Regimi alimentari a base vegetale (PBDs, Plant-Based Diets), caratterizzati da un certo grado di esclusione di alimenti di origine animale, stanno diventando sempre più comuni e popolari tra adulti, adolescenti, e bambini, che spesso seguono il modello alimentare scelto dalle loro famiglie. Quasi il 10% degli italiani (secondo dati Eurispes i vegetariani sono il 7,2% e i vegani il 2,3%) segue un’alimentazione vegetariana o vegana e fra loro ci sono molti bambini. L’Italia si attesta tra i paesi del mondo con una percentuale più alta di persone che scelgono un’alimentazione a base vegetale.
Cosa Mangiano i Bambini Vegetariani e Vegani?
Per alimentazione vegana si intende invece quella che esclude i derivati animali diretti e indiretti (anche latte, formaggi e uova). Esistono varianti sul tema con nomi curiosi che avrete certamente sentito nominare, come la dieta “pescetariana”, dove è contemplato il consumo di pesce, ma non di carne. Le persone che seguono un’alimentazione plant-based in Italia, calcolando anche quelle flexitarian, sono più del 10% della popolazione. Molte di queste persone sono bambini e giovani adulti in età fertile e questo pone una nuova sfida in pediatria: quella di poter accogliere queste famiglie dando indicazioni corrette su tale scelta dietetica.
L'Alimentazione Vegana nei Bambini: Un Tema Controverso
L’alimentazione vegana nei bambini è spesso fonte di critiche da parte dell’opinione pubblica. Quando un genitore dice “i miei bambini sono vegani” si sente sotto attacco. La letteratura scientifica avverte che bisogna sempre distinguere tra diete a base vegetale ben pianificate e non, in modo da avere studi che non le mescolino in un unico gran calderone come avveniva in passato. Facciamo l’esempio della “dieta dell’ananas”, un’assurda moda che puntualmente viene proposta da alcune riviste di moda con l’arrivo dell’estate.
Linee Guida e Raccomandazioni
Secondo l’autorevole posizione dell’Academy of Nutrition and Dietetics: “Le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete totalmente vegetariane o vegane, sono salutari, nutrizionalmente adeguate e possono apportare benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. È importante sottolineare che per “ben pianificata” si intende una dieta vegana o vegetariana integrata con vitamina B12, in tutte le età della vita e in maniera continuativa.
Nei bambini vegani o vegetariani i vantaggi risiedono in una minor incidenza di sovrappeso e obesità, patologie complesse che interessano più di un terzo della popolazione infantile italiana e che aprono le porte alla sindrome metabolica da adulti, ad alcuni tumori e a patologie infiammatorie e neurodegenerative. Quasi tutte le società scientifiche dei vari paesi si pronunciano ormai favorevoli a una dieta vegana nei bambini, purché seguita da persone qualificate per accertarsi che i genitori apprendano le nozioni base per pianificarla correttamente.
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Bambini Vegani: Quali Rischi?
In età pediatrica è fondamentale che i PBDs, soprattutto nei primi 1.000 gironi di vita, siano assunti sotto stretto controllo medico, monitorati da professionisti adeguatamente formati, conoscitori dei rischi e impatti sulla salute e laddove necessario, poter intervenire con un supporto a base di integratori vitaminici e micronutrienti, al fine di evitare carenze nutrizionali o l’esposizione a possibili malattie correlate. Il loro consumo, specie in età pediatrica va adeguatamente soppesato, tenendo conto dell’età bambino, del contesto di salute generale, dei bisogni specifici che in ambito nutrizionali variano sensibilmente a seconda delle fasi dello sviluppo. Attenzione che va prestata soprattutto nei primi 1.000 giorni in cui si giocano le carte per la buona salute a lungo termine in relazione allo sviluppo neurologico, alla crescita del peso corporeo e alla predisposizione alle malattie non trasmissibili. In questo contesto, l’alimentazione ha un impatto importante nel contribuire a alimentare la buona salute, pertanto le diete in questa fase critica vanno attentamente e adeguatamente pianificate. Benché non si attestino, potenzialmente, dagli studi di letteratura considerati effetti dannosi delle diete prive di alimenti animali nei bambini, è evidente il rischio di carenze nutrizionali che richiedono un supporto collaterale.
