La perdita di peso è un obiettivo difficile da raggiungere e mantenere a causa della graduale diminuzione del metabolismo basale che porta al recupero del peso.
Il Ruolo del Microbiota Intestinale
I trilioni di batteri presenti all’interno del nostro intestino giocano diversi ruoli significativi nel nostro corpo. Ricerche recenti suggeriscono infatti che il nostro microbioma intestinale possa influenzare la nostra capacità di perdere peso.
Il ripristino della diversità e della normale funzione del microbiota intestinale è fondamentale per mantenere il normale metabolismo e l’omeostasi. Duemila e mezzo anni fa, Ippocrate - il padre della medicina moderna - credeva che tutte le malattie iniziassero nell’intestino.
Sapeva poco dell’anatomia dell’intestino, per non parlare dei 100 trilioni di microbi che ci vivono, ma come stiamo imparando due millenni dopo, Ippocrate era sulla giusta strada.
Come il Microbiota Influisce sul Peso
Il microbiota intestinale influisce anche su come il corpo utilizza e trasforma le calorie. Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha messo in luce un protagonista inaspettato per quanto riguarda il controllo del nostro peso: il microbiota intestinale, cioè l’insieme dei miliardi di microrganismi che popolano l’intestino.
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La sua composizione non è soltanto lo specchio della dieta che seguiamo, ma può influenzare direttamente il modo in cui assimiliamo le calorie, regoliamo il metabolismo e persino il rischio di accumulare grasso. Da qui l’idea che per perdere i chili di troppo potrebbe essere utile modulare il microbiota intestinale.
Diversi studi clinici hanno dimostrato che esiste una relazione stretta tra obesità e alterazioni del microbiota. Non solo: il microbiota sembra influire anche sul senso di fame e sazietà, grazie alla produzione di molecole che dialogano con l’intestino e con il cervello.
Alcuni batteri, per esempio, sono in grado di produrre acidi grassi a corta catena che contribuiscono a regolare il metabolismo energetico e il consumo delle riserve di grasso.
Studi e Ricerche sul Microbiota
Per capire quale effetto hanno i batteri intestinali di una persona sulla perdita di peso, i ricercatori hanno esaminato 105 persone in sovrappeso, tutte arruolate in un programma della durata di un anno.
Gli scienziati hanno anche registrato specifici marcatori del metabolismo nel sangue, come i livelli di colesterolo, per capire con quanta facilità ogni partecipante avrebbe potuto bruciare i grassi. I ricercatori hanno quindi confrontato le persone che avevano perso peso (almeno l’1% del loro peso corporeo in media ogni mese) con quelle il cui peso era rimasto lo stesso.
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Ma differenti erano i tipi di batteri intestinali presenti nei due gruppi. Nelle persone che avevano perso più peso erano presenti più enzimi batterici benefici nell’intestino. I ricercatori hanno anche scoperto che la crescita di colonie batteriche, in particolare i batteri Prevotella, aiuta a produrre livelli più elevati di sostanze salutari come gli acidi grassi a catena corta.
Questa teoria trova riscontro nei risultati di un altro esperimento condotto da Reiner Jumpertz nel 2011 del National Institute of Health di Phoenix, Arizona. Jumpertz somministra a un gruppo di volontari una dieta a calorie fisse, misurando le calorie residue nelle feci. Questo cambiamento nella composizione del microbiota intestinale corre parallelo alla diminuzione di calorie estratte nelle loro feci. L’insieme dei risultati di questi studi dimostra la capacità dell’ecosistema microbico intestinale di estrarre energia dalla nostra dieta.
Uno studio recente ha rivelato come una tipica dieta occidentale porti all’aumento di peso e all’insulino-resistenza nei topi, a causa della produzione microbica di acidi grassi a catena ramificata.
Il Ruolo di Akkermansia Muciniphila
Akkermansia muciniphila è una delle specie del nostro microbiota che varia parecchio, in termini di abbondanza, fra i soggetti normopeso e obesi. Meno Akkermansia ha una persona, più alto è il suo BMI. Vive, come suggerisce il nome, sulla superficie dello spesso strato di muco che ricopre l’intestino (muciniphila significa amante del muco).
Questo muco forma una barriera che impedisce ai microrganismi residenti nell’intestino o assunti con la dieta di migrare nel sangue. Conducendo un nuova ricerca, il professore e il suo gruppo di ricercatori provano a integrare la dieta di un gruppo di topi con Akkermansia, e scoprono subito una diminuzione significativa di livelli di LPS, un incremento della produzione di nuove cellule da parte del tessuto adiposo e, soprattutto, la perdita di peso.
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I topi con Akkermansia diventano anche più sensibili alla leptina, il che significa che il loro appetito diminuisce.
Strategie per Modulare il Microbiota
Quando si affronta un percorso di dimagrimento, l’attenzione si concentra spesso su calorie, attività fisica e motivazione. Tuttavia, c’è un elemento meno visibile ma fondamentale che può condizionare il successo di una dieta: il microbiota intestinale.
