L’organismo umano tende in modo naturale alla vita, alla salute e alla guarigione. Un corretto stile di vita contribuisce, infatti, a migliorare lo stato di salute e l’alimentazione, la respirazione e l’attività fisica sono le funzioni che permettono al nostro corpo di mantenere il suo equilibrio. La Bioterapia Nutrizionale® si basa sull’attivazione metabolica, nessuna limitazione degli alimenti, nessuna limitazione calorica ma parte dal concetto primario della conoscenza dell’ alimento, delle sue associazioni e delle differenti modalità di cottura, partendo dal concetto che il cibo è la prima medicina che il corpo dal primo vagito riconosce come parte di se.
La Bioterapia Nutrizionale è una metodica estremamente versatile che sfrutta le proprietà degli alimenti, le loro associazioni e i metodi di cottura a scopo terapeutico. Nasce circa 40 anni fa dagli studi della dott.ssa Domenica Arcari Morini. Gli alimenti hanno la capacità di interagire con le funzioni e il metabolismo organici, ripristinando una condizione di equilibrio. L’alimento (o più precisamente le associazioni alimentari) assume valenza farmacologica, potendo intervenire sui meccanismi causa del disturbo o della patologia e ripristinando o riportando a condizioni fisiologiche l’organismo.
La Bioterapia Nutrizionale è la metodica che meglio si adatta a un organismo i cui bisogni sono in trasformazione, come una donna in gravidanza, o durante l’allattamento e il recupero post parto. Il suo obiettivo infatti non è (solo) il raggiungimento di un peso ottimale, ma ritrovare l’equilibrio complessivo degli organi e dei sistemi, che in alcune fasi della vita sono messi sotto stress da eventi esterni o interni. Per questo motivo è anche una metodica applicabile alla prevenzione e affiancabile al trattamento di disturbi e patologie.
La Bioterapia Nutrizionale è un metodo messo a punto dalla Dottoressa Domenica Arcari Morini, che utilizza ogni alimento, e i relativi macronutrienti, come “farmaco”, sia per la prevenzione di tutte le malattie non traumatiche, che per raggiungere i propri obiettivi di benessere. Ciò che è importante sottolineare è che non si tratta di una dieta, secondo l’errata accezione di privazione e sacrificio, ma di un metodo di corretta alimentazione. È applicabile a tutti, nessuno escluso. Ogni pasto deve contenere: carboidrati, proteine, fibre e grassi buoni. Un piatto di pasta non è assolutamente vietato, basta farlo precedere da una porzione d’insalata in modo che non faccia ingrassare come se mangiata sola.
Principi Fondamentali della Bioterapia Nutrizionale
INTRODUZIONE La Bioterapia Nutrizionale è una metodica medica che nasce dalla scoperta della possibilità di impiego terapeutico degli alimenti. Iniziate da circa quarant’anni, ad opera di una singola persona, la pratica e la ricerca continuano oggi da parte di un gruppo di nuovi medici che, dopo aver ampiamente sperimentato clinicamente la validità terapeutica della Bioterapia Nutrizionale, si sono prefissi di portare a compimento nuove ricerche, al fine di convalidare e perfezionare ulteriormente tutte quelle strategie alimentari che vengono messe in atto per curare le più svariate patologie.
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Il primo impatto del medico neofita è la constatazione che gli alimenti sono spesso molto più importanti per le loro proprietà, non ancora del tutto identificate, di interagire con le funzioni ed il metabolismo organico, che per il loro intrinseco valore nutritivo, a proposito del quale tutti hanno sempre ampiamente disquisito. Infatti, nella maggior parte degli studi scientifici che si sono occupati di fisiologia della nutrizione, gli alimenti sono stati elettivamente presi in considerazione per i principi attivi che li caratterizzano, per il calcolo quantitativo delle calorie, qualche volta per il contenuto in oligoelementi.
Nessun organismo è mai perfettamente “sano”, per cui, se non si tiene conto della specificità individuale e delle oscillazioni funzionali, non si potrà mai istituire una dieta dimagrante mirata sulle necessità reali del soggetto in trattamento. A riprova dell’importanza dell’equilibrio ormonale c’è la constatazione della forma fisica del paziente, la cui variazione, a parità di peso e di epoche della vita, dimostra il rapporto diretto che intercorre tra le localizzazioni anatomiche degli accumuli adiposi e gli adattamenti ormonali.
