La sensazione di calore alla caviglia destra è un sintomo che può destare preoccupazione e richiede un'analisi approfondita per identificarne le cause sottostanti. Approfondiamo questa patologia con il Dott.
Anatomia della Caviglia
Per comprendere meglio le possibili cause del dolore e della sensazione di calore, è utile conoscere l'anatomia della caviglia. La caviglia è un’articolazione che sorregge il peso del corpo e ci consente di sollevare e abbassare il piede, oltre che di ruotarlo lateralmente. Questa articolazione si trova nel punto di incontro tra due ossa della gamba, tibia e perone e un osso del piede, l’astragalo. La caviglia è composta anche da diversi legamenti che mantengono insieme le ossa e permettono al piede di compiere il movimento. I tendini uniscono i muscoli della gamba alle ossa del piede consentendo il movimento e sostenendo l’articolazione. Fanno parte della caviglia anche alcune ossa che sporgono e che possono procurare dolore anche se colpite leggermente: il malleolo tibiale, il malleolo peroneale e il malleolo posteriore.
Cause Comuni di Dolore alla Caviglia
Il dolore alla caviglia può avere diverse cause, come: traumi, lesioni, distorsioni, instabilità articolare, artrite, gotta, tendinite, frattura ossea, compressione di un nervo, infezione, scarso allineamento della gamba o del piede, vasi sanguigni bloccati, lesioni ai nervi (es.
- Traumi e Lesioni: La distorsione costituisce circa l'80% di tutte le lesioni che colpiscono la caviglia. Quando si appoggia male il piede, si causa una lacerazione dei legamenti. A seguito di una distorsione si lacera infatti la capsula articolare, questo provoca un edema e gonfiore e una lesione dei legamenti. Ci sono vari gradi di lesione dei legamenti, classificati da I a III a seconda della gravità del danno.
- Artrite e Artrosi: Le varie forme di artrite (reumatoide, psoriasica, aspecifica, ecc.) hanno una causa comune: l’attacco di anticorpi del proprio sistema immunitario verso i tessuti sani del corpo. L’artrosi è una malattia degenerativa cronica causata dall’invecchiamento delle articolazioni. Con il passare degli anni, le cartilagini che proteggono le estremità delle ossa della caviglia si consumano, lo sfregamento irrita le terminazioni nervose presenti nell’articolazione, provocando un dolore prima intermittente e poi continuo.
- Gotta: E’ una patologia reumatica causata da un eccesso di acidi urici nel sangue, che si aggregano in cristalli duri e precipitano nelle piccole articolazioni degli arti inferiori, causandone l’infiammazione.
- Malattie Ossee: Alcune malattie ossee causano dolore alle articolazioni, tra queste l’osteoporosi, che è legata all’invecchiamento e comporta la perdita di massa ossea e l’incapacità delle ossa di rigenerarsi.
- Tendinite:
- Tendinite peroneale: l’infiammazione colpisce i tendini del perone, a lato della caviglia.
- Tendinite tibiale anteriore: si percepisce sulla zona anteriore della caviglia un dolore che peggiora camminando in discesa o scendendo le scale e rende impossibile sollevare la punta del piede, posizionandolo a martello.
- Borsite: Le borse sono dei piccoli “sacchetti” pieni di liquido sinoviale posti nelle cavità tra ossa e tendini della caviglia. Queste borse possono infiammarsi, per esempio a causa di sforzi eccessivi o come conseguenza dell’artrosi.
- Fratture: Una frattura della caviglia, a causa di cadute o incidenti per esempio, può comportare la rottura di una o più ossa di questa articolazione (tibia, perone o tallone).
- Sindrome da Impingement: La sindrome da impingement provoca un dolore acuto, simile alla puntura di un ago, nella parte esterna dell’articolazione, soprattutto quando si cammina. La causa di questa sindrome è il “conflitto” sub-acromiale: le strutture interne dell’articolazione - ossa o tessuti fibrosi - confliggono tra di loro urtandosi. A provocare il conflitto sono spesso degli osteofiti, formazioni ossee benigne spesso conseguenza di microtraumi ripetuti o artrosi.
