Stiamo parlando dell’anguria, un frutto molto dissetante e con pochissime calorie per ogni 100 gr. Oltre a questo, però, ci sono diversi miti intorno all’anguria.
L’anguria o cocomero è un frutto appartenente alla famiglia delle Cucurbitacee. Dall’inconfondibile sapore zuccherino, l’anguria è un frutto che nasce da una pianta erbacea annuale della famiglia delle Cucurbitacee (come la zucchina, il melone o la zucca). Le sue origini? Africane. Qui, infatti, più di 5000 anni fa veniva coltivato il cocomero, considerato da tutti come un dono di Dio per placare la sete nel deserto.
Siamo abituati a vedere l’anguria sulle nostre tavole e in spiaggia in estate, in tante varietà diverse, tra cui quella gialla, a forma rotonda, ovale, la baby monoporzione, con bucce di colori e striature differenti. Questo perché di cocomeri ne esistono almeno 50 qualità diverse che variano in base al peso, al tipo di polpa, alla provenienza e alla forma.
Ma quante calorie ha esattamente il cocomero, quali sono i suoi benefici e i suoi valori nutrizionali? Vediamolo insieme!
Calorie e Valori Nutrizionali dell’Anguria
Dissetante e remineralizzante, con sole 16 kcal per 100 grammi, l’anguria si presta ad essere uno dei frutti più indicati per affrontare l’estate. Ha un basso valore calorico, è vero, ma bisogna considerare che i 100 grammi che ti abbiamo indicato si limitano a pochi pezzettini. Una bella fetta d’anguria, invece, media o grande, può arrivare a pesare anche 400 o 500 grammi (e di conseguenza le calorie del cocomero aumentano!). Come sempre, quindi, non bisogna mai esagerare e consumarla con moderazione.
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Tra la frutta fresca, l’anguria è quella che contiene il maggior quantitativo di acqua, ha infatti ben 95,3 g su 100 g di parte edibile, e presenta, quindi, ottime proprietà diuretiche.
In particolare, in 100 grammi di anguria troviamo:
- 95,3 g di acqua
- 0,4 g di proteine
- 3,7 g di zuccheri solubili
- 0,2 g di fibre, di cui: 0,02 g di fibra solubile e 0,2 g di fibra insolubile
- 280 mg di potassio
- 2 mg di fosforo
- 7 mg di calcio
- 3 mg di sodio
- 0,2 mg di ferro
- 8 mg di magnesio
- 0,03 mg di rame
Le vitamine contenute in 100 grammi di cocomero sono:
- 8 mg di vitamina C
- 0,1 mg di vitamina B3 (niacina)
- 0,02 mg di vitamina B2 (riboflavina)
- 0,02 mg di vitamina B1 (tiammina)
- 37 µg di vitamina A [5]
- 0,10 mg di vitamina E
Benefici dell'Anguria per la Salute
Abbiamo capito quante calorie ha una fetta grande di anguria, una di quelle che amiamo mangiare a merenda o dopo cena per rinfrescarci in estate. Ma sai che l’anguria vanta diversi benefici per il nostro organismo?
1. Antiossidante
È un’ottima fonte di antiossidanti. Il licopene (un carotenoide che dona al frutto il suo tipico colore rosso), ne contiene molto di più del pomodoro, e la vitamina E, infatti, contribuiscono a contrastare l’azione dei radicali liberi e l’invecchiamento cellulare.
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2. Amica del cuore
Alcuni studi dimostrano che, grazie alla presenza dei due aminoacidi l-citrullina e l-arginina (si trovano per lo più nella parte bianca della polpa) e all’attività antinfiammatoria delle cucurbitacine, l’anguria può far bene alla salute del cuore. Non solo: anche il potassio può esercitare un’azione positiva, migliorando la circolazione e la pressione arteriosa.
3. Alleata del sonno
L’anguria, come tanti altri alimenti zuccherini, può stimolare l’organismo a produrre la serotonina, favorendo così il riposo notturno e migliorandone la qualità. L’ideale da abbinare a qualche tecnica meditativa o allo yoga.
4. Dissetante, diuretica e depurativa
Composta per oltre il 95% da acqua, l’anguria rappresenta un’ottima fonte per l’idratazione corporea, soprattutto nei mesi estivi. Una quantità così elevata di acqua, poi, favorisce la diuresi, mentre il potassio può rivelarsi utile in caso di gonfiore e ritenzione idrica (svolgendo un’azione depurativa delle tossine su tutto l’organismo).
