Antiepilettici e Perdita di Peso: Una Panoramica

Gli antiepilettici sono una famiglia di diverse categorie di farmaci usati comunemente per la terapia dell'epilessia. L’epilessia è una malattia del SNC, caratterizzata da attacchi epilettici, ovvero situazioni in cui dei gruppi di neuroni cominciano a scaricare ad alta frequenza estendendo la loro attività ad altre parti del SNC. A seconda dell'estensione e dell'area interessata, la scarica può dare brevi episodi di confusione mentale fino a vere e proprie convulsioni che durano anche diversi minuti.

I meccanismi d'azione degli antiepilettici - che possono essere somministrati, a seconda dei casi, per via endovenosa, intramuscolare o per via orale - sono principalmente tre:

  • potenziamento dell'azione del GABA (es. benzodiazepine)
  • soppressione dei canali per il sodio (es. fenitoina)
  • inibizione dei canali del calcio (es. levetiracetam).

I farmaci antiepilettici classici sono: fenobarbital, valproato, carbamazepina, fenitoina, etosuccimide. Per tutti i farmaci antiepilettici sono segnalati effetti collaterali dose-dipendenti (cioè la cui intensità è proporzionale alla concentrazione del farmaco nel sangue) a carico del sistema nervoso centrale (sonnolenza, modificazioni del tono dell’umore, vertigini, incoordinazione motoria, disturbi cognitivi) e a carico dell'apparato gastrointestinale (nausea, dispepsia, dolori addominali).

In aggiunta, ciascun farmaco può dare in soggetti predisposti, e quindi più raramente, effetti collaterali non dose-dipendenti (reazioni idiosincrasiche). Nelle terapie con antiepilettici bisogna inoltre tenere conto della possibilità che essi interagiscano con altri trattamenti farmacologici eventualmente seguiti nello stesso periodo (per alcuni è segnalata anche la potenziale interazione con il vaccino antinfluenzale) e infine che l'assunzione di bevande alcoliche può comprometterne l'efficacia.

Farmaci Antiepilettici Comuni

Esistono diversi farmaci antiepilettici, ognuno con specifiche caratteristiche ed effetti collaterali. Ecco alcuni esempi:

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  • Fenobarbitale: È un barbiturico a lunga durata d’azione, disponibile in diverse forme farmaceutiche. I principali effetti collaterali sono nausea, vomito, epatite tossica, dispnea e ipotensione.
  • Clonazepam: Viene assorbito per via gastrointestinale ed escreto per via renale, con un’emivita fino a 50 ore. Gli effetti collaterali includono disartria, nistagmo, disorientamento, allucinazioni e depressione.
  • Clobazam: Ha un meccanismo di azione simile al clonazepam ed effetti collaterali analoghi.
  • Valproato: È efficace nell'inibizione di diverse forme di epilessia, con pochi effetti collaterali e senza effetto sedativo secondario. Ha un'emivita di circa 15 ore.
  • Carbamazepina: È un derivato degli antidepressivi triciclici, efficace nell'epilessia psicomotoria. Gli effetti indesiderati includono sonnolenza, vertigini, disturbi motori e mentali.
  • Oxcarbazepina: È un derivato della carbamazepina, con meccanismo di azione ed effetti collaterali analoghi.
  • Lamotrigina: È indicata nel trattamento di convulsioni e come stabilizzatore dell’umore.
  • Levetiracetam: Viene assorbito quasi completamente a livello gastrointestinale ed escreto per via renale. Gli effetti collaterali includono vertigini, sonnolenza ed astenia.
  • Gabapentin: È un anticonvulsivante utilizzato anche per il trattamento di alcune forme di dolore. Fra i principali effetti collaterali ci sono cefalea, nausea e vertigini.