La composizione del microbiota è molto sensibile e può essere compromessa da numerosi fattori. I cambiamenti improvvisi nell’alimentazione - come l’inizio di una dieta drastica o monotona - possono alterare l’equilibrio batterico. Quando si avvia un percorso alimentare per perdere peso, è importante considerare l’impatto della dieta anche sulla flora intestinale.
È consigliabile seguire un regime ricco di vegetali, cereali integrali, legumi e cibi fermentati, che nutrono i batteri buoni e favoriscono una composizione microbica favorevole al metabolismo.
Probiotici e Prebiotici
I probiotici sono microrganismi che svolgono azioni benefiche per la nostra salute quando vengono assunti con gli alimenti o come integratori (1). Ci sono centinaia di batteri differenti che vivono nel sistema digestivo.
Studi epidemiologici condotti sull’uomo negli ultimi anni dimostrano che l’aumento di peso relativo alla nostra specie non è dovuto al cibo extra mangiamo, né alla nostra mancanza di attività fisica. Alcune ricerche indicano addirittura che al giorno d’oggi mangiamo meno di quanto facevamo decenni fa, e facendo mediamente altrettanto esercizio fisico.
Sono stati inoltre dimostrati i benefici della dieta mediterranea (MedDiet) sui disturbi metabolici legati all’obesità. Le diete contenenti acidi grassi omega-3 sono protettive contro l’obesità e altri disturbi metabolici, grazie a un numero maggiore di batteri appartenenti ai generi Bifidobacterium e Lactobacillus e a livelli più elevati di Akkermansia muciniphila.
Digiuno Intermittente e Microbiota
Una strategia alimentare sempre più diffusa è il digiuno intermittente. Diversi studi hanno anche dimostrato che il digiuno intermittente ha portato a una perdita di peso dello 0,813% in individui sovrappeso od obesi per un periodo da 2 settimane a 1 anno senza effetti avversi.
Analisi del Microbiota
Oggi è possibile sottoporsi facilmente a un’analisi del microbiota:
- Raccolta del campione.
- Questionario informativo.
- Analisi di laboratorio.
Il campione viene inviato a un laboratorio specializzato, dove si estrae il DNA microbico. Il referto del microbiota può orientare strategie mirate. Per esempio serve a identificare squilibri associati a obesità e rischio cardiometabolico, anche prima che si manifestino. Oppure a monitorare l’effetto di un piano nutrizionale così come l’uso di probiotici, prebiotici e simbiotici.
È importante sottolineare che il test del microbiota non va interpretato in autonomia. I risultati possono essere complessi e devono essere inseriti in un quadro più ampio che comprende anamnesi, stile di vita, parametri clinici e obiettivi personali.
Meta-Analisi sull'Efficacia di Probiotici e Sinbiotici
Una recente revisione sistematica con meta-analisi ha esaminato l'efficacia di probiotici e sinbiotici sulla composizione corporea e sui parametri antropometrici negli adulti, analizzando 200 studi clinici randomizzati controllati che hanno coinvolto complessivamente 12.603 partecipanti. Questa rappresenta la più ampia revisione mai condotta sull'argomento, fornendo evidenze robuste sui benefici di questi interventi nutrizionali attraverso una meta-analisi dei dati raccolti.
I risultati hanno dimostrato che l'integrazione con probiotici o sinbiotici ha prodotto riduzioni statisticamente significative in diversi parametri chiave:
- Peso corporeo: riduzione media di 0,91 kg
- Indice di massa corporea (BMI): diminuzione di 0,28 kg/m²
- Circonferenza vita: riduzione di 1,14 cm
- Rapporto vita-fianchi: miglioramento di 0,01
- Massa grassa: diminuzione di 0,92 kg
- Percentuale di grasso corporeo: riduzione dello 0,68%
È importante notare che questi interventi non hanno influenzato negativamente la massa magra o la massa muscolare, suggerendo che la perdita di peso è stata selettiva per il tessuto adiposo.
Meccanismi d'Azione
I probiotici esercitano i loro effetti benefici sulla composizione corporea attraverso diversi meccanismi biologici interconnessi. Uno dei principali riguarda la modulazione dell'assorbimento lipidico e l'aumento dell'ossidazione degli acidi grassi, che contribuisce alla riduzione delle dimensioni degli adipociti.
Un altro meccanismo rilevante è l'inibizione dell'adipogenesi attraverso la produzione di acido linoleico coniugato (CLA), che interferisce con i processi di formazione di nuovo tessuto adiposo. I probiotici stimolano inoltre la secrezione di ormoni intestinali che promuovono il senso di sazietà, come il GLP-1 e il peptide YY, contribuendo al controllo dell'appetito e alla riduzione dell'intake calorico.
Tabella: Effetti di Probiotici e Sinbiotici sui Parametri Antropometrici
| Parametro | Variazione Media |
|---|---|
| Peso corporeo | -0.91 kg |
| BMI | -0.28 kg/m² |
| Circonferenza Vita | -1.14 cm |
| Massa Grassa | -0.92 kg |
| Percentuale di Grasso Corporeo | -0.68% |