Nutrienti Critici nell'Alimentazione Vegana
Nell’alimentazione vegana nei bambini i nutrienti critici sono la vitamina B12, il calcio, lo zinco, gli Omega-3, la vitamina D. Secondo alcune società scientifiche sono nutrienti critici anche le proteine, il ferro e lo iodio. Per gli adulti esistono diverse posologie possibili, con cadenza quotidiana o bisettimanali, ma in età pediatrica è preferibile scegliere un’integrazione quotidiana.
Vitamina B12
Questa vitamina è unica e particolare: non viene prodotta né dai vegetali né dagli animali, ma da batteri che normalmente si trovano nel terriccio. Gli animali erbivori, invece, brucano l’erba strappando con essa parte sue radici, contaminate dal terriccio, e ottengono così la vitamina B12. Tuttavia, gli animali di allevamento intensivo che si nutrono di soli mangimi devono assumere per lo più integratori di vitamina B12 per soddisfare i propri fabbisogni. Oggi, la carenza di vitamina B12 è considerata un problema globale, sia per le migliori condizioni igieniche dei vegetali che consumiamo, ma anche perché i derivati animali si ottengono quasi sempre da allevamenti intensivi dove purtroppo i livelli di B12 nelle carni sono scarsi, perché la vita media degli animali di allevamento si è abbassata vertiginosamente nel giro di pochi decenni: gli animali crescono in fretta e raggiungono il peso per essere abbattuti ben prima di aver accumulato buoni nutrienti nelle loro carni. Per contrastare la tendenza alla carenza della popolazione in molti paesi vi è l’abitudine di acquistare alimenti fortificati, per garantire livelli ottimali di questo e altri micronutrienti.
Calcio
Le fonti vegetali di calcio sono davvero tantissime, ma è importante non solo ottenere il calcio, ma anche assimilarlo grazie alla vitamina D. Ricordo che la carenza di vitamina D attualmente è endemica nella popolazione generale, probabilmente a causa dello stile di vita con poca esposizione solare e lavori sedentari che ci portano a stare sempre più tempo in spazi chiusi invece che all’aria aperta. Per quanto riguarda il calcio le fonti vegetali sono i legumi, i cereali integrali, le verdure della famiglia del cavolo (cavolfiore, cavolo romano, cime di rapa e così via), la rucola, le erbe aromatiche, le mandorle e la loro crema, il sesamo e la crema tahin, le bevande vegetali addizionate di calcio, il tofu, le acque “calciche” ovvero con alto residuo di calcio. È importante sottolineare che l’assunzione di latte e latticini non è obbligatoria secondo la letteratura scientifica, si tratta di un falso mito. Questo può rassicurare vegani, allergici alle proteine del latte vaccino e le persone con intolleranza grave al lattosio.
Omega-3
Gli omega-3 sono grassi “buoni” che aiutano lo sviluppo del sistema nervoso centrale, vista compresa. Durante la crescita è fondamentale garantire ottime fonti di precursori di omega-3, prestando però attenzione al rapporto Omega-6:omega3. Entrambi finiscono in un imbuto che li converte nelle forme che utilizziamo. Se ci sono troppi omega-6 rischiamo di non poter utilizzare adeguatamente gli omega-3 vegetali.
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Iodio
L’assenza di pesce nella dieta potrebbe teoricamente causare una carenza di iodio, tuttavia nella popolazione italiana è raccomandato l’uso di sale marino iodato che può coprire i fabbisogni di vegani e vegetariani, così come quelli degli onnivori.
