Dieta Senza Glutine in Gravidanza: Benefici e Rischi

Molte donne in età fertile si pongono domande cruciali riguardo alla celiachia e alla gravidanza: "Gravidanza e celiachia, possono esserci problemi? I celiaci possono avere figli? Celiachia e gravidanza a rischio?". La risposta può essere complessa e varia.

Celiachia e Fertilità

Recenti studi hanno evidenziato che esiste un rapporto tra celiachia e fertilità. Non sono rari i casi in cui donne affette da celiachia abbiano difficoltà nell’iniziare una gravidanza o incorrano spesso in aborti spontanei.

Una percentuale di donne compresa tra l’1 e il 3% affette da infertilità, apparentemente inspiegabile, dopo approfonditi studi è risultata essere affetta da celiachia non diagnosticata. Può capitare, dunque, che l’impossibilità e la difficoltà nell’iniziare una gravidanza siano dovute alla celiachia, e risulta ancora più difficile risalire a questa causa quando nel soggetto non sia ancora stata diagnosticata la malattia della celiachia.

Ecco perché, quando ci si trova davanti ad un caso di infertilità di coppia, è bene vagliare tutte le possibili cause e non tralasciare quella della celiachia. L’infertilità legata alla celiachia può colpire tanto le donne quanto gli uomini all’interno di una coppia.

Aborti Spontanei e Celiachia

Non sempre la celiachia può comportare un’infertilità, a volte la donna riesce a rimanere incinta ma ha difficoltà a portare a termine la gravidanza. Se non si è a conoscenza della propria celiachia, l’aborto spontaneo è una naturale conseguenza di una dieta sbagliata e scorretta e di carenze nutrizionali importanti, come vitamine e minerali, che si verificano quando la mucosa dell’intestino tenue appare irritata e danneggiata dall’assunzione del glutine.

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Inoltre, un forte impatto sulla sopravvivenza di una gravidanza può essere dato dagli anticorpi per la transglutaminasi tissutale (tTG) prodotti in risposta alla celiachia.

È nota in letteratura una chiara correlazione tra celiachia non diagnosticata e aumento degli aborti spontanei. Normalmente la percentuale di aborto spontaneo è del 10 per cento, se una donna è però affetta da celiachia e non tratta la patologia, quindi non segue una dieta priva di glutine, può arrivare a un rischio vicino al 20 per cento.

Durante la gestazione l'apporto di sostanze nutritive è particolarmente importante per la buona salute del feto, una celiachia non curata in maniera adeguata può influire in maniera considerevole in questo processo aumentando il rischio di aborto e malformazioni congenite.

Diagnosi e Gravidanza

Una volta effettuata la diagnosi di celiachia, il tempo di attesa per intraprendere positivamente una gravidanza va dai sei mesi ai due anni, tenendo conto sia dell’età della donna, sia del suo stato di salute pre-diagnosi. Una volta fatta la diagnosi di celiachia e iniziata una dieta priva di glutine, le possibilità di una donna di rimanere incinta tornano ad essere quelle normali per la sua età.

Occorre ovviamente ricordare che è importantissimo che la persona affetta da celiachia segua una dieta rigorosamente senza glutine prima, durante e dopo la gravidanza per ottimizzare le possibilità di raggiungere e mantenere una gravidanza normale e sana.

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La celiachia colpisce circa l’uno per cento della popolazione e, in due casi su tre, riguarda le donne. Secondo l’Associazione Italiana Celiachia, inoltre, nel nostro paese ci sarebbero 400mila casi non diagnosticati. Tra le possibili conseguenze ci sono anche difficoltà nel concepimento, insieme ad altri disturbi che possono interessare sia la donna sia l’uomo e influire negativamente anche sulla gravidanza.

La celiachia è una malattia in cui l’intestino tenue si infiamma in modo permanente. Nelle persone che hanno una predisposizione genetica, questa malattia è causata dal consumo di alimenti che contengono glutine. Il glutine è un insieme di proteine che si trovano nel frumento e in altri cereali come il farro, la segale, l’orzo e il kamut.

Non ci sono cure per guarire completamente da questa malattia, anche se si stanno sperimentando diversi farmaci. Si fanno delle analisi del sangue per vedere se sono presenti specifici anticorpi in quantità elevata.

La celiachia può causare sintomi diversi da persona a persona. A volte i problemi intestinali non sono molto evidenti, ma possono esserci difficoltà nel concepimento. Molte ricerche dicono che i problemi di riproduzione sono più comuni nelle persone che hanno la celiachia e non lo sanno, o non la curano.

Per evitare rischi, è importante che il medico conosca bene la salute del paziente e cosa mangia. Togliendo il glutine dalla dieta, gli effetti sono rapidamente positivi: l’intestino si infiamma di meno e si assorbono meglio le sostanze importanti.

