Calore Secco e Umido: Differenze e Implicazioni

Quando si parla di benessere e relax, sauna e bagno turco sono due esperienze irrinunciabili. Sono tanti i centri benessere in Italia che offrono la possibilità di rilassarsi con una bella seduta in sauna o nel bagno turco. La prima differenza che balza all’occhio è il contrasto tra calore secco e umido.

Sauna: Calore Secco e Intenso

La sauna è un trattamento di origine finlandese, che si svolge all’interno di cabine in legno: qui il calore secco raggiunge temperature tra 80° e 90°C. Il locale della sauna è interamente ricoperto in legno (sempre non trattato) di pino o pioppo. Al suo interno vi sono delle panche lignee prive dei classici nodi in cui potrebbe risiedere della resina. Col calore, infatti, rischierebbe di trasudare e bruciare la pelle.

Ovviamente, per generare questo calore vengono adoperate fonti diverse. Nella sauna, il calore è generato da una stufa elettrica ricoperta di pietre laviche. L’ambiente che si viene a creare è secco e con temperature estremamente elevate. Durante la seduta è possibile aumentare i gradi percepiti versando con un mestolo l’acqua contenuta in una tinozza nella pietra incandescente: il contatto tra la pietra e l’acqua genera una rapida evaporazione che incrementerà il calore.

La sauna offre un calore intenso ma secco, perfetto per chi desidera una sudorazione profonda e immediata. La sauna è particolarmente indicata per chi pratica sport, poiché il calore secco aiuta a rilassare e distendere i muscoli, favorendo la diminuzione dell’acido lattico accumulato dopo l’attività fisica.

Bagno Turco: Calore Umido e Avvolgente

Il bagno turco invece è una stanza interamente ricoperta in marmo o in pietra con delle panche situate tutte allo stesso livello. A differenza della sauna, nel bagno turco il calore è generato dalla diffusione, dal basso verso l’alto, di vapore all’interno di tutto il locale. La nebbia di vapore che si forma mantiene le temperature molto più basse, tra i 20 e i 45 gradi.

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Il bagno turco, invece, è un vero toccasana per la pelle e le vie respiratorie. Grazie all’azione del vapore, aiuta a idratare e purificare la pelle, liberando i pori e rendendola più morbida e luminosa. Inoltre, il calore umido può beneficiare chi soffre di problemi respiratori, come sinusiti e riniti, aiutando ad alleviare i sintomi e migliorando la respirazione.

Calore Torridido vs. Calore Afoso

Anche se spesso i termini caldo afoso e caldo torrido sono usati come sinonimi in realtà indicano due condizioni praticamente opposte. Cosa si intende per caldo torrido e caldo afoso: la differenza.

Il caldo torrido, per definizione, è il caldo secco, in presenza di un’atmosfera con uno scarso contenuto di vapore acqueo: il clima tipico dei deserti, quindi anche del deserto del Sahara, con temperature di 35-40 °C e oltre, accompagnate da tassi di umidità relativa inferiori al 25-30%. Per fare qualche esempio di città con questo clima: Dubai, New Delhi, Madrid. È un caldo descritto tipicamente come “bruciante”.

Il caldo afoso, al contrario, è il caldo umido, con temperature dell’aria non per forza elevatissime, sui 30-35 °C, ma accompagnate da grandi quantità di vapore acqueo al suo interno, dunque da tassi di umidità uguali o superiori al 50-70%. Ne sono un esempio metropoli come Pechino, Giacarta e Shangai. Viene solitamente descritto come “soffocante” oppure “opprimente”.

Perché il Caldo Afoso è più Difficile da Sopportare

Ebbene, dal caldo torrido ci si può difendere attraverso la sudorazione: il sudore evapora dalla nostra pelle sottraendole calore e rinfrescandola, a patto che le molecole di acqua del sudore passino nell’aria velocemente, e ciò succede quando l’aria è povera di molecole di vapore acqueo in sospensione. Avrete certamente sperimentato quella sensazione di fresco che si prova quando si esce dal mare o dalla doccia, a volte quasi di freddo…una sensazione tipica quando l’aria è molto secca.

