La sensazione di calore alla caviglia destra può essere un sintomo fastidioso e, a volte, motivo di preoccupazione. Questo articolo esplora le possibili cause di tale sintomo, offrendo una panoramica completa delle condizioni mediche associate e delle opzioni di trattamento.
Possibili Cause del Calore alla Caviglia
Il bruciore alle gambe è un sintomo molto comune, ma altrettanto aspecifico: può manifestarsi come una sensazione di calore, formicolio o pizzicore, talvolta accompagnata da prurito, intorpidimento, dolore o crampi. In alcuni casi si presenta solo di notte, disturbando il riposo. In altri, il bruciore si accentua durante la giornata o a seguito di uno sforzo fisico.
Il bruciore alle gambe non è una malattia in sé, ma il sintomo di un disturbo sottostante. Tra le cause più comuni si annoverano:
- Cause neurologiche
- Cause vascolari
- Cause muscolari o scheletriche
- Cause dermatologiche
Il bruciore notturno alle gambe è spesso segnale di neuropatia, insufficienza venosa o sindrome delle gambe senza riposo. Anche la cattiva circolazione contribuisce a peggiorare i sintomi di sera, quando la postura supina riduce il ritorno venoso. Ai piedi: comune nei diabetici, o nei soggetti con scarso ritorno venoso.
Durante e dopo l’infezione da SARS-CoV-2, diversi pazienti hanno riportato parestesie e sensazione di bruciore agli arti inferiori. In alcuni casi, l’utilizzo di integratori neuroprotettivi o vasoprotettori (es.
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Il bruciore alle gambe è un sintomo da non sottovalutare, soprattutto se compare con regolarità o si accompagna ad altri segnali. Un esempio di causa di bruciore alle gambe poco rilevante dal punto di vista clinico è l'intenso esercizio fisico, mentre un esempio di causa di bruciore alle gambe clinicamente importante è la neuropatia diabetica.
Neuropatie
La neuropatia alcolica è una sofferenza dei nervi periferici dovuta all'eccessiva assunzione di alcol. La neuropatia diabetica è una sofferenza dei nervi periferici dovuta al diabete mellito. Gli alti livelli di glucosio che caratterizzano il diabete mellito sono fonte di danno per diversi organi del corpo umano, compresi i vasi sanguigni deputati a mantenere in vita i nervi periferici.
Altre Cause Neurologiche
- La sindrome di Guillain-Barré
- La meralgia parestesica
- La sclerosi multipla
Cause Vascolari
L'arteriopatia periferica è un'affezione delle arterie che conducono il sangue agli arti (soprattutto quelli inferiori).
Altre Cause
- L'artrite reumatoide
- Le carenze vitaminiche
- Il lupus eritematoso sistemico
- La nevralgia post-erpetica
- La stenosi spinale
- Le discopatie
- L'ictus e l'attacco ischemico transitorio (TIA)
Sindrome del Tunnel Tarsale
La sindrome del tunnel tarsale è una patologia ancora poco conosciuta ma molto più frequente di quanto si creda. I sintomi sono spesso, soprattutto nelle fasi iniziali, poco definiti. Questo spiega, in parte, il motivo delle mancate diagnosi.
La sindrome è causata dalla compressione del nervo tibiale posteriore nel canale tarsale situato nella parte interna del piede al di sotto del malleolo tibiale. Il tunnel tarsale è situato sul lato interno della caviglia. L’astragalo e il calcagno ne costituiscono il pavimento osseo. Il tetto, ossia la parte più superficiale, è invece costituito dal retinacolo dei flessori del piede.
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All’interno del canale, oltre al nervo tibiale posteriore, si trova l’arteria tibiale posteriore con il suo plesso venoso e i tendini tibiale posteriore, flessore lungo dell’alluce, flessore lungo delle dita. Distalmente al canale il nervo, dopo aver emesso la branca calcaneare mediale, attraverso le fibre del retinacolo, si divide nelle sue due branche terminali: plantare mediale e laterale.
Cause della Sindrome del Tunnel Tarsale
Le cause della sofferenza del nervo all’interno del canale tarsale sono molteplici ma il concetto è estremamente semplice. Trattandosi di una struttura rigida (pareti ossee e fibrose), qualsiasi aumento di volume di ciò che è contenuto nel canale porterà ad una sofferenza del nervo che, per natura, è molto più sensibile alle compressioni rispetto ai tendini e i vasi presenti.
Quindi una tendinopatia di uno dei tre tendini suddetti, un aumento di volume del plesso venoso (spesso per varici), le neoformazioni (spesso cisti tendinee o lipomi), le fratture che alterino la conformazione del pavimento osseo, le contusioni ripetute (macro e micro) della parete fibrosa (calzature, attività sportiva/lavorativa), i dismorfismi del piede (piede pronato), le patologie sistemiche (artrite reumatoide, psoriasica) e le malattie dismetaboliche possono causare una sindrome del tunnel tarsale.
