Aspartame: Cos'è e Fa Male?

L'aspartame è un dolcificante artificiale ampiamente utilizzato in vari prodotti alimentari e bevande a partire dagli anni '80. È presente in bevande dietetiche, gomme da masticare, gelatina, gelati, prodotti lattiero-caseari come lo yogurt, cereali per la colazione, dentifricio e farmaci come gocce per la tosse e vitamine masticabili.

Nei prodotti alimentari, l'aspartame è spesso indicato con la sigla E951. L'aspartame è un additivo alimentare (E951) che viene utilizzato come edulcorante in bevande carbonate, dolciumi e alcuni prodotti lattiero caseari.

Chimicamente, l'aspartame è una molecola ottenuta dall’unione di due amminoacidi: acido aspartico e fenilalanina (la cui estremità carbossilica viene esterificata con metanolo).

L'aspartame è composto da tre componenti: acido aspartico, fenilanina e metanolo. Una volta ingerito ed entrato in contatto con il tratto intestinale, l’aspartame viene “attaccato” dagli enzimi, ovvero delle molecole specifiche che lo dividono nei suoi costituenti più semplici: acido aspartico, fenilalanina e metanolo.

L'acido aspartico e la fenilalanina si trovano in quantità molto maggiori in carne, frutta e vegetali mentre il metanolo, ad esempio, è molto più presente nel succo di pomodoro che in una bevanda carbonata edulcorata solo con aspartame.

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L'aspartame presenta il vantaggio di non alterare in maniera significativa la glicemia ed è per questo ben tollerato anche dalle persone diabetiche, che devono necessariamente ridurre il consumo dello zucchero tradizionale. Si tratta inoltre di una sostanza acariogena che, diversamente dal saccarosio, non provoca carie.

Grazie al suo elevato potere dolcificante, l’aspartame è usato come sostituto dello zucchero e viene aggiunto a molte bevande, prodotti di pasticceria e confetteria, prodotti lattiero-caseari, gomme da masticare e, ovviamente, prodotti dietetici a ridotto contenuto energetico e per il controllo del peso.

L'aspartame è un edulcorante artificiale a basso tenore calorico, circa 200 volte più dolce dello zucchero. La sua particolarità è che ha una struttura chimica che lo rende 200 volte più dolce dello zucchero comune (saccarosio).

Al contrario di quanto si pensa, in realtà ha un contenuto calorico molto simile a quello dello zucchero da tavola, intorno a 4 Kcal per grammo; tuttavia, grazie al suo enorme potere dolcificante, possiamo ottenere gli stessi risultati dello zucchero utilizzandone molto meno. Ed è questo il motivo per il quale lo troviamo spesso in prodotti con basso contenuto in calorie.

Tuttavia, molte delle controversie sulla presunta neurotossicità dell'aspartame (turbe dell'equilibrio, disturbi dell'umore, nausea, cefalea, visione indistinta) riguardano proprio la liberazione di metanolo; i più a rischio sarebbero i bambini.

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L’effetto si verificherebbe solo assumendone dosi estremamente elevate, difficili da raggiungere con la normale alimentazione. Sono necessari ulteriori studi per valutare l’associazione.

Come ha detto Moez Sanaa, a capo dell’Unità di Standards and Scientific Advice on Food and Nutrition dell’OMS: “Il JECFA ha anche considerato le evidenze di rischio oncologico emerse in studi condotti sia con animali sia con esseri umani, arrivando alla conclusione che l’associazione tra il consumo di aspartame e cancro non sia convincente”.

Secondo la JECFA, la dose giornaliera di aspartame accettabile è di 40 mg/kg. Questo significa che una persona di 70 kg può consumarne fino a 2,8 grammi al giorno, che corrispondono al bere tra le 9 e le 14 lattine di bibite, contenenti ciascuna tra i 0,2 e i 0,3 grammi di aspartame.