- Piede Piatto: Un arco plantare piatto può dare luogo a una sofferenza della caviglia, con gonfiore e difficoltà a camminare.
- Osteomielite: L’osteomielite, una infezione ossea spesso di origine batterica, può causare gonfiore alla caviglia, che appare arrossata e calda.
- Tumori Ossei: In genere benigni, i tumori alle ossa della caviglia sono abbastanza comuni e simili a cisti. Danno dolore e difficoltà a camminare.
Sindrome dei Piedi Brucianti
Il sintomo principale però rimane il bruciore ai piedi localizzato soprattutto a livello plantare, ma che può espandersi anche al dorso del piede fino alla caviglia e associarsi a pesantezza e formicolio. La causa principale della sindrome dei piedi brucianti è il diabete, sia nella forma conclamata che nella fase di pre-diabete.
La Sindrome dei piedi brucianti si manifesta con costante bruciore e sensazione di calore intenso sulla pianta del piede, anche in presenza di basse temperature. La Sindrome dei piedi brucianti, nota anche come sindrome di Grierson-Gopalan, è una condizione medica che provoca serio bruciore e dolore ai piedi, iperestesia e alterazioni vasomotorie dei piedi che causano iperidrosi ed eccessiva sudorazione. È un disturbo solitamente correlato ad altre patologie pregresse quali: il diabete, la carenza di vitamina B1, l'insufficienza renale, l'anemia, l'artrite reumatoide, le neoplasie, o l'abuso di alcol. La condizione interessa i nervi periferici, ovvero quelli che raggiungono le estremità del corpo.
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Neuropatia periferica tra le cause principali Si tratta di una delle cause più comuni della Sindrome dei piedi brucianti, se non la più comune e diagnosticata. Insorge quando i nervi sensoriali periferici che collegano il midollo spinale alle estremità sono danneggiati. I soggetti maggiormente sensibili a sviluppare una neuropatia periferica sono quelli affetti da diabete, e chi ha livello di glucosio nel sangue non stabili. La neuropatia periferica diabetica si sviluppa in modo graduale ed è solitamente peggiorativa con il passare del tempo.
La terapia in caso di sindrome dei piedi brucianti non prevede l’assunzione di farmaci antinfiammatori o antidolorifici ma di farmaci antidepressivi e antiepilettici che vanno a spegnere il corto circuito che si genera all’interno delle fibre nervose.
Sindrome del Tunnel Tarsale
La sindrome del tunnel tarsale è una patologia ancora poco conosciuta ma molto più frequente di quanto si creda. I sintomi sono spesso, soprattutto nelle fasi iniziali, poco definiti. Questo spiega, in parte, il motivo delle mancate diagnosi. La sindrome (cioè una patologia caratterizzata da svariati sintomi) è causata dalla compressione del nervo tibiale posteriore nel canale tarsale situato nella parte interna del piede al di sotto del malleolo tibiale.
Il tunnel tarsale è situato sul lato interno della caviglia. L’astragalo e il calcagno ne costituiscono il pavimento osseo. Il tetto, ossia la parte più superficiale, è invece costituito dal retinacolo dei flessori del piede. All’interno del canale, oltre al nervo tibiale posteriore, si trova l’arteria tibiale posteriore con il suo plesso venoso e i tendini tibiale posteriore, flessore lungo dell’alluce, flessore lungo delle dita. Distalmente al canale il nervo, dopo aver emesso la branca calcaneare mediale, attraverso le fibre del retinacolo, si divide nelle sue due branche terminali: plantare mediale e laterale.