Sia l’eziopatogenesi che la sindrome sintomatologica che ne deriva, accomunano questa patologia alla ben più nota sindrome del tunnel carpale. Le cause esterne sono, in molti casi, determinanti. Spesso si tratta di atleti o lavoratori che sovraccaricano gli arti inferiori. Le calzature, come detto, possono influire creando situazioni microtraumatiche ripetute sul canale. L’obesità, in quanto causa di sovraccarico degli arti inferiori, rappresenta un ulteriore importante fattore.
Sintomi della Sindrome del Tunnel Tarsale
Le fasi iniziali della patologia sono caratterizzate da un dolore urente (sensazione di bruciore) spesso non ben definito all’interno e sotto la pianta del piede, al tallone e/o sotto le dita. Come si intuisce, questi sintomi sono comuni a molte altre e più conosciute patologie che quindi vengono spesso erroneamente diagnosticate: fasciti plantari, metatarsalgie, lombosciatalgie.
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Le diagnosi errate portano naturalmente a terapie inutili che non risolvono ovviamente i problemi ma anzi, spesso, li amplificano. L’esame obiettivo e una accurata anamnesi sono fondamentali per indirizzarsi verso una corretta diagnosi.
Il primo sintomo è di solito un dolore e/o un bruciore dietro e sotto il malleolo mediale a cui si associano parestesie (formicolio) sotto il tallone e la pianta del piede fino alle dita. Questi sintomi vengono accentuati da manovre di stimolazione della regione retro e sottomalleolare (Segno di Tinel). Con il tempo il dolore diventa invalidante con deficit della deambulazione.
In alcuni casi il paziente è costretto a fermarsi, togliersi la scarpa e a massaggiare il piede (questo è tipico anche nel caso di presenza di neuroma di Morton). Il dolore spesso si irradia anche prossimalmente lungo il margine mediale del polpaccio.
La sintomatologia all’inizio è intermittente e si riacutizza in occasione di lunghe camminate, corse o mantenendo la stazione eretta prolungata. Talvolta raggiunge la sua massima intensità al mattino dopo il riposo notturno. Ciò può dipendere dal fatto che il periodo di inattività motoria associato alla posizione sdraiata, determinano una congestione dei plessi venosi che circondano il nervo per cui la compressione aumenta.
Nelle fasi più avanzate si può notare una riduzione volumetrica (ipotonotrofia) dei muscoli della pianta del piede che a sua volta può associarsi ad una evidente riduzione di forza nella flessione delle dita del piede (“fase deficitaria”).
Una compressione frequente del nervo tibiale posteriore si verifica nel segmento anatomico che delimita il passaggio tra la fascia profonda del muscolo abduttore dell’alluce e il margine mediale del muscolo quadrato del piede: interessa la branca plantare laterale. In questo caso molto suggestiva ai fini diagnostici è la dolorabilità alla palpazione e alla percussione in profondità dell’abduttore dell’alluce. Si tratta di un tipico dolore puntiforme alla palpazione nel punto che si trova alla giunzione della cute plantare con quella mediale circa 5 cm. davanti al margine posteriore del calcagno
Il cosiddetto nodo di Henry (punto d’incrocio tra flessore lungo dita e flessore lungo dell’ alluce a livello osso scafoide) rappresenta invece la zona ove si realizza la compressione del nervo plantare mediale. La compressione di questo nervo ha per lo più un origine “ funzionale “. Infatti si riscontra soprattutto in coloro che praticano jogging come conseguenza dei microtraumi ripetuti subiti dal nervo a seguito della corsa.
Diagnosi
La diagnosi clinica, come detto non sempre semplice, è confermata dall’elettromiografia (EMG), esame fondamentale per una diagnosi certa. L’EMG purtroppo presenta alcuni limiti significativi. I falsi negativi sono frequenti. Questo può dipendere da un esame non molto accurato, da un apparecchio poco sensibile ma anche dal fatto che alcuni tipi di compressione, come detto, anno un’origine funzionale, cioè si manifestano solo durante alcuni tipi di attività. In questi casi l’esame obiettivo ed una attenta anamnesi portano alla diagnosi.
Le radiografie sono meno significative ma comunque utili per valutare eventuali esiti di frattura o dismorfismi ossei. Anche l’ ecografia e la risonanza magnetica ad alto campo possono essere di aiuto per vedere il nervo nel suo decorso, misurare la sua sezione e individuare eventuali punti dove risulta compresso ma soprattutto per evidenziare eventuali processi espansivi nel canale.
Trattamento
L’intervento chirurgico rappresenta, come in tutte le sindromi canalicolari compressive, il trattamento elettivo. Il ricorso a trattamenti conservativi (riposo, terapie antiinfiammatorie, fisiochinesiterapia) ha significato nelle fasi iniziali e per periodi limitati. In presenza di una sicura e ingravescente sofferenza del nervo tibiale posteriore, l’intervento deve essere indicato senza troppi indugi.
