Calcolo del fabbisogno di carboidrati per gatti diabetici

I gatti, con il loro fascino misterioso e indipendenza, conquistano il cuore di milioni di persone in tutto il mondo. Conoscere il loro carattere è essenziale per garantire il loro benessere.

Comprendere i carboidrati nell'alimentazione felina

Per prima cosa, è importante capire cosa si intende per “carboidrato”: generalmente parlando di carboidrati si pensa ai carboidrati complessi, come l’amido contenuto nei cereali e nelle patate. Iniziamo cercando di definire i carboidrati. Se queste unità di base vengono unite due a due abbiamo i disaccaridi, cioè zuccheri composti da due monosaccaridi, mentre quando le catene diventano più lunghe (e possono essere lunghissime!) si parla di polisaccaridi, tra cui l’amido.

Il glucosio è essenziale quindi perché l’animale possa sopravvivere, perché se la glicemia scende a zero il cane o il gatto muore, perché viene a mancare l’energia necessaria per il funzionamento del cervello ma anche di organi vitali come i muscoli respiratori. Per quanto essenziale nell’organismo, però, non è essenziale integrarlo con la dieta, perché può essere prodotto anche dall’organismo stesso, senza integrazione esterna: come ci confermano le linee guida FEDIAF (pag.

Nelle diete sono presenti i carboidrati per diversi motivi. Il più importante, che analizziamo in questo articolo, è quello nutrizionale: i carboidrati forniscono energia direttamente, evitando così il ciclo di gluconeogenesi. Questo significa che se vengono forniti carboidrati (semplici o complessi) all’animale, la parte che verrà assorbita sarà subito disponibile nell’organismo, e questo evita che il corpo vada a distruggere le proprie proteine per crearne glucosio, come si legge nel libro Canine and Feline Nutrition, 3rd Ed. pag.

Fornendo solamente proteine la produzione energetica viene deputata esclusivamente alle proteine. Questo fa sì che, nel momento in cui il cane o il gatto ha necessità di glucosio rapidamente, il corpo lo cerchi nel suo “magazzino”, il fegato (sotto forma di glicogeno) andando solo successivamente a utilizzare le proteine a scopo energetico, ed allontanando così l’ipotesi della carenza proteica (Canine and Feline Nutrition, 3 ed., pag.

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Carboidrati e allergie alimentari

I carboidrati, intesi come molecole di amido, non hanno potenziale patogeno, né nel cane, né nel gatto. Un altro motivo per cui non tanto l’amido ma l’alimento di origine vegetale da cui deriva (cioè il grano, il mais, le patate, il riso e via dicendo) potrebbe causare allergie. In presenza dei sintomi dell’allergia alimentare, spesso i proprietari pensano all’allergia a fonti proteiche come il pollo, il bovino, il tacchino, senza pensare che anche il grano, il mais, il riso, hanno delle proteine che possono avere un potenziale allergenico.

L’esclusione delle fonti di carboidrati dalla dieta potrebbe essere utile, in questo senso, per risolvere l’allergia alimentare, togliendo l’alimento che causa l’allergene. Per questo motivo, per quanto l’amido (quindi il “carboidrato”) non sia la causa del problema, lo è l’alimento da cui deriva, che può essere utile rimuoverlo.

Fabbisogni nutrizionali specifici del gatto

I felini hanno fabbisogni proteici molto elevati in confronto al cane. Si sono evoluti per adattarsi meglio ad una dieta povera di carboidrati e ricca di proteine.

