Tipico frutto autunnale, il kaki, o cachi, è una nota di colore nel paesaggio novembrino, quando l’albero, perdute tutte le sue foglie, rimane adorno dei frutti di un vivo colore arancione, testardamente abbarbicati alla pianta.
Il Diospyros kaki, il frutto degli dei, è uno dei più antichi alberi da frutto, domesticato in Cina più di 2000 anni fa. Dal Celeste Impero la coltivazione si è dapprima estesa a tutto l’oriente, in particolar modo il Giappone, paese nel quale il cachi è frutto nazionale, per arrivare quindi in Europa verso la metà dell’800. Attualmente è ampiamente coltivato in Cina, Giappone, Corea, Stati Uniti e Brasile.
Il kaki appartiene alla famiglia delle Ebanacee, quella dei legni duri e di pregio, ed è l’unico rappresentante a produrre frutti commestibili. L’albero è a foglia caduca e può arrivare ai 15-18 metri di altezza, anche se in genere viene mantenuto molto più basso con frequenti potature. Una nota di colore nel paesaggio autunnale: i kaki rimangono testardamente aggrappati ai rami quando tutte le foglie se ne sono andate. La pianta fiorisce in primavera, con fiori femminili, singoli e dal color crema, e fiori maschili, spesso in gruppi e dal colore rosa.
Nelle forme da frutto i fiori sono in genere soltanto femminili e la fruttificazione può essere sia partenocarpica, sia opera di alberi che portano fiori maschili. Il frutto è una bacca con una buccia sottile, giallastra o verde quando acerba, dal colore vivissimo arancio-rossastro a maturazione. La polpa è anch’essa colorata, anche se più chiara, e solitamente è ricca di tannini che le conferiscono un sapore astringente, il tipico gusto”allappante”. Il contenuto in tannini si riduce progressivamente con la maturazione o per azione delle prime gelate.
Del gruppo asiatico, il più diffuso dalle nostre parti, la varietà più comune è l‘hachiya. Si tratta di una varietà ricca di tannini, da consumare soltanto a completa maturazione, quando il tenore di tannini si riduce notevolmente e la polpa diventa dolce, morbida e quasi traslucida. L’altra varietà è la fuyu, non contiene tannini e si può consumare quando è ancora soda, proprio come se fosse una mela.
Leggi anche: Scopri il Cachi Mela: proprietà e vantaggi
Quando si acquistano dei kaki non bisogna affidarsi al colore, che è sempre vivo ed acceso e non necessariamente indica una buona maturazione. Bisogna scegliere frutti solidi, con la buccia intatta e un picciolo verde ben fermo. Se il frutto non è giunto a piena maturazione va mantenuto a temperatura ambiente magari in un recipiente, che contenga anche mele o banane, mantenuto ben chiuso. Una volta maturo il frutto deve essere conservato in frigorifero, dove si può mantenere per qualche giorno.
Il kaki è delizioso quando gustato al naturale, tagliato a metà e consumato con un cucchiaino. Basta avere l’accortezza di scegliere un frutto al giusto punto di maturazione, quando la polpa comincia appena a diventare molle, il contenuto di tannini e di acidi si va riducendo ma rimane comunque percettibile e il tenore di zuccheri sta raggiungendo il suo massimo.
Il cachi è molto versatile in cucina e può essere utilizzato per accompagnare arrosti di carne, volatili, formaggi, frutti di mare. Chi l’avrebbe mai detto che i cachi potessero essere usati come guarnizione per arrosti di maiale?
Il frutto, dolce e profumato, ha proprietà nutrizionali interessanti. Per una volta non facciamo riferimento ai soliti 100 grammi, parliamo invece di un tipico frutto intero che mediamente pesa intorno ai 160 grammi. Il contenuto di acqua è elevato, oltre l’80%. L’apporto calorico è di circa 118 kcal. Di queste la maggior parte provengono da carboidrati: sono infatti presenti almeno 20 grammi di zuccheri semplici. Le proteine sono poche, 3 grammi, ma hanno una buona composizione in aminoacidi, mentre i grassi sono presenti in quantità molto ridotte, appena 0,3 grammi.