Un accumulo adiposo, localizzato preferenzialmente all’addome ed ai fianchi, è segno di una ridotta funzionalità tiroidea; quando, invece, esso è evidenziabile sulla faccia esterna della coscia, è indice di un accumulo di estrogeni, causato dalla loro ridotta metabolizzazione epatica; infine, il grasso marcatamente depositato nella regione superiore del corpo, in particolare sulla nuca e sulle spalle, evidenzia una condizione di iperandrogenismo.
Pertanto, le soluzioni alimentari dovranno ricreare un equilibrio riguardante la funzione degli organi sollecitati in modo improprio d...
L'Importanza dell'Alimento nella Dieta
Nell’era della medicina tecnologica e specializzata, le sporadiche ancorché oggettive osservazioni circa gli effetti fisiopatologici e le variazioni funzionali, secondarie all’assunzione di determinati alimenti, non hanno mai stimolato i ricercatori ad ipotizzare la possibilità di un loro impiego terapeutico nella patologia umana. Compito della Bioterapia Nutrizionale è quello di studiare e testare il potere farmacologico degli alimenti, dimostrandone i risultati nella pratica clinica; solo chiarendone il razionale dell’impiego terapeutico nelle varie patologie e proponendone schemi d’applicazione capaci di risposte inequivocabilmente costanti, sarà possibile, per questa metodica terapeutica, avere i requisiti necessari per ottenere l’attributo di “scientifica”.
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Ogni alimento non è importante solo per il suo contenuto nutrizionale e per i suoi “principi attivi”, ma anche per tutti i cofattori e per l’insieme armonico che la natura ha predisposto. Se a due soggetti ipertesi si somministrano pillole composte con estratti di aglio o con aglio intero fresco, si vedrà che solo nel secondo caso l’effetto equilibrante sulla pressione arteriosa si manifesterà con riduzione del tono arteriolare, ma anche con la regolazione fisiologica della pressione differenziale; stesso discorso vale per le preparazioni ottenute mediante la macerazione dell’aglio in olio, in quanto, anche in questo caso, la soluzione oleosa conterrà solo le sostanze volatili liposolubili dell’aglio.
Nella letteratura scientifica sono innumerevoli gli esempi di utilizzo dei singoli principi farmacologici contenuti negli alimenti, privilegiando una parte a discapito del tutto. Per esempio, a partire dalle osservazioni empiriche riguardanti l’azione antinfiammatoria dell’ananas, la chimica farmacologica ha estratto da questo frutto il principio attivo “bromelina” proponendolo sotto forma di farmaco brevettato.
Al contrario, in Bioterapia Nutrizionale si impiega il frutto in toto associato con alimenti contenenti vitamina C; i risultati sono molto più intensi ed immediati, in quanto si sfruttano anche le proprietà fluidificanti dell’ananas, con aumento della velocità di circolo e riduzione dei tempi di guarigione. In realtà, ogni prodotto che la natura mette a disposizione dell’uomo veicola sempre una molteplicità di sostanze dotate di un insieme di effetti fisiologici; la conoscenza quantitativa è quella più immediata e superficiale. Non meno importanti sono le informazioni di tipo energetico, direttamente dipendenti dal tipo di alimento, dalla sua integrità biologica e dal modo in cui viene proposto all’organismo.
Cottura e Preparazione degli Alimenti
Per il destino nutrizionale e terapeutico di un alimento, è decisivo anche il sistema di cottura che viene utilizzato. Consideriamo due fettine di carne di vitello, dello stesso peso, cotte in olio nella stessa padella. La prima si bagnerà nell’uovo e poi si metterà nel pan grattato, l’altra prima nel pan grattato e poi nell’uovo; pur impiegando i medesimi ingredienti, viene solamente invertito l’ordine del loro utilizzo.
Il risultato sarà quello di due prodotti profondamente diversi dal punto di vista organolettico e nutrizionale. La carne passata prima nell’uovo e poi nel pan grattato potrà essere utilizzata anche da una persona che soffre di coliche epatiche, in quanto non adsorbirà i lipidi resi saturi dalla temperatura elevata; quella passata prima nel pan grattato e poi nell’uovo avrà un sapore molto più gradevole, ma aggraverà la sintomatologia dei soggetti con patologie epato-biliari, per l’imbibizione lipidica e la denaturazione proteica che, in questo caso, coinvolgerà anche l’uovo.
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Dunque, i sistemi di cottura e gli strumenti utilizzati sono, in Bioterapia Nutrizionale, importanti quanto gli alimenti stessi. Cuocere i cibi nelle casseruole con bordi alti significa far sobbollire, il che determina una ritenzione di liquidi che imbibiscono l’alimento, riducendone notevolmente la digeribilità; al contrario, l’utilizzazione di una pentola o di una padella a bordi bassi e dilatati permette di ottenere: una cottura più rapida, con minore riduzione del potere nutrizionale, una disidratazione che agevola il lavoro dei succhi gastrici ed una minore ossidazione dell’alimento.