Le cause della sofferenza del nervo all’interno del canale tarsale sono molteplici ma il concetto è estremamente semplice. Trattandosi di una struttura rigida (pareti ossee e fibrose), qualsiasi aumento di volume di ciò che è contenuto nel canale porterà ad una sofferenza del nervo che, per natura, è molto più sensibile alle compressioni rispetto ai tendini e i vasi presenti. Quindi una tendinopatia di uno dei tre tendini suddetti, un aumento di volume del plesso venoso (spesso per varici), le neoformazioni (spesso cisti tendinee o lipomi), le fratture che alterino la conformazione del pavimento osseo, le contusioni ripetute (macro e micro) della parete fibrosa (calzature, attività sportiva/lavorativa), i dismorfismi del piede (piede pronato), le patologie sistemiche (artrite reumatoide, psoriasica) e le malattie dismetaboliche possono causare una sindrome del tunnel tarsale.
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Sia l’eziopatogenesi che la sindrome sintomatologica che ne deriva, accomunano questa patologia alla ben più nota sindrome del tunnel carpale. Le cause esterne sono, in molti casi, determinanti. Spesso si tratta di atleti o lavoratori che sovraccaricano gli arti inferiori. Le calzature, come detto, possono influire creando situazioni microtraumatiche ripetute sul canale. L’obesità, in quanto causa di sovraccarico degli arti inferiori, rappresenta un ulteriore importante fattore.
Le fasi iniziali della patologia sono caratterizzate da un dolore urente (sensazione di bruciore) spesso non ben definito all’interno e sotto la pianta del piede, al tallone e/o sotto le dita. Come si intuisce, questi sintomi sono comuni a molte altre e più conosciute patologie che quindi vengono spesso erroneamente diagnosticate: fasciti plantari, metatarsalgie, lombosciatalgie. Le diagnosi errate portano naturalmente a terapie inutili che non risolvono ovviamente i problemi ma anzi, spesso, li amplificano.
L’esame obiettivo e una accurata anamnesi sono fondamentali per indirizzarsi verso una corretta diagnosi. Il primo sintomo è di solito un dolore e/o un bruciore dietro e sotto il malleolo mediale a cui si associano parestesie (formicolio) sotto il tallone e la pianta del piede fino alle dita. Questi sintomi vengono accentuati da manovre di stimolazione della regione retro e sottomalleolare (Segno di Tinel). Con il tempo il dolore diventa invalidante con deficit della deambulazione. In alcuni casi il paziente è costretto a fermarsi, togliersi la scarpa e a massaggiare il piede (questo è tipico anche nel caso di presenza di neuroma di Morton). Il dolore spesso si irradia anche prossimalmente lungo il margine mediale del polpaccio.
La sintomatologia all’inizio è intermittente e si riacutizza in occasione di lunghe camminate, corse o mantenendo la stazione eretta prolungata. Talvolta raggiunge la sua massima intensità al mattino dopo il riposo notturno. Ciò può dipendere dal fatto che il periodo di inattività motoria associato alla posizione sdraiata, determinano una congestione dei plessi venosi che circondano il nervo per cui la compressione aumenta. Nelle fasi più avanzate si può notare una riduzione volumetrica (ipotonotrofia) dei muscoli della pianta del piede che a sua volta può associarsi ad una evidente riduzione di forza nella flessione delle dita del piede (“fase deficitaria”).
Una compressione frequente del nervo tibiale posteriore si verifica nel segmento anatomico che delimita il passaggio tra la fascia profonda del muscolo abduttore dell’alluce e il margine mediale del muscolo quadrato del piede: interessa la branca plantare laterale. In questo caso molto suggestiva ai fini diagnostici è la dolorabilità alla palpazione e alla percussione in profondità dell’abduttore dell’alluce. Si tratta di un tipico dolore puntiforme alla palpazione nel punto che si trova alla giunzione della cute plantare con quella mediale circa 5 cm. davanti al margine posteriore del calcagno
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Il cosiddetto nodo di Henry (punto d’incrocio tra flessore lungo dita e flessore lungo dell’ alluce a livello osso scafoide) rappresenta invece la zona ove si realizza la compressione del nervo plantare mediale. La compressione di questo nervo ha per lo più un origine “ funzionale “. Infatti si riscontra soprattutto in coloro che praticano jogging come conseguenza dei microtraumi ripetuti subiti dal nervo a seguito della corsa.