Molto elevato il contenuto di fibre, circa 6 grammi, pari al 25% del fabbisogno giornaliero, che probabilmente sono responsabili del blando effetto lassativo del frutto. Rilevantissimo il contenuto di vitamina A, in forma di carotenoidi, pari al 55% del fabbisogno giornaliero, buono anche l’apporto di vitamina C e vitamine del gruppo B. Importante e rilevante il contenuto di sostanze ad azione antiossidante: acidi fenolici, acidi organici, catechine, aminoacidi.
Leggi anche: Cachi e salute: Un'analisi
Il contenuto di queste sostanze varia in funzione della varietà, del terreno di coltivazione e del grado di maturazione del frutto, e conferiscono al cachi un potenziale ruolo nella prevenzione di diverse patologie. Il kaki è un frutto ricchissimo di composti ad azione antiossidante e nella medicina orientale è stato utilizzato per trattare un gran numero di malattie, dalla tosse all’ipertensione, dall’aterosclerosi all’ictus.
Alcuni studi hanno dimostrato che flavonoidi presenti nel frutto come isoquercitrina e iperina possono inibire l’accumulo di melanina nei melanociti associato all’invecchiamento, mentre l’insieme dei polifenoli, in particolare delle proantocianidine, sembrano mostrare un positivo effetto sulla riduzione dello stress ossidativo associato all’età e sulla comparsa di rughe, evidenziando un possibile uso nel campo della cosmesi per estratti del frutto, in specie della buccia.
Un interessante studio condotto in doppio cieco, utilizzando estratti del frutto ricchi in tannini, ha mostrato una sensibile riduzione dei livelli di colesterolo, con effetto molto rilevante sul colesterolo LDL, quello “cattivo” per intenderci, senza modificazioni rilevanti per trigliceridi e colesterolo HDL, quello”buono”, suggerendone un possibile uso nel trattamento e nella prevenzione delle iperlipidemie, un uso legato alla capacità dei tannini del frutto di legare i sali biliari facilitando così l’escrezione di colesterolo.
Secondo alcuni studi i benefici associati al consumo di cachi sono decisamente superiori a quelli legati al consumo di mele, grazie al ricco bagaglio di vitamine, minerali e antiossidanti che fanno di questo frutto un importante strumento di prevenzione per iperlipidemie e malattie dell’apparato cardiocircolatorio.
L’effetto è rilevante ma purtroppo siamo di fronte ad un frutto assolutamente stagionale; per ovviare a questo si sta lavorando a nuove tecniche di estrazione dei contenuti nobili del kaki, che potrebbero essere quindi disponibili tutto l’anno in forma di gradevoli frullati.
Leggi anche: Benefici del Cachi per la Salute
Due controindicazioni: trattandosi di un frutto dal non trascurabile contenuto calorico e dal rilevante contenuto in zuccheri il suo consumo deve essere attentamente monitorato in soggetti a dieta ipocalorica o in individui diabetici. Il che non significa che in queste condizioni sia necessario privarsene: sarà sufficiente scegliere un frutto piccolo, sotto i cento grammi.
I cachi si possono consumare come una qualsiasi porzione di frutta. Una porzione media di frutta fresca è pari a circa 150 g. In molti casi, i cachi vengono sconsigliati nella dieta ipocalorica, per la quantità di zuccheri semplici presenti e per via dell’elevate calorie del cachi. Tuttavia, per limitare l’impatto dei cachi sulla glicemia, è sufficiente consumarli abbinandoli ad una fonte di proteine e/o grassi.
Non sono note particolari condizioni in cui sia necessario evitare i cachi. È consigliato conservare i cachi in luoghi asciutti, freschi e non esposti alla luce.
Frutto tipicamente autunnale, dolcissimo e saporito, il cachi fa parte della frutta di stagione a ottobre. L’albero (Diospyros kaki, che in greco significa cibo degli dei), appartenente alla famiglia delle Ebenacee, è conosciuto con nomi diversi, caco, loto o kako, ed è in grado di raggiungere anche un’altezza di 15 metri.
Proveniente dall’Asia orientale, il kaki trova la sua specifica zona di origine nella Cina centro-meridionale dove, più di 2000 anni fa nacque la sua coltivazione, una delle più antiche al mondo. In Italia le prime coltivazioni risalgono ai primi anni del 900, dapprima nelle regioni meridionali, per poi diffondersi in tutta la penisola.