Equilibrio Fisiologico e Metabolismo
Di fatto, l’equilibrio e la regolazione fisiologica dell’organismo umano si realizzano prioritariamente attraverso la struttura e l’informazione apportata dagli alimenti. Infatti, lo stato di salute e di nutrizione costituiscono il risultato dell’interazione tra i nutrienti e la loro possibile utilizzazione da parte dell’organismo; quest’ultimo trasforma i nutrienti in energia, che può essere espressa in calorie quantitativamente misurabili.
Il semplice calcolo delle calorie, però, non tiene conto delle riparazioni, delle correzioni e degli eventuali danni che gli alimenti, scissi nei loro principi elementari, riescono a causare. Per esempio, 100 g di pasta al pomodoro si traducono invariabilmente in una precisa quota calorica; tuttavia, le reazioni che possono produrre nell’organismo umano sono molto diverse, a seconda delle variabili individuali del soggetto in trattamento: se ad usufruirne è un individuo con ipofunzione tiroidea, i 100 g di pasta al pomodoro rischiano di ridurre ulteriormente il livello di attività della ghiandola, con conseguente aumento ponderale; se il soggetto è tendenzialmente ipertiroideo, ne trarrà un vantaggio immediato, per l’azione di sedazione neurologica operata dai carboidrati e dal triptofano della pasta; infine, se si è in presenza di un ipertiroidismo marcato, l’aumento della increzione di insulina, secondaria all’assunzione degli idrati di carbonio, provocherà una ulteriore sollecitazione tiroidea, con conseguente poliuria e riduzione del peso corporeo.
In tutti i casi l’associazione alimentare proposta è la stessa, le calorie sono identiche, ma gli effetti fisiologici sono notevolmente differenti. Lo scopo di questo libro è quello di fornire conoscenze, non solo relative ai principi nutrizionali dei vari alimenti e delle loro associazioni, ma anche dei loro diversi destini metabolici, a seconda del contesto clinico nel quale vengono utilizzati.
Le Costituzioni Fisiche e l'Approccio Dietetico Personalizzato
Tenendo sempre in considerazione la costituzione della persona e delle variazioni funzionali intervenendo con gli alimenti in modo mirato in funzione delle necessità della persona trattata. Per questo motivo le diete che elaboro sono tutte diverse, e tengono sempre conto della PERSONA che ho davanti, della sua COSTITUZIONE (spesso anche della costituzione Omeopatica quando il paziente viene spedito dal medico Dr Sansoni) del METABOLISMO (che valuto con l’esame della Bioimpedenziometria), della DISTRIBUZIONE del grasso corporeo, delle ABITUDINI ALIMENTARI, del LAVORO e delle ABITUDINI di VITA, ECC. … per fare in modo che lo schema nutrizionale che elaboro non sia solo GIUSTO e PRECISO dal punto di vista del calcolo calorico e delle linee guida per una sana alimentazione, ma… che sia REALIZZABILE e ATTUABILE e che possa essere SEGUITO dalla persona.
Una dieta può essere la più precisa e bella del mondo ma se poi non può essere seguita per tanti motivi anche di natura pratica (mensa, lavoro, orari, organizzazione, ecc. ) purtroppo non darà risultati e stresserà e sarà l’ennesimo fallimento. Per cui cerco sempre di trovare un punto di equilibrio, di incontro e un compromesso per fare in modo che magari la mia dieta … sia l’ultima dieta … che la persona farà, perchè finalmente arriverà al suo peso ragionevole, imparerà a mangiare bene, e sarà in grado di MANTENERE PER SEMPREEEE il peso giusto raggiunto!
La prima costituzione, definita morfotipo Ipolipolitico, che brucia poco i grassi. Come vedete dalla foto tende ad accumulare grasso nella parte bassa (forma a pera o ginoide) e possiamo riscontrare questa forma soprattutto nelle donne, ma anche in alcuni uomini. Quindi c’è un accumulo di tessuto adiposo soprattuto sui glutei e cosce e meno sull’addome. Pare che questa particolare distribuzione del grasso sia dovuta ad un iper-estrogenismo, per cui per questo tipo di fisico è fondamentale aiutare il fegato a disintossicarsi e ha un rallentamento tiroideo. E’ importante alcalinizzare molto, e favorire una particolare distribuzione dei macronutrienti durante la giornata, tendendo a consumare i carboidrati nella prima parte, mentre le proteine sono consigliate la sera.