La diagnosi clinica, come detto non sempre semplice, è confermata dall’elettromiografia (EMG), esame fondamentale per una diagnosi certa. L’EMG purtroppo presenta alcuni limiti significativi. I falsi negativi sono frequenti. Questo può dipendere da un esame non molto accurato, da un apparecchio poco sensibile ma anche dal fatto che alcuni tipi di compressione, come detto, anno un’origine funzionale, cioè si manifestano solo durante alcuni tipi di attività. In questi casi l’esame obiettivo ed una attenta anamnesi portano alla diagnosi.
Le radiografie sono meno significative ma comunque utili per valutare eventuali esiti di frattura o dismorfismi ossei. Anche l’ ecografia e la risonanza magnetica ad alto campo possono essere di aiuto per vedere il nervo nel suo decorso, misurare la sua sezione e individuare eventuali punti dove risulta compresso ma soprattutto per evidenziare eventuali processi espansivi nel canale.
Intervento chirurgico
L’intervento chirurgico rappresenta, come in tutte le sindromi canalicolari compressive, il trattamento elettivo. Il ricorso a trattamenti conservativi (riposo, terapie antiinfiammatorie, fisiochinesiterapia) ha significato nelle fasi iniziali e per periodi limitati. In presenza di una sicura e ingravescente sofferenza del nervo tibiale posteriore, l’intervento deve essere indicato senza troppi indugi. I nervi non sopportano la compressione per periodi prolungati. Il rischio è quello di oltrepassare il limite di recupero funzionale del nervo che manterrà quindi un deficit anche importante nonostante la decompressione chirurgica. Per il trattamento chirurgico eseguo una incisione curvilinea mediale perimalleolare di circa 5 cm e in circa 5 minuti. Con questo piccolo accesso è possibile individuare in massima sicurezza il nervo e le strutture perineurali ed effettuare una sezione completa del retinacolo fino al suo impegno al di sotto dell’aponeurosi del muscolo abduttore dell’alluce ottenendo una liberazione sicura e permanente del nervo stesso. Non concedo il carico per circa 15 giorni.
Altre Possibili Cause di Bruciore alle Gambe
Un esempio di causa di bruciore alle gambe poco rilevante dal punto di vista clinico è l'intenso esercizio fisico, mentre un esempio di causa di bruciore alle gambe clinicamente importante è la neuropatia diabetica. Il bruciore alle gambe può presentarsi in modo isolato o in associazione ad altri sintomi; in questo secondo caso, la sintomatologia di accompagnamento dipende dal fattore d'origine del sintomo in questione. Il bruciore alle gambe, inteso come bruciore agli arti inferiori, è un sintomo molto comune, che può dipendere da tantissime cause diverse, alcune decisamente più gravi di altre.
Che cos’è il bruciore alle gambe? Il bruciore alle gambe è un sintomo molto comune, ma altrettanto aspecifico: può manifestarsi come una sensazione di calore, formicolio o pizzicore, talvolta accompagnata da prurito, intorpidimento, dolore o crampi. In alcuni casi si presenta solo di notte, disturbando il riposo. In altri, il bruciore si accentua durante la giornata o a seguito di uno sforzo fisico.
Il bruciore alle gambe non è una malattia in sé, ma il sintomo di un disturbo sottostante.
- Il bruciore notturno alle gambe è spesso segnale di neuropatia, insufficienza venosa o sindrome delle gambe senza riposo. Anche la cattiva circolazione contribuisce a peggiorare i sintomi di sera, quando la postura supina riduce il ritorno venoso.
- Ai piedi: comune nei diabetici, o nei soggetti con scarso ritorno venoso.
- Durante e dopo l’infezione da SARS-CoV-2, diversi pazienti hanno riportato parestesie e sensazione di bruciore agli arti inferiori. In alcuni casi, l’utilizzo di integratori neuroprotettivi o vasoprotettori (es.
Il bruciore alle gambe è un sintomo da non sottovalutare, soprattutto se compare con regolarità o si accompagna ad altri segnali.
Neuropatie e Altre Condizioni Mediche
- Neuropatia alcolica: È una sofferenza dei nervi periferici dovuta all'eccessiva assunzione di alcol.
