Albicocca: Calorie, Valori Nutrizionali e Benefici

L'albicocca è un frutto apprezzato fin dall'antichità. Dolce e succoso, possiede importanti proprietà nutritive anche in forma disidratata. L'albicocca è un frutto tipicamente estivo, ampiamente diffuso nel bacino del Mediterraneo fin dall'antichità. A guardarlo, stimola subito l'acquolina, grazie alla sua profumata e delicata buccia dai colori solari. La sua polpa succosa e zuccherina è una prelibatezza amata da grandi e piccini.

Storia e Origini dell'Albicocca

Quello che sembra un frutto comune e che spesso diamo per scontato ha origini antichissime. Le prime tracce dell'albicocco, conosciuto scientificamente come Prunus armeniaca o Armeniaca vulgaris, risalgono a circa 4000 anni fa e sono state trovate nella Cina nordorientale, al confine con la Russia. L'albicocco era molto amato dai popoli antichi. Dall'Asia, si diffuse lentamente fino ad arrivare in Armenia, dove fu scoperto dal conquistatore macedone Alessandro Magno, durante le sue guerre contro i Persiani. Successivamente, l'albicocca fu riscoperta dai Romani, che la introdussero in Italia e in Grecia con il nome di armeniacum, per sottolinearne l'origine. Furono, tuttavia, gli Arabi a diffonderne la coltivazione in tutto il bacino del Mediterraneo, chiamando la pianta Al-barquq, da cui deriva appunto la parola albicocco. Grazie agli Arabi, il frutto si diffuse in tutto il Mediterraneo. Attualmente, l’albicocco è coltivato soprattutto nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, come l'Italia, la Francia, la Spagna, la Grecia e la Turchia. In Italia, le principali regioni di produzione delle albicocche sono la Campania, l’Emilia Romagna, la Basilicata, la Sicilia e il Piemonte.

L'Etimologia del Nome

Come l'albero e il frutto, anche il nome dell'albicocca ha una lunga storia. Il termine italiano albicocca deriva dallo spagnolo albaricoque. Stessa origine anche per il nome con cui l'albicocca è conosciuta in Francia e Inghilterra, apricot. Il termine spagnolo sembra derivare dall'arabo barqūq, a sua volta derivato, attraverso il greco bizantino, dal latino præcoquum, precoce. L'albicocca è infatti un frutto che si sviluppa prima degli altri, fin dalla tarda primavera. È stata avanzata anche l’ipotesi che a sua volta il termine arabo derivi dal latino praecoquus (precoce), a sua volta derivante dal verbo praecoquĕre, cioè “maturare precocemente”.

Varietà di Albicocche

Le varietà di albicocca sono moltissime, oltre trecento solo in Italia e differiscono le une dalle altre prevalentemente per i tempi di maturazione.

  • L’Albicocco Precoce d’Italia giunge a maturazione a fine maggio, il frutto ha una dimensione medio-grossa di colore giallo pallido e la polpa chiara e dolce.
  • In Campania troviamo le Diavole, chiamate così per la presenza di striature rosse, dalla pezzatura media e le Preole, che offrono frutti più piccoli.
  • Thyrintos è una varietà molto precoce, che matura al Nord Italia, nella prima settimana di giugno.
  • L’Amabile Vecchioni presenta la particolarità di avere frutti più grandi della media ma è di difficile reperibilità poiché produce frutti solo per pochi giorni.
  • L’Albicocca di Valleggia, viene coltivata nell’entroterra savonese. Il frutto è di colore arancione brillante, con una spiccata puntinatura rossa.
  • Varietà Portici: albicocche dal sapore deciso e persistente. Buona acidità e colore arancione intenso.
  • Varietà Pellecchiella: albicocca dalla forma affusolata dal sapore delicato con media acidità. Pastosa in bocca.

Valori Nutrizionali e Calorie

L’albicocca contiene solo 28 Kcal ogni 100g. Stimando la media di quella che trovi tutti i giorni nel banco frutta, l’apporto calorico si aggira intorno alle 50 kcal/100g. È un frutto che può essere tranquillamento consumato ogni giorno, anche se si consiglia di variare il più possibile le fonti alimentari. L’albicocca è il frutto dell’albicocco (Prunus armeniaca L.), pianta arboricola che appartiene alla famiglia delle Rosacee, la stessa di prugne, pesche e ciliegie. È una specie botanica originaria della Cina che si è poi diffusa in epoca romana anche in Europa. L’albicocca pesa mediamente sui 50 g ca e la sua porzione consigliata è di circa 3 frutti.

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Gli zuccheri contenuti sono 6,8 g su 100 di prodotto, che aumentano esponenzialmente nel caso di albicocche disidratate o sciroppate. È un frutto che contiene esclusivamente zuccheri solubili con un piccolo quantitativo di fibra alimentare, che però aiuta a mantenere l’attività intestinale regolare.