  • Taurina: un aminoacido necessario al normale funzionamento di molti tessuti (ad es., cuore, retina, SNC, sistema immunitario ed apparato riproduttore). La taurina è considerata essenziale nei gatti, perché essi effettuano la coniugazione dei sali biliari soltanto con questo aminoacido (i cani utilizzano glicina o taurina).
  • Arginina: i gatti non possono produrre una quantità sufficiente di ornitina e citrullina per la conversione in arginina, che è richiesta dal ciclo dell’urea. Senza l’arginina, l’ammoniaca non può essere convertita in urea.
  • Metionina e Cistina: I gatti hanno fabbisogni più elevati di questi due aminoacidi solforati.
  • Vitamina D: I gatti normalmente non necessitano di un grande apporto di questa vitamina con la dieta, dato che presentano nella cute una quantità di 7-deidrocolesterolo sufficiente per soddisfare le proprie esigenze metaboliche.
  • Vitamina A: I gatti necessitano di una fonte di preformata nella dieta, dato che, a differenza dei cani, non sono in grado di convertire il beta-carotene in vitamina A.

Gli enzimi del ciclo dell’urea nei felini non sono capaci di adattamento (a differenza degli onnivori come il cane, dove l’attività di questi enzimi si modifica in risposta al contenuto di proteine della dieta). Per il mantenimento della glicemia il glucosio viene prodotto a partire da aminoacidi glucogenici, acido lattico e glicerolo. Gli enzimi gluconeogenici sono sempre attivi nel gatto.

I gatti si sono adattati a partire da uno stile di vita da animali da deserto, il che significa che i loro fabbisogni di acqua sono bassi (inferiori a quelli del cane), grazie alla struttura dei loro reni, infatti i felini hanno anse di Henle molto lunghe nei tubuli renali e sono in grado di produrre un’urina molto concentrata, il che consente loro di adattarsi ad un regime caratterizzato da una più bassa assunzione di acqua. Lo stimolo della sete è meno potente nel gatto, che quindi tollera una disidratazione lieve (fino al 4%) senza mostrare segni clinici.

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Gestione dell'anoressia e supporto nutrizionale

L’anoressia nel gatto è una cosa di per sé pericolosissima. Il “digiuno da stress”, infatti, porta allo sviluppo di uno stato catabolico, caratterizzato da un’alterazione del metabolismo energetico basale, compromissione della funzionalità immunologica, perdita di massa magra e diminuita capacità di riparazione dei tessuti. Si deve quindi valutare per tempo quando iniziare il supporto nutrizionale, se si sa anticipatamente che l’anoressia del gatto continuerà per un periodo di tempo inaccettabile (ad es., gatti che sono stati sottoposti ad interventi di chirurgia orale) oppure se la condizione dura da più di tre giorni si deve attuare un supporto nutrizionale. Pazienti colpiti da condizioni associate a perdita di proteine, come ad es.

Per aumentare l’assunzione volontaria di cibo da parte di un gatto malato esistono alcune tattiche di “nursing. E’ molto importante calcolare l’assunzione ideale di cibo dell’animale, ciascun gatto deve essere considerato in funzione dei propri fabbisogni individuali, bisogna tenere presente qual è la sua dieta normale, le sue consuete abitudini alimentari (ad es., si tratta di un animale che mangia principalmente di notte, quando non c’è nessuno in giro) ed alle sue relazioni con altri gatti.

È possibile utilizzare una gran varietà di tattiche finalizzate ad aumentare l’assunzione volontaria di cibo. Tutti i gatti sono differenti e non esiste alcun alimento o tattica che sia sempre adatto a tutti i pazienti! I gatti sani in situazioni non stressanti amano spesso provare alimenti diversi. Tuttavia, quando sono stressati, è più probabile che mangino il cibo che è loro familiare. Per il gatto risultano estremamente importanti la forma, l’odore e il sapore del cibo offerto. Anche se esiste una notevole variazione individuale nelle preferenze, quelle di ogni singolo soggetto sono solitamente influenzate dalle esperienze di quando era gattino.

