Grana Padano 24 Mesi: Calorie e Valori Nutrizionali di un Tesoro Italiano

Il Grana Padano piace proprio a tutti. Andiamo allora alla scoperta dei valori nutrizionali, delle calorie e delle proprietà di questo formaggio simbolo della tavola italiana. Il Grana Padano DOP è un concentrato di latte perché per farne 100 grammi occorrono 1,5 litri di latte fresco.

Il grana padano, come anche il Parmigiano Reggiano, è un tipo di "Grana" che si avvale del marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta) dall'anno 1996. E' ricavato dal latte vaccino ed il suo nome richiama la tipica consistenza della pasta dura e "granosa", ottenuta grazie ad un lungo processo di stagionatura in grosse "forme" rotonde.

Valori Nutrizionali del Grana Padano

Il grana è un formaggio semigrasso a pasta dura e cotta a maturazione lenta (dai 9 ai 24 mesi). Le proprietà che distinguono questo formaggio italiano da qualunque altro formaggio esista al mondo sono molte, da quanto pesa la forma, al sapore e all’aroma inconfondibili.

100 grammi di Grana Padano hanno un valore nutrizionale di 398 calorie. Una porzione, circa 50 g, contiene 196 kcal (quindi 392 kcal per etto).

I valori nutrizionali spiccano per la notevole concentrazione di proteine ad alto valore biologico, le stesse del latte vaccino (leucina, lisina, fenilanina e tirosina). I grassi sono per il 30% insaturi, mentre sono assenti i carboidrati.

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Anche il contenuto di sali minerali è notevole, il grana infatti apporta iodio (necessario al funzionamento della tiroide), magnesio, fosforo, rame, calcio (ben il 60% della dose giornaliera consigliata, fondamentale per ossa e denti), zinco e selenio (che sono antiossidanti). Le vitamine non sono da meno: A (antinfiammatoria e benefica per la vista), B1, B2, B6, B12, D, PP ed E. In particolare il contenuto di B12 - necessaria al buon funzionamento del sistema nervoso e della maturazione dei globuli rossi - corrisponde, in una porzione, al 75% della dose giornaliera consigliata.

I formaggi sono spesso sotto accusa per l’elevato contenuto di colesterolo, ma una porzione di grana padano ne contiene solo 54,5 mg. Considerato che si consiglia di assumere al massimo 201 mg di colesterolo al giorno, il grana non impatta poi troppo sulla quota totale.

Le proprietà nutrizionali del grana padano sono discrete. Rappresenta un'ottima fonte di calcio, di fosforo e di proteine ad alto valore biologico; per contro, apporta elevate quantità di calorie, di cloruro di sodio e di glutammato. Quest'ultima sostanza, ampiamente usata dall'industria alimentare come esaltatore di sapidità, si sviluppa naturalmente durante la stagionatura del grana padano.

Tabella Nutrizionale (per 100g)

Nutriente Valore
Calorie 398 kcal

I "contro" del Grana Padano

Oltre ad apportare tutta una serie di nutrienti fondamentali, il grana padano ha anche dei valori nutrizionali negativi. Il contenuto di sodio e di glutammato, che si sviluppa naturalmente durante la stagionatura, sono effettivamente alti. La porzione da 50 g, inoltre, appare piccina a fronte di un contenuto calorico non indifferente.

Questo non significa che bisogna rinunciare alla bontà del grana, ma semplicemente che bisogna usarlo un paio di volte a settimana come pietanza (e non in aggiunta a un secondo) oppure ogni giorno in piccole dosi sui primi piatti. In questo modo può essere gustato in maniera equilibrata e ragionevole, soprattutto se si soffre di ipertensione, ipercolesterolemia o si è particolarmente sensibili al glutammato.

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Un Formaggio Adatto a Tutti

Il grana padano è uno dei pochi prodotti caseari che può essere consumato anche da chi è intollerante al lattosio, poiché non ne contiene. E non è la lunga stagionatura che rende il grana senza lattosio ma è proprio conseguenza del suo naturale processo di produzione rigorosamente definito dal Disciplinare di Produzione. Il grana risulta quindi un formaggio particolarmente digeribile.

Per questo motivo è un alimento adatto anche ai bimbi in crescita, alle donne in dolce attesa, agli anziani e agli sportivi.

Cenni Storici

La nascita del grana padano potrebbe essere collocata approssimativamente intorno all'anno 1.000 d.C. La scoperta è imputabile all'ordine monastico cattolico dei Cistercensi di Chiaravalle che, bonificando le selve lombarde, promossero l'agricoltura e l'allevamento vaccino (verosimilmente della Rossa Reggiana) locali.

Ovviamente, i grandi pascoli fornivano anche notevoli quantità di latte fresco altamente deperibile (a quei tempi, infatti, non ci si poteva avvalere dei moderni metodi di conservazione). Proprio da questa necessità di mantenere al meglio, e per più tempo possibile, il liquido animale, i monaci adottarono la caseificazione del caseus vetus (formaggio vecchio), che solo nel 1951 sarebbe diventato il Grana Padano.

Il prodotto acquisì rapidamente un'ottima fama, di conseguenza venne diffuso prima nelle aree circostanti, poi in tutti i territori extra padani. Alcuni reperti del 1334 citano il grana padano tra gli alimenti impiegati nelle mense delle galee di lunga navigazione marittima, mentre nel 1477 entrò a far parte del trattato sui formaggi del medico sabaudo Pantaleone da Confienza.