L’albero kaki, che vive in media 30-40 anni, comincia a produrre i frutti solo a partire dal quarto anno di vita, mentre la loro maturazione avviene tipicamente in autunno, nei mesi di ottobre e novembre, quindi quando la pianta ha ormai completamente perso tutte le foglie e risulta completamente spoglia.
Come ci spiega la dottoressa, si conoscono due tipi principali di cachi: “il caco-mela, dal sapore vanigliato e polpa soda e croccante, molto simile a quella delle mele, ed il caco comune, molto dolce e dalla polpa morbida e cremosa.
Per quanto riguarda i valori nutrizionali, “Il cachi presenta un elevato contenuto di acqua (80%) ed è molto ricco di zuccheri (12%). La quantità di fibra è buona (3,6%), mentre proteine e lipidi sono presenti solo in piccolissime quantità (rispettivamente 0,6 grammi e 0,3 grammi per 100 grammi di prodotto fresco). È un frutto molto ricco di minerali, soprattutto potassio, calcio, magnesio e fosforo, così come di vitamine, come la A (presente in altissima concentrazione), la C, la E e alcune del gruppo B (niacina, tiamina e riboflavina). Anche il contenuto in antiossidanti è notevole, in particolare per quanto riguarda betacarotene, licopene e zeaxantina, per citarne alcuni.
La fibra insolubile è molto utile nel contrastare i livelli alti di colesterolo, in quanto è in grado di ridurre significativamente l’assorbimento del colesterolo derivante dall’alimentazione a livello intestinale: “per tale motivo, nelle persone che presentano livelli molto alti di colesterolo nel sangue viene spesso consigliato il consumo di un cachi anche dopo un pasto, al fine appunto di limitare l’assorbimento dei grassi”, specifica la nutrizionista.
Questo tipico frutto autunnale, è in grado di neutralizzare l’acidità dei succhi gastrici dello stomaco avendo, diversamente dagli agrumi e da altri frutti, un ph lievemente alcalino, per cui è indicato per chi soffre di gastrite e reflusso gastroesofageo.
Inoltre,“grazie alla presenza di potassio che, contrapponendosi al sodio, favorisce l’eliminazione dell’acqua a livello renale, il cachi favorisce la diuresi”. Dato il ricco contenuto zuccherino, il caco è un frutto molto energetico (un frutto medio di 200-250 grammi apporta circa 200kcal) ed è pertanto molto utile nel contrastare la stanchezza, sia fisica che mentale, tipica della stagione autunnale, aiutandoci a ritrovare energia in modo naturale, “proprio nel periodo dell’anno in cui ne abbiamo maggiormente bisogno”, sottolinea l’intervistata per valorizzare l’importanza della stagionalità.
Sempre per l’apporto energetico, il cachi è consigliato a tutti coloro che praticano attività sportiva, sia prima dell’allenamento, fornendo energia immediatamente disponibile, sia dopo l’allenamento, per ricarburare l’organismo e ripristinare il corretto livello di minerali persi con la sudorazione. La vitamina A protegge la vista e mantiene in salute la pelle, mentre la C rafforza le difese immunitarie.
Pertanto, “consumare i cachi durante la loro stagione di maturazione è molto utile nel potenziare l’organismo contro l’attacco di virus e batteri, che inizia tipicamente con la stagione autunnale”. Naturalmente la ricchezza in antiossidanti (compresa la vitamina C) offre protezione contro i radicali liberi, contrastando l’invecchiamento cellulare; in particolare, la nutrizionista spiega che il betacarotene risulta particolarmente utile contro l’acne, ma anche per lenire l’infiammazione della prostata nell’uomo o i dolori mestruali particolarmente fastidiosi nella donna.
Sia per il ricco contenuto di fibra insolubile, che ha l’effetto di aumentare il volume fecale a livello intestinale, sia per la quantità di acqua, che aumenta il transito intestinale favorendo l’evacuazione, i cachi sono lassativi naturali, indicati in caso di stipsi. Essendo un frutto molto dolce e saporito, il caco è ottimo naturalmente gustato come tale. Può comunque essere utilizzato anche per la preparazione di frullati a base di frutta, macedonie, marmellate e dolci, ma anche come parte di ricette salate, come ad esempio focacce al formaggio e caco.