Consigli pratici per l'alimentazione

  • Spesso vale la pena di offrire alimenti secchi per gatti ai soggetti anoressici (anche quelli per cui si potrebbe ritenere che il consumo di crocchette potrebbe essere difficile, ad es. nei casi di malattie orali), dal momento che molti di questi animali mangiano questi alimenti molto appetibili e possono inghiottire le crocchette intere se non riescono a masticarle.
  • Offrire sempre alimenti freschi e non lasciarli a disposizione troppo a lungo. Il cibo essiccato ha maggiori probabilità di far perdere ogni slancio ad un gatto. Gli alimenti umidi non consumati devono essere rimossi dopo mezz’ora. Sfortunatamente, alcuni gatti preferiscono mangiare quando non c’è nessuno in giro e ciò può rendere difficile l’uso di cibi umidi.
  • Evitare di somministrare al gatto i farmaci nello stesso momento dell’offerta del cibo - cercare di eliminare qualsiasi legame fra un evento fastidioso (ad es., la somministrazione di pillole) ed i pasti.
  • Riscaldare il cibo fino alla temperatura corporea. Gli omogeneizzati per bambini possono essere molto appetibili per i gatti (sono molto ricchi di proteine), ma è necessario verificare sull’etichetta il contenuto in cipolle, dato che una potenziale conseguenza del loro consumo è l’anemia a corpi di Heinz.
  • Se il consumo dei pasti è associato ad un evento stressante si può sviluppare un’avversione al cibo. Ad esempio, possono avere questo effetto i cibi offerti immediatamente dopo la somministrazione di farmaci che causano nausea (ad es., eritromicina). I gatti che associano un particolare alimento alla nausea spesso rifiutano questo cibo per un periodo prolungato, sono state descritte avversioni di durata fino a 40 giorni.
  • La somministrazione a mano del cibo è una tecnica infermieristica che può essere molto efficace per spingere alcuni pazienti a mangiare. Il tempo trascorso a “stabilire un legame” con il paziente, toelettarlo, ecc.. lo fa sentire maggiormente a proprio agio e lo spinge ad assumere volontariamente il cibo. Porre una piccola quantità di alimento sulle labbra spesso determina una risposta di leccamento. La maggior parte dei casi non tollera questo metodo di alimentazione, che però può essere utile (e ben tollerato) in un ridotto numero di pazienti.
  • Le prescription diet del commercio (ad es., Hill’s a/d, Royal Canin dieta in polvere da convalescenza ricostituita con acqua) possono venire portate ad una consistenza liquida che permette loro di raggiungere una consistenza adatta alla somministrazione mediante siringa. Può essere difficile soddisfare i fabbisogni energetici di un animale (Tab. 1) utilizzando questo metodo di alimentazione, anche quando è tollerato dal paziente. Bisogna effettuare uno stretto monitoraggio al fine di assicurare il raggiungimento di una nutrizione adeguata, per cui - se necessario - si può instaurare un altro metodo di sostegno. Nei gatti che non tollerano questa procedura, non si deve ricorrere all’alimentazione forzata.

Nei gatti in cui le tattiche infermieristiche non hanno avuto abbastanza successo, l’opzione successiva dal punto di vista logico è l’alimentazione mediante sonda. Si possono inserire dei tubi in una varietà di sedi, che verranno trattate individualmente. La sonda deve essere posta nella sede più prossimale fra quelle disponibili e, per quanto possibile, deve coinvolgere lo stomaco piuttosto che aggirarlo. Nessuna di queste sonde impedisce l’assunzione volontaria di cibo, per cui si può decidere di rimuoverle una volta che il paziente abbia recuperato a sufficienza l’appetito.

Alimentazione enterale e parenterale

La diarrea è una complicazione relativamente comune dell’alimentazione assistita enterale. Si tratta delle sonde che vengono inserite più facilmente tra tutte quelle enterali e possono essere applicate nei gatti completamente coscienti, il che le rende utili nelle situazioni in cui il paziente non è in grado di tollerare l’anestesia. Quando è inserita correttamente, la sonda deve terminare nel tratto distale dell’esofago piuttosto che nello stomaco, per ridurre il rischio di riflusso gastrico e di vomito indotto dalla presenza del tubo. Le sonde rinoesofagee hanno lo svantaggio di essere adatte soltanto al supporto a breve termine (vanno rimosse dopo 10-14 giorni e la maggior parte dei gatti se le sfila molto prima!) e, a causa del loro calibro, possono essere utilizzate in condizioni di sicurezza soltanto per somministrare speciali diete liquide attraverso il tubo. Benché la sonda rinoesofagea consenta di trattare i pazienti a casa, in generale si possono prestare cure migliori in ospedale, dove in caso di necessità è possibile riposizionare le sonde. In questo caso, anche se termina nella stessa posizione di quella rinoesofagea, la sonda viene inserita nell’esofago cervicale sotto anestesia. La necessità di ricorrere a quest’ultima è il principale svantaggio di questo tipo di alimentazione. Nessuna interferenza con la testa - sono meglio tollerate negli animali con disordini che colpiscono questa parte del corpo, ad es.

