Salsa di Soia: Calorie, Valori Nutrizionali e Benefici

La salsa di soia, un condimento fondamentale nella cucina asiatica, è apprezzata in tutto il mondo per il suo sapore umami ricco e complesso. Tuttavia, al di là del suo ruolo culinario, la salsa di soia solleva interrogativi sui suoi valori nutrizionali, le calorie che apporta e i potenziali benefici per la salute.

Questo articolo mira a fornire un'analisi dettagliata, esplorando la composizione nutrizionale, le diverse tipologie di salsa di soia, i processi di produzione e le implicazioni per una dieta equilibrata, considerando sia i benefici che i potenziali rischi associati al suo consumo.

Cos'è la Salsa di Soia? Storia, Produzione e Tipologie

La salsa di soia (Shoyu o Shoya per i giapponesi, Teu-Yu per i cinesi) è un condimento liquido, di colorito nerastro, odore fortemente aromatico e sapore caratteristico, spiccatamente sapido (simile a quello degli estratti di carne). In realtà, non è corretto parlare singolarmente di "salsa di soia"; sarebbe invece più idoneo utilizzare il plurale "salse di soia", poiché ne esistono di diversi tipi e con varie composizioni.

La salsa di soia è un condimento liquido fermentato prodotto a partire da semi di soia, grano, sale e un agente fermentante (tipicamente Aspergillus oryzae o Aspergillus sojae). La sua origine risale a più di 2500 anni fa in Cina, dove era originariamente utilizzata come metodo per conservare il cibo. Nel corso dei secoli, si è diffusa in tutta l'Asia orientale, evolvendo in diverse varianti regionali.

In origine, la salsa di soia nacque come un prodotto fermentato a base dell'omonimo legume; d'altro canto, oggi molte salse di soia contengono una buona porzione di cereali ed altri ingredienti differenti da quello tradizionale. Ad esempio, nella salsa di soia cinese vengono usati esclusivamente i semi di soia, mentre in quella nipponica sono utilizzati sia questo legume, sia il frumento o l'orzo torrefatti.

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In generale, la salsa di soia CONTEMPORANEA potrebbe essere definita come "un condimento ricavato dalla fermentazione di diversi vegetali (legumi e cereali) in acqua e sale". Un prodotto molto simile è il Tuong degli annamiti.

In genere, la salsa di soia rappresenta il frutto della DOPPIA fermentazione di certi ingredienti vegetali che la compongono. Il primo processo è di origine fungina, per intervento di miceti appartenenti alla Specie Aspergillus orza (detti Koji); il secondo avviene in salamoia, per l'intervento di batteri appartenenti al Genere Tetragenococcus. Di questi, la Specie halophilus (quella più utilizzata) può tollerare concentrazioni di sale (cloruro di sodio - NaCl) fino al 18% di volume totale ed è la più presente nelle varie preparazioni in salamoia.

Ovviamente, non TUTTI i microorganismi del Genere Tetragenococcus sono tipici del suddetto processo, anche se molti altri risultano altrettanto (o ancor più) alotolleranti; ad esempio, la Specie muriaticus, responsabile della produzione di istamina, è ben presente in altri alimenti molto più sapidi della salsa di soia, come ad esempio la salsa fermentata di fegato di seppia (NaCl pari al 25%).

NB. Nonostante la salsa di soia si avvalga dell'azione batterica dell'halophilus e non del muriaticus, è comunque citata nella lista degli alimenti da evitare in caso di INTOLLERANZA ALIMENTARE ALL'ISTAMINA.

Processo di Produzione Tradizionale

Il processo di produzione tradizionale, che richiede mesi o addirittura anni, prevede diverse fasi chiave:

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  1. Preparazione degli ingredienti: I semi di soia vengono cotti a vapore o bolliti, mentre il grano viene tostato e spezzettato.
  2. Creazione del Koji: I semi di soia e il grano vengono mescolati e inoculati con le muffe Aspergillus. Questa miscela, chiamata koji, viene lasciata fermentare in un ambiente controllato per alcuni giorni.
  3. Preparazione del Moromi: Il koji viene mescolato con una soluzione salina (acqua e sale) per formare il moromi, una pasta fermentante.
  4. Fermentazione: Il moromi viene lasciato fermentare per un periodo variabile da sei mesi a diversi anni, durante il quale gli enzimi prodotti dalle muffe scompongono le proteine e i carboidrati in aminoacidi, zuccheri e altri composti che contribuiscono al sapore caratteristico della salsa di soia.
  5. Pressatura: Al termine della fermentazione, il moromi viene pressato per estrarre la salsa di soia grezza.
  6. Pastorizzazione e Filtraggio: La salsa di soia grezza viene pastorizzata per arrestare la fermentazione e uccidere eventuali microrganismi indesiderati. Viene quindi filtrata per rimuovere eventuali impurità.

