Negli ultimi anni, molte persone hanno scelto di riqualificare il sistema di riscaldamento della propria abitazione, valutando diverse opzioni come caldaie tradizionali, riscaldamento elettrico, pompe di calore e stufe a pellet. In molti casi, si opta per soluzioni combinate, integrando caldaie o stufe a pellet nel sistema di riscaldamento domestico, una scelta eccellente per promuovere sistemi energetici ecosostenibili, ridurre l’impronta di carbonio e affrontare le fluttuazioni dei prezzi dell’energia. Tuttavia, chi sta valutando l'acquisto di una stufa a pellet potrebbe avere ancora dei dubbi, come ad esempio quanto consuma, quanto costa il combustibile e qual è il pellet migliore per caldaie, stufe e camini.
Cos'è il Pellet e Come Viene Prodotto?
Prima di esaminare le diverse tipologie di pellet disponibili in commercio e le loro peculiarità, spieghiamo brevemente cos’è il pellet e come viene prodotto. In sintesi, si tratta di un combustibile prodotto comprimendo meccanicamente la segatura del legno, un sottoprodotto della silvicoltura, utilizzando quindi gli scarti di legname per produrre cilindri con un diametro tipico tra i 6 e gli 8 millimetri.
Durante la fase finale di compressione meccanica, entra in gioco un componente chiave del legno: la lignina. Questo complesso polimero organico, abbondante nei legni e nei tessuti di sostegno delle piante, svolge un ruolo cruciale nel processo di produzione del pellet. Con il calore generato dalla compressione, la lignina si ammorbidisce e agisce come un collante naturale, legando la segatura e aiutando a formare i pellet solidi e compatti.
Come Scegliere il Pellet Giusto: Fattori Chiave
Per poter sfruttare al meglio tutti questi benefici, però, è bene scegliere la tipologia di pellet più adatta alle proprie esigenze, leggendo attentamente le preziose informazioni comunemente indicate sull’etichetta stampata sui sacchi di pellet per stufa e caldaia.
- La provenienza: Il dato relativo alla provenienza non è tanto legato alla qualità del materiale, ma ci racconta dettagli sulla filiera del pellet.
- Il potere calorifico: Questo dato attesta la quantità di energia che quel pellet è capace di sprigionare per riscaldare un ambiente.
- I residui di cenere: Il miglior pellet è quello che fa più calore generando meno cenere, così da avere meno scarto e meno sporco al termine della combustione.
- La percentuale di umidità: Un dato parallelo al potere calorifico è la percentuale di umidità del pellet. Più è secco, più questo combustibile di legno può riscaldare un ambiente; all’aumentare dell’umidità, invece, si riduce il potere calorifico, e cresce invece la quantità di sporcizia generata dalla combustione.
Certificazione EnPlus
Abbiamo citato qui sopra la certificazione EnPlus. Si tratta della più utilizzata a livello internazionale per classificare i pellet, in quanto prende in considerazione ciclo di vita del materiale, tracciabilità del prodotto e caratteristiche del pellet stesso. In questo modo è sufficiente individuare il livello di qualità, ovvero A1, A2 o A3 per capire quale tipologia di prodotto si sta acquistando.
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Leggere l’etichetta e i valori riportati per quanto riguarda umidità, residuo fisso e potere calorifico è il modo più razionale per scegliere il pellet per la propria stufa e per la propria caldaia.
Tipologie di Legno
Detto questo, sui sacchi di pellet spesso si trovano indicazioni sulla tipologia di legno impiegato, tipicamente faggio oppure abete. Bisogna quindi sapere che, in generale, il faggio tende a essere caratterizzato da un potere calorifico maggiore, a fronte però di una mole più alta di residui di cenere prodotti dalla combustione. Di contro, l’abete lascia meno cenere nella stufa, ma le sue performance sono leggermente più basse.
Qualità vs. Prezzo: Cosa Considerare
Come abbiamo visto, i diversi pellet per stufa o caldaia possono differire sotto molti aspetti. Al ridursi della qualità del combustibile diminuisce anche il costo. Detto questo, è bene sapere che risparmiare sull’acquisto del pellet, optando quindi per un prodotto di qualità minore, potrebbe essere controproducente.