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Sempre in riferimento alle donne con celiachia non diagnosticata, in diversi studi si è notato un rischio lievemente maggiore di gravidanze non portate a termine (aborto spontaneo) oppure di parto prematuro e di crescita rallentata del feto.

Sebbene meno numerosi, gli studi sull’infertilità maschile nella celiachia evidenziano spesso anomalie nella struttura e motilità degli spermatozoi, nonché difficoltà sessuali legate a squilibri ormonali.

Poiché colpisce soggetti con certe caratteristiche genetiche, la predisposizione per la celiachia può essere trasmessa ai figli.

Sensibilità al Glutine e Celiachia: Le Differenze

Nonostante il dibattito sul glutine e la sua relazione sulla salute sia acceso, è essenziale distinguere tra sensibilità e celiachia. Anche se entrambe le condizioni possono causare sintomi simili, le loro cause e implicazioni sono molto diverse.

La celiachia è una malattia autoimmune in cui il consumo di glutine, una proteina presente nel grano, nell’orzo e nella segale, danneggia il rivestimento dell’intestino tenue. Questo deterioramento ostacola l’assorbimento dei nutrienti essenziali, causando una serie di sintomi gastrointestinali e, nel lungo termine, può portare a gravi complicazioni per la salute.

La diagnosi di celiachia richiede test specifici, tra cui analisi del sangue e biopsie intestinali, per confermare il danno caratteristico dell’intestino tenue.

Dall’altra parte, la sensibilità al glutine, o sensibilità non celiaca al glutine (NCGS), è un disturbo in cui l’assunzione della proteina provoca sintomi gastrointestinali e/o extra-gastrointestinali simili a quelli della malattia, ma senza le sue lesioni intestinali tipiche.

Quest’ultima, invece, non è considerata una patologia autoimmune e la sua diagnosi può essere più complessa, poiché non esistono test specifici definitivi per confermarla. Spesso, la diagnosi di sensibilità si basa sull’esclusione di altre condizioni e sulla risposta positiva a una dieta priva di glutine.

Dieta Senza Glutine: Cosa Sapere

L’adozione di una dieta senza glutine non dovrebbe mai avvenire senza una consultazione medica adeguata. Prima di eliminare questo componente dalla tua alimentazione, sottoponiti a una valutazione medica completa per escludere la presenza di celiachia o altre condizioni che richiedono attenzione medica specifica.

Una dieta senza glutine, se non equilibrata adeguatamente, può comportare alcuni rischi, come la carenza di nutrienti essenziali come fibre, ferro e vitamine del gruppo B.

Anche se il glutine non è considerato una proteina essenziale per la salute umana, è presente in una vasta gamma di alimenti che forniscono importanti nutrienti come fibre, vitamine del gruppo B, ferro e altri minerali. I cereali che lo contengono come frumento, orzo e segale, sono spesso una fonte significativa di questi nutrienti.

Pertanto, eliminare completamente il glutine dalla tua dieta potrebbe portare a ridurre l’assunzione di elementi vitali, aumentando il rischio di carenze nutrizionali.

È particolarmente importante per le persone che seguono una dieta gluten-free assicurarsi di sostituire adeguatamente questi nutrienti attraverso una varietà di alimenti alternativi. Una pianificazione attenta e l’orientamento da parte di un professionista possono aiutare a garantire che una dieta senza glutine rimanga equilibrata e nutrizionalmente completa.

È importante distinguere tra alimentazione senza glutine basata principalmente su alimenti naturalmente privi di questa proteina, come frutta, verdura, carne, pesce e cereali come riso e quinoa, e utilizzo di prodotti sostitutivi disponibili sul mercato.

Molti prodotti confezionati senza glutine, come pane, biscotti e dolci, spesso contengono elevate quantità di zuccheri aggiunti e farine raffinate per migliorarne la consistenza e il sapore. Questi prodotti possono avere un alto carico glicemico e un elevato indice glicemico, il che significa che possono causare picchi di zucchero nel sangue seguiti da bruschi cali, influenzando negativamente la salute metabolica e la composizione corporea.

Pertanto, per coloro che adottano una dieta senza glutine per motivi di salute, è consigliabile privilegiare alimenti integrali e naturali, limitando l’uso di prodotti sostitutivi e facendo attenzione a mantenere un equilibrio nutrizionale adeguato.

Alimenti da Evitare e Alimenti Consentiti

Il glutine si trova in grano (incluse le sue varietà, quali farro, spelta, durum, emmer e Khorasan kamut®), orzo e segale. È importante, quindi, evitare sempre gli alimenti che contengono questi cereali, che siano in forma di farine, integrali, decorticati o processati (a meno che non siano deglutinati).

