Angelo Duro: La Dieta Che Vorrei - Recensioni e Riflessioni sul Benessere

Questo articolo raccoglie recensioni e testimonianze relative al tema del benessere e della salute, con un focus sulle esperienze di persone che hanno affrontato percorsi di cambiamento e accettazione personale.

Testimonianze di Rinascita e Cambiamento

Sara: "Il cambiamento parte dalla testa"

Mi chiamo Sara, ho 44 anni, una vita di sovrappeso non esagerato ma che mi ha sempre reso insicura di me e del mio aspetto. Ho conosciuto mille nutrizionisti e provato tante diete. Ho perso qualche kg che ho sempre ripreso. Dopo l'ennesimo percorso da una nutrizionista senza risultato, ho parlato con Matteo e mi sono sentita a casa e non giudicata. Grazie al percorso ho capito 2 cose: io vado bene a prescindere e non è tanto la dieta ma la testa a fare la differenza.

Ho capito il valore del percorso, che gli sbagli e le battute d'arresto fanno parte di me, della mia storia e anzi sono importanti quanto i traguardi raggiunti. Sono tornata a pesarmi e a guardare quel numero senza rovinarmi la giornata perché in fondo è solo una cifra e non mi rappresenta. Al momento il peso è in secondo piano, io mi sono messa al centro. Non mi nego un'uscita al ristorante né tanto meno una colazione fuori con la mia famiglia. La strada è ancora lunga ma sono serena. Matteo ci crede, ha sempre la parola giusta per rincuorarti e soprattutto ti sprona con una dolcezza e un rispetto incredibile.

Ritrovare libertà e serenità

Ho provato talmente tanti percorsi che ormai ho perso il conto. Ne ho fatti davvero tanti, ma nessuno è riuscito a darmi ciò che cercavo davvero e perdevo facilmente la motivazione. Non ho ottenuto mai grandi risultati. I professionisti e le persone intorno a me mi dicevano: 'Dai che con questa dieta ce la fai anche tu, vedrai che funziona! Io sono dimagrita, succederà anche a te'. Ma spesso si trattava di percorsi molto costosi, e alla fine mi sembrava solo un modo per farmi spendere tanti soldi senza risultati concreti. Avevo dubbi continui: 'Ce la farò?’ 'Sto facendo la cosa giusta?’ In quel momento provavo tanta vergogna, non mi piacevo e mi sentivo giù di morale. Dentro di me ero spenta, triste, quasi depressa. Non avevo voglia di uscire, mi chiudevo sempre di più e mi sentivo lontana anche da me stessa.

Ho abbandonato le diete perché non funzionavano, non mi davano risultati reali, ma sopratutto duraturi. Inoltre non riuscivo più a sostenerle e questo ha peggiorato il mio rapporto con il cibo: invece di migliorare, mangiavo di più, avevo sempre fame e andavo continuamente alla ricerca di qualcosa da mangiare, come se dovessi colmare un vuoto. Ho conosciuto questo percorso grazie alla mia collega di lavoro. È stata lei a parlarmene, e quando l'ho vista dimagrire 33 kg, ho capito che qualcosa di diverso doveva esserci per forza. È stata proprio lei a darmi la spinta per provarci, mi ha trasmesso fiducia e mi ha incoraggiata tanto. Non avevo paura di fallire di nuovo, non so perché ma, dal momento in cui mi sono iscritta, ho sentito che ce l'avrei fatta. Per la prima volta mi sono sentita sicura e determinata, anche grazie al supporto che ho ricevuto fin da subito.

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Oggi mi sento una persona completamente nuova. Ho ritrovato fiducia in me stessa e finalmente guardo il mio corpo con amore e soddisfazione. Riesco a fare tante cose che prima evitavo: esco con piacere, faccio shopping senza disagio, mi guardo allo specchio e mi vesto come desidero. Da tempo desideravo sentirmi bene con me stessa. Ho raggiunto un rapporto sereno e positivo: il cibo non mi fa più paura, e quando mi siedo a tavola lo faccio con il sorriso. Finalmente ho imparato a vivere i pasti con equilibrio e consapevolezza. La grande differenza è che qui non si parla solo di dieta, ma di mente, emozioni e consapevolezza. Non sei lasciata sola: sei accompagnata, capita, sostenuta. Non è un percorso rigido, ma personalizzato, umano, profondo. Ti senti accolta, ascoltata, e per la prima volta capisci che non sei tu il problema... ma il modo in cui ti avevano fatto credere di dover cambiare.

