La partita Perugia-Juve del 14 maggio 2000 resta impressa nella memoria collettiva per il grande diluvio che la caratterizzò, un evento atmosferico che, tuttavia, non impedì all'arbitro Collina di farla disputare dopo un'interruzione di oltre un'ora. Gli umbri vinsero per 1-0, un risultato che consegnò di fatto lo scudetto alla Lazio. L'autore del gol fu Alessandro Calori.
Il Diluvio e la Sospensione
A causa di un diluvio la gara venne sospesa alla fine del primo tempo. Le squadre andarono al riposo sullo 0-0 mentre all'Olimpico, grazie al 2-0 dei primi 45 minuti contro la Reggina, i tifosi biancocelesti tenevano le orecchie incollate alle radioline per capire cosa accadeva in Umbria. Se l'esito degli incontri fosse rimasto invariato, con Juve e Lazio a quota 72 in classifica, sarebbe stato necessario giocare uno spareggio per attribuire il titolo. Settantacinque minuti col fiato sospeso, senza alcuna certezza che si potesse ripartire. Non ce ne fu bisogno. Le cose andarono diversamente. Per oltre un'ora i giocatori restarono nella pancia dell'impianto, ciondolando tra il tunnel che conduceva al rettangolo verde e lo spogliatoio.
Carlo Ancelotti, allora allenatore della Juventus, bagnato fradicio guardava l'orologio e attendeva con ansia che il direttore di gara si assumesse la responsabilità di mettere fine alla sfida oppure continuarla. In contatto con la Federazione, Collina si consultava sulla decisione da prendere.
La Testata di Calori
"Era troppo importante perché lo facesse da solo", ha raccontato a distanza di anni Calori, il calciatore che con la sua rete avrebbe cambiato le sorti del campionato.
Intervistato da La Repubblica, questo il racconto dell'ex difensore: "Quel diluvio dura da 25 anni. Feci gol al volo alla Juve e le tolsi uno scudetto all'ultimo respiro, io, tifoso bianconero, cresciuto nel mito di Scirea. Fu un segno del destino, assurdo, vivemmo dentro una bolla. Un'ora e un quarto di sospensione tra il primo e il secondo tempo, Collina che telefonava e chiedeva cosa fare, noi giocatore ad aspettare. La squadra di Ancelotti capì subito di essere di essere rimasta vittima di una maledizione. Stavamo tutti zitti, increduli. Mi diedero del traditore, dell'infame. Il gol alla Juve fu il mio risarcimento dopo mesi terribili: il destino esiste. I bianconeri non avevano tutti i torti a lamentarsi... Una pausa cosi lunga non si era mai vista, oggi sarebbe impossibile immaginarla.
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Le Polemiche di Gaucci e le Accuse di De Santis
"Quella partita era stata aggiustata, doveva vincerla la Juventus ma io minacciai i calciatori di mandarli in ritiro in Cina se non avessero dato il massimo". Quella partita a cui fece riferimento l'ex presidente, Luciano Gaucci, era Perugia-Juventus.
Le parole di Luciano Gaucci alimentarono il fuoco che covava ancora sotto la cenere. Smentite, querele, minacce scandirono il racconto di quel retroscena fatto dall'ex massimo dirigente morto il 1° febbraio scorso. Fu l'ennesima pagina oscura del calcio italiano che pochi anni più tardi, nel 2006, sarebbe stato travolto dallo scandalo di Calciopoli: anche allora la data del 14 maggio si rivelò nefasta per i bianconeri che festeggeranno la conquista dello scudetto poi assegnato all'Inter.
MILANO - (s.v.) L' arbitro Massimo De Santis ha presentato all' Ufficio Indagini una memoria scritta in cui si dice che la Juventus avrebbe deliberatamente perso lo scudetto del 2000 (la famosa sconfitta di Perugia per 1-0, arbitro Collina) e «avrebbe fatto in modo che fosse il difensore Calori a segnare il gol decisivo». Riallacciandosi a un episodio dell' epoca (una lettera al settimanale Famiglia Cristiana in cui un misterioso calciatore pentito rivelava di aver fatto perdere una partita alla propria squadra), De Santis sostiene che il pentito fosse Calori e che la gara venduta fosse una sfida tra Udinese e Juve della stagione precedente (nel 1998-99 Calori era a Udine). Secondo De Santis, la Juve avrebbe perso volontariamente a Perugia per soffocare lo scandalo, che stava per affiorare.
Rintracciato ieri al telefono, Alessandro Calori comunica: «Querelerò De Santis. Come si permette questo signore di affermare certe falsità? Nella storia del calcio italiano non c’è un finale di campionato che raggiunga per drammaticità e densità di significati il diluvio di Perugia.