Topiramato: Un Antiepilettico con Effetti sul Peso

Dal punto di vista chimico, il topiramato può essere considerato come un derivato monosaccaridico correlato al fruttosio che contiene anche un gruppo sulfammato. Ad ogni modo, per svolgere le sue azioni terapeutiche, il topiramato deve essere somministrato per via orale; difatti, i medicinali che lo contengono sono in forma di compresse e capsule. Per la dispensazione di questi ultimi, è necessario presentare apposita ricetta medica ripetibile (RR).

Come funziona il Topiramato? Tuttavia, alla luce di quanto è emerso dagli studi finora condotti, si pensa che le suddette attività siano dovute ad un insieme di più meccanismi di azione che concorrono l'uno con l'altro nel dare origine all'effetto terapeutico.

Il topiramato è disponibile in forma di compresse rivestite o capsule rigide da somministrarsi per via orale. In verità, le capsule possono anche essere aperte e il loro contenuto può essere mescolato con un cucchiaio di cibo morbido (ad esempio, yogurt, budini, pappe per i bambini, ecc.).

Durante il trattamento, il peso corporeo del paziente dovrebbe essere regolarmente monitorato. Difatti, il trattamento con topiramato può causare perdita di peso anche molto consistente.

L'assunzione di topiramato può causare effetti collaterali (capogiri, stanchezza, problemi visivi, ecc.) in grado di alterare la capacità di guidare veicoli e/o di utilizzare macchinari. Si ricorda, infine, che alcuni pazienti in trattamento con topiramato hanno manifestato pensieri suicidi e autolesionistici.

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Come qualsiasi altro principio attivo, anche il topiramato può causare effetti collaterali, benché non tutti i pazienti li manifestino o li manifestino nello stesso modo. Di seguito, verranno riportati alcuni dei principali effetti collaterali che possono insorgere durante il trattamento con topiramato.

Se il sovradosaggio è recente, lo stomaco andrebbe svuotato immediatamente mediante lavanda gastrica o induzione del vomito. Anche il carbone vegetale potrebbe essere utile. Non esiste un antidoto specifico, pertanto, il trattamento è sintomatico e di supporto.

L'uso del topiramato per il trattamento dell'epilessia nelle donne in gravidanza dovrebbe essere effettuato solo se assolutamente necessario e indispensabile e solo dopo un'attenta valutazione del rapporto fra i benefici attesi per la madre e i potenziali rischi per il feto. Studi condotti su animali, infatti, hanno dimostrato che il topiramato può causare danni al feto. Per quanto riguarda l'allattamento, il topiramato può essere escreto nel latte materno. Inoltre, quando impiegato nell'ambito della profilassi dell'emicrania, l'uso del topiramato è controindicato anche in gravidanza e nelle donne in età fertile che non utilizzano adeguati metodi contraccettivi.

Effetti Avversi Comuni degli Antiepilettici

Complessivamente, il 10-30% delle persone con epilessia sospende per intolleranza il farmaco inizialmente prescritto. Tra i pazienti in trattamento cronico con farmaci antiepilettici, la prevalenza di effetti avversi varia tra il 10 e il 40% se la tollerabilità viene valutata attraverso segnalazioni spontanee o interviste non strutturate e tra il 60 e il 95% se gli effetti avversi sono valutati mediante checklist. Nelle persone con epilessia farmacoresistente, numerosi studi hanno dimostrato che gli effetti avversi sono il determinante primario di una bassa qualità di vita, con un impatto più importante rispetto alla frequenza delle crisi epilettiche.

Effetti Avversi Neurologici

Dal momento che i farmaci antiepilettici agiscono modulando l’attività dei neuroni cerebrali, non sorprende che la maggior parte dei loro effetti avversi sia a carico del sistema nervoso centrale. I più frequentemente osservati sono: sedazione, astenia, senso di vertigine, disturbi della coordinazione (atassia, disartria, diplopia), tremore, deficit cognitivi, alterazioni dell’umore, alterazioni del comportamento e disturbi sessuali (perdita della libido, impotenza).

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Questi effetti sono spesso dose dipendenti, tendono a comparire precocemente nel corso del trattamento, sono talvolta riducibili al minimo attraverso una graduale titolazione posologica e talvolta regrediscono spontaneamente con la continuazione della terapia.