Oggi invece è tutto cambiato: esco con più leggerezza, mi godo il momento, mangio con serenità e senza sensi di colpa. Ora mi sento decisamente più libera. Non vivo più il cibo come un nemico o qualcosa da temere. Ho imparato a gestirlo con equilibrio, senza ossessioni, e questa libertà mi fa sentire finalmente serena e in controllo, ma in modo naturale. Il supporto che ho ricevuto durante il percorso è stato qualcosa di meraviglioso. Mi sono sentita accolta come in una famiglia: persone umane, presenti, sincere. Tutti mi hanno fatto sentire parte di qualcosa di vero. In particolare, Matteo è stato un punto di riferimento importante: mi ha capita, ascoltata, e sostenuta in ogni momento. Ho ricevuto un aiuto umano e psicologico davvero importante. Mi sono sentita ascoltata, compresa e mai giudicata. Nei momenti difficili c'era sempre qualcuno pronto a darmi forza e a tirarmi su. L'impatto più grande che questo percorso ha avuto sulla mia vita quotidiana è stato il cambiamento nel modo in cui mi sento ogni giorno. Ora affronto le giornate con più leggerezza, più serenità e più fiducia in me stessa. Non vivo più con l'ansia del cibo o del peso, mi sento finalmente libera e presente nella mia vita.

Giovanna: "La mia rinascita: 24 kg persi in 6 mesi"

Sono Giovanna, 55 anni, una vita passata ad inseguire il peso forma, mai lo star bene. Prima di arrivare al percorso NoDiet per sempre ho cercato di risolvere il problema del peso con diete diversissime tra loro, prescritte da nutrizionisti, dietologi, psico-nutrizionisti. Con fatica inizialmente perdevo peso, anche tanto; poi però lo riprendevo con gli interessi. Nei tanti anni di tentavi infruttuosi da persona in sovrappeso sono diventata obesa ed infine grande obesa. I professionisti a cui mi sono rivolta mi hanno sempre consegnato un foglio bianco con un regime alimentare a cui attenermi, ma non mi hanno mai insegnato un modo per centrare il mio obiettivo. Ogni fallimento era mia responsabilità ed io ero sempre più triste e scoraggiata; mi sentivo giudicata, incapace, inadeguata. Il cibo era diventato il mio pensiero fisso da quando mi svegliavo a quando mi addormentavo, la mia ossessione, il mio incubo, il mio nemico. L’ultima esperienza con una professionista del peso è stata dolorosa; al primo controllo dopo 3 settimane di dieta il mio peso era praticamente invariato. Il medico infastidito rimarcava che ci vogliono impegno e sacrificio per ottenere risultati, fissando il controllo successivo dopo 3 settimane ed affermando che si aspettava un calo di almeno 2kg. Uscendo dallo studio ho chiuso la porta all’ennesima esperienza negativa; il mio mondo era sempre più buio.

Avviando l’ennesima ricerca sul web, mi sono imbattuta per caso nel percorso NoDiet per sempre; ho letto le recensioni, guardato la presentazione e deciso di fare un incontro conoscitivo, anche se ero estremamente sfiduciata e negativa visto il mio trascorso. Nella video-call ho conosciuto Matteo Sassone, gli ho raccontato di me e della mia vita. Matteo non ha mai parlato di peso, di grammi, di numeri, ma mi ha rivolto una precisa domanda: dove sarei stata di lì a 6 mesi se non avessi deciso di fare qualcosa per riprendere in mano la mia vita. Mia figlia entro 6-7 mesi si sarebbe laureata ed io non volevo affrontare l’occasione nelle condizioni in cui ero. Ho deciso quindi di darmi un’ultima possibilità e cominciare il percorso NoDiet; naturalmente visti gli insuccessi precedenti non ho detto nulla a nessuno, soprattutto perché ero certa di fallire anche questa volta. Alla prima difficoltà che ho incontrato, Matteo mi ha detto “ti aiuto io, ci siamo incontrati per risolvere i problemi, non per fermarci al primo ostacolo”.