Il Ricordo di Calori e l'Eredità di Quel Gol
Un gol che vale la storia. Un gol che nasconde però tutta una carriera. Alessandro Calori è l’uomo del 14 maggio 2000. A distanza di 20 anni esatti l’ex grifone ricorda con una certa amarezza quel giorno di gloria. “Da una parte fa piacere - ha detto Calori a Repubblica.it -. Chissà quanti vorrebbero avere il mio ruolo in questa storia. Dall’altra però sminuisce il resto.
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“Sono sempre stato un professionista corretto - ha aggiunto - e segnerei di nuovo.
Calori è anche tornato sull’atmosfera di 20 anni fa. “Il presidente Gaucci era un personaggio vulcanico, caricava sempre la squadra, in qualunque partita”. In panchina poi c’era Mazzone e “Sor Carletto era uno spettacolo continuo. Diceva sempre ‘Me devono dà la scudetto degli onesti, me so sempre comportato da omo coretto'”. Quel giorno però niente di speciale. Riavvolgendo il nastro si arriva al match. “La Juve si mangiò un sacco di gol. In particolare Filippo Inzaghi, uno che non sbagliava mai, la porta quel giorno non la vide proprio’‘. Poi il nubifragio all’intervallo e “il sottopassaggio che portava al campo sembrava un fiume, pareva la fine del mondo. Onestamente va detto che la gara andava rinviata. Dopo 75′ di sospensione, nonostante il campo avesse tenuto in modo accettabile, non c’erano più le condizioni per giocare”.
Venti anni dopo Calori è ancora l’uomo di Perugia-Juventus ma vuole pensare solo alla sua carriera da allenatore e rilanciarsi. “Mi rifaccio all’insegnamento di Mazzone.
“Sono le 18.04 del 14 maggio 2000, la Lazio è campione d’Italia!” annuncia alla radio Riccardo Cucchi. Una stagione segnata da veleni e polemiche arbitrali si conclude con l’impronosticabile sconfitta della Juventus sul campo della squadra umbra, dopo una sospensione di oltre un’ora dovuta a un improvviso acquazzone.A consegnare lo scudetto ai biancocelesti, il gol di Alessandro Calori: per molti un carneade in maglia perugina, per tutti un protagonista inatteso, per i laziali e gli antijuventini l’eroe venuto a liberare il calcio italiano dallo strapotere, non solo tecnico, della Vecchia Signora.
Per Paolo Ortelli, ai tempi sedicenne inquieto, tifoso udinese benché non friulano che aveva scelto di ripudiare il Milan in favore di una “piccola”, Calori era invece l’esempio supremo del calciatore-condottiero, lo storico capitano delle miracolose stagioni con Bierhoff, Amoroso e Zaccheroni, il motivo di mille prese in giro subite dai compagni di scuola. “1-0 Calori” aveva ripetuto loro come un mantra per tutta la settimana, e 1-0 Calori fu.
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Il libro è il racconto di quell’incredibile giornata, dei suoi protagonisti e dei suoi mille destini incrociati: la saggia attesa di Collina e la sfida a distanza tra i fratelli Inzaghi; la lezione di calcio e vita di Mazzone ed Eriksson e la sconfitta su cui Ancelotti costruisce una carriera trionfale; “Lucky Luciano” Moggi, il picaresco Gaucci e il corsaro Cragnotti.
Un traguardo enorme, raggiunto da una squadra piena di campioni e che è stata ricordata nella giornata di ieri a Formello durante la presentazione del libro "Diluvio e Delirio". Diluvio sì, perché, come si sa, la Lazio si giocava lo Scudetto con la Juventus e i bianconeri giocavano a Perugia, dove il gioco è rimasto fermo per un'ora e mezza a causa di una pioggia incessante come mai si era vista prima. Alla ripresa, ecco il gol dei padroni di casa che sconfigge la Juve e regala il trofeo alla Lazio.
Stando alle parole dell'"eroe" di quella giornata, la Juve fu condizionata dal nubifragio: il primo tempo era finito 0-0 e nel secondo i bianconeri avevano fretta di segnare, si sono fatti prendere dall’ansia e, dopo il gol, rimasero anche in dieci per l’espulsione di Zambrotta. Prima di tornare in campo, però, l'incertezza era tanta. I giocatori non sapevano cosa fare, camminavano su e giù per gli spogliatoi in attesa di un segnale: "Ricordo Collina al telefono, avrà chiesto come comportarsi ai vertici arbitrali. Collina poi decise di riprendere e da lì fu scritta la storia.
