Calore della Legna: Tipi, Potere Calorifico e Migliore Scelta

L’utilizzo della legna per il riscaldamento domestico è una tradizione antica che continua a essere apprezzata anche oggi per i suoi vantaggi economici ed ecologici. Per quanto riguarda il riscaldamento, è importante conoscere il potere calorifico della legna utilizzata per ottenere la resa migliore e inquinare il meno possibile. Tuttavia, non tutte le tipologie di legna sono uguali: il potere calorifico, ovvero la quantità di calore che la legna è in grado di sprigionare durante la combustione, varia in base alla specie arborea, alla densità del legno e al suo contenuto di umidità.

Cos'è il Potere Calorifico della Legna?

Prima di entrare nel dettaglio, è importante comprendere bene cosa si intende per potere calorifico. Si tratta della quantità di calore che un materiale può liberare durante la sua combustione. Nel caso della legna, il potere calorifico si misura in chilocalorie per chilogrammo (kcal/kg) o megajoule per chilogrammo (MJ/kg). Più il potere calorifico di un tipo di legna è elevato, più calore sarà possibile ottenere dalla sua combustione a parità di peso.

Il potere calorifico del legname è il fattore principale che ne determina la resa, segue a ruota il livello di essiccazione. E' direttamente proporzionale alla compattezza dei tronchi, contemporaneamente viene pesantemente compromesso dall' umidità presente. Il potere calorifico dipende dalla sua umidità e densità.

E' stato sperimentato nel nostro paese un sistema di vendita della legna sulla base dei kilowattora che contiene. Si mantiene comunque radicata l'abitudine di vendere la legna a peso. Attenzione invece a quando comprate la legna in bancali, quindi a volume! Il rischio di prendere cantonate è molto alto.

A parità di peso e umidità, il potere calorifico della legna resta quasi uguale tra le varie specie arboree. A parità di specie arborea e umidità, due esemplari possono avere potere calorifico diverso a seconda di come e dove sono cresciuti.

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Fattori che Influenzano il Potere Calorifico

Uno dei principali fattori che determina il potere calorifico della legna è la sua densità. La legna dura tende ad avere un potere calorifico più elevato rispetto alla legna tenera. La legna dura, come vedremo, è spesso preferita per il riscaldamento domestico perché offre una combustione più lenta e costante, producendo così un calore prolungato e uniforme.

Indipendentemente dalla specie di legna, uno dei fattori più importanti che incide sul potere calorifico è il contenuto di umidità. La legna fresca, appena tagliata, può contenere fino al 50% di acqua, il che ne riduce notevolmente l’efficacia nella combustione. La legna secca (con un’umidità inferiore al 20%) è più leggera, brucia più facilmente e produce molto più calore rispetto alla legna umida.

Uno dei più frequenti errori che si commettono è quello di bruciare legna verde, non stagionata. La legna verde può contenere sino al 75% di umidità: tale percentuale incide notevolmente sul potere calorico del legno, poiché una parte del calore sprigionato serve a far evaporare l’acqua in esso contenuta e viene disperso in canna fumaria insieme al vapore prodotto.

Per ottenere una combustione completa della legna con rendimenti molto elevati e limitare la pulizia del termocamino occorre bruciare legna secca con percentuale di umidità tra il 15% e il 20% (mediamente 2 anni di essiccamento in luogo asciutto e ventilato, non deve stagionare per troppo tempo altrimenti perde potere calorifico). La legna non essiccata correttamente e/o per un breve periodo di tempo, può avere percentuali di umidità molto alte, anche superiori al 50%, che limitano il rendimento del termocamino, provocando la formazione di fuliggine, rendendo necessarie frequenti pulizie. L’ umidità contenuta nel legno in pratica è acqua che abbassa la temperatura di combustione.

Suddivisione della Legna: Dolce e Forte

La legna si suddivide in due categorie: legna dolce e legna dura o forte.

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La legna dolce si accende facilmente, si consuma in fretta e sviluppa una fiamma lunga e la si usa nei forni che richiedono un lungo giro di fiamma. E' quella di: abete, pioppo, ontano, pino, salice e castagno.

La legna dolce (pioppo, salice, tiglio, ontano) mal si presta per il riscaldamento perché ha un basso potere calorifico, brucia rapidamente, contiene resina in diverse percentuali e tende a fare fiamme lunghe.

In particolare, la legna detta dolce (Abete, Pioppo, Ontano, Castagno, Salice, Pino) è facile da accendere ma brucia anche in fretta. La fiamma lunga generata è ideale per i forni, ma sconsigliata per un impianto di riscaldamento domestico.

La legna forte brucia più lentamente e con fiamme più corte, dura di più ed è più adatta al riscaldamento domestico ed è quella di: betulla, olmo, quercia, leccio, faggio, rovere e frassino.

La legna si può dividere in legna dolce e legna forte; quest’ultima è più indicata ai fini del riscaldamento domestico perché ha una combustione lenta e con fiamma corta.

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I legni duri a parità di volume e di umidità rendono e pesano di più rispetto a quelli porosi (dolci).

Tipi di Legna e Loro Caratteristiche

La legna da ardere, ai fini del riscaldamento, presenta caratteristiche diverse a seconda della varietà di pianta dalla quale è ricavata. Non tutti i legni sono uguali e le caratteristiche circa il tempo di essicazione ed il potere calorifico variano da pianta a pianta.