Dopo le classiche operazioni preliminari di lavaggio e preparazione delle materie prime (compresa la cottura della soia e l'eventuale torrefazione dei cereali), la produzione di questa salsa prevede la conservazione dei vari ingredienti in botti per un arco di tempo variabile tra gli 8 mesi e i 5 anni (fermentazione). A termine, per un prodotto di alta qualità, si decanta la parte liquida e si spreme quella solida; poi, al residuo della pressione si aggiunge altra acqua salata e si spreme nuovamente, ottenendo un prodotto di qualità inferiore; a titolo informativo, i residui della seconda spremitura sono utilizzati come concime agricolo.

ATTENZIONE! Non tutte le salse di soia vengono prodotte mediante il sistema tradizionale ed alcune sono sottoposte a idrolisi acida dei semi di soia.

Tipologie di Salsa di Soia

Esistono diverse tipologie di salsa di soia, che si differenziano per il processo di produzione, gli ingredienti e il sapore. Le più comuni includono:

  • Salsa di soia scura (Dark Soy Sauce): Più densa, dolce e meno salata rispetto alla salsa di soia chiara. Viene spesso utilizzata per aggiungere colore e sapore ricco ai piatti.
  • Salsa di soia chiara (Light Soy Sauce): Più leggera e salata rispetto alla salsa di soia scura. È utilizzata principalmente per condire e insaporire i piatti durante la cottura.
  • Tamari: Una salsa di soia giapponese prodotta principalmente con semi di soia. È tipicamente più densa e ha un sapore più ricco rispetto alla salsa di soia cinese. Spesso è senza glutine.
  • Shoyu: Termine giapponese generico per salsa di soia. Esistono diverse varianti di shoyu, come Koikuchi (la più comune), Usukuchi (più chiara e salata) e Saishikomi (doppia fermentazione).
  • Salsa di soia dolce (Sweet Soy Sauce o Kecap Manis): Diffusa in Indonesia, è una salsa di soia addolcita con zucchero di palma. Ha una consistenza densa e un sapore dolce e caramellato.
  • Salsa di soia a basso contenuto di sodio: Prodotta con un processo che riduce il contenuto di sodio. Tuttavia, il sapore potrebbe essere leggermente diverso rispetto alla salsa di soia tradizionale.
  • Salsa di soia a basso contenuto di sodio: la versione iposodica contiene circa 500-700 milligrammi di sodio per 15 grammi di prodotto (1 cucchiaio grande), rispetto alla salsa tradizionale che ne contiene circa 1.000-1.500 milligrammi.
  • Salsa di soia senza glutine: è la versione per celiaci, che quindi utilizza nella fase di fermentazione dei sostituti del grano, come la quinoa o il riso.
  • Salsa di soia chiara: ha un sapore più delicato e risulta meno salata. In generale, la salsa è usata per effettuare delle marinature, ma anche come condimento finale di zuppe, salse, creme e insalate.

Caratteristiche Nutrizionali

La salsa di soia è un condimento liquido a base di legumi e cereali. NON si presta all'alimentazione del celiaco, in quanto (se preparata con frumento od orzo) apporta verosimilmente tracce di glutine.

Dal punto di vista energetico, la salsa di soia è abbastanza leggera ma non del tutto ACALORICA. Contiene alcuni grammi di proteine e (più o meno) la stessa quantità di carboidrati semplici, per un totale di 17g/100g. Se consideriamo che 67.6g su 100g sono d'acqua, al totale rimarrebbero ancora 15.4g. Essi sono costituiti principalmente dal residuo fisso, ovvero i sali minerali. Purtroppo, ben 5.7g di questi sono di sodio (Na) ed è ipotizzabile che almeno la stessa quantità provenga dal cloro (Cl).