L'Anguria Fa Bene a Tutti? Controindicazioni e Precauzioni
Tutti possono mangiare questo delizioso frutto estivo? In realtà, il cocomero non è particolarmente adatto a chi ha una digestione lenta o bloccata perché la quantità elevata di acqua può rallentare il processo (i succhi gastrici, infatti, a ogni boccone vengono diluiti nell’acqua e rimangono di più nello stomaco). L’ideale, in questo caso, non è privarsene, ma dosare per bene le quantità, magari mangiandone piccole dosi (da 100 grammi circa) più volte nella giornata, a colazione oppure a merenda, quindi lontano dai pasti principali.
Attenzione, poi, ai semi (dall’effetto lassativo), che in alcuni paesi vengono essiccati e ridotti in farina. In presenza di diabete è importante moderarne il consumo. Anche se gli zuccheri contenuti in 100 grammi di cocomero non superano i 4 grammi - una quantità minima che anche i diabetici possono assumere - è sempre meglio limitare le porzioni (dai 100 a i 150g/porzione) a una o due massimo al giorno, ed eventualmente mangiarla insieme ad una manciata di frutta in guscio o semi oleosi, se la si utilizza come spuntino.
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Non esistono particolari controindicazioni rispetto al consumo di anguria. Per chi soffre di colon irritabile potrebbe avere un effetto lassativo o provocare gonfiore addominale. Deve prestare attenzione chi è allergico all’aspirina, visto che l’anguria contiene, seppur in piccola quantità, dei salicilati naturali.
Come Gustare al Meglio l'Anguria
Così rinfrescante, genuina e dissetante, l’anguria è ottima da gustare a fette o a cubetti, aggiungendola a una macedonia di frutta. Al naturale, si può servire a merenda, o come antipasto, prima del pranzo o della cena.
Un frutto ideale anche per la colazione, magari da abbinare a una porzione di madeleine senza zucchero e un bicchiere di un drink vegetale a scelta (al cocco, alla mandorla, alla soia o all’avena), non aggiunto di zuccheri e di sale . Se ami le bevande vegetali, puoi aggiungerle a qualche cubetto di anguria e un po’ di fragole per realizzare un delizioso smoothie. Per smorzare le calorie ci sono poi le versioni sugar free come l’avena cocco o la soia senza zuccheri.
Sai che l’anguria è ottima anche con gli abbinamenti salati? In questo caso, puoi metterti alla prova con ricette veloci e a basso tenore calorico come un’insalatona a base di anguria e feta (anche con la variante senza latte e glutine con tofu al naturale aggiungendo un po’ di basilico e origano!).
Da copiare anche la ricetta del gazpacho di anguria, che si prepara frullando 250 grammi di anguria (senza semi) e 250 grammi di pomodorini, con un cetriolo, un po’ di cipolla e uno spicchio di aglio, aggiungendo olio, sale e peperoncino a piacere e servendo il tutto con due fette di pan campagnolo abbrustolite (per una fonte di fibre in più!). E per la cena, puoi stupire gli amici con un hamburger di anguria. Ti basteranno alcuni panini, una cipolla tagliata a rondelle, un paio di fette di formaggio filante (opzionale) e un pezzo di anguria spesso almeno 2,5 cm da abbrustolire sulla piastra per presentare un piatto sfizioso e originale.
Cocomero: Un po' di Storia
La pianta del cocomero è originaria dell’Africa meridionale, dove si trova allo stato selvatico, come riferiva il celebre esploratore inglese Livingstone. Molto prima che l’inglese lo rivenisse con sorpresa nel Kalahari il cocomero, la cui varietà selvatica ha una polpa amara anziché zuccherina, si era diffuso prima nell’Africa del nord e poi in Asia, fino ad arrivare in Cina verso il 1000 DC.
Per gli antichi egizi il cocomero rappresentava un’importante riserva d’acqua nei periodi di siccità ed era sempre buona educazione offrirne una fetta al viandante assetato. I greci già lo conoscevano ma il cocomero arriva in Europa con l’invasione dei Mori per diffondersi rapidamente in tutti i paesi del sud del continente.
Il cocomero arriva in America con i primi coloni e si diffonde rapidamente, tanto che molte tribù di Indiani-americani del sud del paese lo coltivavano attivamente ai primi del ‘700.
Il termine cocomero, diffuso soprattutto nell’Italia centrale, deriva dal latino cucumis, il termine con cui si indicava il cetriolo, mentre l’altro nome con cui i frutto è conosciuto, anguria, tipico dell’Italia settentrionale, ha origine bizantine e deriva dal termine greco angùri, che significa ancora cetriolo.
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