Da qui è iniziata la mia rinascita; mettendo in pratica gli insegnamenti del NoDiet ho cominciato a sentirmi più serena e tranquilla. Con la leggerezza dell’anima è arrivata anche quella del corpo e ogni volta che salivo sulla bilancia ero incredula. Gli abiti non tiravano più, fare le scale non era più un problema. Il cambiamento maggiore l’ho fatto però su me stessa; la mia nuova positività, serenità e gioia sono visibili a tutti. Nel percorso ho imparato a gestire la mia ansia e i miei stati d’animo, ed oggi ho la certezza che il cibo non è e non sarà più mio nemico. Il mio cambiamento fisico ora è evidente a tutti ma mentalmente è avvenuta la trasformazione maggiore. Ho imparato a perdonare il mio passato, ad apprezzare ciò che arriva, a volermi bene; affronto la vita in modo sereno. Guardandomi allo specchio fatico a riconoscermi, oggi sono una persona nuova. In poco più di 6 mesi ho perso 24kg e 100cm qua e là nel mio corpo. Se 7 mesi fa non mi fossi data una possibilità, oggi la mia vita sarebbe buia, invece sto vivendo il mio arcobaleno. Grazie Matteo per chi sei e tutto quello che dai.

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Finalmente qualcosa è cambiato!

Ho 41 anni e da sempre combatto con i miei chili di troppo... Fin dalla scuola elementare sono sempre stata la più "rotonda" tra le amiche. Ho seguito almeno 10 diete, da quelle del dietologo a quelle trovate sui giornali. Tutte funzionavano… per poco. Poi i chili tornavano, con gli interessi. Diete faticose da seguire, grammature da rispettare e condimenti da eliminare. Alla fine dei pasti ero sempre insoddisfatta e cercavo conforto proprio nel cibo. La frustrazione era costante. Mi arrabbiavo con me stessa, e tutto si rifletteva sulla mia famiglia.

Dopo le due gravidanze, altri 20 kg. Tanta stanchezza, zero voglia di riprovarci, paura dell’ennesimo fallimento. Mi sentivo sempre più svogliata, brutta, spenta. Nessun sostegno in famiglia. Non cercavo solo di dimagrire, cercavo me stessa. Una sera ho digitato “dimagrire senza dieta”. Già il nome mi ha colpita, ma pensavo fosse l’ennesima fregatura. Ho lasciato il mio contatto con mille dubbi. Ma dalla prima telefonata ho sentito qualcosa di diverso. Un’energia vera. E poi chi mi ha guidato, è stato bravissimo, con un’energia che ti fa scattare proprio quando sei pronta. Ha creduto in me più di quanto facessi io.

Passo dopo passo ho iniziato a conoscermi. A volermi più bene. A mettermi nei primi posti della mia vita. A dire qualche “no”. L’evoluzione è iniziata dentro. E da lì, piano piano, anche il corpo ha iniziato ad alleggerirsi. I chili stanno scendendo, ma stavolta non è per una dieta. È perché sto meglio con me stessa, e non devo più compensare col cibo. Il mio rapporto col cibo è più sereno. Ora ho strumenti veri. E so che questa strada ha un cuore. Il gruppo, la vicinanza costante, l’accompagnamento vero: non sei mai sola. E questo non ha prezzo!!!!!

"Avevo provato diete di ogni genere"

Avevo provato diete di ogni genere, quella chetogenica, beveroni vari, mi sono fatta seguire da dietologi e nutrizionisti. Perdevo sempre le speranze, in primis perché certi regimi alimentari non si possono seguire per molto tempo e dover cucinare in modo diverso dagli altri componenti della famiglia era difficoltoso e frustrante. Insomma, pochi risultati e poi alla prima occasione o festività era come se tutto il lavoro che avevo fatto era vano, e mi ritrovavo a pesarmi con lo sconforto a mille. Gli altri mi dicevano che non ero costante, e poiché avevo una costituzione diversa non ce l’avrei mai fatta. La cosa più brutta per me è stata quando il medico di famiglia disse a mio figlio che ha problemi di peso: “La genetica, non ti aiuta.” Con me presente. Quindi mi sentii anche in colpa. “Tanto è genetica” mi ripetevo, e la mia vita era diventata un inferno.

Il cibo era come una droga, specialmente dopo un grave infortunio. Non mi riconoscevo più. Sono sempre stata in sovrappeso da quando ero adolescente. E non è bello farsi allacciare le scarpe da tua figlia dodicenne. Da adulta ormai, ad ogni difficoltà o paura mi rifugiavo nel cibo: mi anestetizzava, mi calmava, era la mia comfort zone. Un giorno guardai annoiata il cellulare e mi sono fortunatamente incuriosita… No Diet? Ma che sta dicendo? Impossibile. Chi mi conosce sa che sono una persona molto diffidente e non è facile entrare nelle mie grazie. Pensavo… “Sì, adesso arriva lui, bello bello, e mi risolve i problemi che ho da circa quarant’anni.” “Boh, vediamo di cosa si tratta… Ma che sta dicendo? Io del tempo per me? Ma non ce la faccio nemmeno a gestire la casa! E poi con i problemi fisici che ho? È un sogno!”