Albicocche Disidratate

L’albicocca disidratata, in quanto frutta secca, è più ricca di nutrienti (ad esclusione della vitamina C) rispetto alla stessa quantità in peso della frutta fresca. Bisogna approfittare delle albicocche quando sono nel pieno della loro produzione, perché la stagione è breve, dalla tarda primavera a fine luglio. Le albicocche secche, invece, sono disponibili tutto l'anno! L'albicocca essiccata possiede proprietà nutrizionali utili in una dieta varia ed equilibrata, come quella di sportivi e amanti della vita attiva. Contiene pochi grassi, zero sale, vitamine (come la Vitamina A, che ha proprietà antiossidanti), fibre vegetali (amiche dell'equilibrio intestinale) e sali minerali, come il Potassio, utile per favorire una buona contrazione muscolare e per allontanare il sopraggiungere di fastidiosi crampi.

Benefici per la Salute

L’albicocca è un frutto tipicamente estivo che ha buone proprietà nutrizionali: è ricca di vitamine e micronutrienti. Da sempre viene considerata un frutto prezioso. L’albicocca è anche un’ottima fonte di vitamine. Il consumo di albicocche è consigliato soprattutto in quanto fonti di vitamine e minerali. Le principali doti nutrizionali di questi frutti sono relativi all’alto contenuto di Potassio, di Carotene e di Licopene. Betacarotene e Licopene inoltre ostacolano il processo mediante il quale si formano le lipoproteine a bassa densità o Colesterolo LDL, altrimenti detto 'colesterolo cattivo'. È una frutta preziosa che aiuta a rendere e/o mantenere le unghie sane e resistenti, i capelli forti e lucenti, la pelle tonica, giovane, della quale peraltro favorisce anche la tintarella estiva, sempre per effetto dei Carotenoide.

Importante è, infine, il contenuto delle Vitamina B, C, PP, ed anche di magnesio, fosforo, ferro e calcio. Sostengono inoltre la salute del sistema digestivo apportando un buon quantitativo di fibra. La fibra, infatti, ha un importante ruolo nell'abbassare i livelli di colesterolo nel sangue per molteplici ragioni. Ai nostri giorni i progressi scientifici hanno confermato quello che già da tempo s’era capito per solo intuito: le albicocche sono ricche di minerali indispensabili per la produzione di ormoni sessuali. Gli antiossidanti in generale sono noti per i loro effetti positivi contro molte malattie come il cancro e il diabete. Proprietà così importanti rendono molti prodotti a base di albicocca come alimenti funzionali o medicinali (1). Alcuni studi hanno riportato che i composti contenuti nell’albicocca potrebbero attenuare l’apoptosi e lo stress ossidativo nella carcinogenesi epatica in combinazione con la radioterapia (4). Ha un alto contenuto di potassio che contrasta l’azione del sodio, ciò in associazione al suo contenuto d’acqua può esercitare un’azione diuretica.

Utilizzo e Controindicazioni

Decotti preparati utilizzando la corteccia del Prunus armeniaca trovano invece impiego come astringente per alleviare irritazioni cutanee, mentre paste a base di nocciolo di albicocca vengono consigliate per il trattamento delle infezioni vaginali. Non esistono nemmeno prove dell’esistenza di particolari controindicazioni all’assunzione dell’albicocca; tuttavia durante la gravidanza e l’allattamento è consigliabile evitare l’uso di prodotti a base di nocciolo di albicocca a causa dell’assenza di dati conclusivi sui potenziali rischi per la salute del bambino. Fanno eccezione anche i casi di ipersensibilità. Sono stati, infatti, registrati casi in cui il nocciolo di albicocca ha scatenato dermatiti da contatto, e le reazioni allergiche al consumo del frutto sono piuttosto comuni; studi hanno dimostrato l’esistenza di una cross-reattività con la pesca.

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Il suo consumo è dunque limitato ad uso aromatico poiché i semi, le foglie e i fiori dell’albicocco contengono un derivato dell’acido cianidrico che in dosi alte risulterebbe tossico. Sono stati segnalati alcuni rari casi di tossicità da cianuro presenti nel nocciolo, sebbene alcuni di essi siano stati contestati. Poiché le albicocche hanno un alto contenuto di acido ossalico, una sostanza che viene eliminata nelle urine. L’acido ossalico si combina con ferro e calcio, formando sali di ossalato. Nelle persone sensibili si verifica un accumulo di questi sali, in modo da aggravare la formazione di calcoli renali e di bile ossalato.

Albicocche in cucina

Il gusto leggermente acidulo delle albicocche le rende perfette anche per accostamenti salati, specialmente come salse di accompagnamento per carni rosse e bianche. L’albicocca inizia la sua comparsa nei banchi del supermercato e mercato verso la fine di maggio fino ad arrivare con le specie più tardive che compaiono verso metà settembre. È un frutto sicuramente da consumare nel pieno della sua stagione, non solo singolarmente ma anche per arricchire macedonie, yogurt, o frullati, per le sue proprietà nutrienti e per il basso quantitativo calorico.

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