  • Acacia: l'acacia è un legno di essenza forte. Appartiene alla famiglia delle latifoglie, ha un tronco che raggiunge spesso il metro di diametro e una corteccia spessa e fessurata. Il legno è di colore giallo rossastro, la sua fibra è sottile e compatta.
  • Noce: appartiene alla famiglia delle Juglandacee, molto longevo, il tronco e la chioma possono raggiungere i 30 metri in altezza.
  • Quercia: appartiene alla famiglia delle Fagacee, ne esistono di vari tipi, le più comuni sono il rovere, il cerro, il leccio, la farnia. La quercia è tra i legni più apprezzati per il riscaldamento domestico. Grazie alla sua elevata densità, brucia lentamente e offre un ottimo potere calorifico di circa 4300 kcal/kg.
  • Faggio: appartiene alla famiglia delle Fagacee, ha chioma ampia, ovale e folta. Simile alla quercia, il faggio ha un potere calorifico di circa 4100 kcal/kg. È noto per la sua combustione pulita e regolare, che riduce la formazione di residui e ceneri.
  • Carpino: Il carpino è un’altra eccellente opzione per chi cerca legna da ardere di alta qualità. Il suo potere calorifico è di circa 4200 kcal/kg.
  • Frassino: Con un potere calorifico di 4000 kcal/kg, il frassino offre una buona combinazione di facilità di accensione e durata del fuoco.
  • Castagno: appartenente alla famiglia delle Fagacee, ha un legno compatto ed elastico non molto pesante, viene usato in edilizia per costruire pali e sostegni di vario tipo, nonché per la costruzione di mobili ed arredi interni ed esterni. Come legna da ardere, il castagno aumenta il proprio potere calorico (e la propria resa in generale) se ben stagionato. Sarebbe opportuno nella prima fase di stagionatura (almeno un anno) lasciare la legna da ardere di castagno alle intemperie, in modo che venga lavato via il tannino.
  • Betulla: della famiglia delle Betullacee, ha corteccia biancastra o rossastra, non molto adatta come legna da ardere ma piuttosto durante la fase di accensione del caminetto perché brucia molto in fretta.
  • Larice: della famiglia delle Pinacee è un albero di alto fusto presente sulla fascia alpina, ha corteccia grigiastra, spessa e profondamente solcata. Le sue foglie sono di tipo aghiformi, di colore verde chiaro, riunite in fascetti. Il suo legno duro è un discreto combustibile, essendo resinoso tende a fare fumo e a sporcare la canna fumaria.
  • Pioppo: appartiene alla famiglia delle Salicacee. Ne esistono di due tipi, il pioppo bianco ed il pioppo nero.
  • Olmo: famiglia delle Olmacee. È un albero che raggiunge i 35 metri di altezza, la corteccia è di colore bruno con fenditure verticali, le foglie hanno margine dentato, lunghe circa 15 cm.
  • Ciliegio: può raggiungere i 20 m. di altezza, appartenente alla famiglia delle Rosacee. Le foglie hanno margine dentato con evidenti nervature, apice e picciolo lungo con delle ghiandole alla base. La corteccia è di colore bruno lucente.
  • Pino: con questo termine si usa rappresentare una classe delle Pinacee, a cui fanno capo circa 90 specie diverse. Le foglie sono di tipo aghiforme. È discreto come legna da ardere, non dei migliori, ma accettabile, sviluppa una fiamma scintillante che riscalda rapidamente. Essendo resinoso fa molto fumo durante le prime fasi dell'accensione.
  • Olivo: famiglia delle Olacee, è un albero che arriva a 15 m. di altezza. Ha corteccia di colore chiara che si scurisce con l'età le foglie sono persistenti e lisce. Il tronco è sinuoso e nodoso. E' ottimo per la legna da ardere, brucia anche quando è verde per la presenza di olio al suo interno, che lo porta a fare un fumo fragrante e aromatico all'inizio della combustione.
  • Alberi da frutto: sono legni duri che si prestano bene come legna da ardere.

Tabella del Potere Calorifico di Diversi Tipi di Legna

Ecco una tabella che riassume il potere calorifico di diversi tipi di legna:

Tipo di Legna Potere Calorifico (kcal/kg) Durata Combustione
Quercia 4631 Lunga
Faggio 4471 Lunga
Carpino 4200 Lunga
Frassino 4000 Media
Betulla 4698 Media
Pino 4900 Breve

Consigli per la Scelta e la Conservazione della Legna

In definitiva, se stai cercando di massimizzare l’efficienza del riscaldamento a legna, optare per legni duri come la quercia, il faggio o il carpino ti garantirà un rendimento ottimale. Se vuoi ottenere il massimo dalla tua legna, assicurati di conservarla in un luogo asciutto e ben ventilato, preferibilmente sollevata da terra per evitare il contatto con l’umidità.

La conservazione deve avvenire in luoghi riparati e ben aerati, già tagliata opportunamente in pezzi adeguati al focolare che la deve ricevere.

Non tutti i posti è possibile reperire la quercia o il faggio, oppure risultano poco convenienti (magari per la lontananza).

Nella scelta del legname tenete bene a mente questo aspetto, orientatevi su specie arboree con un potere calorifico alto se avete poco spazio a disposizione.

E' bene dosare la compattezza del legname con la necessità effettiva di produrre calore. Nelle case moderne con un isolamento ottimale non serve andare alla ricerca di legni pesanti, si può ottenere lo stesso risultato con ciocchi di legna più leggera, che producono un fuoco più piccolo mantenendo basse le emissioni. Se casa vostra diventa velocemente un forno, evitate legni duri che producono calore per molte ore, costringendovi ad aprire le finestre o a spegnere la ventilazione del caminetto.

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