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Faccio una chiamata con un collaboratore di Matteo, Marco. Un angelo. Avevo paura di non riuscirci, ero molto frenata all’idea di un’altra umiliazione. Ma è scattato qualcosa. Da subito Matteo mi ha trasmesso di crederci più di me. Mi sembrava assurdo. Senza giudizio o facendomi passare per incapace. Da lì ho capito che non ero io il problema, solo che non avevo ricevuto gli strumenti giusti per affrontare i vari ostacoli che si presentano. Prima non riuscivo a salire le scale con tranquillità, avevo il fiatone. Ora una mia vicina di casa mi ha detto: “Voli nelle scale ora.” Ho ripreso a disegnare. Sto indossando vestiti che avevo dimenticato nell’armadio. Prima camminavo solo con scarpe da ginnastica, ora indosso anche i tacchi. Prima ero una donna triste, e non pensavo di raggiungere tutta questa felicità. Ho superato vari problemi di stress e ansia che trascinavo.

Se solo avessi conosciuto prima il No Diet avrei sprecato meno tempo a piangere e darmi colpe non mie. Ora ho un rapporto sereno con il cibo. Ho perso decine di chili e sono tonica, a differenza di mie conoscenti che hanno perso meno chili ma hanno un aspetto meno armonioso del mio. Ora vivo e non sopravvivo. Il mondo è a colori, mentre prima vedevo tutto nero. Questo viaggio è bellissimo. Sento che ho il sole dentro. Il NoDiet per me è stato un investimento a lungo termine sulla salute. E se non avessi iniziato il No Diet, sarei una persona che non si conosce, infelice, malata, e avrei continuato a dare ragione ai medici che ti prescrivono farmaci e ti consigliano inter...

Critiche e Considerazioni

"E' una fregatura"

E' una fregatura. Innanzitutto c'è scritto dieta mediterranea ma poi non è così. Capisco chi vuole fare la chetogenica ma io aderivo per fare la dieta mediterranea e non per dover mangiare a colazione un bagel con la ricotta e i frutti di bosco. Non è dieta mediterranea. Nelle sostituzioni trovi piatti analoghi. Non c'è una pasta a pranzo o cena neanche a per sogno o un cappuccino per colazione. Ho chiesto disdetta e rimborso subito, dopo aver visto che non mi piaceva nessuna delle loro proposte. Io sono italiana mangio da italiana non da inglese. Mi è stato negato. Poi per la prova ti fanno pagare un mese intero, le prove dovrebbero durare 1 settimana anzi dovrebbero darti la possibilità di vedere un menù e poi scegliere. Se siete italiane lasciate perdere. Il menù fa schifo.

Risposta a una recensione negativa

Buongiorno Annamaria, la sua recensione non riguarda noi. Noi siamo Metodo NoDiet di Matteo Sassone: non siamo un’app, non vendiamo diete e non gestiamo rimborsi. Non risulta alcun suo acquisto da noi né richieste di rimborso. Quello che lei cita riguarda invece No.Diet, un’app straniera con cui non abbiamo nulla a che fare. Abbiamo già segnalato Trustpilot per rimuovere l’errore.

Storie di Malattie Rare e Ricerca di Diagnosi

Alcune testimonianze toccano il tema delle malattie rare e della difficoltà di ottenere una diagnosi tempestiva, sottolineando l'importanza della ricerca e della sensibilizzazione.

La storia di Ilaria

Mi chiamo Ilaria, sono una Tecnico Sanitario di Radiologia Medica, una ricercatrice nell’ambito dell’ Healthcare Professional Education, una mamma e una persona che convive con una malattia rara: la miopatia congenita RYR1-related. Per quasi trent’anni ho vissuto senza una diagnosi, nonostante i sintomi muscolari fossero presenti sin dai primi mesi di vita, sia per me che per i miei due fratelli di qualche anno più piccoli. Il ritardo diagnostico è stato determinato da una profonda disinformazione, da percorsi di diagnosi errati nel corso degli anni e dalla difficoltà di accedere a test genetici avanzati, soprattutto nei primi anni ’90, quando le tecnologie disponibili erano ancora limitate. Purtroppo abbiamo vissuto tutto questo tempo senza risposte ed informazioni adeguate. Anni di silenzi, false piste, tentativi errati, rinunce nel vivere la quotidianità per paura di stare più male. Anni di solitudine, impossibilità di comunicare ciò che stavo vivendo, difficoltà di relazionarmi per paura di non essere accettata a causa di una malattia di cui sapevo poco o nulla, nemmeno il nome.