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Produzione

La ricetta del grana padano rispetta tutt'oggi le antiche tradizioni dei monaci cistercensi (ovviamente, nel rispetto di alcuni adeguamenti di natura igienico-sanitaria). Gli animali più impiegati per la produzione lattiera sono (ad oggi) le vacche di frisone (Pezzate nere); queste mucche vengono alimentate prevalentemente da foraggi, verdi o conservati, ottenuti dalle coltivazioni aziendali o nell'ambito del territorio di produzione del latte del Grana Padano D.O.P.

Il disciplinare di produzione prevede che la mungitura venga effettuata almeno due volte al giorno. Così raccolto, il latte destinato alla produzione del formaggio rimane crudo ma viene parzialmente scremato per affioramento naturale. La cagliatura si ricava in caldaie di rame della capacità di circa 1.000 litri, dai quali si possono ottenere solo 2 forme di grana padano. La cagliata che ne risulta viene poi rotta in piccoli pezzi, spurgata e scaldata a 55°C.

Il composto viene quindi diviso nelle apposite fascere, che imprimono i contrassegni di origine, per almeno 48 ore. Viene poi immerso in salamoia per circa un mese. Una volta scolate, le cagliate salate vengono messe a stagionare in appositi locali con temperatura costante di 18-20°C ed umidità dell'85%.

Alla sezione trasversale, il grana padano è di forma circolare; per intero, invece, sembra più un blocco cilindrico e appiattito. Come abbiamo visto, le forme ricevono subito il marchio del quadrifoglio (sigla di identificazione) ma solo dopo la maturazione (12 mesi, 24 mesi e oltre, periodo nel quale vengono rivoltate e spolverate), si procede alla losanga della dicitura "Grana Padano".

I principali criteri di valutazione per l'idoneità del formaggio, adottati dalla commissione degli ispettori interni, sono: l'assenza di "vuoti" (verificati con un martelletto) e il gusto tipico dell'alimento (assaggiato per foratura di una trivella nella forma). L'unica eccezione per la dicitura della losanga è rappresentata dal "Grana Trentino", opportunamente regolamentato e caratterizzato dall'utilizzo di vacche pascolanti nelle valli alpine.

Il grana padano è un formaggio di consistenza dura, tant'è che NON andrebbe tagliato, bensì "spezzato" per mezzo dell'apposito coltello/punteruolo "a goccia". Il colore della pasta oscilla tra il bianco tendente al paglierino ed il giallo pallido (in quelli più stagionati). L'aroma del grana padano è tipico, il gusto elegante e particolarmente sapido.

In cucina, il grana padano si presta alla grattugia e, oltre a rientrare in diverse ricette o impasti, accompagna molti tipi di primi piatti, di antipasti, di contorni e di pietanze. Si presta anche come formaggio da pasto e come abbinamento gastronomico più complesso.

L'accostamento enologico più indicato è con vini tipo: Amarone della Valpolicella, Barolo Spers e Marchese di Villamarina.

Proprietà Nutrizionali

Della sua categoria (formaggi), il grana padano è considerato tra i più digeribili in assoluto; tuttavia, ciò NON significa che si tratti di un alimento leggero e facilmente digeribile in senso assoluto. Le sue caratteristiche nutrizionali primarie sono:

  • Carenza di lattosio, nonostante sia un derivato del latte
  • Ricchezza di proteine ad alto valore biologico
  • Ricchezza di calcio e fosforo
  • Ricchezza di riboflavina (vit. B2)
  • Ricchezza di retinolo equivalenti (pro-vit. A)
  • Medio apporto di grassi (minimo 32% sulla sostanza secca), in quanto proviene da latte vaccino parzialmente scremato
  • Presenza significativa di colesterolo
  • Abbondanza di calorie totali
  • Eccesso di sodio
  • Eccesso di glutammato di sodio (esaltatore di sapidità).

La scarsa presenza di lattosio è imputabile alla lunga stagionatura, durante la quale i microorganismi coinvolti nel processo utilizzano il disaccaride per il proprio metabolismo cellulare. Le proteine, ad alto valore biologico, sono parzialmente idrolizzate, pertanto più digeribili di quelle del latte.

Il grana padano è un alimento che, sempre in aggiunta ai primi piatti (circa 5-10g) o 1-2 volte alla settimana come pietanza (70-80g), può essere facilmente contestualizzato in qualsiasi regime alimentare. La sua funzione principale è quella di aumentare l'apporto di calcio e riboflavina, ragion per cui se ne consiglia l'utilizzo in fase di accrescimento.

Una spolverata sulla pasta dà quel tocco in più (a meno che non sia un primo di pesce), in scaglie arricchisce la bresaola e a tocchetti è perfetto per l’aperitivo o come spuntino per gli sportivi.

Ogni dato medio è stato ottenuto dall’elaborazione statistica condotta su risultati analitici raggiunti analizzando campioni di formaggio Grana Padano DOP rappresentativi dell’intera zona di produzione.

Il grana padano, anche conosciuto come Piacentino, è un prodotto lattiero-caseario tipico del nord Italia; più precisamente, le sue origini sono collocabili nella zona compresa tra il fiume Adda, il fiume Mincio, il fiume Po e la latitudine milanese.

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