Proteine
Secondo alcune società scientifiche i bambini vegani sarebbero a rischio di deficit proteico, in particolare il timore era legato alla difficoltà di ottenere tutti gli amminoacidi essenziali, dal momento che alcuni di questi sono meno rappresentati in alcuni alimenti vegetali. In realtà questo timore è infondato, dal momento che oggi è più facile l’eccesso proteico che non il contrario. Il fabbisogno proteico dei bambini è presto raggiunto attraverso la combinazione dei seguenti gruppi di alimenti vegetali: legumi, cereali, frutta a guscio e semi oleosi, frutta e verdure. Tutti infatti contengono proteine, ma soprattutto ciascun gruppo alimentare contiene amminoacidi essenziali in maniera complementare ad altri gruppi. Questo però è solo uno schematismo utile per assicurarsi che i genitori garantiscano un buon apporto proteico nella maggior parte dei pasti. In realtà basta ruotare tutti gli alimenti vegetali nell’arco della giornata. Se infatti in un pasto i legumi non venissero consumati, per fare un esempio, magari perché siete fuori di casa e capitate in un ristorante dove l’unico piatto vegano è la pasta al pomodoro, non succede nulla all’organismo del bambino.
Ferro
Quando si tratta di nutrizione in età pediatrica è molto importante concentrarsi sui nutrienti chiamati “critici”, cioè difficili da reperire nelle giuste quantità. Il ferro per esempio è un nutriente critico in età evolutiva, perché i bimbi crescono in fretta e ne consumano molto, ma non è così facile soddifarne il fabbisogno. Avere delle accortezze nella nutrizione infantile è doveroso da parte di tutti i genitori.
È Giusto Crescere Bambini Vegani?
A oggi un pediatra non ha motivo di sconsigliare l’alimentazione vegana o vegetariana nei bambini, dal momento che la letteratura scientifica si è espressa favorevolmente, tuttavia deve ricordare ai genitori l’importanza di una dieta bilanciata, completa e pianificata ma anche dell’integrazione. Le famiglie vegane potrebbero incontrare alcune difficoltà nel percorso, come l’adattamento del menù scolastico o dei ristoranti. Nonostante il 10% della popolazione segua questa alimentazione sono ben poche le scelte fuori casa, eccezion fatta per le grandi città. Ciò può rendere difficile la quotidianità dei bambini vegani e vegetariani e certamente anche di questo dovranno tenere conto i genitori. Quanto alle difficoltà legate all’accettazione da parte di altri bambini ad oggi non sembrano esserci problemi: nella società attuale i bambini vivono molteplici diversità e sono molto più abituati a comprenderle e tollerarle rispetto alla generazione dei loro genitori.
Consiglio sempre ai genitori vegani o vegetariani di vivere con molta normalità la propria alimentazione, senza etichettarsi come diversi dagli altri e soprattutto senza proiettare sui figli quella che è stata una scelta molto personale, che fa parte del loro cammino e della loro sensibilità. I figli probabilmente resteranno molto vicini a questa scelta, ma se ne allontaneranno tanto più quanto è stata vissuta come un’imposizione, un obbligo o con il peso di motivazioni etiche che non hanno maturato attraverso un percorso autonomo. Ogni bambino ha il suo percorso personale e un giorno è destinato a trarre le sue conclusioni. L’elasticità è molto importante durante la loro crescita, mentre la rigidità è un boomerang. Come in tutte le scelte che i genitori operano per i figli ci sarà un momento in cui questi le passeranno al vaglio, alcune le faranno proprie e altre no.
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Rischi dell'Alimentazione Vegana non Correttamente Pianificata
I rischi dell’alimentazione vegana possono essere molteplici. Questi si verificano quando in una dieta fai da te le persone, eliminando alcuni nutrienti, non ne aggiungono degli altri che vanno a compensare. Le carenze nutrizionali si verificano quando non si presta attenzione a fornire al proprio corpo tutti i nutrienti necessari. Alcuni nutrienti critici, che possono essere carenti in una dieta vegana, includono vitamina B12, vitamina D, ferro, calcio, zinco, iodio e omega-3 a catena lunga. La mancanza di questi nutrienti può portare a problemi di salute come anemia, osteoporosi, compromissione del sistema immunitario e disfunzioni cognitive. La vitamina B12 è presente principalmente negli alimenti di origine animale e svolge un ruolo importante nella formazione dei globuli rossi e nella salute del sistema nervoso. La mancanza di vitamina B12 può causare anemia megaloblastica e danni neurologici.
