Burger King lancia "Vurger King": Menu Vegetariano a Madrid

Burger King ha annunciato un'importante novità che interessa il suo intero menu presente in Italia e che posiziona l'azienda come prima tra le grandi catene di ristorazione nel nostro paese a intraprendere questa decisione.

L'impegno della catena nella sostenibilità si riflette anche nella ricerca di eliminare la carne dai propri menu e Burger King ha tradotto questa mission in un nuovo ristorante in Spagna. Nella capitale spagnola Madrid, infatti, la catena debutta questo mese con il suo punto vendita Vurger King - e non è un errore di battitura - che offre un menu esclusivamente senza carne.

Burger King diventa Vurger King: è questa la strategia di marketing per annunciare l’apertura di un pop-up restaurant vegetariano a Madrid. Il lancio di questo esperimento è stato preceduto da un tweet con il logo modificato e la didascalia “Domani scoprirai il nostro grande errore“.

Ad accompagnare questa apertura Burger King ha presentato anche un nuovo prodotto: il Long Vegetable. La nuova proposta si unisce al Vegetable Whopper e ai Nuggets vegetali, con questi ultimi in particolare che sono andati a ruba lo scorso anno.

Tra i prodotti disponibili troviamo il Whopper Burger a base vegetale, i nuggets privi di carne e il Long Vegetal, ispirato al Long Chicken.

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La stessa scelta è stata fatta a giugno in un pop-up restaurant a Colonia, che per pochi giorni (dal 7 all’11 giugno per l’esattezza) ha venduto esclusivamente prodotti senza carne.

L'Impegno di Burger King verso un Futuro Plant-Based

Il percorso di sostenibilità di Burger King non si arresta, portando l’azienda ad annunciare un’importante novità: nel suo intero menu non sono e non saranno più presenti cibi contenenti conservanti, coloranti e aromi di origine artificiale, incluso i dessert.

Burger King da tempo ha scelto di apportare progressivi miglioramenti al suo menu, sempre promuovendo ingredienti di qualità eccellente sia per rendere felici i consumatori che per sbaragliare la concorrenza. La scelta è in linea, ad esempio, con il percorso di selezione di materie prime di qualità e fortemente legate al territorio italiano come il Parmigiano Reggiano DOP, il Grana Padano DOP, lo Speck IGP e la ‘Nduja.

Burger King ha iniziato da tempo un percorso di rimozione degli ingredienti di origine artificiale in tutto il mondo e questo è solo l’ultimo tassello dell’azienda. Nel 2020 negli Stati Uniti, ad esempio, è stato lanciato il primo Whopper senza coloranti, conservanti e aromi di origine artificiale.

Dal 16 marzo torna nei 200 ristoranti italiani della catena il Rebel Whopper, dopo un primo test. Nuovo il nome, Plant-based Whopper e nuova la ricettazione, migliorativa. I due prodotti innovativi sono sempre frutto della partnership con la olandese The Vegetarian Butcher.

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“Siamo i primi in Italia nel nostro mercato a proporre un’offerta di burger e pollo plant based -ha dichiarato Alessandro Lazzaroni, general manager di Burger King Restaurants Italia -.

Burger King Restaurants Italia è parte del gruppo QSRP che ha di recente lanciato una partnership con la startup olandese Novish per sviluppare e produrre prodotti ittici a base vegetale per la vendita al dettaglio e per la ristorazione.

Il tema plant-based rimane caldissimo: le azioni di Beyond Meat sono aumentate del 5% martedì scorso dopo che la società ha annunciato un’espansione della sua offerta di prodotti a Walmart.

La Campagna Pubblicitaria

La campagna vuol raccontare il mondo dalla prospettiva di un bambino e punta a mettere in risalto i nuovi prodotti, a base vegetale, del fast-food americano passando dal “Long Chicken”, al Whopper Jr.

A differenza delle precedenti, questa campagna si concentra interamente sui piccoli amanti di Burger King e sugli incredibili e divertenti misteri che spesso si trovano ad affrontare.

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Nella campagna gli spettatori vedono i bambini chiedersi se un barattolo di biscotti è ancora un barattolo di biscotti senza biscotti dentro o perché un edificio è così alto se ha solo due anni.

Come racconta Sabrina Ferretti, vicepresidente e responsabile marketing di Burger King, la campagna è solo l’ultimo dei traguardi raggiunti dalla catena americana e racconta il tentativo di esplorare un nuovo mercato, rispondendo alle esigenze di tutti i suoi affezionati consumatori, per dar loro la possibilità di gustarsi un vero pasto da king.