Effetti Idiosincrasici

Gli antiepilettici, con particolare riferimento a lamotrigina, carbamazepina, oxcarbazepina, fenitoina, barbiturici e felbamato, sono tra i medicamenti più frequentemente associati a reazioni cutanee. Le manifestazioni possono variare da semplici esantemi morbilliformi a reazioni potenzialmente fatali quali la sindrome di Stevens-Johnson, l’epidermolisi tossica e la DRESS (drug rash with eosinophilia and systemic symptoms).

In genere, queste reazioni compaiono entro pochi giorni o settimane dall’inizio della terapia e regrediscono con la sospensione del trattamento. La loro comparsa, soprattutto nel caso della lamotrigina, può essere minimizzata iniziando la terapia con basse dosi da incrementarsi con gradualità.

Effetti Cronici

Alcuni effetti avversi della terapia antiepilettica possono insorgere in modo insidioso e manifestarsi solo dopo mesi o anni di terapia. Esempi sono l’irsutismo e l’iperplasia gengivale da fenitoina, la sindrome spalla-mano e la malattia di Dupuytren da barbiturici, l’aumento ponderale indotto da valproato, gabapentin, pregabalin, perampanel e vigabatrin, il calo ponderale indotto da topiramato, zonisamide e felbamato, e le alterazioni metaboliche mediate da induzione enzimatica (ipovitaminosi D, alterazioni ormonali, modificazioni del quadro lipidico) in pazienti trattati cronicamente con carbamazepina, fenitoina e barbiturici.

Effetti sul Prodotto del Concepimento

Il rischio di malformazioni congenite in nati da madri trattate con farmaci antiepilettici è di circa il 2-6%, rispetto all’12% nella popolazione generale. Il rischio varia in rapporto al tipo di farmaco, alla dose e al numero di farmaci assunti (rischio maggiore con la politerapia rispetto alla monoterapia).

Il farmaco associato a maggior rischio è il valproato: in uno studio recente, la frequenza di malformazioni in nati esposti a valproato durante la gestazione è risultata pari a 5,6% per dosi materne. L’esposizione prenatale a dosi elevate di valproato comporta inoltre un aumento del rischio di deficit cognitivi postnatali.

Gestione del Peso e Antiepilettici

Diversi farmaci, compresi gli antiepilettici, possono influenzare la composizione corporea, dando luogo a vari effetti collaterali come l'aumento dell'appetito, le variazioni metaboliche e la ritenzione idrica. La gestione del peso diventa pertanto un processo complesso e personalizzato.

Alcuni antiepilettici come il valproato, gabapentin, pregabalin, perampanel e vigabatrin possono indurre aumento di peso, mentre altri come topiramato, zonisamide e felbamato possono causare calo ponderale.

Tabella riassuntiva degli effetti sul peso di alcuni antiepilettici:

Farmaco Effetto sul Peso
Valproato Aumento di peso
Gabapentin Aumento di peso
Pregabalin Aumento di peso
Perampanel Aumento di peso
Vigabatrin Aumento di peso
Topiramato Calo ponderale
Zonisamide Calo ponderale
Felbamato Calo ponderale

Per mitigare gli effetti indesiderati degli antiepilettici sul peso, è fondamentale adottare uno stile di vita sano, che includa una dieta equilibrata e attività fisica regolare. In particolare, è consigliabile:

  • Svolgere regolare attività fisica, alternando attività aerobica (es. camminata a passo sostenuto/corsa/bicicletta/cyclette) ad attività contro resistenza (es. attività con pesi o elastici, sia a casa che in palestra se ne ha la possibilità).
  • Mantenere un'adeguata idratazione nel corso della giornata (non solo durante i pasti), eventualmente aiutandosi con infusi/tisane per conferire un gusto maggiore all'acqua e utilizzando app o sveglie per ricordarsi di bere in maniera regolare.

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