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L’intestino rimane la via più sicura per garantire il supporto nutrizionale e le vie parenterali (endovenose) vanno impiegate unicamente quando quella enterale non è possibile. Le tecniche utilizzate negli animali sono finalizzate ad apportare il 100% dei fabbisogni idrici ed elettrolitici ed almeno il 50% del RER stimato, ma non tutti i fabbisogni di aminoacidi ed acidi grassi. Questa nutrizione parenterale parziale (PPN) viene generalmente utilizzata per periodi di tempo fino a 10 giorni piuttosto che per cicli più prolungati - allo scopo di iniziare ad utilizzare l’intestino il più presto possibile. La nutrizione parenterale totale (TPN) viene utilizzata poco frequentemente, perché ha un costo proibitivo, è maggiormente predisposta a complicazioni e non viene considerata essenziale per il sostegno a breve termine generalmente richiesto. Ad esempio, nella maggior parte dei protocolli PPN non vengono apportate vitamine liposolubili. La PPN può essere somministrata attraverso le vene periferiche, mentre la iperosmolarità della TPN fa sì che per quest’ultima sia necessario ricorrere ai cateteri centrali. Le soluzioni PPN hanno ancora un costo notevole e la loro preparazione richiede una certa esperienza, per cui in genere vengono offerte soltanto all’interno dei centri specialistici. Nella maggior parte dei casi, le soluzioni PPN sono una miscela di aminoacidi, principi attivi apportatori di energia ed elettroliti.

Fabbisogno calorico e gestione del peso

Il fabbisogno calorico giornaliero del tuo gatto dipende da diversi fattori, tra cui peso, età, livello di attività e stato di salute.

  • Gatto in sovrappeso: Se il tuo gatto è sovrappeso e ha bisogno di perdere peso, usa il peso corporeo ideale anziché quello attuale.
  • Gatto attivo o giovane: Se il tuo gatto è particolarmente attivo o giovane, potrebbe avere bisogno di più calorie.

Alimentazione di qualità e idratazione

Gli alimenti di alta qualità per gatti utilizzano ingredienti naturali e nutrienti, come proteine animali di alta qualità e carboidrati da fonti nutrienti. Questi cibi evitano ingredienti di bassa qualità e sono bilanciati con tutti i nutrienti essenziali per la salute del tuo gatto. Inoltre, evitano conservanti, coloranti o aromi artificiali, utilizzando metodi di conservazione sicuri.

Per mantenere un peso corporeo sano è importante:

  • Monitorare le porzioni alimentari e limitare gli snack.
  • Assicurare un'adeguata idratazione con acqua fresca sempre disponibile.
  • Mantenere un peso corporeo sano attraverso una dieta equilibrata e l'esercizio fisico regolare.

Nella dieta di un gatto adulto è importante che le proteine costituiscano almeno il 25% sulla sostanza secca. Certe sostanze non digeribili, come peli e piume, pur avendo un elevato contenuto di proteine, hanno un valore biologico nullo. In gravidanza e lattazione le gatte vanno alimentate con cibo per gattini, più ricco di proteine.

Non necessariamente le marche più pubblicizzate o più costose sono le migliori. In caso di passaggio a un nuovo cibo è importante la gradualità. È importante seguire una routine, lasciando il cibo a disposizione a orari fissi, senza mai cedere alle richieste. Il gatto impara rapidamente gli orari dei pasti.

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