare cautela quando si somministrano antidepressivi triciclici a pazienti con gravi disfunzioni epatiche o renali e tumori delle ghiandole surrenali (feocromocitoma, neuroblastoma) in quanto si possono provocare crisi ipertensive. Cautela è richiesta anche nei pazienti ipertiroidei o nei pazienti che assumono preparati tiroidei, a causa della possibilità di un aggravamento degli effetti indesiderati di natura cardiaca.
Interazioni Farmacologiche
La sindrome serotoninergica può comparire quando la clomipramina viene somministrata in concomitanza con farmaci serotoninergici quali inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina, antidepressivi triciclici e litio. La somministrazione di diuretici può indurre ipokaliemia, che a sua volta aumenta il rischio di prolungamento del QTc e di aritmie tipo “Torsione di Punta”. L’ipokaliemia deve essere quindi adeguatamente trattata prima di iniziare il trattamento con Anafranil.
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La somministrazione contemporanea di neurolettici e antidepressivi triciclici può indurre un aumento della concentrazione plasmatica di questi ultimi, un abbassamento della soglia convulsiva e l’insorgenza di crisi convulsive. Gli antidepressivi triciclici bloccano il recupero sinaptico della guanetidina e di altri ipotensivi con analogo meccanismo di azione, riducendone l’attività terapeutica. Gli antidepressivi triciclici, inibendo il metabolismo epatico dei farmaci cumarinici (es. warfarin), possono aumentare l’effetto anticoagulante.
Durante il trattamento con clomipramina non debbono, in generale, essere somministrati farmaci simpaticomimetici. Gli antidepressivi triciclici non debbono essere associati a farmaci IMAO per la possibilità di gravi effetti indesiderati (ipertermia, convulsioni, crisi ipertensive, mioclono, agitazione, delirio, coma).
Effetti Indesiderati
Gli effetti indesiderati sono in genere di natura lieve e transitoria, e generalmente scompaiono proseguendo la terapia o eventualmente riducendo il dosaggio. La comparsa di gravi effetti indesiderati neurologici o psichiatrici richiede l'interruzione del trattamento. I pazienti anziani sono particolarmente sensibili agli effetti anticolinergici, neurologici, psichiatrici o cardiovascolari. La capacità di metabolizzare ed eliminare il farmaco può infatti essere ridotta in questi pazienti, col rischio quindi di raggiungere elevate concentrazioni plasmatiche a dosi terapeutiche.
Molto comune (>=1/10): sonnolenza, affaticamento, sensazione di non poter riposare, aumento dell'appetito. Comune (>=1/100 a 1/10): vertigini, tremore, cefalea, mioclono, disturbi del linguaggio, parestesie.
Posologia e Modo d'Uso
La posologia e le modalità di somministrazione devono essere determinate individualmente ed adattate alle condizioni del paziente. Di regola, si deve cercare di ottenere l’effetto ottimale con le dosi minime efficaci ed incrementarle gradualmente con cautela, specialmente nei pazienti anziani poiché questa categoria di pazienti, generalmente, mostra una risposta più marcata al farmaco. Si raccomanda il rispetto dei dosaggi indicati e cautela nell’incremento delle dosi quando vengono somministrati contemporaneamente a farmaci che prolungano l'intervallo QT o ad altri farmaci serotoninergici, al fine di evitare eventuali episodi di QT lungo o di tossicità serotoninergica. Le compresse rivestite devono essere deglutite intere.
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Depressioni, sindromi ossessivo-compulsive, fobie: iniziare il trattamento con 1 compressa rivestita da 25 mg 2-3 volte al giorno o 1 compressa a rilascio prolungato da 75 mg una volta al giorno (preferibilmente la sera). Durante la prima settimana di trattamento, aumentare il dosaggio giornaliero gradualmente, in base alla tollerabilità del trattamento, es. 25 mg ad intervalli di pochi giorni sino a 4-6 compresse rivestite da 25 mg o a 2 compresse a rilascio prolungato da 75 mg. In casi gravi, il dosaggio può essere incrementato sino ad un massimo di 250 mg al giorno.
Stati dolorosi cronici: il dosaggio deve essere individualizzato (10-150 mg al giorno), tenendo presente eventuali concomitanti trattamenti con farmaci analgesici.
Attacchi di panico: inizialmente 1 compressa rivestita da 10 mg, possibilmente in associazione con una benzodiazepina. Sulla base della tollerabilità del farmaco, aumentare il dosaggio fino all'ottenimento della risposta desiderata, e contemporaneamente sospendere gradualmente la benzodiazepina. Il dosaggio giornaliero richiesto varia molto da paziente a paziente, con valori compresi tra 25 e 100 mg. Se necessario, esso può essere elevato a 150 mg.
Anafranil e Aumento di Peso
L’aumento di peso è uno degli effetti collaterali più comuni dell’Anafranil. Questo può essere dovuto a vari fattori, tra cui un aumento dell’appetito, una diminuzione del metabolismo o una combinazione di entrambi. Inoltre, l’Anafranil può causare sonnolenza, che può portare a una diminuzione dell’attività fisica e, quindi, a un aumento di peso. È importante notare che non tutti i pazienti che assumono Anafranil sperimentano un aumento di peso.
Strategie per contrastare l'aumento di peso
- Alimentazione Sana ed Equilibrata: Adottare un’alimentazione sana ed equilibrata, includendo frutta, verdura, cereali integrali, proteine magre e grassi sani. Monitorare le porzioni e limitare il consumo di cibi ad alto contenuto calorico e di bevande zuccherate.
- Esercizio Fisico Regolare: L’esercizio fisico regolare non solo aiuta a bruciare calorie, ma può anche migliorare il metabolismo, aumentare l’energia e migliorare l’umore.
- Gestione dello Stress: Lo stress può contribuire all’aumento di peso in vari modi, tra cui l’aumento dell’appetito e la tendenza a mangiare cibi ad alto contenuto calorico. Tecniche di rilassamento come la meditazione, il respiro profondo e lo yoga possono essere utili.
- Consultare un Professionista della Salute: Se stai lottando con l’aumento di peso associato all’Anafranil, potrebbe essere utile consultare un professionista della salute, come un medico, un dietologo, un terapista o un personal trainer.
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