I nervi non sopportano la compressione per periodi prolungati. Il rischio è quello di oltrepassare il limite di recupero funzionale del nervo che manterrà quindi un deficit anche importante nonostante la decompressione chirurgica.
Per il trattamento chirurgico eseguo una incisione curvilinea mediale perimalleolare di circa 5 cm e in circa 5 minuti. Con questo piccolo accesso è possibile individuare in massima sicurezza il nervo e le strutture perineurali ed effettuare una sezione completa del retinacolo fino al suo impegno al di sotto dell’aponeurosi del muscolo abduttore dell’alluce ottenendo una liberazione sicura e permanente del nervo stesso.
Non concedo il carico per circa 15 giorni.
Sindrome dei Piedi Brucianti
La sindrome dei piedi brucianti si manifesta con costante bruciore e sensazione di calore intenso sulla pianta del piede, anche in presenza di basse temperature. La Sindrome dei piedi brucianti, nota anche come sindrome di Grierson-Gopalan, è una condizione medica che provoca serio bruciore e dolore ai piedi, iperestesia e alterazioni vasomotorie dei piedi che causano iperidrosi ed eccessiva sudorazione.
È un disturbo solitamente correlato ad altre patologie pregresse quali: il diabete, la carenza di vitamina B1, l'insufficienza renale, l'anemia, l'artrite reumatoide, le neoplasie, o l'abuso di alcol. La condizione interessa i nervi periferici, ovvero quelli che raggiungono le estremità del corpo.
La Sindrome dei piedi brucianti ha diverse cause. È, come evidenziato, una patologia che si presenta quale sintomo di una malattia pregressa, e difficilmente è di carattere primario.
Neuropatia Periferica
Si tratta di una delle cause più comuni della Sindrome dei piedi brucianti, se non la più comune e diagnosticata. Insorge quando i nervi sensoriali periferici che collegano il midollo spinale alle estremità sono danneggiati. I soggetti maggiormente sensibili a sviluppare una neuropatia periferica sono quelli affetti da diabete, e chi ha livello di glucosio nel sangue non stabili. La neuropatia periferica diabetica si sviluppa in modo graduale ed è solitamente peggiorativa con il passare del tempo.
Diagnosi e Trattamento
La diagnosi è principalmente clinica. Il trattamento della Sindrome dei piedi brucianti, a livello medico, è strettamente correlato alla presenza di altre patologie pregresse che ne hanno determinato l'insorgenza, e quindi ne sono causa.
Nel caso di dolore e bruciore ai piedi causato da neuropatie derivanti dall'assunzione di farmaci o sostanze tossiche che l'hanno provocata, il disturbo svanirà progressivamente con l'interruzione della terapia con tali farmaci o il contatto con le sostanze. I nervi, a questo punto, si rigenerano naturalmente.
Il sintomo principale però rimane il bruciore ai piedi localizzato soprattutto a livello plantare, ma che può espandersi anche al dorso del piede fino alla caviglia e associarsi a pesantezza e formicolio. La causa principale della sindrome dei piedi brucianti è il diabete, sia nella forma conclamata che nella fase di pre-diabete.
La terapia in caso di sindrome dei piedi brucianti non prevede l’assunzione di farmaci antinfiammatori o antidolorifici ma di farmaci antidepressivi e antiepilettici che vanno a spegnere il corto circuito che si genera all’interno delle fibre nervose.
Altri Sintomi Associati
Diversi altri sintomi nonché alcuni segni possono accompagnare la sensazione di bruciore alle gambe. Questi sintomi e questi segni variano a seconda della condizione scatenante; ciò vuol dire, per esempio, che un bruciore alle gambe dovuto al diabete sarà associato a disturbi diversi da quelli che fanno da accompagnamento al bruciore alle gambe dovuto a una bruciatura.
- Perdita di sangue
- Vesciche
- Senso d'intorpidimento lungo gli arti inferiori
- Dolore (nocicettivo e neuropatico)
- Arrossamento, calore e gonfiore
- Formicolio
Quando Preoccuparsi
Il bruciore alle gambe è un sintomo che deve preoccupare e indurre il diretto interessato a consultare un medico, quando è prolungato nel tempo e/o associato a sintomi o condizioni di una certa rilevanza clinica.
Eventuali complicanze che possono colpire il soggetto con un bruciore alle gambe dipendono non da quest'ultimo (il bruciore alle gambe è, come già detto, solo un sintomo), ma dall'evento/condizione scatenante.
Quando il bruciore il gambe desta preoccupazioni e/o la sua origine non è chiara, è doveroso indagare la precisa causa scatenante, per capire la gravità del problema in corso e l'eventuale terapia da adottare.
In presenza di bruciore alle gambe, la terapia adottata varia in relazione alla causa scatenante. Questo significa che l'individuo con un bruciore alle gambe dovuto a una neuropatia diabetica necessita di un trattamento diverso dall'individuo con un bruciore alle gambe dovuto a una neuropatia alcolica o a una carenza vitaminica.