Un pellet molto economico è tipicamente umido e con un’alta presenza di resine. Il pellet a basso costo presenta anche un basso potere calorifico così da riuscire a generare una quantità ridotta di calore rispetto al pellet di qualità più alta. Con un pellet economico la stufa si sporca prima e il vetro si annerisce in poco tempo.
Caratteristiche Chiave del Pellet di Qualità
Il combustibile ecologico ha acquisito una fama sempre crescente negli ultimi anni in virtù dei suoi bassi valori di emissione, del risparmio energetico che comporta durante il periodo invernale e della sua facilità di utilizzo nelle stufe o caldaie a biomassa.
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In ogni caso, scegliere un pellet di qualità è il primo passo con cui massimizzare la resa della tua caldaia, senza dimenticare la combustione e il calore che ne deriva. La tipologia di alimentazione naturale dotata di maggiore resa termica si aggira intorno ai 5,2 Kw/Kg.
Cosa significa questo nello specifico?
- il tasso di cenere che viene emesso a seguito della combustione: è auspicabile che esso sia il più basso possibile, al fine di ridurre il fastidio di dover costantemente svuotare il contenitore a seguito dell’utilizzo;
- l’effettiva potenza calorica: ad esempio, il pellet di faggio oscilla fra i 4,7-4,9 KWh/Kg, il pellet faggio-abete presenta una resa calorifica di 5 KWh/Kg ed il pellet di abete circa del 5-5,2 KWh/Kg, con un costo un po’ più alto rispetto agli altri prodotti;
- la presenza del bollino normativo: nella confezione devono essere presenti le certificazioni di qualità ENplus, Din Plus, DIN 51731 e O-NORM M7135.
Cosa Guardare Quando si Sceglie il Pellet
Quando decidi di riscaldare la tua casa con un prodotto a pellet stai facendo una scelta ecologica, che contribuisce a migliorare la qualità dell'aria che respiriamo, e che assicura alla tua famiglia un calore naturale ed efficiente. Scegliere sempre pellet di qualità è però fondamentale per una combustione ottimale che riduce al minimo le emissioni e che garantisce un corretto funzionamento del generatore del tuo prodotto.
Il pellet è un combustibile ricavato dal legno, essiccato e compattato, con un elevato potere calorifico e proprio per questo è una risorsa rigenerabile, pulita ed efficiente. Quando, parlando di pellet, diciamo che è ricavato dal legno, intendiamo che è realizzato a partire da scarti di legno come cippato e segatura. Questi scarti, prima di essere trasformati, sono sottoposti a essiccazione, che ne riduce l’umidità interna. Per una massima resa termica infatti la percentuale di umidità non deve superare una certa soglia e per questo motivo la conservazione del pellet deve avvenire in un luogo asciutto e poco umido.
Dopo essere stati essiccati, questi scarti del legno vengono compressi meccanicamente: ecco perché il pellet di solito è a forma di cilindretti o piccoli ovali. La compressione meccanica evita l’utilizzo di colle o collanti chimici. Più un pellet è ben pressato più la sua qualità è alta.
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Il Marchio di Qualità ENplus®
Per prima cosa, verificate sempre che il pellet che state acquistando sia di qualità certificata. Acquistare un pellet di qualità garantisce infatti un corretto funzionamento del tuo apparecchio e una combustione pulita. Il marchio che certifica la qualità del pellet a livello internazionale è ENPlus®, l'unico controllato lungo tutta la filiera. Assicurati dunque che nel sacco di pellet che stai comprando sia riportato il marchio ENPlus® e il codice identificativo dell'azienda certificata, che è formato dalla sigla del Paese e da un numero progressivo di certificazione. Dovrai inoltre trovare indicata la classe di qualità A1 e della norma ISO 17225-2, il riferimento per le classi di qualità ENPlus.
Un’altra cosa da sapere e che caratterizza il pellet di qualità, è il diametro dei cilindretti che deve essere di 6 o 8 millimetri.