Eppure, non ho mai smesso di cercare risposte. Chi mi è stato vicino, per scelta o per caso, sa quanta determinazione ho messo in questo percorso. Non solo per me stessa, ma anche per i miei familiari, che nel tempo avevano perso ogni speranza. La svolta è arrivata con la gravidanza, che ha portato a un peggioramento dei sintomi e ha finalmente attirato l’attenzione dello specialista idoneo. Dopo un lungo iter, ho finalmente ricevuto la diagnosi di miopatia RYR1-related, una patologia genetica che colpisce la muscolatura scheletrica e può manifestarsi in modo estremamente eterogeneo. Come evidenziato anche da recenti studi (J Neuromuscul Dis, 2024), questa forma di miopatia può rimanere misconosciuta per decenni, in particolare nei casi a esordio lieve o atipico, con ritardi diagnostici frequenti e un impatto importante sulla qualità della vita.

Ricevere finalmente la diagnosi è stato bellissimo. È stato prendere finalmente consapevolezza, dare un nome alle cose, ricevere aiuto e cure idonee. Da lì è iniziato un nuovo capitolo, molto più gioioso. Nel 2022, insieme a mio marito e al nostro bambino, abbiamo partecipato alla RYR1 International Family Conference a Pittsburgh. È stata la prima volta in cui mi sono sentita realmente parte di una comunità: famiglie da ogni parte del mondo, tutte unite dalla stessa malattia, dalle stesse domande, dalla stessa voglia di condivisione. Il mio vissuto personale ha trasformato anche la mia vita professionale. Dopo oltre dieci anni di esperienza clinica come Tecnico di Radiologia, oggi mi dedico alla ricerca educativa per i professionisti sanitari, concentrandomi in particolare sulla formazione dell’identità professionale e sull’integrazione tra competenze tecnologiche e scienze umane nei contesti diagnostici e assistenziali.

Vivere una malattia rara da dentro, come paziente, e al tempo stesso essere una professionista della salute e ricercatrice, mi ha portata a ripensare radicalmente cosa significhino cura, competenza e formazione. Credo fermamente nel valore della partecipazione attiva di pazienti e caregiver, non solo come diritto, ma come necessità pedagogica e trasformativa. Ogni voce rara merita ascolto.

Angelo Duro e Fabio De Luigi: Comicità e Riflessioni

Il delirio esplode a Giffoni Experience con l'approdo della surreale coppia comica formata da Fabio De Luigi e dalla Iena Angelo Duro. I due attori hanno deciso di unire i propri cammini dando vita dapprima a un progetto web, test per un futuro lungometraggio. Detto fatto. Il web ha risposto in maniera più che positiva agli esilaranti video L'esame che vorrei e La dieta che vorrei e adesso il lungometraggio è già in cantiere.

Angelo Duro lo interrompe subito, aggiungendo "Dal momento che non lo abbiamo ancora girato, siete sempre in tempo a dissuaderci. Già il cinema italiano naviga in cattive acque...". Cercando di ritrovare un briciolo di serietà, Fabio De Luigi racconta l'origine del progetto: "Gennaro Nunziante mi ha proposto il film e lo ha scritto insieme a me. Mi piacciono le cose singolari, nuove, che portano con sé freschezza, rischio, ma anche divertimento. E poi mi piaceva l'idea di dirigerlo personalmente. E' un percorso che ho intrapreso molto tempo fa con un obiettivo preciso: la regia. Prima di recitare, facevo il pittore. La scelta di testare la nostra coppia comica sul web, però, è nata da Angelo Duro che è un campione di internet. L'idea del primo sketch è stata di Angelo che, essendo più giovane, è più vicino all'età scolare; in più eravamo in tempo di esami di maturità. Quando ci siamo resi conto che il video era andato molto bene, abbiamo scritto altri sketch in cui far convivere i nostri due mondi".

Angelo ribatte: "La mia carriera è molto meno ricca di quella di Fabio, ma solo per una questione anagrafica. Io sono molto più giovane. Ho cominciato dalla commedia, ma il obiettivo è arrivare al porno. Fabio De Luigi ha ben chiari i suoi prossimi obiettivi lavorativi e ripensa al passato, dagli esordi con la Gialappa's Band alle tante commedie interpretate. Riflettendo sulla sua partecipazione al tanto bistrattato cinepanettone, spezza una lancia a favore del cinema commerciale ribadendo: "Io volevo fare cinema e in quel periodo il cinepanettone mi poteva aiutare a costruirmi una carriera. Ho avuto in qualche modo ragione perché oggi sono qua".

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