Un gol che ha permesso a Calori di entrare nel cuore dei tifosi biancocelesti e di esser stato premiato anche alla festa "Di Padre in Figlio": "L’affetto dimostrato dai laziali in tutti questi anni mi ha colpito e mi fa piacere. Faccio l’allenatore, nutro una simpatia naturale per la Lazio, ho lavorato anche con la Primavera. Certo il calcio è così. Vengo ricordato per il gol alla Juve. Sembra di rimanere in una nicchia.
Il Tentativo di Accordo e le Dichiarazioni di Melli
SERIE A - Alessandro Melli, ex attaccante della formazione umbra, svela un clamoroso retroscena su quella celebre partita che il 14 maggio 2000 vide i bianconeri uscire sconfitti dal Curi e perdere lo scudetto, vinto quell'anno dalla Lazio: "Negli spogliatoi provammo a metterci d'accordo con la Juve per pareggiare e loro sarebbero andati a fare lo spareggio".
"Negli spogliatoi provammo a metterci d'accordo con la Juve per pareggiare e loro sarebbero andati a fare lo spareggio. I giocatori della Juve non accettarono questa proposta, soprattutto Davids, Zidane e Montero. Fu un pourparler di nascosto tra i giocatori più importanti". Queste le parole di Alessandro Melli, ex attaccante del Perugia, che intervenendo al podcast 'Non è più domenica' rivela un clamoroso retroscena su quella celebre partita disputata allo stadio Renato Curi il 14 maggio 2000. La gara, valida per l'ultima giornata di campionato e disputata su un campo ai limiti dell'impraticabilità a causa di un diluvio abbattutosi sul capoluogo umbro, vide il Perugia imporsi 1-0 grazie a una rete di Alessandro Calori. La sconfitta costò alla Juve lo scudetto, vinto dalla Lazio.
"Eravamo salvi e non avevamo niente da chiedere - prosegue Melli -. La Juve doveva vincere per vincere il campionato e veniva da una settimana di polemiche per il gol di Cannavaro con il Parma. Gaucci (Luciano, all'epoca presidente del Perugia, ndr) era legato alla Lazio e al Banco di Roma, in settimana ci chiese di fare di tutto per vincere e che ci avrebbe dato anche un premio perché voleva che la Lazio vincesse il campionato, per interessi personali. Se avessimo perso ci avrebbe portato in Cina in ritiro".
La Decisione di Collina e le Parole di Buongiorno
«Ripartire è complicato, serve qualcuno che si prenda la responsabilità». Vent'anni fa se ne incaricò Pierluigi Collina, l' arbitro che rimandò in campo i giocatori di Perugia-Juventus dopo un'ora e un quarto di pausa per il diluvio all' ultimo turno di campionato. E fu Alessandro Calori a decidere quella partita - e quell'incredibile scudetto - con un suo gol il 14 maggio 2000.
Calori, sull' Italia torna il maltempo come quel pomeriggio di vent'anni fa. «È stata una partita unica, assurda, ma decisiva per lo scudetto. Non penso ci sia stata un altro incontro con 75' di intervallo».Partiamo dalla vigilia. Nei giorni precedenti il patron Luciano Gaucci aveva annunciato ai giornali che vi avrebbe mandato in Cina se non aveste vinto.
«Si è molto ricamato su questo. La verità è che la tensione era nata la domenica prima, quando venne annullato un gol regolare a Fabio Cannavaro in Juventus-Parma. Da lì cominciò la pressione mediatica su di noi, ma a noi Gaucci disse: "Facciamo la nostra partita, diamo il massimo e vada come vada". «Arrivammo decimi e andammo in Intertoto. C'erano Materazzi, Rapaic, Nakata che andò via a gennaio. Però se uno riguarda l'intera partita, si accorge che la Juve sbagliò 8-9 gol, Pippo Inzaghi almeno quattro o cinque a tu per tu col portiere. In quella Juve c'erano Zidane, Del Piero, Montero, Ferrara, Conte: non c' era confronto. Ho sempre pensato che arrivarono un po' scarichi. Avevano perso anche a Verona alla terzultima.
A guidarvi c'era Carletto Mazzone che lei avrebbe seguito in estate a Brescia. «Era un personaggio che sapeva sdrammatizzare ogni situazione. In quella lunga attesa non si faceva vedere molto nello spogliatoio, si era chiuso nel suo stanzino ad aspettare notizie».
Non era capitano, era Olive, ma uno degli uomini di esperienza della squadra. «Lo vedevamo chiamare in federazione, il presidente o il capo degli arbitri non so. Era in imbarazzo: la Juve non voleva giocare, noi nemmeno perché veniva giù tanta acqua. Per fortuna giocammo: dopo le polemiche di Juve-Parma, immaginate cosa sarebbe potuto succedere?