La Cenere e il Potere Calorifico
Il pellet, bruciando, lascia indietro un residuo, o cenere. La quantità di cenere del pellet è un altro criterio fondamentale per la sua scelta, perché influisce sulle emissioni e sulla corrosione e durevolezza della stufa a pellet, che vogliamo che duri il più possibile e nelle migliori condizioni possibili. Cerca una percentuale di livelli di cenere inferiore allo 0,7% sul secco, che di solito si trova nei pellet A1. Questo ti garantirà una diminuzione dei costi sulla manutenzione ordinaria e straordinaria della stufa.
Il valore del livello di cenere va a braccetto con un altro criterio fondamentale: il potere calorifico, cioè l’energia ricavabile convertendo una biomassa unitaria in condizioni standard. Si parla di una potenza compresa tra i 4,7 e i 4,8 kWh/Kg. Occhio ai numeri!
| Caratteristica | Valore Ideale |
|---|---|
| Potere Calorifico | 4,5 - 5 kWh/kg |
| Residui di Cenere | Inferiore all'1% del peso totale |
| Umidità | Inferiore al 10% |
L’essenza giusta
Tra le essenze già utilizzate quelle di faggio (che ha una resa molto alta e migliore della media ma consuma di più e tende a produrre residui maggiori) e quello di abete, che ha un rendimento leggermente minore ma ceneri e consumi un pochino più contenuti. Si parla qui di essenze di legno dolce (abete bianco, larice, abete rosso, ontano, pioppo, pino marittimo) ed essenze di legni duri (faggio, frassino, rovere, betulla, acero, robinia, castagno).
I materiali cosiddetti dolci bruciano con più facilità, si consumano in fretta, hanno residuo fisso intorno al 12% e hanno dunque una resa termica contenuta. I materiali cosiddetti duri, invece, sviluppano un calore termico costante ma meno intenso, tendono a durare di più ma sono un po’ più difficili da accendere.
Devi tenere a mente, però, che sulle prestazioni agiscono anche altre variabili, come il tipo di impianto e la qualità del pellet, di cui abbiamo parlato sopra. Bisogna cercare un buon compromesso tra tutti questi elementi. Per raggiungerlo, potrebbe essere consigliabile orientarsi verso i pellet misti, creati da una selezione sia di faggio che di abete, oppure facendo dei test con la propria stufa a pellet.
Come Viene Prodotto il Pellet a Livello Industriale?
Partiamo dalla materia prima. Generalmente si tratta di scarti della lavorazione del legno come segatura e cippato. Lo step successivo è la compressione meccanica, che avviene grazie a speciali presse: un sistema di cilindri comprime il materiale e lo fa passare attraverso fori di dimensioni specifiche (generalmente dai 6 agli 8 mm di diametro). Durante questa fase, il legno macinato raggiunge temperature molto elevate e proprio grazie alle alte temperature viene rilasciata la lignina.
Perché è importante la lignina?
La lignina agisce come un collante naturale, tenendo insieme il pellet durante la combustione.
Tipologie di Pellet
In commercio si possono trovare differenti tipologie di pellet e in base alla composizione cambia il potere calorifico. Innanzitutto, bisogna distinguere tra quelli di legno puro, misti e speciali. Nella prima categoria troviamo il pellet di abete, castagno, faggio, larice e pino. Le differenze sono minime, la percentuale di variabilità dipende più dalla lavorazione che non dalla pianta stessa.
Come accennato, esiste una terza categoria. Gli speciali e sono quelli non ricavati da legno, come il pellet di girasole, di sansa, di mais e di paglia.
Come Riconoscere un Pellet di Bassa Qualità
Un pellet con un buon potere calorifico dovrebbe avere dei valori compresi fra 4,5 e 4,8 kWh/kg (16,5- 17,2 MJ/kg). Quando siamo di fronte ad un materiale scadente, la percentuale del residuo di cenere rimasta dopo la combustione supera il 2%. Questo comporta pulizie più frequenti e una manutenzione più attenta, in quanto troppa cenere causa molto spesso un blocco del braciere e ne impedisce l’accensione automatica. È possibile controllare il residuo fisso sull’etichetta del sacco. Se tale valore manca, significa che è un pellet di dubbia qualità.
Ancora prima di controllare il potere calorifico, è importante tenere sotto controllo il tasso di umidità del pellet, che non deve superare il 12%. Quando è umido, significa che è ricco di resina, materiale colloso rilasciato dalle piante, che si attacca alle pareti delle stufe.
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