Al fine di beneficiare al massimo del suo apporto energetico, la nutrizionista consiglia di mangiare il caco la mattina, all’interno di una colazione sana, in modo tale da avere il giusto carico energetico a inizio giornata e stimolare la funzionalità intestinale.
Il cachi ha proprietà e benefici ottimi, ma per goderne al meglio va sempre consumato maturo: molto morbido al tatto ed con una colorazione arancione molto accesa; se risulta duro e/o reca sfumature gialle o, addirittura, è di colore uniforme giallo, allora è acerbo. Tale aspetto del cachi frutto, naturalmente, va tenuto in considerazione non solo al momento dell’acquisto, ma anche in quello di raccolta.
Se si ha un albero di cachi in giardino, infatti, è bene osservare l’aspetto dei cachi prima di coglierli. Nel dubbio, comunque, possono anche essere raccolti acerbi, per farli poi maturare lentamente in ambiente domestico. In tale caso, al fine di velocizzare la maturazione, si possono mettere assieme a delle mele o delle pere, le quali rilasciano etilene. In ogni caso,una volta maturi, i cachi vanno consumati molto in fretta in quanto si conservano per un periodo di tempo limitato, anche se riposti in frigorifero.
A causa dell’elevato apporto calorico ed il ricco contenuto zuccherino, il caco è certamente sconsigliato in regimi alimentari ipocalorici, quindi nella dieta di tutti coloro che vogliono perdere peso. La quantità di zuccheri determina inoltre un elevato indice glicemico, che esclude il caco dalla dieta del paziente diabetico. È utile specificare che la quantità di zuccheri presenti non va sottovalutata, anche da coloro che non devono dimagrire o che non hanno problemi di iperglicemia: “è buona norma non eccedere mai con la quantità (come per tutti i frutti più zuccherini), limitandosi al consumo di un frutto medio a giorni alterni durante la stagione di maturazione”, sottolinea la dottoressa Evangelisti.
I cachi sono i frutti di specie appartenenti al genere Diospyros, a sua volta incluso nella famiglia delle Ebenaceae. I cachi sono ottime fonti di fibre benefiche per l’intestino e per la salute cardiovascolare e di molecole dall’attività antiossidante che possono aiutare a proteggere le cellule dall’invecchiamento e da diverse malattie. Le catechine sono state associate anche ad attività anti-infettive, antinfiammatorie e antiemorragiche. L’acido betulinico sembra invece esercitare un’azione antitumorale.
La stagione dei cachi inizia a ottobre e termina a dicembre.
Il cachi (o Kaki) è un frutto originario dell'Asia, ma che da tempo è entrato nelle nostra tradizione culinaria. I cachi possono contribuire alla riduzione dei livelli di colesterolo, per la presenza di fitosteroli, che ne riducono l'assorbimento. I cachi sono ricchi di acqua (circa l'80% del loro peso) e per questo forniscono preziosissima acqua di vegetazione che l'organismo può utilizzare facilmente senza sovraccaricare la funzione renale.
Il picco di iperglicemia conseguente alla loro ingestione non è di certo salutare, sia per chi ha problemi di glicemia o sovrappeso, sia nelle persone magre. Sul quando mangiarli un'idea potrebbe essere la colazione o alla fine di un pranzo, per esempio quello della domenica, al posto del dessert.
I cachi sono frutti autunnali dalla polpa carnosa e dal sapore molto dolce. Forniscono energia “rapida” grazie agli zuccheri, apportano fibre potenzialmente utili per la digestione e contengono vitamine e antiossidanti che possono dare sostegno alla salute del cuore, della vista e delle difese immunitarie.
Cos’è il cachi?
I cachi sono frutti coltivati in molte parti del mondo, si stima originari della cina e, ad oggi, diffusi soprattutto in Europa, Giappone e Stati Uniti. Appartengono al genere Diospyros e hanno polpa carnosa e zuccherina. La buccia va dal giallo-arancio al rosso, a seconda della varietà e del grado di maturazione.