Tuttavia, non è sufficiente eliminare questi prodotti contenenti farine da cereali con glutine. Anche piccole quantità di glutine (come una mollica di pane) possono provocare disturbi intestinali nel celiaco.

Per questo, secondo le normative europee, gli alimenti possono essere segnalati come “senza glutine” quando contengono meno di 20 (parti per milione) o 20 milligrammi per kg di glutine. Attenzione, invece, quando l’indicazione non è presente. Infatti, alcuni prodotti “insospettabili” potrebbero contenere glutine: occorre porre attenzione alle etichette di molti acquisti, perché prodotti confezionati come sughi e salse, zuppe, dolci al cucchiaio, caramelle, salumi e cibi pre-pronti possono contenere glutine aggiunto.

Infatti, il glutine è molto usato come addensante. Poiché si tratta di un allergene, se è presente sarà indicato in grassetto.

Per lo stesso motivo i celiaci devono sempre prestare attenzione in cucina per evitare contaminazioni, per esempio tenendo lontano il pane contenente glutine che potrebbe rilasciare molliche e utilizzando utensili diversi se cucinano anche cibi contenenti glutine.

Inoltre, è consigliato verificare che i ristoranti in cui si recano pongano le dovute attenzioni per evitare questo tipo di contaminazioni, per esempio consultando i locali aderenti al Programma Alimentazione Fuori Casa dell’Associazione Italiana Celiachia.

Quindi, a casa è abbastanza semplice assumere pasti equilibrati, che abbinino una fonte di carboidrati priva di glutine (preferibilmente integrale) a una fonte di proteine, una di grassi insaturi e un vegetale.

Oggi, i prodotti senza glutine presenti sul mercato sono molti e hanno gusto, aspetto e consistenza molto simili alle loro versioni con glutine, grazie a un sapiente uso di farine differenti e addensanti alternativi o alla deglutinazione (processo chimico-fisico che elimina il glutine dall’alimento).

I prodotti per celiaci presentano la dicitura “Senza glutine” o “Specificamente formulato per persone celiache”, che significa che contengono al massimo una soglia molto bassa e innocua di questo complesso proteico (20 mg per chilogrammo di prodotto).

Alcuni cibi presentano il bollino di certificazione dell'AIC, il classico cerchio con una spiga di grano sbarrata.

Le persone celiache possono consumare alimenti senza glutine appositi e quelli naturalmente privi di glutine, come riso, mais, patate, quinoa, amaranto, fonti proteiche (legumi, uova, carni, pesci, latticini), verdura, frutta, semi, oli vegetali e frutta secca.

I celiaci non possono mangiare qualsiasi alimento che contenga una qualsiasi varietà di grano, orzo e segale e loro derivati (pasta, prodotti da forno, couscous, salsa di soia, derivati del malto come la birra, lievito di birra, alcuni alcolici aromatizzati).

Il riso è naturalmente senza glutine e rappresenta una fonte di carboidrati di eccellenza nell’alimentazione per celiaci.

I celiaci possono consumare solo pizze senza glutine, poiché normalmente la pizza viene preparata con farine di grano, contenenti glutine. Le pizze senza glutine possono essere realizzate con farina di riso, mais, miglio, sorgo, pseudocereali (quinoa e amaranto), castagne, grano saraceno o legumi (come ceci e lenticchie).

A meno che non sia presente un’intolleranza al lattosio o problemi con altre componenti del latte, ai celiaci non fanno male latte e latticini.

La birra è un derivato dell’orzo, che contiene glutine, quindi non è ammessa nell’alimentazione per celiachia. Sul mercato sono disponibili alcune birre senza o a basso contenuto di glutine, realizzate a partire da altri cereali o a partire da orzo ma successivamente deglutinate.

Rischi di una Dieta Senza Glutine Non Necessaria

Esclusi i benefici, le persone sane devono considerare anche un'altra potenziale insidia della dieta priva di glutine: ovvero il maggior apporto di metalli pesanti (arsenico, cadmio, piombo e mercurio).

Il tema della contaminazione da metalli pesanti dei prodotti senza glutine è dibattuto già da qualche anno all'interno della comunità scientifica: all'interno della quale l'interesse è cresciuto di pari passo con l'adozione della dieta senza glutine da parte dei non celiaci.

Dopodiché, su un gruppo ristretto di persone a dieta senza glutine, sono stati misurati i livelli di arsenico (totale) nelle urine.

«Il consiglio, per chi attraversa questa fase della vita, è quello di ridurre il consumo di pesci di grande taglia come lo spada e il tonno - chiosa lo specialista -. Più in generale, invece, posso ribadire l'importanza di seguire una dieta equilibrata, ma soprattutto varia. L'indicazione vale anche per i celiaci, che per necessità sono chiamati a seguire la dieta senza glutine».

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