Cactus per dimagrire: proprietà e benefici del Nopal (fico d'India)

Il nopal (Opuntia ficus-indica), noto anche come fico d'India, è un cactus originario del Messico, utilizzato da secoli nella medicina tradizionale e nell'alimentazione.

L’opuntia, meglio conosciuta come fico d’India, è una pianta simile al cactus, che produce un frutto commestibile dal sapore molto apprezzato, che offre anche diversi benefici per la salute. Anche le sue tipiche palette verdi, le cosiddette nopales, sono commestibili e molto utilizzate in piatti tipici messicani.

Ricco di fibre, vitamine, minerali e antiossidanti, il nopal è un superalimento rinomato per le sue proprietà di regolare gli zuccheri nel sangue e proteggere l'apparato digerente.

Proprietà scientifiche e benefici del Nopal

L'Opuntia, o fico d'India, oltre ad essere una specie vegetale particolarmente valida per l'elevato contenuto in nutrienti come fibre solubili, insolubili, mucillagini, pectina, vitamine A, C, del gruppo B, aminoacidi e minerali (Calcio, Magnesio, Ferro e Potassio) è interessante per altre azioni terapeutiche recentemente scoperte. In particolare il Nopal può essere utile per il controllo del peso corporeo e dei picchi glicemici grazie alla capacità di ridurre l'apporto e quindi l'assorbimento di zuccheri ingeriti con l'alimentazione.

Controllo del peso: il Nopal è molto utile nel trattamento del peso eccessivo o dell’obesità poiché una volta assorbito, produce una sensazione di pienezza e di sazietà.

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Una volta che l’Opuntia entra in contatto con i grassi ingeriti nello stomaco si lega immediatamente ad essi, formando un gel fluido intorno al grasso, impedendone così l’assorbimento da parte delle pareti intestinali.

La fibra naturalmente presente nel nopal si dimostra un prezioso alleato per il controllo dell'appetito e il supporto alla perdita di peso. Quando si consuma un pasto ricco di grassi, una parte di esso si lega alla fibra del nopal formando un complesso insolubile. Semplicemente, se viene ingerito un pasto ricco di grassi, parte di questo nutriente si legherebbe alla fibra nopal formando un complesso insolubile. Questo viene eliminato senza essere assorbito, e quindi le calorie di quel grasso non contano (non si sommano).

Regolazione della glicemia: una ricerca condotta in Messico, da un gruppo di studiosi dell’Università della Bassa California a Tijuana, ha dimostrato le proprietà ipoglicemizzanti delle fibre contenute nel fico d’india, soprattutto delle mucillagini, che ritardano l’assorbimento degli zuccheri, caratteristica utile in caso di diabete mellito. Mangiare fichi d’india secondo uno studio messicano (Università della Bassa California - Tijuana) aiuta a regolarizzare l’indice glicemico, grazie a un minor accumulo di adipe.

Salute intestinale: le fibre di questo cactus favoriscono il movimento intestinale senza irritare le mucose. Inoltre, contribuiscono a potenziare il microbiota ed evitano la stipsi, riducendo in tal modo il rischio di emorroidi.

Colesterolo alto: secondo alcuni studi, l’assunzione dei frutti del fico d’India porterebbe a un abbassamento dei livelli di colesterolo, in particolare del colesterolo LDL (cattivo). I fichi d’India contengono una fibra solubile chiamata pectina, in grado di rigonfiare in presenza di acqua. L’azione sul colesterolo è legata al fatto che la pectina, rigonfiando nell’intestino, trattiene i lipidi introdotti con la dieta, ne impedisce l’assorbimento e ne favorisce perciò l’eliminazione con le feci.

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Antiossidante: il cactus di nopal è ricco di antiossidanti, e uno studio del 2013 ha dimostrato che il cactus è in grado di ridurre lo stress ossidativo.

Utilizzo e preparazione

Il cactus di Nopal (ovvero le pale del fico d’india) può essere consumato in una varietà di modi, sia crudo che cotto. Una delle preparazioni più popolari è la “nopales“, che consiste nel tagliare le foglie di cactus in strisce sottili e cucinarle con cipolle, pomodori e spezie per creare un contorno saporito e nutriente.

In ogni caso per non disperdere nessuno dei benefici del fico d’India il frutto va consumato preferibilmente crudo: a fine pasto, a colazione o ancora in ricche macedonie di frutta per un break durante la giornata. Chi tiene di più alla linea può mangiare i fichi d’India abbinandoli a dello yogurt o facendoli “a insalata”. I più creativi possono cimentarsi anche con un risotto ai fichi d’India con curry e pomodorini.

Avvertenze

È fondamentale ricordare che le piante, i loro estratti e più in generale i prodotti erboristici e gli integratori alimentari non sono medicinali né prodotti curativi. Pertanto, ad essi non vengono riconosciute dalla legge proprietà terapeutiche o capacità di cura delle malattie umane. Per tale ragione tutte le notizie e le informazioni qui riportate, in particolare quelle riguardanti dosaggi, posologie, descrizioni e relative proprietà attribuiti ai prodotti, non sono consigli medici ma bensì hanno unicamente finalità divulgativa e informativa di tipo culturale, botanico, storico o salutistico. Tali informazioni non necessariamente traggono origine da dati scientifici clinicamente dimostrati, ma possono provenire anche solamente dall'uso erboristico tradizionale o da ricerche empiriche non confermate scientificamente, senza un'adeguata verifica della corrispondenza tra gli studi su singole piante o ingredienti e le reali attività degli stessi sull'uomo.

Per questi motivi le informazioni qui riportate non possono sostituire in nessun caso il parere del medico o di altri operatori sanitari legalmente abilitati alla professione, non devono essere utilizzate per assumere decisioni riguardanti la propria salute, eventuali terapie mediche o assunzione di medicinali. Gli integratori non sostituiscono in nessun caso una dieta equilibrata ed uno stile di vita sano e controllato.

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Il fico d’india è sicuro in quantità moderate e se preparato correttamente. In merito agli integratori e agli estratti di fico d’India non sono state fatte sufficienti ricerche.

il cactus di nopal è considerato più sicuro quando consumato come alimento anziché come integratore; questo comporta meno effetti collaterali.

Interazioni: interazione con ipoglicemizzanti orali (aumentato rischio di ipoglicemia).

N.B.: le applicazioni dell'opuntia per il trattamento dei suddetti disturbi non sono né approvate, né supportate dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate.

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