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L'analisi e la stima chimica della salsa di soia non sono operazioni semplici, poiché ne esistono di vari tipi e con livelli di maturazione completamente differenti. Quelle giapponesi rivelano che il prodotto contiene una percentuale di: acqua per il 60-74%, sostanze azotate per il 4-10%, grassi per lo 0,5 %, sostanze estrattive non azotate per il 4-11%, acidi liberi per l'1% (0,1-0,2% volatili), alcol per lo 0,4% e sali minerali per il 10-25%.

La composizione nutrizionale della salsa di soia varia a seconda del tipo e del produttore. Tuttavia, in generale, la salsa di soia è relativamente bassa in calorie, grassi e carboidrati. Una singola porzione (circa 1 cucchiaio) può contenere una quantità significativa della dose giornaliera raccomandata.

  • Ferro: Presente in piccole quantità.
  • Manganese: Presente in piccole quantità.

Composti Bioattivi

La salsa di soia contiene anche una varietà di composti bioattivi, tra cui:

  • Antiossidanti: La salsa di soia contiene antiossidanti, come i polifenoli, che possono aiutare a proteggere le cellule dai danni causati dai radicali liberi.
  • Peptidi bioattivi: Durante la fermentazione, le proteine della soia vengono scomposte in peptidi più piccoli, alcuni dei quali possono avere attività biologiche benefiche.

Benefici Potenziali della Salsa di Soia per la Salute

Sebbene la salsa di soia sia consumata principalmente per il suo sapore, alcune ricerche suggeriscono che potrebbe offrire alcuni benefici per la salute, principalmente legati alla presenza di composti bioattivi.

Potenziale Attività Antiossidante

Gli antiossidanti presenti nella salsa di soia possono aiutare a proteggere le cellule dai danni ossidativi, che sono implicati nello sviluppo di diverse malattie croniche, come le malattie cardiovascolari e il cancro. Tuttavia, la quantità di antiossidanti nella salsa di soia è relativamente bassa rispetto ad altre fonti alimentari, come frutta e verdura.

Potenziale Effetto Antimicrobico

Alcuni studi in vitro hanno suggerito che la salsa di soia potrebbe avere proprietà antimicrobiche, inibendo la crescita di alcuni batteri e funghi. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per confermare questi effetti negli esseri umani.

Potenziale Effetto sulla Pressione Sanguigna

Contrariamente alla credenza comune che il sodio aumenti sempre la pressione, alcune ricerche preliminari suggeriscono che alcuni peptidi bioattivi presenti nella salsa di soia fermentata tradizionalmente potrebbero avere un effetto ipotensivo, aiutando a ridurre la pressione sanguigna. Tuttavia, è importante notare che la salsa di soia è comunque ricca di sodio, e un consumo eccessivo può contribuire all'ipertensione in alcune persone.

Rischi e Considerazioni

Nonostante i potenziali benefici, è importante consumare la salsa di soia con moderazione a causa dei suoi potenziali rischi.

Elevato Contenuto di Sodio

Il principale svantaggio della salsa di soia è il suo elevato contenuto di sodio. Un consumo eccessivo di sodio può aumentare il rischio di ipertensione, malattie cardiovascolari e ictus. Le persone con ipertensione o altre condizioni mediche che richiedono una limitazione dell'assunzione di sodio dovrebbero limitare il consumo di salsa di soia o optare per varianti a basso contenuto di sodio.

L'abbondanza di sodio nella salsa di soia costituisce l'unica controindicazione evidente al suo consumo. Probabilmente, a causa del metodo con cui viene consumata (con wasabi per l'intingolo del sushi o mischiata ad altre preparazioni), non tutti si rendono conto che 100g di salsa di soia apportano il 1000% (10 volte) della razione minima consigliata per questo minerale; a dirla tutta, 100g di salsa di soia contengono una quantità di sodio tale da oltrepassare di circa il 20% la soglia giornaliera MINIMA di rischio per l'insorgenza di IPERTENSIONE ARTERIOSA.

In definitiva, la salsa di soia è un alimento che NON si presta alla dieta per la pressione alta e alla dieta del celiaco; inoltre, anche per i soggetti NON a rischio di ipertensione, se ne consiglia comunque un consumo limitato.