- Neuropatia diabetica: È una sofferenza dei nervi periferici dovuta al diabete mellito. Gli alti livelli di glucosio che caratterizzano il diabete mellito sono fonte di danno per diversi organi del corpo umano, compresi i vasi sanguigni deputati a mantenere in vita i nervi periferici. Mancando del giusto apporto di sangue, i nervi periferici perdono, dapprima, la loro normale funzione, dopodiché vanno incontro a necrosi.
- Sindrome di Guillain-Barré: È una malattia autoimmune che colpisce il sistema nervoso periferico.
- Meralgia parestesica: È una neuropatia (quindi una malattia dei nervi), che colpisce il nervo cutaneo laterale della coscia, un nervo periferico di tipo sensitivo.
- Altre condizioni: Sclerosi multipla, arteriopatia periferica, artrite reumatoide, carenze vitaminiche, lupus eritematoso sistemico, nevralgia post-erpetica, stenosi spinale, discopatie, ictus e attacco ischemico transitorio (TIA).
Sintomi Associati
Diversi altri sintomi nonché alcuni segni possono accompagnare la sensazione di bruciore alle gambe. Questi sintomi e questi segni variano a seconda della condizione scatenante; ciò vuol dire, per esempio, che un bruciore alle gambe dovuto al diabete sarà associato a disturbi diversi da quelli che fanno da accompagnamento al bruciore alle gambe dovuto a una bruciatura.
- Perdita di sangue
- Vesciche
- Senso d'intorpidimento lungo gli arti inferiori
- Dolore: Esistono due tipologie di dolore connesse al bruciore alle gambe: il dolore nocicettivo e il dolore neuropatico. Il dolore nocicettivo è la classica sensazione dolorosa, che un individuo prova a seguito di un taglio, una ferita, una bruciatura ecc.
- Arrossamento, calore e gonfiore
- Formicolio
Quando Consultare un Medico
Il bruciore alle gambe è un sintomo che deve preoccupare e indurre il diretto interessato a consultare un medico, quando è prolungato nel tempo e/o associato a sintomi o condizioni di una certa rilevanza clinica. Eventuali complicanze che possono colpire il soggetto con un bruciore alle gambe dipendono non da quest'ultimo (il bruciore alle gambe è, come già detto, solo un sintomo), ma dall'evento/condizione scatenante.
Diagnosi e Trattamento
Quando il bruciore il gambe desta preoccupazioni e/o la sua origine non è chiara, è doveroso indagare la precisa causa scatenante, per capire la gravità del problema in corso e l'eventuale terapia da adottare. Da quanto tempo è in atto la sensazione di bruciore alle gambe? In cosa consiste la sua alimentazione quotidiana?
Il trattamento della Sindrome dei piedi brucianti, a livello medico, è strettamente correlato alla presenza di altre patologie pregresse che ne hanno determinato l'insorgenza, e quindi ne sono causa. Nel caso di dolore e bruciore ai piedi causato da neuropatie derivanti dall'assunzione di farmaci o sostanze tossiche che l'hanno provocata, il disturbo svanirà progressivamente con l'interruzione della terapia con tali farmaci o il contatto con le sostanze. I nervi, a questo punto, si rigenerano naturalmente.
In presenza di bruciore alle gambe, la terapia adottata varia in relazione alla causa scatenante. Questo significa che l'individuo con un bruciore alle gambe dovuto a una neuropatia diabetica necessita di un trattamento diverso dall'individuo con un bruciore alle gambe dovuto a una neuropatia alcolica o a una carenza vitaminica.
Consigli Generali
Utilizzare un bendaggio contenitivo: con tutori rigidi o semirigidi e bendaggi funzionali è possibile migliorare la stabilità della caviglia. Quando il dolore diminuisce è importante fare piccoli movimenti di circonduzione e flessione plantare per riattivare la muscolatura. E’ comunque importante sottoporsi a una visita ortopedica per capire la causa del dolore e fare una diagnosi precisa.