Mentre le proteine vegetali sono presenti in molti alimenti vegani, spesso non sono complete e non forniscono tutti gli amminoacidi essenziali in quantità sufficiente. Il calcio è essenziale per la salute delle ossa e dei denti, mentre la vitamina D aiuta l’assorbimento del calcio. Poiché i latticini sono esclusi dalla dieta vegana, è importante assicurarsi di ottenere abbastanza calcio da fonti vegetali come verdure a foglia verde, tofu e alimenti fortificati.
Gli alimenti di origine animale contengono ferro eme, che viene assorbito più facilmente dal corpo rispetto al ferro non eme presente negli alimenti vegetali. Pertanto, le persone che seguono una dieta vegana dovrebbero prestare attenzione all’assunzione di fonti vegetali di ferro e considerare l’associazione con alimenti ricchi di vitamina C per migliorarne l’assorbimento. Per quanto riguarda i bambini e gli anziani, l’alimentazione vegana può essere più complessa e richiede una pianificazione ancora più attenta per garantire tutte le esigenze nutrizionali. Durante le fasi di crescita e sviluppo, i bambini hanno bisogno di nutrienti essenziali per sostenere la crescita ossea e muscolare, il sistema nervoso e il sistema immunitario.
Consigli e Raccomandazioni
È opportuno, quindi, che il medico suggerisca ai genitori che vogliono avviare il proprio lattante alla dieta vegana di posticipare questa scelta almeno all’età scolare. Le diete di tipo vegetariano (plant-based) sono sempre più diffuse tra la popolazione occidentale, anche in età pediatrica. Tutte queste diete, per le loro caratteristiche di esclusività e rigidità, sono chiaramente incompatibili con un'adeguata crescita in età pediatrica in quanto non in grado di rispondere ai fabbisogni nutrizionali ed energetici di particolari epoche di vita quali gravidanza, allattamento e prima infanzia.
Per questo motivo in una alimentazione vegetariana è fondamentale che, nell'arco del giorno, siano alternati alimenti vegetali di diversi gruppi (soprattutto cereali e legumi) in modo da compensare la carenza di un aminoacido in un alimento con la presenza dello stesso in un altro alimento. Alcune Società Scientifiche a questo proposito consigliano ai soggetti che seguono diete vegetariane l'adozione di alcune strategie per aumentare la biodisponibilità di questi micronutrienti quali la lievitazione acida del pane e la germinazione, la macinazione e l'ammollo dei cereali e dei legumi (ognuna di queste azioni riduce il contenuto e gli effetti dell'acido fitico, grazie anche all'attivazione di fitasi endogene).
Tabella riassuntiva dei fabbisogni di calcio nei bambini (FAO/WHO):
| Età | Fabbisogno di Calcio (mg/die) |
|---|---|
| 0-6 mesi | 300 |
| 7-12 mesi | 400 |
| 1-3 anni | 500 |
| 4-6 anni | 600 |
| 7-9 anni | 700 |
| 10-18 anni | 1300 |
Per soddisfare il giusto fabbisogno di calcio, i soggetti vegani devono pertanto ricorrere ad una specifica supplementazione ed eventualmente adottare alcuni accorgimenti (es. I bambini a dieta vegana sono a rischio maggiore di carenza iodica perché il contenuto di iodio nella frutta e nella verdura dipende dalla quantità del minerale nel terreno, nei fertilizzanti e nei prodotti utilizzati per l'agricoltura per cui devono assumerlo con integratori.
Gli adolescenti vegani possono essere carenti, soprattutto se poco esposti al sole o di pelle scura. È stato osservato un'assunzione di vitamina D e di calcio due volte più basso nei vegetariani rispetto al gruppo di controllo, e la concentrazione ematica di 25 OH vitamina D era due volte inferiore nei vegetariani. Anche la osteocalcina (marker di deposizione ossea) presenta una significativa carenza nei vegetariani. Una dieta a base vegetale può far bene alla salute per la presenza di un buon apporto di fibra, Sali minerali, vitamine idrosolubili e cereali integrali ma bisogna comunque porre attenzione al consumo di alimenti eccessivamente trasformati, nel variare il più possibile le scelte alimentari quotidiane.