La costituzione androide, iperlipogenetica, che costruisce molto grasso, ha una sregolazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-corticosurrene con iper-insulinismo. Dalla foto potete osservare come l’accumulo di tessuto adiposo è principalmente nella zona addominale, il famoso grasso viscerale… che non va bene… poichè predispone alla Sindrome Metabolica. Ha la tendenza ad avere il cortisolo alto, è molto stressato e di solito una iperglicemia e iperinsulinemia. Deve controllare il carico glicemico di tutti i pasti, la colazione anche quindi è preferibile salata proteica. Sono sconsigliate le proteine la sera, perchè vanno ad aumentare il tono adrenergico e quindi lo stress. Inoltre i carboidrati (sempre e solo complessi e meglio se integrali) fanno produrre serotonina (a partire dall’aminoacido triptofano dei cereali) e contribuiscono al rilassamento e ad un sonno fisiologico.
L’ultima costituzione è il tipo misto, definito a peperone, che tende ad ingrassare in modo uniforme, accumulando grasso su tutto il corpo. La tiroide tende a funzionare male, ma non ci sono squilibri ormonali come nelle altre due costituzioni. In generale l’approccio alla dieta dovrebbe assomigliare alla dieta a Zona, con un controllo dei carboidrati, e con un giusto apporto di proteine e di grassi.
Dimagrimento Localizzato ed Esercizio Fisico
Mangiare più o meno determinati alimenti, oppure combinare gli alimenti in un certo modo, può portare ad un “INGRASSAMENTO” LOCALIZZATO (l’ho appena inventata io questa definizione…) . Chiaramente approcci alimentari differenti, personalizzati, scelta di alimenti e combinazioni piuttosto che altre possono far ottenere migliori risultati anche sul DIMAGRIMENTO LOCALIZZATO.
E’ chiaro, che per dimagrire su dei punti specifici, la sola dieta NON basta. E’ necessario integrare con un attività fisica mirata, poichè come sappiamo il movimento ci da una marcia in più, rappresenta quel 20% di vantaggio e di accelerazione al dimagrimento, ma soprattutto contribuisce al mantenimento di una buona massa magra e di un adeguato tono muscolare, oltre in generale a rappresentare un punto importante per il mantenimento del benessere e della mobilità corporea in generale.
Il Caso di Tina Cipollari
Tina Cipollari ha perso 20 chili con una dieta sana basata sulla Bioterapia Nutrizionale messa a punto per lei dalla Dottoressa Emanuela Casaldi, bioterapeuta nutrizionale e naturopata. Tina Cipollari è la tronista più famosa e amata d’Italia che di recente ha stupito i suoi fans perdendo ben 20 chili. Una dieta miracolosa? Un regime iper restrittivo? Niente di tutto questo: ha detto addio a cibi poco sani e abbracciato un nuovo stile alimentare che non esclude alcuna classe di macro nutrienti.
Secondo quanto dichiarato dalla stessa Cipollari, alla vigilia della dieta, la sua alimentazione era basata prevalentemente su carboidrati di cattiva qualità. La sua giornata iniziava con cornetto, cappuccino e spremuta d’arancia a colazione, continuava con un pezzo di pizza a metà mattinata per poi pranzare con primo, secondo e contorno. L’alimentazione nel resto della giornata non era molto diversa. «Ho cercato innanzitutto di non rivoluzionare ma di ordinare i pasti. Nel suo caso è stato importante conciliare una sana alimentazione con la sua vita frenetica. È una persona che viaggia molto, quindi anche sul treno deve poter consumare un pasto adeguato, composto da: carboidrati, proteine, olio e verdure. Non ci sono indicazioni sulle quantità. Questo non vuol dire “a volontà”, ma in porzioni normali.
| Costituzione | Caratteristiche | Accumulo di Grasso | Approccio Dietetico |
|---|---|---|---|
| Ipolipolitico | Brucia poco i grassi | Parte bassa del corpo (glutei e cosce) | Alcalinizzare, carboidrati nella prima parte della giornata, proteine la sera |
| Androide | Costruisce molto grasso | Zona addominale (grasso viscerale) | Controllare il carico glicemico, colazione proteica, carboidrati complessi la sera |
| Misto | Ingrassa in modo uniforme | Tutto il corpo | Dieta a Zona (controllo dei carboidrati, giusto apporto di proteine e grassi) |
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