Antidepressivi e Metabolismo: Un'Analisi Approfondita

L'associazione tra l'assunzione di antidepressivi e le modifiche metaboliche è un tema ampiamente dibattuto e di crescente interesse. Numerose ricerche hanno evidenziato l'azione ingrassante di questi farmaci, un argomento discusso fin dal 2007. Questo non significa che gli antidepressivi siano da proscrivere o da condannare, quando sono necessari devono essere usati certamente.

L'Aumento di Peso Associato agli Antidepressivi

Si è considerato se il trattamento farmacologico antidepressivo potesse essere associato ad un aumento del peso corporeo uguale o maggiore del 5% del peso originario, in confronto con le persone che non assumevano questi farmaci. Alessandro Serretti, dell’Università di Bologna, scrive che il tema dell’aumento di peso e dell’obesità in questi ultimi decenni è cresciuto in modo spropositato e l’impiego dei farmaci antidepressivi non è stato da meno.

Già nel 2003, un articolo ha evidenziato che la totale inibizione dell’istamina, nell’animale, porta a un aumento dell’adiposità viscerale e al rallentamento del metabolismo. Lo stesso Salvi invita a riclassificare gli antidepressivi e gli antipsicotici oggi così diffusamente utilizzati sulla base delle loro affinità recettoriali, arrivando a suggerire di evitare la prescrizione di psicofarmaci di questo tipo in persone che soffrano o siano inclini a soffrire di disturbi metabolici come sovrappeso, obesità e diabete.

Esperienze dei Pazienti e Risposte degli Esperti

Molti pazienti condividono le loro esperienze riguardo all'aumento di peso durante la terapia con antidepressivi. Alcuni si chiedono se, una volta sospesa la cura, il metabolismo tornerà al suo stato originale. La risposta rassicurante è che, entro qualche settimana, il sistema dovrebbe riassestarsi, poiché non si tratta di una "disintossicazione" ma dell'effetto del farmaco su recettori specifici.

Per valutare se effettivamente il metabolismo degli zuccheri sia stato modificato, occorre dosare glicemia e insulina nello stesso prelievo e calcolare un indice specifico che si chiama HOMA. Viene suggerito di fare un'ora di camminata al giorno per perdere il peso in eccesso.

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Il citalopram, come altri antidepressivi, può influenzare il peso corporeo, ma non altera in modo permanente il metabolismo o le funzioni di assimilazione. Gli effetti sul peso sono legati a più fattori: variazioni dell'appetito, modifiche dell'umore, livelli di attività fisica e, in parte, anche a lievi alterazioni neuroendocrine reversibili. Ora che ha sospeso la terapia, il suo organismo tenderà progressivamente a tornare al suo equilibrio naturale.

Non si parla di danni permanenti: non c’è “intossicazione” da antidepressivi, e non serve una disintossicazione in senso stretto. I tempi di recupero possono variare da persona a persona, ma in genere nel giro di qualche settimana o pochi mesi metabolismo e regolazione del peso tornano a normalizzarsi, soprattutto se supportati da uno stile di vita sano. Se ha dubbi o fatica a perdere peso dopo la sospensione, può essere utile una consulenza nutrizionale mirata.

Strategie per Gestire l'Aumento di Peso

Uno degli effetti collaterali più comuni associati all'uso di psicofarmaci è l’aumento di peso. I meccanismi che possono influenzare il peso corporeo includono l’aumento dell'appetito, la tendenza ad aumentare l'accumulo di grasso corporeo, la riduzione del metabolismo o del consumo di energia, la variazione dei livelli di insulina, la variazione della composizione del microbio, ovvero dei batteri che sono nell’intestino. Esistono però delle differenze da farmaco a farmaco e strategie che possono limitare il rischio.

Un’attività fisica regolare è essenziale per mantenere un peso corporeo sano. Anche una breve camminata quotidiana può fare la differenza nel controllo del peso e migliorare il benessere generale. Quando, comunque, si verifica un aumento di kg significativo, è importante discuterne con il medico curante, che può valutare l'opportunità di modificare il medicinale, aiutare nello sviluppo di strategie comportamentali per ridurre i rischi o aggiungere un farmaco coadiuvante per il controllo del peso.

L'ingrassamento associato all’assunzione di psicofarmaci è un problema comune che può influenzare la salute fisica e mentale dei pazienti. È dunque importante riconoscere e dare adeguata considerazione a questo effetto collaterale, adottando misure preventive e di gestione per mantenersi in forma.

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Antipsicotici e Aumento di Peso

Il rischio di aumento di peso è diverso a seconda del farmaco. Ad esempio, gli antipsicotici di seconda generazione, quelli associati a un maggiore rischio di aumento di peso includono olanzapina, clozapina e quetiapina. Sebbene l’aumento di peso possa essere influenzato da molti fattori, compresi la predisposizione genetica, lo stile di vita, la dieta e l'attività fisica, antipsicotici come quelli sopra nominati possono rendere particolarmente difficile, se non impossibile, evitare l'accumulo di chili. In questi casi, è indispensabile valutare bene il rapporto tra rischi e benefici.

Molte volte i vantaggi dei farmaci (controllo di sintomi psicotici che non rispondono ad altre sostanze, diminuzione del rischio di suicidio, etc) sono superiori rispetto ai seppur gravi danni dell’aumento di peso. In alcune situazioni, tuttavia, è possibile pensare a un cambio di terapia, passando a un farmaco che abbia un rischio metabolico più basso.

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