«Quell'anno avevo fatto cinque gol, uno a Parma proprio a Gigi Buffon nella nebbia. Su un cross di Rapaic, Antonio Conte sbaglia il rinvio. La palla finisce a me che stoppo di petto, Montero mi viene incontro ma non fa in tempo a coprire la porta e la palla va nell'angolino alle spalle di Van der Sar. Ho sempre confessato di essere juventino, il mio mito da bambino era Gaetano Scirea. Quello che sostiene lo stesso Conte, oggi allenatore dell'Inter.
«Il calcio è bello anche per questo, ci sono storie impensabili. Ed è per questo che è tanto popolare tra la gente. Ha scritto anche un libro sulla favola di quella squadra terza in campionato. «Ne parlavo con un collega che mi ha fatto la stessa osservazione. Non avevamo paura di affrontare le grandi proprio come la Dea, spensierata e divenuta un tutt'uno con l'ambiente. I friulani sembrano vivacchiare negli ultimi anni.
«Costruire una squadra di calcio è come impastare la pasta madre. La crei negli anni, trovi quelle tre-quattro persone che ne diventano le colonne. Io l'Udinese la sentivo una cosa mia, non solo perché ero il capitano. A chi arrivava spiegavo il sogno di arrivare in Europa, dove quella società non era volata nemmeno con Zico e Franco Causio. È lievitata bene nel corso delle stagioni anche la Lazio di Simone Inzaghi.
«Inzaghi e Tare hanno scelto pezzo per pezzo: Milinkovic-Savic, Luis Alberto, gente che nessuno conosceva. Hanno creato uno spirito, un'identità di gruppo e un gioco con principi giusti. La Sampdoria dello scudetto era un blocco unito da sei-sette anni. Nel calcio non si inventa niente: il tiki-taka lo faceva già l'Austria degli anni 30 con il ct Meisl.
«Sono andato a vedere i rossoneri a Firenze. Da spettatore-tecnico, ho visto Ibra essere la luce della squadra, pur camminando. Se uno a 38 anni è il riferimento, vuol dire che qualcosa non va. Ti può salvare la stagione, ma non di più. Sembra che il campionato ripartirà dopo un lungo stop, proprio come quella partita indimenticabile di Perugia.
«Rimango scettico. Se si ripartirà, saranno tutti pronti a puntare il dito contro chi firmerà la ripartenza. Difficile dire chi sia favorito: il coronavirus ci ha fatto tornare tutti più umani. Il lavoro più difficile per gli allenatori sarà sulla testa: la Juve ha più qualità e un pizzico di vantaggio, ma la Lazio può contrastarla.
La Cronaca di un Giorno Indimenticabile
Salve ragazzi! Oggi facciamo un salto indietro nel tempo, quando la musica si ascoltava nei lettori CD portatili, si usavano gli SMS che costavano 15 centesimi l’uno, e la PlayStation 1 faceva impazzire tutti con “FIFA 2000”. Era la primavera del 2000: niente social, niente dirette-streaming, ma la stessa, inconfondibile passione per il pallone. Il cielo sopra l’Umbria era scuro e pieno di nuvole cariche d’acqua. Si parte alle 15: la Juve attacca, ma dopo l’intervallo un vero diluvio trasforma il campo in una piscina di fango. L’arbitro Pierluigi Collina sospende il gioco per 73 minuti. Quando si riprende, al 49′ (4′ della ripresa “post-temporale”) il difensore Massimiliano Calori trova un tiro secco: Perugia 1-0 Juventus. Sul terreno zuppo la palla impazzisce, i bianconeri scivolano, Del Piero non trova spazio, Zambrotta si fa espellere. I Grifoni lottano e resistono. Al fischio finale, a più di 150 chilometri di distanza, l’Olimpico esplode: la Lazio, che aveva già vinto 3-0, supera la Juve di un solo punto (72-71) e conquista il suo secondo scudetto.
Carletto Mazzone (allenatore del Perugia)«Me devono dà lo scudetto degli onesti, me so sempre comportato da omo coretto» - scherzava “Sor Carletto”, che preparò Perugia-Juve come fosse una finale di Champions, perché «la dignità viene prima di tutto».
Pierluigi Collina (arbitro)«Perugia-Juventus?
Tabella Riassuntiva degli Eventi Chiave
| Data | Evento | Protagonisti |
|---|---|---|
| 14 maggio 2000 | Partita Perugia-Juventus | Squadre di Perugia e Juventus |
| 14 maggio 2000 | Gol di Calori | Alessandro Calori |
| 14 maggio 2000 | Assegnazione scudetto alla Lazio | Squadra della Lazio |
| - | Accuse di combine | Luciano Gaucci, Massimo De Santis |