Il nostro bambino ha 8 mesi e già da qualche settimana abbiamo avviato lo svezzamento. Magari è un vero mangione, curioso di assaggiare nuovi cibi e consistenze, oppure è parecchio selettivo e sembra non mangiare volentieri. Qualsiasi sia il suo approccio al mondo dell'alimentazione complementare, a 8 mesi è giunto il momento di sbizzarrirci con preparazioni più fantasiose e magari gustose.
Quando organizziamo il menu per un bambino di 8 mesi, dobbiamo innanzitutto garantire una dieta bilanciata che fornisca tutti i nutrienti essenziali per la sua crescita e sviluppo.
È importante ricordare che i bambini oltre i 6 mesi hanno necessità di integrare la dieta con cibi solidi oltre al latte materno. Intorno all’anno, il latte materno da solo non fornisce tutti i nutrienti di cui un bambino in crescita ha bisogno. Il latte resta comunque l'alimento principale.
Cosa può mangiare un bambino di 8 mesi?
A questa età, l’alimentazione è sufficientemente varia rispetto ai due/quattro mesi precedenti, in quanto egli ora può mangiare sia carne rossa che bianca, pesce, alcuni latticini e formaggi, frutta, verdura e cereali. I pasti della giornata sono, di norma, quattro: due saranno composti da latte (materno, artificiale o animale) e due saranno delle pappe fatte da più ingredienti. Ma vediamo più nello specifico cosa mangia un bebè di 8 mesi e come sono composti i pasti.
- Verdure: A partire dal settimo/ottavo mese di vita, è possibile somministrare la zucca, i fagiolini, gli spinaci e i finocchi, dal momento che il neonato si è abituato alla novità e può gradualmente introdurre sempre più fibre. Sono verdure che vanno impiegate sempre come base per il brodo della pappa, oppure passate col passaverdura.
- Frutta: La frutta che andrete a proporre al vostro bambino sarà rigorosamente biologica e lavata perfettamente, da somministrare grattugiata oppure omogeneizzata.
- Cereali: A partire dai 6-8 mesi di vita, è possibile introdurre gli alimenti che contengono il glutine, la proteina che si trova in alcuni cereali, come il frumento, l’orzo, la segale e l’avena, e che potrebbe non essere tollerata.
- Pesce: Il pesce può essere introdotto solo a partire dagli 8 mesi nella misura di 2-3 volte a settimana. Questo va aggiunto alla pappa, al posto della carne, oppure condito con olio EVO e passato di verdure. Nei supermercati lo trovate sia liofilizzato che omogeneizzato, oppure potete usarlo fresco o surgelato, da cuocere al vapore o bollito, per poi passarlo. I pesci migliori sonno quelli magri, come trota, nasello, merluzzo, dentice, palombo, cernia, luccio, sogliola, branzino, orata e rombo. Da evitare crostacei e molluschi.
- Latticini e Formaggi: Oltre alla carne e il pesce, con il compimento dell’ottavo mese è possibile proporre al bambino anche i loro derivati, ovvero latte, latticini, formaggi e prosciutto. Nello specifico, è possibile far mangiare latte adattato di proseguimento, yogurt, ricotta, crecenza, parmigiano reggiano, grana padano grattugiato e farine lattee, tutti ingredienti da aggiungere alle pappe del piccolo e da alternare a qualche poppata di latte materno, ove possibile.
È bene alternare la carne, al pesce e ai formaggi, fonti di proteine. Verso i 10 mesi, fa il suo ingresso anche l'uovo.
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Esempio di Menu Settimanale
Dagli 8 ai 10 mesi il bambino aumenta il numero dei pasti e dei cibi solidi per cui dovrebbero essere 3 i pasti da fare al giorno, e 1 o 2 spuntini a completare la giornata. Pappa a base di brodo vegetale o di carne con 30 g di cereali (pastina, pane, semolino, creme multicereali, fiocchi) con formaggio (30-40 g) o ricotta o prosciutto cotto magro (1/2 omogeneizzato o prodotto fresco, 30 g).
La merenda è un ottimo momento per introdurre frutta fresca e snack nutrienti nella dieta.
Ecco un esempio di come potrebbe essere strutturata la giornata alimentare:
- Mattina: Latte materno o formula
- Metà mattina: Omogeneizzato di frutta o vasetto di frutta e yogurt
- Pranzo: Pappa a base di verdure, carne, cereali e olio. Una volta a settimana si può sostituire l'omogeneizzato di carne con quello di pesce.
- Pomeriggio: Latte materno o formula
- Cena: Simile al pranzo, con verdure, carne, cereali e olio. A fine pasto, un paio di cucchiaini di omogeneizzato di frutta.
Chi usa regolarmente il Bimby in cucina potrà certamente preparare velocemente tante pappe gustose. In linea generale potete organizzarvi come preferite.
Consigli utili
Lo schema e la quantità dei pasti è indicativa: tutti i bambini nella fascia 8-10 mesi sanno perfettamente regolarsi in base alle proprie esigenze e ai propri gusti, quindi è più che opportuno non insistere mai affinchè inghiotta più di quanto dimostri di gradire. Il rischio è di creare in lui un’avversione per il cibo e anche di trasformare il momento dei pasti in un incubo per lui e per te.
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Indipendentemente dalla tecnica scelta è in ogni caso venuto il momento di regalargli il cucchiaio: dapprima come gioco e, quando avrà imparato a maneggiarlo, insegnandogli a usarlo per portare il cibo alla bocca. Occorre essere pazienti, molto pazienti. Ma soprattutto perché, cucchiaio alla mano, imparerà molto rapidamente a lanciare gran parte del cibo un po' dovunque.
Inoltre bisogna ricordarsi di offrire al vostro bambino, in questo periodo, più affetto del solito, abbracci e baci.
Autosvezzamento
Negli ultimi anni si sta diffondendo l'autosvezzamento o alimentazione complementare a richiesta. Lo svezzamento classico prevede l'offerta di una "pappa" prestabilita a orari fissi, l'autosvezzamento, viceversa, prevede che il bambino sia libero di scegliere quando e quali cibi "assaggiare".
Si basa fondamentalmente sull’idea che i bambini possano tranquillamente iniziare l’alimentazione complementare mangiando gli stessi cibi di mamma e papà, seduti a tavola con loro. È una forma di alimentazione a richiesta, che rispetta la capacità del bambino di autoregolarsi: gli permette di scegliere qualità e quantità dei cibi, gli stessi che consumano i genitori, ovviamente preparati in modo che li possa mangiare ed evitando quelli non adatti o a rischio soffocamento. Anche l’uso delle mani per prendere gli alimenti è un modo per sviluppare l’autonomia del piccolo.
Non tutti i pediatri e i nutrizionisti infantili concordano con questo approccio, sia per una questione di qualità degli alimenti sia per una questione di modalità di preparazione delle pietanze.
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