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Il caldo afoso, invece, può potenzialmente uccidere. Quando l’umidità dell’aria è elevata, il sudore non riesce a lasciare la nostra epidermide, non c’è evaporazione e dunque non c’è frescura. In altre parole, l’umidità impedisce al sudore di evaporare. A partire dal 90 % di umidità relativa l’aria è talmente carica di vapore acqueo che l’evaporazione diventa quasi impossibile. A quel punto il corpo non si raffredda, anzi la temperatura sale, affaticando polmoni e cuore.

Se da un lato si può sopravvivere a temperature di 50 °C in aria secca (molto povera di vapore acqueo), il caldo può diventare un problema già partire dai 35 °C se è presente aria satura di vapore acqueo (100 % di umidità relativa). In assenza di raffreddamento, la temperatura corporea può raggiungere i 42-43 °C ed entrare in ipertermia. Nei soggetti particolarmente sensibili può sopravvenire il collasso o, nei casi più estremi, persino la morte per arresto cardiaco.

Quando fa molto caldo, il fenomeno si accentua perché l'aria calda - per definizione - è in grado di contenere più umidità di quella fredda. A 30 °C l'aria può contenere fino a 30 g di acqua per metro cubo sotto forma di vapore, 10 volte di più che a -5 °C.

E come se non bastasse, in presenza di caldo afoso l’aria umida non solo impedisce al corpo di raffreddarsi, ma è anche più difficile da respirare, il che aumenta la sensazione di oppressione e affaticamento. Questo perché il vapore acqueo sottrae una piccola quantità di ossigeno all’aria: il nostro corpo deve quindi fare uno sforzo supplementare per assumere la stessa quantità di ossigeno.

Umidità e Percezione della Temperatura

Esiste un effetto fisiologico dell'umidità che spesso non viene considerato: l'effetto sulla sensazione di caldo o freddo. In estate, quando fa caldo, l'aumento della sudorazione tende a riportare la temperatura della pelle a un valore accettabile. In inverno, l'aria una volta riscaldata ed introdotta nell'ambiente favorisce l'evaporazione e quindi il raffreddamento della pelle perché diventa secca a causa del riscaldamento stesso.

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L'effetto più immediato di questo fenomeno è che a parità di temperatura, più l'aria è secca e più si sente freddo. Alle temperature tipiche di un ambiente riscaldato, la "temperatura apparente" (cioè la percezione soggettiva di temperatura che esprime lo stato di benessere delle persone) aumenta di circa 2°C se si aumenta l'umidità relativa dal 25% al 50%.

Per le persone, un problema derivante da una scarsa umidità dell'aria è il senso di fastidio agli occhi, cioè la secchezza della cornea, che diventa un vero e proprio problema soprattutto per i portatori di lenti a contatto.

Se si considera invece l'effetto della scarsa umidità sulle cose, gli esempi davvero non mancano. È definito igroscopico ogni materiale le cui cellule assorbono acqua causando una variazione nelle dimensioni, effetto riscontrabile nella carta, nei tessuti, in alcune materie plastiche, nel legno, nella frutta e verdura e in altri materiali che hanno la proprietà di assorbire o rilasciare umidità.

In base ai dati Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare citati da Meteoweb.it, le città più umide in Italia sono Ravenna Punta Marina (80,8 percento); Capo Frasca (80,7 percento); Piacenza (80,1 percento); Monte Scuro Sila (80 percento); Capo Caccia (78,1 percento) e Rimini Miramare (77,9 percento).

Come spiegato da chimica-online.it, per calcolare la temperatura percepita sulla base della temperatura segnata dalla colonnina di mercurio e dell'umidità è possibile usare l'indice Humidex legato alla seguente formula: H = Ta + ( 0.5555 x ( e - 10 ) ), dove H è la temperatura percepita, Ta è la temperatura effettiva ed e è la pressione di vapore in hPa. Per fare alcuni esempi, con una temperatura di 38° C e un tasso di umidità del 30 percento la temperatura percepita è di 43° C, mentre con il 50 percento di umidità la temperatura percepita sfiora i 50° C. Con una temperatura esterna di 40° C e un tasso di umidità del 30 percento la temperatura percepita è di 47° C, con il 70 percento di umidità si arriva addirittura a percepire 63° C.