Possiamo dividerli in due categorie:
- I cachi astringenti, come la varietà Hachiya, sono ricchi di tannini e risultano molto allappanti se consumati acerbi. Devono quindi essere lasciati maturare fino a quando la polpa diventa morbida e dolce;
- I cachi non astringenti, come i Fuyu, che possono essere mangiati anche quando sono ancora leggermente acerbi e “sodi”, privi di retrogusto amarognolo.
Quando sono di stagione i cachi?
I cachi sono frutti autunnali. La raccolta va, in media, da ottobre a dicembre. Tuttavia, grazie alla coltivazione in serra, i cachi possono essere trovati in commercio durante tutto il corso dell’anno.
I valori nutrizionali dei cachi
I valori nutrizionali medi per 100 grammi di cachi sono ripartiti come segue:
| Componente | Quantità per 100 g |
|---|---|
| Energia | 70 kcal |
| Carboidrati | 18 g |
| Proteine | 0,6 g |
| Grassi | 0,2 g |
| Fibre | 3 g |
| Fosforo | 18 mg |
| Magnesio | 9 mg |
| Calcio | 8 mg |
| Vitamina C | 20 mg |
| Vitamina A | 270 µg |
Quali sono i benefici dei cachi per la salute?
I cachi sono potenzialmente benefici per la salute, purché inseriti all’interno di una dieta equilibrata e in quantità opportune. In particolare:
- Sono ricchi di fibre alimentari, che possono migliorare la regolarità intestinale e, potenzialmente, aiutare a regolare i livelli di colesterolo e zuccheri nel sangue;
- Sono ricchi di vitamina A, che sostiene la salute della vista e delle mucose, e di vitamina C, importante per il corretto funzionamento del sistema immunitario e la salute dei vasi sanguigni;
- Contengono flavonoidi e carotenoidi, in particolare betacarotene. Si tratta di composti con azione antiossidante, che possono quindi contrastare l’azione dannosa dei radicali liberi;
- Sono ricchi di zuccheri semplici, e sono dunque alimenti che forniscono energia in maniera molto rapida.
I cachi per la digestione e il benessere intestinale
Il consumo regolare di cachi può potenzialmente favorire la digestione, soprattutto grazie alla digestione soprattutto grazie al contenuto di fibre, che contribuiscono ad aumentare il volume delle feci. In questo modo regolano il transito intestinale, e contrastano la stitichezza.
Il grado di maturazione del frutto tende a influire molto su questi effetti. Infatti, i cachi acerbi, che sono ricchi di tannini, hanno delle proprietà astringenti. Non sono dunque utili per contrastare la stitichezza, ma piuttosto tendono a risultare particolarmente utili in caso di diarrea.
I frutti maturi, invece, tendono a perdere gran parte dei tannini, e se assunti in grandi quantità possono avere addirittura effetti lassativi.
Le fibre possono anche contribuire a ridurre l’assorbimento di colesterolo e zuccheri.
Le vitamine e gli antiossidanti
I cachi sono particolarmente ricchi di vitamine e antiossidanti, in particolare carotenoidi e flavonoidi. Si stima che il beta-carotene e la beta-criptoxantina contenuti in un singolo frutto, e precursori della vitamina A, coprano più della metà del fabbisogno giornaliero. La vitamina C, invece, supporta il sistema immunitario e partecipa alla sintesi del collagene.
Anche vitamina E e vitamina K, seppur presenti in minore quantità, contribuiscono alla salute cellulare, mentre i flavonoidi possono, potenzialmente, aiutare a regolare i livelli di lipidi del sangue, nonché la pressione sanguigna.
Infine, è opportuno evidenziare che la buccia del cachi contiene luteina e zeaxantina. Si tratta di pigmenti che proteggono la retina e che possono aiutare a prevenire disturbi oculari, in particolare i disturbi legati all’invecchiamento.
Cachi e dieta: quando inserirli?
I cachi possono essere mangiati potenzialmente da chiunque, e, nelle giuste quantità, possono essere inseriti in qualunque tipo di dieta. Nonostante i potenziali benefici, però, occorre tenere sempre presente il loro apporto calorico e di zuccheri. In caso di dubbio, insomma, è sempre opportuno rivolgersi ad un nutrizionista ed evitare di assumere dosi eccessive, anche per evitare di incorrere in effetti lassativi.