L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha di recente indicato l’aspartame come possibile sostanza cancerogena per l’essere umano. La IARC ha indicato l’aspartame come possibile sostanza cancerogena per gli esseri umani e lo ha per questo classificato all’interno del gruppo 2B.

In base alla letteratura scientifica disponibile, la IARC ha classificato l'aspartame come cancerogeno di classe 2B, o "possibilmente cancerogeno". Tra le oltre 300 sostanze del gruppo 2B, ad esempio, fanno parte anche i sottaceti o l'estratto di Aloe vera.

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La IARC, in particolare, nella valutazione si è basata soprattutto su tre grandi studi osservazionali, che hanno indagato la relazione tra una tipologia di tumore al fegato (il carcinoma epatocellulare) e il consumo di aspartame.

Dopo aver esaminato la letteratura scientifica disponibile, le valutazioni di IARC e JECFA hanno rilevato limitazioni nelle prove disponibili per il cancro e altri effetti sulla salute. Pertanto, la IARC ha classificato l'aspartame come possibilmente cancerogeno per l'uomo (Gruppo 2B) sulla base di prove limitate per il cancro nell'uomo, in particolare per il carcinoma epatocellulare che colpisce il fegato.

È importante notare che Il termine “cancerogeno” non implica necessariamente che una sostanza causerà sicuramente il cancro, ma piuttosto suggerisce che esista la possibilità che possa aumentare la probabilità di sviluppare la malattia. Altri fattori come la durata dell’esposizione, la dose e la suscettibilità individuale giocano un ruolo fondamentale nell’insorgenza delle malattie neoplastiche.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) hanno classificato l’aspartame come “possibile cancerogeno per l’uomo”, assegnandogli il Gruppo 2B, sulla base di prove limitate nei confronti del carcinoma epatocellulare.

Un livello di assunzione giornaliera accettabile fino a 40 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo è stata però confermata da un comitato di esperti, il Joint Fao/Who Expert Committee on Food Additives (JECFA).

Come ha affermato Francesco Branca, direttore della nutrizione e della sicurezza alimentare dell'OMS: «non stiamo consigliando alle aziende di ritirare i prodotti, né stiamo consigliando ai consumatori di smettere del tutto di consumarli, ma di limitarne il consumo».

Il comitato di esperti JECFA ha concluso che i dati valutati non indicano ragioni sufficienti per modificare la dose giornaliera accettabile (DGA) per l’aspartame precedentemente stabilita di 0-40 mg/kg di peso corporeo.

«Gli studi di genotossicità in vitro e in vivo - ricorda Branca - hanno dato risultati contrastanti e non si possono escludere fattori confondenti».

Se una lattina di bibita dietetica contiene generalmente 200 o 300 mg di aspartame, un adulto di 70 kg dovrebbe consumare più di 9-14 lattine al giorno per superare la dose giornaliera accettabile, supponendo che non vi siano altre assunzioni da altre fonti alimentari.

Nel luglio 2023, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), affiliata all’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha classificato l’aspartame come “possibilmente cancerogeno per l’uomo” facendo così entrare la sostanza nel Gruppo 2B.

Senza creare allarmismi, è bene sottolineare che questa classificazione non implica un rischio elevato per la salute umana. In sintesi, l’aspartame è stato classificato come “possibilmente cancerogeno” sulla base di evidenze limitate, ma il consumo moderato entro i limiti raccomandati non è considerato pericoloso per la salute.

Per quanto riguarda l’aspartame, l’JECFA (Comitato di esperti sugli additivi alimentari) ha confermato di recente l’ADI di 40 mg/kg di peso corporeo.

Nel caso dell’aspartame, la DGA fissata è di 40mg/kg di peso corporeo. Questo vuol dire che considerando un adulto di 60kg, per superare la DGA di aspartame dovrebbe bere al giorno intorno a 12 lattine di 330ml contenenti la massima dose di aspartame autorizzata.