Presenza di Glutammato Monosodico (MSG)

Alcune salse di soia commerciali possono contenere glutammato monosodico (MSG), un esaltatore di sapidità. Alcune persone sono sensibili al MSG e possono sperimentare sintomi come mal di testa, nausea e debolezza dopo averne consumato. Le persone sensibili al MSG dovrebbero leggere attentamente le etichette e scegliere salse di soia che non lo contengano.

Allergie

La salsa di soia è prodotta con semi di soia e, in molti casi, con grano. Le persone con allergie alla soia o al grano dovrebbero evitare il consumo di salsa di soia o scegliere varianti che non contengano questi allergeni, come il tamari senza glutine.

Contaminanti

Alcune salse di soia prodotte con metodi non tradizionali potrebbero contenere contaminanti, come il 3-MCPD (3-monocloropropandiolo), un composto chimico che si forma durante la lavorazione degli alimenti. È importante scegliere salse di soia prodotte da aziende affidabili che seguono rigorosi standard di controllo qualità.

Come Integrare la Salsa di Soia in una Dieta Equilibrata

La salsa di soia può essere un condimento gustoso e versatile, ma è importante consumarla con moderazione e consapevolezza. Ecco alcuni consigli per integrarla in una dieta equilibrata:

  • Utilizzare con parsimonia: Considerare la salsa di soia come un condimento, non come un ingrediente principale. Utilizzare piccole quantità per insaporire i piatti.
  • Scegliere varianti a basso contenuto di sodio: Se si è preoccupati per l'assunzione di sodio, optare per salse di soia a basso contenuto di sodio.
  • Leggere attentamente le etichette: Controllare le etichette per verificare il contenuto di sodio, MSG e altri ingredienti indesiderati.
  • Considerare l'alternativa Tamari: Se si è intolleranti al glutine o si desidera una salsa di soia con un sapore più ricco, provare il tamari senza glutine.
  • Bilanciare l'assunzione di sodio: Compensare l'assunzione di sodio dalla salsa di soia consumando alimenti ricchi di potassio, come frutta e verdura.
  • Preparare i propri condimenti: Creare salse e marinature personalizzate utilizzando la salsa di soia come base, aggiungendo altri ingredienti freschi come aglio, zenzero, succo di lime e erbe aromatiche.

Spesso, viene aggiunto come condimento di pasti light, come insalate, piatti a base di riso, carne o pesce.

Al ristorante giapponese, si utilizza la salsa per intingere roll e altri alimenti, un trucchetto può essere quello di diluire la salsa con una piccola quantità d’acqua.

E’ un ingrediente estremamente versatile, che si sposa bene con ricette di carne o di pesce, ma anche con zuppe, brodi o verdure. Il suo utilizzo è largamente apprezzato anche all’interno di regimi alimentari di tipo vegano o vegetariano.

  • Marinatura per carne e pesce: la salsa di soia si può utilizzare per marinare la carne (pollo, manzo o maiale), ma anche il pesce (salmone e gamberi) prima di cuore gli alimenti.
  • Per dolci: può conferire anche un sapore particolare ad alcuni dolci, come ad esempio il budino di riso.

Ricapitolando, si può affermare che la salsa di soia sia un ingrediente versatile della cucina orientale, che è arrivato e si è diffuso nel tempo anche in Occidente. Qui, viene utilizzato per insaporire carne, pesce, verdure, riso e anche alcune tipologie di dolci.

Pur essendo un alimento poco calorico, presenta grandi quantità di sodio e per questo può far ritenere molto i liquidi. Soggetti ipertesi, obesi e in sovrappeso dovrebbero per questo motivo limitare l’assunzione di salsa di soia o preferirne versioni iposodiche.

Il futuro della salsa di soia potrebbe vedere sviluppi interessanti, tra cui l'esplorazione di nuove tecniche di fermentazione per ridurre il contenuto di sodio o aumentare la concentrazione di composti bioattivi. Potremmo anche assistere a una maggiore diversificazione delle tipologie di salsa di soia, con l'introduzione di varianti regionali e specializzate che soddisfano gusti e esigenze nutrizionali specifici.

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