Vapore: Secco vs. Umido

Vapore saturo, non saturo, secco, umido, di espansione, supercritico e surriscaldato… e molto altro ancora, ad indicare che non tutti i tipi di vapore sono uguali. Quale è la differenza tra vapore saturo (secco) e vapore non saturo (umido)? Il vapore secco o saturo non contiene gocce d'acqua e viene prodotto riscaldando l'acqua in una camera chiusa. Il vapore umido o non saturo contiene goccioline d'acqua.

Il vapore saturo o secco è il tipo di vapore che otteniamo se tutte le molecole d'acqua rimangono allo stato gassoso. Prendiamo ad esempio un bollitore che fischia quando è pronto. Il vapore non fuoriesce liberamente perché la pressione è controllata dall'uso previsto. Il vapore secco perde parte della sua energia quando viene rilasciato nell'atmosfera più fredda. Tale energia viene trasferita nell'aria ambiente , rendendola condensata e visibile come nebbiolina.

In altre parole: Il vapore secco viene prodotto riscaldando l'acqua in una camera chiusa. Quando il vapore attira piccole goccioline d'acqua al momento del riscaldamento, si genera vapore non saturo o umido. Quando una caldaia a vapore riscalda l'acqua, le bolle si rompono attraverso la superficie. Quindi, quando inizia a formarsi, il vapore contiene liquido. È questo liquido che rende il vapore parzialmente umido a meno che non si utilizzi un surriscaldatore.

Stato dell'acqua a diverse temperature e pressioni
Pressione (bar) Temperatura di congelamento (°C) Temperatura di ebollizione (°C)
1 (pressione atmosferica normale) 0 100

Le tabelle del vapore sono strumenti essenziali per chiunque lavori con il vapore. È possibile confrontare la sua importanza con un orario ferroviario o con la mappa su un GPS quando si guida in una località nuova. Di solito utilizziamo una tabella del vapore per determinare la temperatura a una determinata pressione o viceversa. Ciò che rende questo strumento prezioso è che include anche un entalpia e un volume specifici.

L'entalpia è la quantità di energia contenuta in 1 kg. Come menzionato in precedenza, è quasi impossibile per le caldaie a vapore produrre vapore secco al 100%. La frazione di secchezza ha un effetto diretto sulla quantità totale di energia trasferibile. Ricordiamo la differenza tra calore latente e sensibile? Il vapore secco al 100% contiene anche il 100% del calore latente disponibile (a quella pressione specifica).

Sapevi che è possibile riscaldare il vapore oltre il punto di ebollizione per ottenere vapore surriscaldato? A differenza del vapore saturo, il vapore surriscaldato non ha un rapporto diretto tra temperatura e pressione. Ciò significa che può esistere a un'ampia gamma di temperature. Sembra improbabile, ma sapevi che la secchezza del vapore può essere superiore al 100%? In questo caso parliamo di vapore surriscaldato.

Poiché esiste un elevato coefficiente di trasferimento termico, è necessaria una superficie termica più piccola. Utilizziamo il coefficiente di trasferimento del calore per calcolare la quantità di calore trasferita. Come scritto in precedenza: "un coefficiente di trasferimento del calore elevato richiede una piccola superficie termica, con conseguente riduzione della spesa iniziale per le attrezzature". Poiché una maggiore quantità di acqua è evaporata in vapore saturo, il vapore ha anche assorbito più calore latente.

Il vapore saturo (secco) è un'eccellente fonte di riscaldamento. Cosa è la frazione di secchezza? È la misura che utilizziamo per definire quanto il vapore è effettivamente secco. Ha un impatto sulla capacità di riscaldamento del vapore.

La scelta dipende ovviamente dai tuoi obiettivi e dalle tue esigenze. Se desideri un trattamento che distenda i muscoli e favorisca la sudorazione intensa, la sauna è la soluzione ideale. Se hai la possibilità di provare entrambi i trattamenti, ti consigliamo di iniziare con la sauna, in modo da preparare il tuo organismo alle alte temperature, per poi passare al bagno turco, che completerà il percorso benessere idratando la pelle.

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