Tuttavia, molte persone, infatti, per evitare l’eccessiva ingestione di zuccheri, decidono di affidarsi ai dolcificanti, naturali o artificiali.

«Se si consuma l'aspartame per evitare un elevato consumo di zucchero e i suoi effetti, ad esempio sul peso corporeo - spiega Francesco Branca - , non dimentichiamo che l’OMS ha già raccomandato di moderare sia il consumo di zuccheri liberi sia il consumo di dolcificanti.

Quindi, se i consumatori si trovano a scegliere se prendere una bevanda con dolcificanti o una con zucchero, penso che dovrebbe essere presa in considerazione una terza opzione, ovvero bere acqua, e in generale limitare il consumo dei prodotti dolcificati, soprattutto per i bambini. Se esposti abbastanza presto a un aggiustamento del gusto, infatti, saranno sostanzialmente instradati a continuare a consumare prodotti zuccherati.

I risultati di una limitata evidenza di cancerogenicità nell'uomo e negli animali, e di come questa possa verificarsi, sottolineano la necessità di ulteriori ricerche per affinare la nostra comprensione sul rischio cancerogeno legato al consumo di aspartame. La IARC e l'OMS continueranno a monitorare le nuove evidenze e a incoraggiare gruppi di ricerca indipendenti a sviluppare ulteriori studi sulla potenziale associazione tra l'esposizione all'aspartame e gli effetti sulla salute dei consumatori.

Per tale motivo i dolcificanti e gli altri prodotti alimentari o dietetici contenenti aspartame devono riportare l'avvertenza "contiene una fonte di fenilalanina". Le uniche persone che devono evitare assolutamente il consumo di aspartame sono quelle affette da fenilchetonuria, una malattia genetica che provoca un accumulo di fenilalanina nel sangue, andando a compromettere il sistema nervoso centrale.

Per questa ragione è obbligatorio specificare nell’etichetta del prodotto la presenza di aspartame. Per mantenere la fenilalanina a livelli accettabili è necessario limitare il consumo di alimenti e bevande ricchi di aspartame, oltre agli alimenti ricchi di proteine o di amido.

Negli ultimi anni, sulla scia delle insistenti ricerche scientifiche inerenti la presunta tossicità (che a dire il vero si ripetono, tra conferme e smentite, ormai da moltissimi anni), l'aspartame è stato sempre più spesso sostituito da altri dolcificanti artificiali, come il sucralosio.

Come diceva il famoso alchimista Paracelso “è la dose che fa il veleno” e i numerosi risultati scientifici pubblicati al momento dimostrano che rispettando la dose giornaliera ammissibile di aspartame e seguendo un consumo responsabile non ci sono rischi riscontrabili per la salute.

Attualmente il suo consumo è considerato sicuro entro i limiti dell’ADI. Per quanto riguarda la sicurezza alimentare, l’EFSA riesamina regolarmente gli additivi e ingredienti autorizzati e questo vale anche per l’aspartame.

È importante sottolineare che gli amminoacidi come l’acido aspartico o la fenilalanina non sono esclusivi dell’aspartame, ma si trovano in tanti alimenti che ingeriamo normalmente come la carne.

Non bisogna dimenticare che ad alti livelli di esposizione il metanolo è tossico per il nostro organismo. Nonostante ciò, è stato dimostrato che la concentrazione di metanolo raggiunta dopo l’assunzione di alimenti che lo possono contenere, incluso l'aspartame, è di gran lunga al di sotto di questi livelli.

Tabella riassuntiva delle classificazioni e raccomandazioni:

Organizzazione Classificazione/Raccomandazione
IARC Possibile cancerogeno per l'uomo (Gruppo 2B)
JECFA Dose giornaliera accettabile: 40 mg/kg di peso corporeo
OMS Limitare il consumo, ulteriori studi necessari
EFSA Additivo autorizzato nell'UE, DGA: 40mg/kg

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