Il Contesto Europeo e la Crescita del Mercato Plant-Based

Ma dalla Germania arriva la notizia che porterà, ancora una volta, i riflettori di tutto il mondo sulla celebre catena di fast food americana, di certo non avara di iniziative di marketing virali. Dal 7 all'11 giugno, infatti, a Colonia aprirà i battenti il primo store vegetariano del gruppo.

Un Burger King che omaggia i prodotti plant based sperimentati negli ultimi anni dalla catena, stringendo collaborazioni con le startup più impegnate nello sviluppo di proposte alternative alla carne, a base di proteine vegetali, e con il supporto del gruppo The Vegetarian Butcher (acquisito da Unilever nel 2018).

Solo un temporary fast food, che prenderà forma in uno dei locali di Burger King già presente nella città tedesca, per cinque giorni. Spia, però, della necessità di ripensare le nostre abitudini alimentari, recepita anche dalle grandi catene solitamente associate al consumo di junk food.

Sul suo Impossible Whopper, panino in cui l’Impossible Burger sostituisce il classico hamburger di manzo, Burger King sta puntando tanto da dedicargli una campagna di comunicazione accattivante, come dimostra l’ultimo spot affidato all’agenzia David Madrid, dal titolo Confusing Times.

E l’intenzione di perseguire con serietà il percorso avviato sarebbe testimoniata anche dagli aggiornamenti in arrivo dalla Gran Bretagna. Negli store inglesi che propongono il nuovo panino con pollo vegetale, infatti, Burger King avrebbe per la prima volta allestito un’area separata della cucina adibita alla preparazione dell’alternativa plant based, per scongiurare la contaminazione con carne, uova e latticini che ha fatto gridare allo scandalo la comunità vegana, contrariata dal fatto che gli hamburger vegetali della catena continuino a essere cotti sulla stessa griglia usata per quelli di manzo.

Proprio il ceo del distaccamento inglese della catena fa sapere che entro il 2031 il 50% del menu di Burger King UK è destinato a diventare plant based, con lo sviluppo di nuovi prodotti alternativi alla carne. Lo stesso processo è stato appena avviato dal gruppo nel sud est asiatico e in Giappone, in collaborazione con la compagnia australiana v2Food.

Burger King scommette decisamente sul futuro successo della “carne” vegetale e dei flexitarian.

FrescCo: Un Precursore nel Mercato del Cibo Salutare

La tendenza al cibo sano fa breccia nella ristorazione e la holding portoghese Ibersol, che in Italia controlla Star, entra con forza nel mercato con il marchio FresCo, fondato 25 anni fa a Barcellona e gestito tramite la subholding EatOut, già presente con il brand Pans & company.

Lo riporta l’inserto Affari&Finanza di Repubblica, sottolineando che la formula scelta dalla società spagnola è quella di Buffet de Mercato, una sorta di bancone libero dove i clienti possono personalizzare al momento il loro menù scegliendo prodotti freschi e componendo pasti a prezzo fisso tra 12 e 15 euro.

Acquisita lo scorso luglio da Ibersol, che la rilevò dalla spagnola Agrolimen, EatOut opera nel mercato con i marchi FresCo, Pans & Company, Ribs, Santamaría e Pollo Campero.

Si tratta, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Efe, del primo gruppo di ristorazione della penisola iberica, con un totale di 716 ristoranti di cui 490 a gestione diretta, per un fatturato 2015 di 214 milioni di euro e un ebitda di 16 milioni, con punti vendita distribuiti tra Spagna, Portogallo e Italia.

Battezzata Buffet de Mercado, la linea di mercato di FrescCo è il “bancone” libero dove i clienti sono invitati a personalizzare sulmomento il loro menù in base alle proprie preferenze, il tutto grazie a unacucina composta di prodotti freschi con garanzia di qualità.

L’altra peculiarità di FrescCo è il prezzo fisso indipendentemente dal numero di porzioni mangiate: tra i 12 e 15 euro. Per enfatizzare la sua vocazione di ristorante per famiglie, i bambini fino a tre anni non pagano.

Il modello è rivolto a coloro che cercano cibo sano, seguono una dieta equilibrata e pretendono prezzi abbordabili.

Abbondante olio d’oliva, tanto pesce azzurro marinato, patate in stile catalano, esaltano la tipicità mediterranea della cucina di Fresc-Co. Sui banconi si sceglie tra oltre 30 varietà di ingredienti da combinare in insalate, nelle zuppe, nelle paste, sulle pizze, oltre alle grigliate di carne e pesce e ai dolci dell’angolo caffetteria.

FrescCo nasce nel 1994 nellacapitale della Catalogna per espandersi sotto forma di franchising in altre cinque città - Álava, Granada, Salamanca, Valencia e Madrid - per un totale di 16 punti vendita di cui 12 in franchising e 4 gestiti in proprio.

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